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TERME ACQUA PIA Le Terme Acqua Pia utilizzano acque purissime che sgorgano alla temperatura di 40 °C, conosciute ed apprezzate sin dai tempi più antichi. La ricerca scientifica ha confermato il valore sinergico di queste acque che vengono usate come sgorgano dalla sorgente, senza aggiunte di additivi chimici di qualunque natura. Le terapie termo-estetiche praticate sono: fangobalneoterapia, idromassaggio Evian, idromassaggio in vasca, aerosol e humage. Per garantire effetti estetici localizzati, sono anche proposte maschere per il viso alle alghe ed al fango termale dall´alto valore cosmetico naturale, praticate da personale esperto e qualificato. Presso lo stabilimento, a disposizione degli ospiti, vi sono piscine alimentate con acqua termale, provviste di cascatelle, acqua scivolo. Le Terme Acqua Pia, che dispongono di bungalow e di una struttura ricettiva agrituristica, sono inserite in un ampio parco, all´interno del quale vi sono un parco giochi per bambini, un´area di sosta per camper e tende, ristorante, self-service, bar e servizi connessi. La località è al centro di un vasto comprensorio ricco di memorie archeologiche per la presenza dei resti di Selinunte e di Segesta e quelli, splendidi, della Valle dei Templi ad Agrigento. Molte le località turistiche che val la pena di visitare: la Valle del Belice, le stazioni marittime di Porto Palo e di Eraclea Minoa. La ricettività alberghiera, oltre alla struttura termale, è scarsa. MONTEVAGO AGRIGENTO
TERME DI SCIACCA "LA STORIA Chiamata "Terma"" dai Greci e "Xacca"" (dal latino "ex aqua"", donde il suo nome attuale) dagli Arabi, Sciacca deve la sua fama nei secoli proprio alle sue acque curative, che furono conosciute già dai primi abitatori delle sue terre. Fu fondata dai Selinuntini nel VII secolo a.C. proprio come colonia termale della vicina Selinunte, di cui per molto tempo condivise le sorti, ed ebbe una certa importanza anche in epoca romana, quando le terme presero il nome attuale (Thermae Selinuntinae). Di queste terme particolare fama ebbero, fin dall´antichità, le grotte carsiche vaporose del Monte Kronio (o San Calogero), abitate fin dall´epoca neolitica e utilizzate come sudatori dopo che fenomeni tellurici nel 2000 a.C. vi fecero comparire vapori caldi di acqua sulfurea, rendendole inabitabili. La loro origine è in parte leggendaria e viene attribuita, come ci narrano Erodoto e Diodoro Siculo, al celebre architetto ateniese Dedalo, che le avrebbe anche ampliate, dando loro il suo nome ("Antro di Dedalo""); si dice che i sedili ricavati sulle pareti delle grotte siano anche opera sua, e che su di essi siano stati incisi in greco i nomi delle varie malattie curabili con i vapori. L´ACQUA E LE CURE Sciacca possiede un patrimonio idrico notevole, ricco di acque di diverso tipo che sgorgano dalla falda meridionale del Monte Kronio: di queste ne viene usata regolarmente una, l´acqua sulfurea-salso-bromo-iodica ipertermale (56 °C), ipertonica radioattiva e ricca di idrogeno solforato, con un residuo fisso a 180 °C di 23 grammi per litro. Tale acqua viene utilizzata nello stabilimento Nuove Terme Selinuntine e presso i reparti di cura del Grand Hotel delle Terme in forma di bagni e fanghi sulfurei, cure inalatorie (inalazioni, aerosol, humage, nebulizzazioni e irrigazioni nasali), ventilazioni polmonari, insufflazioni endotimpaniche, irrigazioni vaginali, doccia filiforme e idromassaggio. Le principali indicazioni mediche riguardano le malattie dell´apparato respiratorio (laringiti, faringiti, bronchiti, asma bronchiale, sinusiti) e dell´apparato osteoarticolare (artriti, artrosi, postumi traumatici, reumatismi extrarticolari), le affezioni cutanee, alcune malattie dell´apparato genitale femminile, la cosiddetta "sordità rinogena"" e i postumi di flebopatie di tipo cronico. Oltre alle acque le Terme Selinuntine sfruttano le già citate e famose Grotte di San Calogero, situate sul Monte Kronio a nord-est della città e nelle quali evapora, ad una temperatura di 38-40 °C, l´acqua che sgorga ai piedi del monte. Le cure sudatorie praticate all´interno delle grotte sono indicate nelle malattie del ricambio (gotta, uricemia) e dell´apparato muscolare e scheletrico (in particolare, nevralgie, artrosi, artriti, reumatismi e fibromialgie). Nell´antro delle grotte si accede attraverso lo stabilimento di San Calogero, situato sul Monte Kronio, facente parte del complesso termale delle Terme Selinuntine di Sciacca. Le cure durano in media 12 giorni; nel corso della stessa stagione termale possono essere praticati due cicli di cura, separati l´uno dall´altro da un intervallo di almeno quattro mesi. Sono inoltre operanti nel complesso termale un poliambulatorio specialistico e un attrezzato reparto di fisioterapia e di riabilitazione neuromotoria, respiratoria e logopedica. Trattamenti terapeutici vengono praticati anche presso i reparti curativi dei quattro alberghi (Torre del Barone, Cala Regina, Lipari, Alicudi) del complesso turistico-termale di Sciacca Mare, aperto di recente e situato 3 chilometri a sud-est dalla città di Sciacca, in un grande parco naturale di 30 ettari. Il complesso di Sciacca Mare, dotato di modernissime attrezzature ricettive e curative, utilizza un´acqua sulfureo-salso-bromo-iodica che scaturisce alla falda meridionale del Monte Kronio, minerale, ipertonica e ipertermale (40 °C), ricca di sali minerali inorganici e marini. L´acqua è indicata per affezioni degli apparati locomotore, respiratorio, vascolare periferico, genitale femminile, endocrino, per disturbi otorinolaringoiatrici e odontoiatrici, della crescita, nevralgie, dermopatie, per forme dismetaboliche, infettive croniche, neurologiche e degenerative, per artrosi, esiti di poliartrite cronica dei reumatismi rari, per casi di riabilitazione motoria e mialgie. Le cure consistono in fanghi (ottenuti con la mescolanza di sabbia marina, argilla finissima e acqua sulfurea, e con la loro maturazione in appositi bacini, nei quali si formano sostanze organiche - i solfobatteri - che ne aumentano il potere curativo), bagni, trattamenti broncopneumologici, trattamenti otorinolaringoiatrici (insufflazioni endotimpaniche e docce nasali), ginecologici (irrigazioni e aerosol), massaggi e idromassaggi, docce scozzesi, sauna, e trattamenti speciali (fra cui idrokinesiterapia, radarterapia, ultrasuoni, yoga, agopuntura, trattamenti estetici e dimagranti). Le terme sono aperte tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Sciacca è situata in bella posizione sul Mediterraneo, in una zona archeologica di indubbio interesse. Il suo clima è mite e subtropicale, e per questo motivo è frequentata anche nei mesi meno caldi dell´anno come stazione climatica. L´abitato, nell´antichità fiorente colonia greca e importante centro commerciale nel periodo della dominazione araba, è addossato alle colline che si allungano sulla costa e conserva pregevoli opere d´arte di diverse epoche: meritano un cenno lo Steripinto (vale a dire, il "palazzo dipinto"") di stile siculo-catalano, la Porta San Salvatore, il Castello Luna, il Castello Incantato di Filippo Bentivegna, al cui interno è anche allestito un museo di sculture e terrecotte, e le varie chiese e i palazzi di epoca medievale e barocca. Nelle vicinanze si trovano anche numerose spiagge; belle sono quelle solitarie dei Molinelli e di San Giorgio. La località è fornita di diverse attrezzature per lo sport e il tempo libero, soprattutto nel villaggio di Sciacca Mare. Durante la stagione estiva si svolgono nella località diverse manifestazioni musicali (come la Settimana dell´Operetta e concerti di musica da camera), folcloristiche (comprendenti feste popolari tradizionali), teatrali (Settimana della Prosa) e sportive (gare podistiche, corse automobilistiche). Importanti sono pure il Carnevale, il Ferragosto Saccense e la Sagra del Mare, organizzata in occasione della festa di San Pietro. La ricettività alberghiera è più che buona, garantita da un ragguardevole ventaglio di proposte per ogni esigenza." SCIACCA AGRIGENTO
TERME DI ACQUI "LA STORIA Acqui Terme è una cittadina di circa 20.000 abitanti, ad economia mista (prevalentemente agricola e turistico-termale), verde, pulita e silenziosa. La sua storia si perde nella notte dei tempi. Vuole la leggenda che sia stata fondata da una colonia di esuli provenienti dalla Grecia antica che le diedero il nome di Caristo per ricordare una località della madrepatria sede anch´essa di sorgenti termali. In realtà è assai più probabile che l´antica colonia greca si sia mescolata alle popolazioni locali di origine ligure autoctona cui si erano unite, a partire dall´ottavo secolo a.C., alcune tribù celtiche. Le prime notizie storiche sicure fanno risalire al 172 a.C. i primi, bellicosi contatti con le legioni romane; sulle rovine dell´antica Caristo sorse Acquae Statiellae che deve il nome alla tribù ligure degli Statielli sancendone fin d´allora la vocazione prettamente termale. Fiorente municipium romano situato ad un incrocio di vie che collegavano la riviera di ponente alla Via Emilia, conobbe alcuni secoli di pax romana. Con la caduta dell´impero si abbatterono su Acqui successive ondate di orde barbariche (visigoti, ostrogoti, borgognoni, unni, ecc.); sotto Teodorico godette di un breve periodo di tranquillità e di rinnovato splendore: si riparò l´acquedotto del I secolo i cui grandiosi resti ancora campeggiano sulle rive del Bormida, si restaurarono alcuni edifici termali, si ripristinarono le vecchie vie romane di comunicazione. Ducato longobardo e poi Contea franca ai tempi dell´impero carolingio, Acqui si costituì libero comune a partire dal XII secolo. Sul finire del XIII secolo entrò a far parte dei possedimenti dei Marchesi del Monferrato. Estintosi il ramo maschile dei Monferrato, per vicende matrimoniali, nella prima metà del ´500, Acqui e tutto il Monferrato passarono a Federico II Gonzaga, duca di Mantova, figlio di Isabella d´Este e di Francesco Gonzaga, il vincitore di Fornovo. Invasa più volte nei secoli successivi da Francesi, Spagnoli e dalle truppe imperiali degli Asburgo, con il trattato di Utrecht agli inizi del XVIII secolo fu definitivamente annessa al Regno dei Savoia, dei quali seguì le alterne vicende. Capoluogo di provincia per oltre un secolo, fino alla conclusione della breve parentesi napoleonica, recitò una parte significativa nelle guerre del Risorgimento. L´ACQUA E LE CURE Le Terme di Acqui si onorano di una prestigiosa tradizione scientifica e culturale. Non è senza significato che la Società Italiana di Reumatologia si sia costituita in Acqui (1948), che qui sia nato (1929) il primo Centro studi di reumatologia e fangoterapia, che le Giornate medico-reumatologiche acquesi rappresentino una ricchissima tradizione prioritaria in ambito termale italiano (dal 1950), che numerosi medici operanti nelle Terme di Acqui abbiano portato determinanti contributi al progresso delle discipline idrologiche e reumatologiche. Sono da ricordare ancora il Premio Acqui di reumatologia, il Premio Pisani di terapia termale delle malattie reumatiche e le numerosissime pubblicazioni scientifiche che mantengono vivissima nel tempo questa tradizione culturale. Attrezzato con una moderna dotazione strumentale diagnostica e terapeutica (ECG, EMG, doppler, spirometria, ossimetria, elettrodiagnosi, laser e magnetoterapia, linfodrenaggio, bio feed-back, palestre e piscine termali per riabilitazione e fitness), il centro termale di Acqui si colloca in una posizione di avanguardia nel panorama scientifico termale. L´acqua minerale con la quale si praticano tutte le cure termali di Acqui (e nella quale il fango subisce il suo lungo processo di "maturazione"") è un´acqua sulfureo-salso-bromo-iodica con una altissima termalità (75°C alla sorgente della Bollente). La sua peculiare caratterizzazione ne giustifica sia l´ampiezza delle indicazioni cliniche (specie in ambito reumatologico, pneumologico e otorinolaringoiatrico) che la varietà delle metodologie terapeutiche. Il fango viene applicato sulle parti da trattare, secondo le indicazioni dello specialista termale, alla temperatura di 47-49 °C; l´applicazione dura circa 15-20 minuti ed è seguita da un bagno termale che integra e completa l´azione del fango. Le artropatie a carattere regressivo e degenerativo (e segnatamente l´artrosi, sia primitiva che secondaria, e l´artropatia post-traumatica) si giovano sempre della fangoterapia di Acqui, che ha effetti sia sulla componente dolorosa sia sulla limitazione funzionale, nonché sulla fatale evolutività di queste patologie. La fangoterapia di Acqui trova ancora un esteso campo di applicazione nella periartrite scapolo-omerale, nelle fibrositi, nei reumatismi muscolari, nelle nevriti brachiali e sciatiche, torcicollo, lombaggini, tendiniti. Anche le patologie da attività sportiva costituiscono una elettiva indicazione per le cure termali di Acqui: numerosissimi sono stati i campioni dello sport (uno per tutti, Fausto Coppi) che nel centro termale hanno ritrovato salute e vigore. Le cure inalatorie, praticate in Acqui fin dal secolo scorso, trovano la loro migliore indicazione in tutte le patologie croniche delle vie aeree: riniti croniche, atrofie, allergie, sinusiti, faringiti e faringotonsilliti, laringiti, tracheiti e tracheo-bronchiti, bronchiti croniche ed asmatiche, enfisema. Risultati di estremo interesse clinico sono dimostrati dall´associazione delle cure inalatorie sulfuree con la rieducazione funzionale respiratoria (bronchite cronica, asma bronchiale, enfisema, silicosi), in cui si riscontra un notevole miglioramento delle condizioni generali, della capacità lavorativa, della qualità della vita. Anche le esigenze, oggi particolarmente sentite, di curare il corpo, di mantenere o potenziare la forma fisica possono trovare nelle Terme di Acqui un´adeguata risposta; al riguardo è recente la realizzazione di una serie di prodotti cosmetici, per il viso e per il corpo, che utilizzano l´acqua termale. Le proposte terapeutiche non possono essere schematizzate in un rigido programma: troppe sono le componenti (circolatorie, costituzionali, ormonali, dietologiche, psicogene) capaci di incidere negativamente su molte patologie, in primis la cosiddetta "cellulite"", ma anche il sovraffaticamento, lo stress e così via, per poter correttamente promettere e mantenere miracolosi risultati. Resta il fatto incontestabile che un programma terapeutico composito e intercambiabile (sedute di idromassaggio e chinesiterapia, idroginnastica vascolare praticata nelle piscine termali, massoterapia, linfodrenaggio, laser e magnetoterapia, ginnastica medica), senza mai prescindere dalla fangoterapia nei distretti da trattare, può consentire buoni risultati, persistenti e significativi. L´ATTREZZATURA La secolare tradizione dei bagni e dei fanghi ha un suo risvolto anche per quel che riguarda l´ospitalità. Come nei tempi andati ci si preoccupava di accogliere degnamente i principi e attirare personaggi illustri (citiamo tra i tanti Giacomo Puccini e Francesco Tamagno), così anche oggi si organizzano manifestazioni e si mettono a disposizione strutture per rendere piacevole il soggiorno in città (cinema, dancing, maneggio, piscina, campi da tennis e bocce, sale giochi e biblioteche, saloni per convegni e congressi). Da vedere anche il Museo Civico Archeologico che ha sede nel castello dei Paleologi, sulla collina a oriente del Medrio. Tuttavia anche i dintorni rappresentano un buon motivo di interesse: gli scavi romani, i castelli medievali sparsi sulle colline del Monferrato, le vicine Langhe e le verdi valli del Preappennino Ligure-piemontese sono alcune mete di sicuro gradimento. La ricettività alberghiera è discreta." ACQUI TERME ALESSANDRIA
TERME DI MONTE VALENZA "Le fonti Angelica e Sanatrix vennero scoperte nel 1890 e sistemate cinquant´anni più tardi. Da allora ad oggi in successivi interventi la località ha perfezionato le proprie attrezzature fino a diventare un accogliente punto di riferimento non soltanto per chi viene a sottoporsi alla cura, ma anche per chi cerca un´oasi di tranquillità e di svago. Le acque, di tipo sulfureo, sono efficaci per il fegato, le vie biliari, lo stomaco e l´intestino; le cure (essenzialmente idropiniche) si possono praticare durante la stagione di apertura che va da aprile a settembre. Fanno parte del complesso termale un albergo, un ristorante, un campeggio per roulottes e caravan, un dancing e una zona piscine con acquascivolo. Attorno alle due fontane, immerse in un verdissimo parco di 20 ettari con piante secolari, l´ospite può trovare alcune attrezzature di svago, come un maneggio, campi da tennis, calcetto, mini-zoo, minigolf, laghetto e giochi per bambini. A parte Valenza, dove l´attenzione del turista va alla rinomata produzione orafa e alla visita dei numerosissimi laboratori artigiani, il territorio circostante offre numerosi spunti per escursioni a castelli e monumenti del Monferrato." MONTE VALENZA ALESSANDRIA
TERME DI SAN VITTORE LA STORIA La necropoli protovillanoviana di Pianello e i numerosi reperti rinvenuti nelle grotte dei dintorni fanno presupporre che le popolazioni preistoriche qui insediate conoscessero questa fonte. E pare anche che le sue acque sulfuree fossero utilizzate dai Romani. Per venire a tempi più recenti, nel 1922, in frazione San Vittore, un piccolo stabilimento termale iniziò l´attività, accogliendo ospiti provenienti dalla regione e dal centro Italia. La costruzione del complesso termale alberghiero si è sviluppata in momenti diversi e ha assunto l´attuale struttura nel 1965, anno nel quale furono risistemati e ampliati tutti gli impianti. L´ACQUA E LE CURE L´acqua delle terme di San Vittore è di tipo minerale sulfureo-sodica. Dalla sorgente sgorga un´acqua limpida, con temperatura di 13 °C, caratterizzata da uno spiccato odore di uova marce per l´alto contenuto di zolfo (19,5 gradi solfimetrici). Proprio questa caratteristica sgradevole garantisce invece all´acqua buone possibilità curative, soprattutto per quanto riguarda le affezioni delle vie respiratorie e i reumatismi. Presso lo stabilimento si praticano fanghi (temperatura media del fango 44-48 °C), bagni, inalazioni a getto, aerosol, humage (è un gas secco che veicola l´idrogeno solforato liberato dall´acqua termale, indicato quando i disturbi sono prevalentemente bronchiali), insufflazioni endotimpaniche, docce nasali, enterocleaner, irrigazioni vaginali e rettali, massaggi. La terapia termale sulfurea è efficace per artriti, artrosi e reumatismi cronici, gotta, esiti di fratture e di traumi, mialgie, miositi, riniti, faringiti, laringiti, sinusiti, tonsilliti croniche, ozena, asma bronchiale allergica, bronchite cronica, bronchite cronica con enfisema polmonare, eczemi cronici secchi, psoriasi, acne e foruncolosi, cellulite, esiti di annessiti, cerviciti croniche, sordità rinogena, otiti croniche, gengiviti, emorroidi, ragadi, fistole. Le cure sono convenzionate con il SSN, l´INPS, l´INAIL, il Ministero degli Interni. Periodo di apertura da aprile a novembre. L´ATTREZZATURA Lo stabilimento dispone di una piscina riscaldata di acqua termale. Negli immediati dintorni, due attrattive turistiche suscitano notevolissimo interesse: il complesso speleologico delle Grotte di Frasassi tra cui, famosa, la Grotta Grande del Vento (visite guidate tutto l´anno, con orari diversi secondo le stagioni), i ruderi romani di impianti termali e la splendida abbadia romanico-bizantina di San Vittore delle Chiuse, risalente al secolo X e restaurata negli anni Trenta. La ricettività, oltre a quella offerta dall´albergo annesso allo stabilimento termale, è piuttosto limitata. GENGA ANCONA
TERME DI SAINT-VINCENT "LA STORIA La sorgente fu scoperta dall´abate G.B. Perret "qui s´occupait beaucoup de chimie et de minéralogie"" come dice l´abbé Henry nella sua Histoire Populaire de la Vallée d´Aoste. Perret era nato a Saint-Vincent il 25 maggio 1714 e visse a lungo nella casa contrassegnata da una targa-ricordo nella centralissima viuzza che ora porta il suo nome. Constatato lo straordinario interesse che le bovine, al pascolo in una certa zona, mostravano per l´acqua "sgorgante tra gli interstizi di una roccia micacea e che tingeva di rosso le pietre e la terra ove scorreva"", l´abate nel 1770 raccolse e analizzò quell´acqua. Risultò ricca di bicarbonati, acido carbonico, solfato sodico e cloruri. Acquistata la sorgente, il Perret fece fare ulteriori, più approfondite analisi e l´acqua di Saint-Vincent fu autorevolmente patentata "diuretica, purgante e destruente"" nonché "assai più mineralizzata di quella di Carlsbad"". Il re Carlo Emanuele III fu sollecitato ad interessarsi alla scoperta dell´abate. Sul posto giunsero il cav. De Buttet, ingegnere e capitano d´artiglieria, e il famoso dottor Gioannetti, professore presso l´Università di Torino. Le finanze pubbliche, attraverso l´Intendenza di Aosta, deliberarono la spesa di lire 57 e centesimi 10 per far costruire idonee prese e vasche di raccolta dell´acqua e per la posa di rubinetti al fine di una distribuzione controllata. La fama dell´acqua della Fons Salutis, come era stata battezzata, si diffuse rapidamente: le analisi si moltiplicarono, cominciarono i confronti e si constatò così, che, documenti alla mano, essa superava per una o altra componente terapeutica, non solo l´acqua di Carlsbad, ma altre altrettanto famose come la Vichy e la Sangemini. "Dopo un ventennio di attività"" - scriverà l´illustre senatore B. Pescarolo, al principio del nostro secolo - "l´esperienza ci ha largamente dimostrato che l´acqua minerale di Saint-Vincent trova la sua migliore indicazione nelle malattie dello stomaco, intestino, fegato (specie nella calcolosi) e nelle congestioni viscerali..., nonché per la gotta, il diabete, l´obesità"". Col completo rinnovamento dell´attrezzatura della raccolta ed erogazione, attuata in occasione della costruzione del nuovo stabilimento, l´acqua della Fons Salutis è stata sottoposta, agli inizi degli anni Sessanta, ad approfondite ricerche di ordine fisico-chimico, farmacologico e clinico, onde offrire, secondo criteri moderni, modalità d´uso e posologia razionali. Le indicazioni principali sono rappresentate dalle affezioni dell´apparato digerente oltre che da alcune malattie dismetaboliche e disendocrine. Oggi lo stabilimento è dotato di servizi complementari come inalazioni e aerosolterapia, sempre più richiesti quali cure collaterali da chi si sottopone a terapia idropinica. L´ACQUA E LE CURE Si tratta di un´acqua fredda, con temperatura alla sorgente di 9,5 °C, che scaturisce da una fessura della roccia gnaissica, immediatamente a monte del parco della fonte, a 670 metri di altitudine. L´acqua della Fons Salutis è acqua minerale propriamente detta, con residuo secco di grammi 7,3500, appartenente alla classe delle acque bicarbonato-solfato-alcaline e alla classe delle acque carboniche per la presenza della CO2 in quantità superiore a 300 cc. per litro. La recente analisi ha dimostrato anche la presenza di anioni bromo e iodio, che conferiscono nuova fisionomia all´acqua stessa, da considerarsi pertanto come "acqua bicarbonato-solfato-alcalino-bromo-iodica carbonica"". Dal punto di vista clinico l´effetto dell´acqua in esame può essere definito come tonico generale. L´azione terapeutica, legata alla sua composizione chimica, è comunque evidente a livello degli organi che con essa vengono a contatto primitivamente e più intimamente, quali l´apparato gastro-enterico. A livello gastrico l´acqua di Saint-Vincent svolge un´azione equilibratrice e regolatrice riportando verso la norma le disfunzioni secretorie. Tenendo conto delle modalità dell´azione farmacologica si possono ora porre le indicazioni al suo impiego: gastriti primitive, soprattutto quelle catarrali con ipercloridria; gastriti secondarie a disordini epatobiliari; dispepsie gastriche dell´infanzia; lesioni duodeno-pancreatiche (le acque di Saint-Vincent intervengono favorevolmente nelle duodeniti e in alcune diarree da alterata digestione dei grassi); stipsi; coliti dispeptiche; coliti associate a manifestazioni diatesiche; coliti spastiche; insufficienza epatica ed epatopatie croniche; fegato coloniale e postumi di epatite virale; discinesie delle vie biliari specialmente se ad impronta ipertonica; infiammazioni croniche delle vie biliari; fenomeni di tipo spastico e infiammatorio associati alla colelitiasi; obesità; diabete; sindromi uricemiche. L´efficacia terapeutica dell´acqua bicarbonato-solfato-alcalina-bromo-iodica-carbonica di Saint-Vincent sulle mucose si esplica mediante una molteplicità di azioni; l´azione miorilassante sulla muscolatura bronchiale e sedativa generale del calcio, del magnesio e del solfato; l´azione fluidificante le secrezioni e tamponante il pH acido dell´infiammazione dei bicarbonati; l´eccitazione dell´ortosimpatico svolta dal residuo salino che stimola i processi del ricambio. Le altre azioni (antisettica, desensibilizzante, diatesica) agiscono eliminando quei fattori di squilibrio e di irritazione che predispongono o si associano alle riacutizzazioni dei processi patologici. Il campo di applicazione della crenoterapia inalatoria è assai vasto e comprende le affezioni flogistiche croniche, tranne le forme tubercolari e le forme disreattive delle mucose delle prime vie aeree e delle vie aeree inferiori: flogosi catarrali e recidivanti delle prime vie aeree (riniti, faringiti, laringiti, otiti); tosse stizzosa da laringo-tracheiti e da esiti di pertosse; esiti di adenoidectomia e tonsillectomia; rinopatie vasomotorie; bronchiti asmatiformi; bronchiti croniche o recidivanti del bambino. Il periodo di apertura va dal 1° maggio al 31 ottobre. L´ATTREZZATURA Lontana dai fumi tossici delle fabbriche, avulsa dal traffico metropolitano, distante dal chiasso di autostrada e ferrovia, Saint-Vincent, con i suoi tre chilometri di viali e con la mitezza del clima, si offre al soggiorno della tipica clientela delle villes d´eau. Ma la cittadina è celebre anche perché offre, ai seguaci della dea bendata, tutte le attrattive del tappeto verde, delle slot-machines, dei videogiochi. Folclore e artigianato artistico del legno, tradizionali nella cultura valdostana, hanno qui rassegne annuali di alto richiamo; mostre d´arte e concerti di musica sacra punteggiano la stagione turistica; esposizioni e convegni di rilievo si susseguono, alternandosi alle bimensili feste di gala al Casinò con presenza di personalità internazionali dello spettacolo, dello sport, della cultura. Da metà luglio ai primi di settembre le vie del centro sono quotidiano palcoscenico serale per intrattenimenti gratuiti di arte varia. Bisettimanali escursioni, gite e visite guidate nei dintorni e alle principali località turistiche della regione. Nell´inverno Saint-Vincent si caratterizza come soggiorno privilegiato per sciatori e accompagnatori per la centralità della sua posizione rispetto al più vasto e famoso comprensorio sciistico delle Alpi con le grandi stazioni di Gressoney, Champoluc, Monte Rosa, Champorcher, Valtournenche, Breuil-Cervinia, Pila, Courmayeur, La Thuile, Cogne, nonché con la propria stazione del Col de Joux, a 1650 metri di altitudine, particolarmente indicata per principianti e bambini. Nella buona stagione ombrosi sentieri invitano gli amanti della natura ai prati della collina, ai castagneti, ai boschi ricchi di fauna e flora incontaminata e ai pascoli, mantenuti rigogliosi e fioriti da una fitta rete irrigua che attinge al secolare canale Ru Courtaud, 22 chilometri di percorso a quota 2000 metri. Da segnalare tra le sue testimonianze archeologiche, una chiesa romanica del X secolo, le rovine romane lungo l´antica Via delle Gallie, le preziose sculture lignee nell´antichissima chiesa di Moron. Escursioni interessanti sono possibili al Col de Joux (m 1770, 15 minuti di auto) e, a piedi, alla torre di Neran, ai castelli di Chenal, Montjovet, Ussel, alla chiesa di Saint Clair, tutti nascosti nella selvaggia bellezza del panorama valdostano. La ricettività alberghiera è più che buona." SAINT-VINCENT AOSTA
NUOVE TERME DI ACQUASANTA "LA STORIA Nella prima metà dell´Ottocento si scoprirono nella località i resti delle antiche Terme citate da Tito Livio e molto frequentate nell´antichità. Carlo Magno, in viaggio per raggiungere Roma e la corte papale, vi soggiornò per alcuni giorni. La struttura termale della piccola località rimase a lungo assai semplice, composta "da una vasta vasca naturale, in cui possono comodamente bagnarsi un 200 persone"". La vasca di cui parla lo Schivardi raccoglieva l´acqua zampillante da una sorgente, per poi allargarsi e penetrare all´interno del monte che sovrasta il fiume Tronto; "nessun comodo!"" lamenta lo Schivardi, anche se occorre precisare che già dal 1870 veniva utilizzato uno stabilimento termale e una ulteriore piscina era usata dai sofferenti di malattie cutanee. "Quanto all´aria che vi spira - diceva ancora lo Schivardi - quando spirano in quel luogo venti nordici succede uno sprigionamento di gas acido solfidrico così rapido che forma una colonna di denso fumo, che investe i contorni annerendo l´argento, il piombo e le false dorature. Narrasi pure che una signora che faceva uso di belletto dopo un bagno diventò nera"". L´ACQUA E LE CURE Le terme, che utilizzano acqua sulfurea, sgorgante a 38° C, attualmente sono fornite di moderni reparti di cura per le affezioni artroreumatiche, broncoasmatiche, della sordità rinogena, dermatologiche. Le cure che si praticano nello stabilimento termale di Acquasanta sono le terapie inalatorie (inalazioni, aerosol, polverizzazioni), la ventilazione polmonare, le docce nasali. Il reparto otorinolaringoiatrico si avvale di medici specialisti e vi si effettuano principalmente le insufflazioni endotimpaniche per la cura della sordità rinogena. Nel reparto fangobalneoterapico l´applicazione del fango avviene in camerini dotati di doccia e vasca con idromassaggio. Vengono inoltre effettuate cure fisioterapiche e riabilitative che si avvalgono di un nuovo reparto dotato di una piscina con acqua termale sulfurea. L´ATTREZZATURA Le nuove terme hanno mantenuto la consuetudine della piscina, attualmente coperta e circondata da un vasto parco. La località, molto tranquilla (le terme sono di poco distanti dal centro dell´abitato) è inserita nel perimetro del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Innumerevoli sono i percorsi che si offrono agli appassionati di trekking o di mountain-bike. Si segnalano il Bosco della Martese, il Lago di Campotosto e di Scandarello. Percorrendo la Salaria lungo il corso del fiume Tronto è relativamente facile raggiungere Ascoli, oppure spingersi fino al Mare Adriatico (km 40), la cui costa è sempre ricca di attrattive turistiche e balneari. Il traforo di Forche Canapine collega rapidamente la provincia ascolana con i più caratteristici centri della confinante regione Umbria, quali Norcia, Castelluccio, Spoleto. La ricettività alberghiera, assicurata anche dall´Albergo Italia, direttamente collegato con i reparti di cura, è più che sufficiente." ACQUASANTA TERME ASCOLI PICENO
STABILIMENTO IDROPINICO PALMENSE DEL PICENO "A circa un chilometro e mezzo dall´abitato di Torre di Palme sgorga un´acqua mediominerale bicarbonato-alcalina, detta "Acqua Palmense del Piceno"", usata in forma di bibita nel vicino stabilimento termale per la cura delle malattie del ricambio. Ha sapore gradevole, ed è, per la sua leggerezza, facilmente digeribile; va bevuta a digiuno, lentamente, per un periodo di 15/20 giorni. Lo stabilimento è aperto da giugno a settembre ed è frequentato da una clientela prevalentemente locale e nazionale; fu aperto nel 1950, circa vent´anni dopo la scoperta della fonte. Torre di Palme è uno dei più interessanti centri storici delle Marche, situato sulla cima di un colle a poca distanza dalla costa. Conserva intatti molti monumenti medievali (il Palazzo Municipale, del secolo XI, la chiesa romanica di Sant´Agostino, del secolo XII, la chiesa di Santa Maria a Mare, anch´essa del secolo XII). Nei dintorni merita interesse Fermo, ricca di resti dell´età romana e di chiese e palazzi medievali e rinascimentali, nonché di una importante pinacoteca. Consigliabili sono naturalmente anche escursioni alle vicine stazioni balneari della costa adriatica marchigiana: Porto San Giorgio, Lido di Fermo, Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto. La ricettività alberghiera del circondario è più che discreta." FERMO ASCOLI PICENO
TERME DI AGLIANO La fonte termale sorge in un incantevole paesaggio dell´Alto Monferrato tra colline ricche di vigneti. La denominazione "Fons Salutis"" è dovuta alle particolari proprietà terapeutiche della sua acqua solfurea-salso-alcalino-iodurata che sgorga in un ampio parco ombreggiato annesso all´Hotel delle Terme. Le terme di Agliano (convenzionate con il SSN) effettuano le seguenti cure: idropiniche (per bibita), efficaci per le malattie infiammatorie dell´apparato digerente, del fegato e delle vie biliari, nei casi di stipsi cronica e ostinata; inalatorie (aerosol-humage-inalazioni) per le affezioni delle prime vie respiratorie, bronchiti acute e croniche, riniti allergiche, sinusiti, faringiti, laringiti; insufflazioni endotimpaniche per sordità rinogena. AGLIANO ASTI
TERME DI SAN TEODORO "LA STORIA L´attività delle terme risale alla seconda metà del XVII secolo, come testimoniano molti documenti dell´epoca, ma da tempi ancora più remoti è nota la località in cui sorgono: la mitica Valle d´Ansanto il cui epicentro è rappresentato dal Lago della Mefite, ricco di fumarole e fanghi bollenti e al quale le terme sono collegate per i comuni fenomeni vulcanici e idrogeologici. Per le sue particolarità, infatti, la zona è ricordata da Virgilio nell´Eneide ed è descritta inoltre da molti altri antichi scrittori come Plinio, Sidonio, Apollinare, Aulo Persico. Verso la metà del 1700, il duca Caracciolo di San Teodoro fece costruire un primo vero stabilimento al posto dei primitivi manufatti per bagni esistenti. Questo stabilimento, ripetutamente ristrutturato e ampliato, pervenne in seguito alla famiglia Sanfelice di Bagnoli cui fa tuttora riferimento la Società Antiche Terme di San Teodoro che ha provveduto alla sua totale ricostruzione in seguito ai danni subiti per il terremoto nel 1980, realizzando una struttura termale in grado di offrire, con i tradizionali servizi terapeutici, vaste opportunità di coniugare il benessere con la forma fisica. L´ACQUA E LE CURE Le acque delle Terme di San Teodoro appartengono a quelle definite solfato-bicarbonato-alcalino-terrose, sulfuree, ricche di anidride carbonica. La loro temperatura alla sorgente è di 28 °C. L´azione locale delle acque si manifesta in particolare sull´apparato attraverso il quale lo zolfo viene assorbito. Sulla pelle (balneoterapia) le acque sulfuree esercitano un´azione cheratoplastica e cheratolitica; sulle mucose dell´apparato respiratorio (cure inalatorie) un´azione anticatarrale, antiflogistica e stimolante del trofismo; sull´apparato digerente (idropinoterapia) così come sull´apparato genito-urinario (idropinoterapia, irrigazioni) intensa azione anticatarrale e antiflogistica. L´azione generale è tuttavia in rapporto alla quantità di zolfo assorbito complessivamente attraverso le varie vie. Nelle Terme di San Teodoro è molto intensa la combinazione dell´azione locale e generale per l´inalazione delle componenti gassose dello zolfo (di cui è satura l´atmosfera della zona. In particolare, le acque minerali sulfuree di San Teodoro esercitano un´azione tonico-sedativa sul sistema neurovegetativo, un´azione disintossicante, antiallergica, nonché benefici sul metabolismo, sul sistema endocrino, nelle malattie croniche articolari. Le modalità di impiego sono: idropinoterapia; balneoterapia in vasca (bagno normale, gorgogliante, ozonizzato, con idromassaggio modulato), in piscina e in vasca con percorso a temperatura alternata; balneofangoterapia; inalazioni (nebulizzazioni, aerosol, humage); inalazioni endotimpaniche (sordità rinogena); irrigazioni ginecologiche. I reparti sono specificamente attrezzati per le applicazioni pediatriche e per i principali cicli di cura per la riabilitazione respiratoria e motoria (ginnastica in piscina termale e in palestra, massoterapia, applicazioni elettriche). Fra i trattamenti estetici praticati vi sono i bagni aromaterapici, la fitoterapia, il linfodrenaggio, le maschere con fanghi ed alghe. È inoltre in funzione un centro di medicina olistica e dietetica. Il periodo di apertura va da maggio a ottobre. L´ATTREZZATURA Integrato nel complesso termale vi è l´Hotel delle Terme. Molti gli itinerari turistici interessanti: la Valle d´Ansanto, con l´antico borgo di Rocca San Felice e il ribollente lago della Mefite, l´abbazia del Goleto risalente al 1135 e costruita sui resti di una villa romana, gli scavi della città di Aeclanum fondata dagli Irpini alcuni secoli prima di Cristo e poi diventata "colonia"" romana, i laghi di Monticchio e quello del Piano Laceno, il castello di Carlo Gesualdo principe di Venosa, il santuario di Montevergine, il santuario di San Gerardo a Majella." VILLAMAINA AVELLINO
TERME DI TELESE "LA STORIA Le fonti furono scoperte verso il 1300, ma alcuni storici fanno risalire la conoscenza delle sorgenti sulfuree già all´epoca della Telesia romana. Per farci un´idea del passato della località, vale la pena di seguire le gustose descrizioni dello Schivardi annotate nella sua guida del 1875: "Pochi ruderi esistono ancora di un´antichissima e potentissima città del Sannio, parte della provincia di Terra del Lavoro. Quella città chiamavasi Telese, e di quei ruderi che ancora avanzano è composto un villaggio che lo stesso glorioso nome conserva. Alle sue spalle sorge un solitario monte, detto Montacero, alto 750 metri sul livello del mare, che vuolsi sia stato un vulcano, estintosi in tempi remotissimi. Allorquando nel 1340 l´Italia fu agitata dal maggiore de´ terremoti, sgorgarono in quel luogo copiose sorgenti di acque acidulo-solforose, e sorsero pure delle mofete, che resero quell´atmosfera micidiale"". E continua descrivendo "l´attrezzatura"" del villaggio: "L´ombra di pochi rami di querce servì finora di ricovero a quelli che recavansi ai bagni. Ivi accorreva gran folla, ed un´ora o più dopo levato il sole, quando i suoi raggi avevano diradato i vapori e gli effluvi, tutta quella gente si tuffava nelle acque. La particolarità di Telese è che si prendono i bagni sopra i punti naturali di uscita dell´acqua, esponendo così il corpo alla doppia azione dell´acqua come viene fuori dalla terra e del suo aeriforme compagno. Se ne fecero quindi delle piscine, alle quali si perviene da separati camerini"". In poco più di cent´anni il riammodernamento delle strutture è stato considerevole: si cominciò nel 1877, anno in cui la famiglia Minieri fondò l´attuale complesso termale, poi completato con successivi interventi fino agli anni più recenti. L´ACQUA E LE CURE Le acque sulfuree-carboniche-magnesiache di Telese Terme sono indicate in numerosi ambiti patologici; in particolare per le malattie dermatologiche, per le affezioni di orecchio, naso e gola e le malattie dell´apparato respiratorio, per tutte le patologie di origine artroreumatica e reumatica, per le patologie vascolari, per quelle dell´apparato ginecologico, per le affezioni gastroenteriche e delle vie biliari. Le principali applicazioni terapeutiche sono: bagni, idromassaggi, fanghi, percorsi vascolari in piscina termale, irrigazioni nasali, inalazioni, aerosol, insufflazioni endotimpaniche e politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari, cure ginecologiche, cure idropiniche, riabilitazione della funzione neuromotoria e respiratoria. A integrazione delle terapie termali è possibile praticare massaggi, fisiokinesiterapia respiratoria, terapie elettriche, radar, marconi, magnetoterapia, jonoforesi, ginnastica riabilitativa in palestra o piscina termale, fotobalneoterapia per la cura della psoriasi e di altre patologie dermatologiche. L´azienda termale è accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale e convenzionata anche per il soggiorno alberghiero con INPS, INAIL, Ministero della Difesa, ENASARCO. Le terme sono aperte tutto l´anno. L´ATTREZZATURA L´attività termale viene svolta in parte presso lo stabilimento Terme di Telese in piazza Minieri, nel cui parco sono situati i padiglioni di cura e due piscine termali sulfuree, e in parte presso il complesso turistico-alberghiero del Grand Hotel Telese. Immersa nel verde di un parco di alberi secolari, quest´antica struttura, autentico gioiello architettonico di fine ´800, completata di recente da una moderna dépendance, dispone di reparti termali interni con piscina riabilitativa e percorsi di deambulazione, centro benessere, palestra, sauna, piscine, campi di calcio e tennis. È anche un luogo particolarmente adatto ai ritiri sportivi. La cittadina termale offre spunti di interesse turistico come il Lago di Telese e la Torre longobarda, mentre nei dintorni sono da visitare i resti dell´antica Telesia (teatro, anfiteatro e mura), l´abbazia benedettina dell´XI secolo e il parco turistico del rio Grassano a San Salvatore Telesino, il Castello Ducale a Faicchio, i ponti romani a Massa e a Cusano Mutri, il parco geopaleontologico a Pietraroja, le tradizionali botteghe della ceramica artistica e i centri storici a San Lorenzello e Cerreto Sannita, le vicine Benevento e Caserta. La zona montana circostante offre numerose possibilità di escursioni: al Massiccio del Matese (km 30), al Monte Taburno (km 20). Ma anche la non lontana costiera amalfitana fa arrivare le sue suggestioni: in un´ora circa si può raggiungere Amalfi o Sorrento e in non più di due ore sbarcare a Capri o a Ischia. La ricettività alberghiera è di discreto livello." TELESE TERME BENEVENTO
FONTE BRACCA L´acqua è del tipo mediominerale litiosa e radioattiva ed è indicata, per le sue caratteristiche diuretiche, nelle dispepsie con atonia gastrica e nelle malattie del ricambio; favorisce l´eliminazione dell´acido urico e facilita i processi digestivi. La maggior parte del quantitativo di acqua che sgorga viene utilizzata in un moderno impianto di imbottigliamento che ha sede ad Ambria, frazione di Zogno, e che imbottiglia anche un´altra acqua, captata nella zona termale, l´oligominerale Flavia, bicarbonato-calcica-solfato-magnesiaca. BRACCA BERGAMO
FONTE DELLA SALUTE Le acque sono di tipo sulfureo-salso-solfato-alcalino e sulfureo-salso-bromo- iodico. Sgorgano a una temperatura che va dai 10 ai 15 °C e sono particolarmente adatte alla cura delle malattie cutanee (nella metà del 1800 venivano infatti definite "Acque della rogna"). Buone anche per fegato e reni, per gli apparati respiratorio e otorinolaringoiatrico, circolatorio, genitale femminile, muscolare e scheletrico, per le malattie del ricambio, per le affezioni odontostomatologiche e per le allergie. Si praticano cure idropiniche e inalatorie, balneoterapia, idromassaggi ozonizzati, irrigazioni vaginali, insufflazioni endotimpaniche, ventilazioni polmonari, fangobalneoterapia. SANT´OMOBONO IMAGNA BERGAMO
TERME DI GAVERINA LA STORIA Dal 1900, quando le qualità terapeutiche delle fonti di Gaverina vennero scoperte quasi casualmente, la località acquistò sempre maggior rinomanza, che non andò a discapito dell´atmosfera tranquilla e distensiva presente da sempre. Le fonti sono da allora la Fonte Centrale, Bassa, Molognetta, Ippocastano. L´ACQUA E LE CURE L´acqua, che sgorga ad una temperatura di circa 12,5 °C, viene classificata come medio minerale bicarbonato-alcalina-sulfurea, con un alto grado di tolleranza e di assorbimento da parte dell´organismo. Di solito la cura viene prescritta nelle malattie del ricambio, ma è utilizzata con successo anche nella maggior parte dei disturbi gastro-intestinali, epatici e biliari, nonché in presenza di bronchiti croniche, riniti e sinusiti. A Gaverina è possibile, sempre sotto controllo medico, sottoporsi a terapie particolari quali insufflazioni, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, irrigazioni ginecologiche. Le cure termali e specifiche sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. La stagione di apertura va da maggio a ottobre. L´ATTREZZATURA Durante il soggiorno si possono praticare sport, soprattutto caccia e pesca, nuoto, tennis, gioco delle bocce. Il tempo libero può essere impiegato piacevolmente visitando i dintorni della località che godono di molte attrattive: la natura offre oasi pressoché intatte presso il Lago di Endine e la Valle del Freddo, nelle Prealpi Orobiche e nelle Valli Brembana e Seriana. Sono consigliate visite alla monumentale Bergamo Alta, ai castelli di Bianzano e Monasterolo, alla chiesetta romanica di Spinone al Lago, al monastero di San Benedetto a Borgo Terzo. La ricettività alberghiera, oltre all´Albergo delle Terme, è discreta. GAVERINA TERME BERGAMO
TERME DI SAN PELLEGRINO "LA STORIA Correva l´anno 1452. Ad Aplecchio (ora frazione a monte di San Pellegrino) si radunò la popolazione del libero Comune e si mise a verbale che "ibi ubi dicitur Foris ad Borleza, penes viam communem pro eundo ad Fontem... non elevetur alique arbores in rivazo"". È il primo documento certo in cui viene nominata una fonte, dove risulta che il luogo riveste importanza pubblica tale da prendere provvedimenti che ne favoriscano l´agibilità. Da quella data in poi le testimonianze si infittiscono, non ultime quelle, famose, di Alberto Astori. Colpisce i cronisti del tempo (medici, chimici, letterati) soprattutto lo strano gusto amaro e frizzantino dell´acqua. E tra le tante descrizioni l´Angelini, cauto, proclama in un poemetto datato 1720: "che in Santo Pellegrino coll´acque amare/ corresse una fonte già fu scritto, ed io/ prima che dirlo vo´ l´acqua gustare"". C´è anche (siamo nel 1799) chi si azzarda a fornire ponderate indicazioni terapeutiche: "San Pellegrino, detto anche Piazzo Basso, è considerevole anche per una sorgente d´acqua minerale tiepida di gusto saponaceo assai giovevole allo scorbuto ed acrimonia del sangue, e perciò molto frequentata soprattutto dalla nobiltà Milanese"". Non meno curiose le osservazioni dello Schivardi, il quale scrisse che "l´acqua non ha nessun odore particolare, ma fiutata provoca un certo pizzicore al naso ed agli occhi. I pesci messivi s´instupidiscono e muoiono. Le rane standovi mezz´ora perdono in gran parte la loro immensa vitalità, e rendonsi inette alle esperienze galvaniche. Non solo essa distrugge, ove bagna, la vegetazione, ma allontana gli insetti"". Con il crescere della notorietà terapeutica delle acque si svilupparono intanto le attrezzature che si dovevano adeguare alla sempre maggiore affluenza di pubblico. Nel 1848 i Palazzolo, allora proprietari della sorgente più importante, costruirono il primo stabilimento termale, seguiti dai Salaroli che ne aprirono poco dopo uno a poca distanza. "I locali sono forniti di buone e comode stanze da letto"" è sempre lo Schivardi che ci informa "con sale da caffè e da conversazione, con bigliardo. Il primo ha 34 gabinetti con altrettante vasche di marmo. Il secondo 12 gabinetti ed uguali vasche. Gli accorrenti pagano L. 5 per diritto di bibita meno quelli del paese che la bevono gratis"". L´inizio del ´900 segna l´avvio della trasformazione. Le tre fonti vennero acquistate dall´avvocato cavalier Cesare Mazzoni, che ebbe il gran merito di intuire a quali fortune si stessero indirizzando le località termali col sopraggiungere della Belle Époque. Tra il 1905 e il 1907 San Pellegrino cambiò volto: sorsero il padiglione delle fonti, il fabbricato delle terme, il Grande Casino e il Grand Hotel. Inoltre si prestò subito attenzione a una rigorosa razionalizzazione dell´utilizzo. Le acque vennero distribuite in sei prese con speciali tubature di stagno puro: una al Grande Casino, una ai Bagni, due allo stabilimento di imbottigliamento, una alle fontanelle della sala bibite e una al salone principale della Fonte. Ne venne anche stabilita la quota destinata al Comune. Lo stile discreto, a metà fra lo sfarzo della nobiltà e l´efficienza aziendale, contraddistingue anche oggi la località. Il numero delle presenze è molto elevato; oltre a coloro che vengono per la cura delle acque, San Pellegrino ospita villeggianti e sportivi. L´ACQUA E LE CURE L´acqua di San Pellegrino sgorga da tre sorgenti di identica composizione situate l´una vicina all´altra, alla base della falda meridionale di una rupe di natura dolomitica, costituita essenzialmente da carbonato di calcio e di magnesio, che si innalza per circa 60 metri sino al Poggio Belvedere. La sorgente più elevata e più abbondante è la Palazzolo, le altre due sono la Salaroli e la Fonte Vecchia. Le analisi chimiche (eseguite da moltissimi esperti, a partire dal Maironi nel 1782 sino al professor Bifoli nel 1977) portano a classificare le acque tra quelle solfato-bicarbonato-alcalino-terrose. La loro temperatura alla sorgente è di poco superiore ai 26 °C. La loro azione terapeutica si indirizza alle malattie dello stomaco e dell´intestino, del fegato e delle vie biliari. È consigliata nelle disfunzioni del ricambio, nelle malattie dei reni e delle vie urinarie e in particolare nei casi di calcolosi renale, anche come trattamento post-operatorio. Nel 1992 il Ministero della Sanità ha riconosciuto le proprietà terapeutiche, da utilizzarsi per le cure termali, della sorgente "Vita"". L´acqua, ricca di sali minerali, è tuttora utilizzata presso il Centro di Cura ed erogata con le metodiche di fango, bagno, inalazioni, idromassaggio, irrigazione vaginale e ginnastica vascolare. Presso le terme opera un centro di diagnosi e cura della sordità rinogena che attraverso visite specialistiche, esami impedenzometrici e audiometrici è in grado di valutare l´opportunità di ammettere i pazienti alla terapia insufflatoria (insufflazioni endotimpaniche e politzer crenoterapico) nonché di valutarne i risultati in tempo reale. Centri di fisiopatologia respiratoria e motoria, completi delle più moderne attrezzature diagnostiche e terapeutiche (laserterapia, elettroterapia, magnetoterapia, ultrasuonoterapia, marconiterapia, camerini per massaggio e chinesiterapia, palestra), sotto la guida di personale medico e paramedico qualificato, permettono l´attuazione di iter riabilitativi completi ed efficaci. Ogni reparto svolge le proprie attività con specialisti di settore al fine di conseguire risultati ottimali in ogni ambito terapeutico. Tutte le terapie e le attività scientifiche delle Terme San Pellegrino sono indirizzate e dirette da Comitati scientifici composti da clinici di varie università che ne garantiscono il rigore scientifico e l´efficacia. L´ATTREZZATURA Per rendere ancora più piacevole il soggiorno ai curandi, le terme mettono a disposizione un parco termale con musica da ballo, bar, saloni per manifestazioni culturali e di intrattenimento. Il Comune di San Pellegrino Terme offre ulteriori possibilità di svago: cinema, sale giochi, dancing, campi da tennis, percorsi vita, minigolf, palestre e il Casinò Municipale, pregevole costruzione in puro stile Liberty, con un ricco programma di attività culturali e di spettacolo. Anche la Val Brembana, con il suo interessante patrimonio artistico e architettonico, collocato in un ambiente naturale verde e riposante, regala momenti di sport o di relax: discese con gli sci, escursioni in alta montagna, discese in canoa sul Brembo, distensive passeggiate. La ricettività alberghiera è più che buona." SAN PELLEGRINO TERME BERGAMO
TERME RIUNITE DI TRESCÒRE BALNEARIO E ZANDOBBIO "LA STORIA "Hic Pollent Populis Quondam Composita Gallis Balnea, Martisato Tandem Coleone Novata"". In questa frase sibillina, scritta nel 1470 su una lapide ritro- vata all´interno del vecchio stabilimento termale, si condensa la parte più antica della storia delle terme di Trescore Balneario. Conosciuta infatti già in età romana e riscoperta nell´alto Medio Evo dai Franchi di Carlo Magno, cui appartenne Bergamo nel sec. VIII, l´acqua di Trescore (o, meglio, la fonte allora utilizzata, detta San Pancrazio), ricca di gas idrogeno solforato e di molte preziose sostanze minerali, viene citata solo nei testi del 1500, dopo che il bergamasco Bartolomeo Colleoni, il più grande condottiero italiano dell´epoca, guarito dall´acqua, decise verso la metà del ´400, tra una guerra e l´altra e dopo aver avuto in feudo la località, di restaurare e ripristinare le terme a spese proprie. L´inaugurazione della colleonesca "Cà de´ Bagni"" viene fatta risalire al 1468, e da quell´anno Trescore entra a far parte delle località termali più famose d´Italia per l´efficacia delle cure ivi praticate. Assai interessanti sono, a tale proposito, i trattati di due celebri medici dell´epoca, Ludovico Zimalia e Bartolomeo Albano, che descrivono minuziosamente indicazioni e modalità di applicazione delle acque sulfuree di Trescore. Dopo un breve periodo di trascuratezza, le terme vennero municipalizzate, passando in proprietà del comune di Bergamo che nel 1553 ne assunse a proprio nome l´esercizio. Fu infatti allora che il podestà di Bergamo, il gentiluomo veneziano Silvano Capello, si prese a cuore la situazione del centro termale e restaurò gli antichi Bagni migliorandone le strutture. Il centro totalmente rinnovato venne inaugurato il 1° agosto 1580 e a tale epoca risalgono numerosi scritti, come quelli che il medico Gennaro Correggio da Bergamo, preposto alla direzione dei Bagni, inviò a Silvano Capello, trasferito a Venezia con altri incarichi, illustrando e descrivendo le modalità d´uso e gli effetti terapeutici dell´acqua di Trescore. Vari lavori di diversi autori testimoniano la fortuna che le terme ebbero durante il ´600 ed il ´700; ai primi del 1800 Trescore ritornò a essere una fiorente stazione termale. Un ulteriore impulso all´attività delle terme si ebbe nel 1809 allorché il chimico milanese Pietro Alemanni, con la collaborazione del prof. Maironi, effettuò e pubblicò l´Analisi dell´acqua minerale della nuova Sorgente Beroa, dell´acqua minerale di Trescore, dei fanghi prodotti dalle medesime, della terra che si trova presso dette sorgenti alla profondità di un braccio, dimostrando che la stessa è assai ricca di preziosi sali minerali. A seguito di tale analisi, infatti, il conte Beroa, proprietario del fondo sul quale si trovava la sorgente che all´epoca, come riporta lo Schivardi, era "un umile zampillo senza tetto; senza pregio, senza nome, preferito solo dai contadini"", animato da improvviso interesse la cinse, la coprì con una tettoia, ne spurgò il pozzo e vi fece costruire accanto un locale per i bagni. In epoche successive la sistemazione delle sorgenti subì ulteriori variazioni e solamente nei primi anni ´70 si creò la stabile situazione ancora oggi vigente, che vede attive le Sorgenti San Pancrazio, Beroa 1 e Beroa 2. L´ACQUA E LE CURE Le acque di Trescore Balneario, sulfuree ad altissimo contenuto di gas idrogeno solforato, sono limpide ed incolori. A detta dello Schivardi, vivacissimo nelle definizioni, hanno un "odore di uova fracide, che si sente anche a distanza, ma che si perde presto nell´acqua raccolta"". Quest´ultima notazione, estremamente acuta, dimostra proprio l´elevata concentrazione di gas idrogeno solforato che da sempre caratterizza queste acque, attribuendo loro spiccatissime e peculiari doti terapeutiche. Le acque di Trescore sono però ricche anche di altre sostanze minerali, quali cloruri di calcio e magnesio, solfati, carbonati, ecc. Le cure praticate a Trescore contemplano, oltre alla tradizionale balneofangoterapia, tutte le terapie inalatorie (inalazioni a getto di vapore, inalazioni a gas, aerosol, aerosol sonici, irrigazioni nasali, docce micronizzate), le insufflazioni endotimpaniche, le ventilazioni polmonari, gli idromassaggi ozonizzati e le irrigazioni ginecologiche. Grazie a tali metodiche di cura, presso le Terme di Trescore possono essere utilmente trattate le forme croniche di patologie che colpiscono tutte le vie respiratorie (riniti, sinusiti, faringiti, laringiti e bronchiti), l´orecchio medio (otiti catarrali croniche), l´apparato osteoarticolare (artrosi e artriti), la cute (eczemi e psoriasi) e l´apparato genitale femminile. Di recente sono stati aperti reparti per la riabilitazione motoria e per la flebologia termale. Nel primo vengono praticate terapie fisiche manuali e strumentali, chinesiterapia e idrochinesiterapia (ginnastica in acqua) per trattare numerose patologie di carattere reumatico-ortopedico (artrosi, fibromiositi, sinoviti, borsiti), nonché le inabilità conseguenti a interventi chirurgici sulle grosse articolazioni (spalla, anca, ginocchio). Il servizio di flebologia termale, invece, si compone di una serie di prestazioni mediche, chirurgiche e termali volte alla prevenzione e alla cura delle patologie vascolari delle gambe, in primo luogo le ulcere vascolari. Ai trattamenti tradizionali (detersione, curettage chirurgico, bendaggio elasto-compressivo) sono associate la balneoterapia termale e l´idromassoterapia ozonizzata, effettuate in appositi percorsi vascolari. La stagione termale è compresa fra il primo lunedì di marzo e il primo sabato di dicembre. L´ATTREZZATURA "Nella stagione balnearia, in Trescore spira di solito un´aria dolce e soave, scevra da umidità e da troppa freschezza"", assicurava lo Schivardi, e "il soggiorno è ottimo sotto molti aspetti, essendo Trescore in amena e salubre posizione"". E non sbagliava. Il clima di Trescore è temperato, e i suoi dintorni, caratterizzati da dolci colline e da una rigogliosa vegetazione, favoriscono un soggiorno tranquillo e rilassante. L´abitato è interessante anche dal punto di vista storico e artistico: in prossimità del centro sono visibili i resti delle mura medievali, che conservano tre torri ancora ben tenute; da visitare la piccola chiesa di Santa Barbara, del sec. XIV o XV, decorata all´interno da bellissimi affreschi cinquecenteschi di Lorenzo Lotto. Numerose le attrezzature sportive e ricreative disponibili a Trescore per villeggianti e frequentatori delle terme. Durante la stagione estiva si tengono concerti bandistici e di musica classica, il Palio delle Contrade e la Festa dell´Uva. La ricettività alberghiera è discreta." TRESCORE BALNEARIO BERGAMO
TERME DI CASTEL SAN PIETRO "LA STORIA "Nell´anno 1200, quando il parmense Rolando, cultore di giustizia e vero amante della pace, governò Bologna osservando i legali diritti ordinò, anche per mantenere la pace, che si facesse questo castello nella provincia di Bologna per rendere il cammino sicuro ai viandanti e per fugare col timore del castigo i malfattori"". Citiamo da quello che a Castel San Pietro considerano il loro "certificato di nascita"", attualmente conservato (in lingua dell´epoca), nel cassero del castello che da allora fa da fulcro alla vita della località. La pace auspicata rimase naturalmente mera speranza: i periodi di tranquillità furono assai brevi per gli abitanti del paese, che subirono le incursioni e le devastazioni dei vari condottieri, i saccheggi delle truppe di Cesare Borgia, del papa Giulio II e di Carlo Borbone, per poi partecipare ai moti risorgimentali e alla Resistenza. La storia delle acque di Castel San Pietro e del loro utilizzo terapeutico vanno di pari passo con le vicende della località; già note nel Medioevo, si deve la loro scoperta ad un fatto puramente casuale, come spesso è accaduto per le fonti originarie di quel periodo: correva l´anno 1337 quando una moltitudine di bovini, ammalatisi per una epidemia, guarirono inaspettatamente abbeverandosi alla fonte poi detta "Fegatella"". Il fenomeno venne analizzato l´anno seguente, uno dei rari periodi di pace, quando la vicina Castel Bolognese divenne sede universitaria della interdetta Bologna. La rinomanza delle acque continuò durante il Rinascimento e fino all´Ottocento, quando vennero effettuate ulteriori analisi su altre fonti alla sinistra del Sillaro (1830). Le acque si rivelarono minerali, ferruginose, sulfuree e salso-bromo-iodiche e vennero utilizzate in stabilimenti termali a partire dal 1886; un totale rinnovamento delle attrezzature si ebbe nel 1955 con la ricostruzione degli impianti, mentre le ultime sistemazioni risalgono al 1980. L´ACQUA E LE CURE All´inizio del secolo l´acqua utilizzata a scopo curativo sgorgava dalle sorgenti Marte (ferruginosa), Alba (solforosa), Salsoiodica e Sovrana (salso-iodiche) e già allora era possibile praticare, oltre alla terapia idropinica ed ai bagni, fanghi, docce e semicupi. Attualmente le acque utilizzate (della Fegatella usufruisce liberamente la popolazione) sono quelle salso-bromo-iodiche e quelle sulfuree. Le prime vengono usate per la loro azione antinfiammatoria e antiflogistica nelle malattie artroreumatiche e sulle mucose, antilinfatica e stimolante della tiroide, in caso di malattie del ricambio, flebopatie e disturbi ginecologici; le sulfuree sono anticatarrali, leggermente lassative, utili in talune malattie dell´apparato scheletrico, nella sordità rinogena e per l´azione equilibratrice che hanno nei disturbi neurovegetativi. I fanghi (definiti "sedativi e risolventi"" e per i quali Castel San Pietro appare particolarmente attrezzata) si ricavano con la macerazione dell´argilla, estratta dalle cave di Pedriolo, in acqua salso-bromo-iodica. Le terme di Castel San Pietro offrono anche la possibilità di sottoporsi a balneoterapie con idromassaggi, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, ventilazione polmonare, insufflazioni, irrigazioni vaginali e gengivali, queste ultime per la cura di affezioni odontostomatologiche quali la piorrea. Particolare sviluppo hanno avuto negli ultimi anni il reparto riabilitazione, con un complesso di piscine termali appositamente studiato e con servizio di fisioterapia annesso, ed il settore dedicato all´estetica ed alla prevenzione e conservazione della salute. Le terme sono aperte tutto l´anno, escluso un breve periodo per le ferie natalizie. L´ATTREZZATURA Nonostante la sua posizione quasi pianeggiante la località gode di un buon clima anche nei mesi estivi quando, come ci rassicura il Vinaj, ""...i grandi calori vengono temperati da una ventilazione abbondante che porta l´aria dell´Alto Appennino lungo la larga e diritta valle del Sillaro"". La stazione di cura è dotata di impianti ricreativi e sportivi adeguati alla clientela nazionale ed internazionale che ogni anno vi soggiorna, tra i quali un centro sportivo completo di piscina coperta e scoperta, il Palazzetto dello Sport, un bocciodromo (anch´esso coperto e all´aperto), il centro Tennis Terme, tiro a segno, biblioteca, cinema e dancing. La tradizionale Sagra Castellana è presente ogni anno a settembre e non mancano altre attività culturali, mostre e congressi medici, ma la permanenza a Castel San Pietro si fa interessante già solamente visitando la cittadina, ricca di testimonianze architettoniche che vanno dalle sue origini duecentesche fino ai giorni nostri, con particolare rilievo ai secoli XIV-XVIII (la chiesa di Santa Maria Maggiore è del 1754, edificata su un precedente edificio del 1200, l´Annunziata risale al 1338, la cappelletta della Madonna della Neve è del 1400 circa, mentre settecenteschi sono il convento e la chiesa dei Cappuccini e il santuario del Crocifisso). La ricettività alberghiera è assicurata da un discreto ventaglio di proposte, tra cui l´albergo Delle Terme annesso agli stabilimenti." CASTEL SAN PIETRO TERME BOLOGNA
TERME DI PORRETTA "LA STORIA La località, abitata fin da epoche remote, fu famosa per essere stata più volte al centro di dispute fra toscani e bolognesi. La scoperta delle terme, a parte gli scontati e onnipresenti resti romani ed etruschi che ne lasciano intravedere un utilizzo già a quei tempi, venne fatta tra il XII e il XIII secolo in un modo assai curioso: ""...un bue, ridotto all´estremo di consunzione e lasciato dal suo padrone vagare a suo talento, per proprio naturale istinto s´abbeverò ad un´acqua fin allora sconosciuta, e guarì. Il Comune adottò allora per insegna un bue, che sta abbeverandosi ad un ruscello"". Sulla verità storica del racconto, riportatoci come al solito dallo Schivardi, nessuno ovviamente metterà la mano sul fuoco, ma fa sempre piacere credere che l´istinto porti alla natura e la natura alla salvezza. Comunque sia, la fama di Porretta fu viva in tutto il Rinascimento e troviamo parecchi testi che ne confermano le fortune. Per esempio certo Ugolino da Montecatini scrive nel suo Tractatus de Balneis nel 1417: "Et omnes qui vadunt ad istam aquam, si volunt illius iuvamento confirmari anno quadlibet trienio debent redire secundum ordinem consuetum liberavit enim eos et vitam sanam prestabit longam si placuerit Deo gloriosissimo, et excelso"". (Tutti quelli che vengono a quest´acqua, se vogliono confermare il giovamento, si sottopongano a questa cura da uno a tre anni; saranno così sanati ed avranno lunga vita, se piacerà a Dio gloriosissimo ed eccelso). Mentre in epoche più vicine a noi con minor enfasi Berlinghieri annotò sul suo Saggio sulle acque: "In tutta Europa non vi è un luogo tanto favorito della natura, riguardo ad acque minerali salubri, quanto la Porretta"". E il Consiglio Provinciale di Bologna per non essere da meno fece pubblicare a proprie spese nel 1867 un lussuoso volume (ora gioia dei bibliofili) di quasi 500 pagine e con molte illustrazioni. All´epoca del suddetto volume gli stabilimenti aperti erano cinque, tutti attrezzati con gabinetti per le cure, docce, vasche di marmo, fonti per bibita e "sedili di marmo con appositi congegni per l´uso dei clisteri"". Alla Fonte del Leone l´acqua veniva anche imbottigliata in fiaschi da due litri e messa in commercio. A metà Ottocento lo smercio si aggirava sugli 8000 fiaschi l´anno. Oltre all´efficacia terapeutica la fortuna di Porretta si legò già fin dagli inizi del "boom del termalismo"" del secolo scorso, anche alla piacevolezza dei posti. È sempre l´attento Schivardi a scrivere entusiasta nella sua guida: "L´aria, assai più che non suole nei luoghi più elevati, è dolce e salubre pel rapido corso del torrente e del fiume, per gli erti poggi che la difendono dai venti. L´aria notturna si fa però talvolta alquanto rigida sì per l´inconstanza dei venti come per le pioggie non infrequenti. Le case sono comode, pulite, ed alcune anche eleganti, con due buone locande. I forestieri vi trovano agi e conforti. I contorni offrono amene passeggiate, ove si può ammirare il maestoso spettacolo degli alti Appennini. Un operajo aveva proposto di utilizzare la paludite o idruro di carbonio, e una parte di paese fu illuminata; poi se ne abbandonò l´uso"". Ci sono foto degli inizi del Novecento che ritraggono la località zeppa di clienti seduti ai tavolini con il bicchiere d´acqua. Una di questi, assidua quanto famosa, era Toti Dal Monte, che esclama entusiasta: "Nella mia vita intensa e faticosa di artista io penso sempre a Porretta come a un´oasi di pace e di benessere, e vi ritorno ogni anno col più grande piacere e con la più ferma fiducia nell´efficacia delle sue acque. Le inalazioni e le polverizzazioni solforose di Porretta conservano in perfetta efficienza la mia voce..."". Oggi l´aspetto degli impianti è decisamente moderno e si punta su servizi ad alto livello, sia per ciò che riguarda le cure, sia per la ricettività. L´ACQUA E LE CURE Le acque di Porretta appartengono a due gruppi: a quello delle salso-bromo-iodiche (clorurato-sodiche-bromo-iodurate) negli stabilimenti Alti, così detti perché situati nella parte alta della cittadina, lungo il Rio Maggiore; ed a quello delle sulfuree (clorurato-sodiche-sulfuree) negli stabilimenti detti della Puzzola, lungo il fiume Reno. Le acque salso-bromo-iodiche trovano utilizzo terapeutico nelle malattie dell´apparato urogenitale femminile, dell´apparato osteoarticolare, dell´apparato digerente, nelle malattie del fegato, del ricambio e nelle disfunzioni vascolari periferiche. Le acque sulfuree sono indicate per le malattie dell´apparato respiratorio, dell´orecchio, della pelle, dell´apparato urinario e del ricambio. Oltre alle cure idropiniche, a Porretta esistono attrezzature per praticare bagni, fanghi, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, irrigazioni, insufflazioni, massaggi, ventilazioni, docce rettali. Sono presenti anche centri diagnostici, riabilitativi, laboratori di analisi e ambulatori. Anche per i trattamenti estetici, le acque termali, da sempre, sono impiegate per le loro proprietà terapeutiche. Il Centro Benessere delle Terme di Porretta propone programmi settimanali di trattamenti completi e personalizzati per ritrovare la giusta forma fisica. A seconda delle esigenze individuali, il ciclo di trattamenti potrà comprendere: check-up generale, cure termali, trattamenti estetici, fango viso, biolifting, peeling viso e corpo. La stazione termale è aperta tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Porretta Terme è in grado di soddisfare pressoché tutte le esigenze di chi vi soggiorna per motivi curativi. Non mancano le attrattive della natura, nella quale ci si può letteralmente immergere con itinerari tra i boschi e passeggiate anche in alta montagna. Per gli appassionati di archeologia a pochi chilometri da Porretta, nella cittadina di Marzabotto, si trovano i resti della città etrusca di Misa (VI secolo a.C.). La località vanta poi un´attrezzatura turistico-sportiva moderna e completa, con piscina olimpionica, campi da tennis, piste di pattinaggio a rotelle, laghetti artificiali per la pesca sportiva, palestre coperte, galoppatoio e impianti per la pallacanestro e il calcio. Sono presenti anche un cinema-teatro, una biblioteca, sale per convegni, un dancing, sale da gioco e ampi parchi per il relax. Durante l´alta stagione si organizzano manifestazioni sportive, culturali e folcloristiche. La ricettività alberghiera è ampia e diversificata (alcuni alberghi sono attrezzati per cure termali interne)." PORRETTA TERME BOLOGNA
BAGNI DI SALOMONE "Il re biblico Salomone ha in realtà poco a che fare con la fonte che porta il suo nome. Chiamata nel XV secolo in dialetto medio-alto tedesco "Salmansprunnen", dove "sal"stava ad indicare la consegna legittima di un bene e "salman" il mediatore o garante che assisteva a tale operazione, venne indicata in documenti di epoca successiva col nome di "Salomonsbrunnen", quando è probabile che si fosse ormai perso il significato della parola originaria: da allora il suo nome è rimasto quello. La fonte, radioattiva fredda (8 °C), scaturisce da rocce granitiche con una portata di 20 litri al secondo. L´acqua stimola le funzioni organiche e l´attività ghiandolare, favorisce la diuresi e ha una buona azione rinfrescante, antinfiammatoria e rilassante. RASUN ANTERSELVA BOLZANO
BAGNI DI LAVINA BIANCA Situata tra folti boschi di faggio e ampi prati, in vista di un imponente scenario dolomitico dominato dal Catenaccio e dalle cime del Vaiolet, la piccola stazione termale di Lavina Bianca fu nota fin dagli inizi del secolo scorso (ma forse non immaginava di accogliere nel 1906 fra i suoi clienti il re Federico Augusto di Sassonia) per l´efficacia delle sue acque, ricche di calcio e di magnesio, nella cura dei disturbi respiratori, del ricambio e del sistema nervoso. L´acqua è sodio-alcalina, discretamente radioattiva, oligominerale (perciò leggerissima) e fredda. TIRES BOLZANO
SAN MARTINO IN BADIA Gli effetti benefici delle acque di questa località sono note, anche se in ambito locale, sin dal 1820. Solfato-bicarbonato-alcalino-terroso-fluorurata, fredda dal gusto salato e amaro, l'acqua di queste terme viene usata per bagni e terapia idropinica per curare malattie reumatiche, cutanee, ginecologiche, vascolari e nervose. San Martino in Badia è un'amena località della bassa Val Badia; è frequentata in inverno e in estate anche perchè offre la possibilità di praticare molte attività sportive.
Tipo di acque minerali :
Acqua solfato - calcica
Patologie indicate :
* Malattie otorinolaringoiatriche e delle vie respiratorie
* Malattie cardiovascolari
* Malattie ginecologiche
* Malattie reumatiche
* Malattie dermatologiche
SAN MARTINO IN BADIA BOLZANO
TERME DI MERANO "LA STORIA Il "locus qui dicitur Mairania"", trovato per la prima volta in alcuni documenti dell´857, ebbe la sua nascita ufficiale come stazione climatica nel secolo XVI; risulta infatti che l´arciduca Ferdinando, luogotenente imperiale del Tirolo nel periodo che va dal 1529 al 1595, avesse disposto che la propria famiglia si recasse a Merano per cura e riposo su consiglio dei medici che ne avevano constatato la mitezza del clima e la salubrità dell´aria. La vocazione turistica continuò nei secoli, trovando nell´800 il momento migliore della sua piena realizzazione. L´opera di meranesi illuminati come il sindaco Haller (in carica dal 1823 al 1861) contribuì a portare nella località alpina moltissimi ospiti (9000 presenze nel 1855) anche illustri (per esempio l´imperatrice Elisabetta d´Asburgo dal 1870 al 1872). Con gli anni ´30 arrivò quel qualcosa in più che servì a consolidare la sua fama di efficace stazione di cura: l´acqua. Sulla sua scoperta c´è una spiegazione "alla buona"" e una scientifica: secondo la prima le sorgenti furono trovate da un rabdomante munito dell´inseparabile verga di nocciolo, che ispezionava la zona, detta delle sorgenti dell´Orso, dove i vecchi ricordavano un orsetto rimasto sempre tale e mai invecchiato negli anni, proprio perché si bagnava in quelle acque, mentre altri sostengono che il vero scopritore, nonché padre del termalismo meranese, fu il dottor Romualdo Binder, fondatore della casa di cura Stefanie. Sta di fatto che, non appena ci si accorse che il sottosuolo poteva riservare qualche sorpresa, l´azienda di Soggiorno incaricò il geologo prof. Trener di effettuare delle ricerche: egli, munito di esperienza e perseveranza, ma anche di strumenti di precisione fatti venire dalla ditta Günther & Tegettmeyer di Braunschweig, riuscì ad esaminare dal 1933 al 1936 ben 700 fonti, delle quali 100 risultarono radioattive. Tre anni più tardi venne costituito il "Consorzio Terme Radioattive di Merano"", che iniziò ad occuparsi dell´oneroso compito della captazione delle acque sul Monte San Vigilio e nella zona di San Martino. Nel 1958 per risolvere gli onnipresenti problemi finanziari venne costituita la S.A.L.V.A.R. (Società Azionaria Lavorazione Valorizzazione Acque Radioattive), composta da partner pubblici (Stato, Regione, Comune e Azienda di Soggiorno). Negli anni successivi alla Regione subentrò la Provincia di Bolzano e la società, all´inizio degli anni ´80, mutò la sua ragione sociale in Terme di Merano S.p.A. Dal 2 dicembre 1997, in applicazione dell´art. 22 della legge 59/1997, meglio conosciuta come legge Bassanini, la quota di partecipazione dello Stato è stata trasferita alla Provincia Autonoma di Bolzano che quindi, alla medesima data, ha acquisito la maggioranza azionaria della Società (92%), mentre al Comune di Merano e all´Azienda di Soggiorno di Merano sono rimaste le quote precedenti, rispettivamente del 6% e del 2%. L´ACQUA E LE CURE Nel circondario meranese, e in particolare nella zona del Monte San Vigilio, vi è una presenza di minerali radiferi che hanno la capacità di sprigionare una "emanazione radioattiva"", cioè il Radon. Questo è un gas molto solubile in acqua. Le precipitazioni atmosferiche, lambendo la roccia (gneiss occhiatino), si caricano di questo gas, divenendo acque oligominerali radioattive. L´azione terapeutica del Radon si spiega con il suo alto potere desensibilizzante, antianafilattico, antiflogistico e vasodilatatore. Il Radon abbandona l´organismo in 2-3 ore; questo è dovuto al fatto che il gas non reagisce con alcuna sostanza dell´organismo umano e quindi non può essere trattenuto. Le acque sono indicate principalmente nelle malattie osteo-articolari (osteoartrosi, reumatismi extrarticolari), malattie delle vie respiratorie (riniti, sinusiti, faringiti, laringiti, bronchiti croniche), malattie ginecologiche (sclerosi del tessuto connettivo pelvico, vaginiti croniche) e malattie vascolari (postumi di flebopatia cronica, ecc.). Nello stabilimento termale si effettuano fanghi, bagni, idromassaggi, inalazioni, irrigazioni vaginali; inoltre si possono effettuare massaggi, linfodrenaggio, pressoterapia, kneippterapia, sauna, solarium, bagni in piscina termale (33 °C). Merano è famosa anche per la possibilià di fare la "cura dell´uva"", un antico rimedio naturale per dispepsie, inappetenze, affezioni del fegato e delle vie urinarie. Le terme sono aperte tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Le strutture termali delle Terme di Merano sorgono in pieno centro urbano; oltre alle attrezzature interne allo stabilimento (piscine, sala congressi, parco), sono a portata di mano un´infinità di altre possibilità ricreative. Anzitutto l´ippica, con il maneggio e il famoso ippodromo sede del Gran Premio Merano abbinato all´omonima Lotteria nazionale, il tennis, il minigolf, la scherma, il bowling, il pattinaggio, la canoa, il golf (a San Martino di Passiria e a Lana d´Adige) e lo sci, praticabile in inverno a Merano 2000 e tutto l´anno sui vicini ghiacciai della Val Senales o al Passo dello Stelvio. Meritano una citazione anche le deliziose passeggiate, soprattutto la Tappeiner, quella lungo il Passirio, alla chiesetta di Santa Maddalena a Quarazze e ai numerosi castelli sparsi tra i vigneti. La ricettività alberghiera è di prim´ordine." MERANO BOLZANO
FONTI DI VALLIO Alle Terme di Vallio si praticano tra le altre due tipi di cure in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale: la terapia idropinica, la terapia inalatoria.
• La terapia idropinica è la metodica di somministrazione di acqua minerale per bibita a scopo terapeutico.
La cura consiste nel bere determinate quantità di acqua minerale ad una data temperatura, orario di assunzione, tempo di bevuta e ritmo giornaliero della bevuta (intervallo di tempo da rispettare tra una bevuta e l'altra). Questo particolare apporto idrico necessita di una prescrizione medica con visita.
La cura si pratica al mattino a digiuno, sorbendo lentamente acqua tiepida, in quantità variabile a giudizio del medico.
• La terapia inalatoria, particolarmente efficace, consente mediante apposite apparecchiature di far agire gli effetti e far pervenire i principi attivi contenuti nelle acque minerali sulla mucosa delle prime vie aeree.
L'Acqua Castello delle Terme di Vallio è sempre ben tollerata e particolarmente indicata per:
- Malattie renali (calcolosi) e infiammazioni croniche delle vie urinarie e biliari
- Malattie dell'apparato gastroenterico (gastriti, coliti spastiche, dispepsie)
- Malattie del fegato e del ricambio (insufficience epatiche, iperuricemie, obesità, gotta)
L'Acqua Castello di Vallio è utilizzata nella terapia inalatoria per il trattamento di:
- Malattie dell'apparato respiratorio (sinusiti, riniti, faringiti, laringiti, bronchiti)
Allo scopo di conseguire i migliori benefici della terapia termale, i cicli di cura devono avere una durata di almeno 12 giorni ed essere possibilmente ripetuti 2 volte nell'arco della stessa stagione.
VALLIO TERME BRESCIA
ITALAQUAE - TERME DI BOARIO L´acqua è del tipo solfato-calcica, con presenza di magnesio, potassio, ferro, calcio, zolfo e cloro; sgorga ad una temperatura compresa tra i 13 e i 15 °C. È adatta a cure per bocca e per bagni o fanghi. L´acqua Antica Fonte è lassativa, ha effetto sedativo sugli spasmi del colon e delle vie biliari, è adatta negli stati disfunzionali del fegato, nei postumi delle epatiti e nelle malattie del ricambio. La Fonte Fausta ha una specifica funzione stimolante delle vie biliari ed è utilizzata nelle angiocoliti e colecistopatie. L´Acqua della Fonte Igea e quella della Silia (quest´ultima commercializzata anche in bottiglia) sono indicate, oltreché per le malattie del ricambio, anche per le calcolosi renali, le infezioni delle vie urinarie e le insufficienze digestive. Tra le cure esterne praticate vi sono i fanghi che hanno indicazioni nelle artrosi, nei postumi di traumi e favoriscono la riattivazione della circolazione. Si praticano anche fangature addominali, consigliate in caso di disturbi legati alla presenza di aderenze, colon irritabile, disfunzioni epatiche. I bagni hanno azione tonica e vasodilatatrice e sono consigliati anche per dermatosi e pruriti. Artralgie, arteriti e cellulite vengono trattate con massaggi e idromassaggi. Si praticano protoclismi negli stati irritativi e dolorosi della stipsi. Nello stabilimento si possono anche praticare terapie inalatorie per bronchiti croniche, asma bronchiale, laringiti e rinofaringiti. Nei casi di irritazione dell´apparato genitale femminile (metriti, salpingiti, aderenze) si possono fare irrigazioni vaginali. Sono in funzione, anche, un centro per la prevenzione dell´osteoporosi e un centro di riabilitazione motoria e neuromotoria. Funziona anche una sezione staccata del Centro A. Migliavacca dell´Università di Milano, specializzato nello studio e nella cura delle malattie del fegato e biliari. Le specializzazioni del poliambulatorio sono: cardiologia, traumatologia, ginecologia, otorinolaringoiatria, dermatologia e reumatologia. Nel 1997 è stato aperto l´Istituto di Bellezza Interiore, centro estetico che utilizza prodotti e trattamenti naturali a base di acqua termale. BOARIO TERME BRESCIA
TERME DI ANGOLO "LA STORIA L´acqua minerale di Angolo, nota fin dall´antichità agli abitanti del luogo, ancora all´inizio del secolo veniva semplicemente raccolta dai copiosi stillicidi che si osservavano sulla riva destra del Dezzo. Soltanto nel 1913, grazie al dott. Giacomo Morosini, se ne scoprì la fonte e fu avviata un´approfondita ricerca sulle sue virtù curative. Nel 1953, ultimati i lavori di captazione e di sistemazione, l´antica fonte, ribattezzata Fonte San Silvestro in onore di un vicino romitaggio, fu finalmente inserita all´interno di uno stabilimento in grado di garantirne uno sfruttamento razionale. Nel 1981 è stata terminata anche la costruzione di una piscina termale. L´ACQUA E LE CURE L´acqua è di tipo bicarbonato-solfato-alcalino-terrosa, fortemente ipotonica; sgorga ad una temperatura di 12 °C. È adatta per cure idropiniche, bagni, fanghi, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, irrigazioni, insufflazioni, massaggi subacquei e ionoterapia termale. La cura idropinica, in particolare, appare indicata per le malattie dello stomaco (gastriti e tutti i disturbi gastrici di tipo secretorio, motorio e sensitivo), dell´intestino (dispepsie, stipsi sintomatiche e coliti), del fegato (le varie forme di insufficienza epatica), dei reni e delle vie urinarie (cistopieliti e litiasi renali), del ricambio, della pelle e dell´apparato circolatorio. Da segnalare, inoltre, la ionoterapia negativa in ambiente termale, una cura complementare che si effettua presso le Terme di Angolo dal 1966 e che ha i suoi effetti soprattutto sulle astenie, gli esaurimenti nervosi, l´asma bronchiale, i disturbi della circolazione e come profilassi dell´invecchiamento. Lo stabilimento termale, nel cui perimetro è situato anche il Centro Cure M. Gheza, è aperto dal 1° febbraio al 31 novembre. L´ATTREZZATURA Angolo Terme è capoluogo di tre frazioni, Mazzunno, Terzano e Anfurro, piccoli centri di notevole interesse turistico, con pregevoli testimonianze architettoniche (chiesa di Santa Giulia del ´400) e ameni squarci panoramici (quello di Anfurro sulla Val Camonica). Nel suo territorio si trova il Lago Moro (km 3), di origine vulcanica, con acque purissime dove vivono specie ormai rare di fauna ittica. Attraverso la famosa "Via Mala"" è possibile, verso Schilpario (km 20), raggiungere il Passo della Presolana (km 21) nelle Prealpi Orobiche e le stazioni sciistiche di Colle Vareno (m 1400) e Monte Pora (m 1800). Vicino (km 23) è anche il noto parco delle incisioni rupestri della Val Camonica. Tra i servizi che la località offre sono compresi cinema, dancing, maneggio, bocce, piscina, palestra, minigolf, parco giochi per bambini e saloni per convegni e congressi. Tra le manifestazioni ricorrenti segnaliamo il raduno delle bande della Val Camonica e la Festa dell´Ospite. La ricettività alberghiera è discreta." ANGOLO TERME BRESCIA
TERME DI FRANCIACORTA "LA STORIA Nelle cronache della cittadina di Ome è riportato un avvenimento che da più di un secolo ne ha cambiato la vita. Si racconta infatti che "nella stagione estiva del 1866 e più precisamente nella mattina del Corpus Domini fu a chiunque di somma sorpresa lo scorgere di un rigagnolo d´acqua che scaturiva in uno stretto spazio tra l´erba di un prato di proprietà del Pio Luogo Elemosiniero, in una località detta del Maglio. Da allora quell´acqua continua a scorrere. La sua comparsa, in quel giorno fu reputata dai campagnoli un´opera miracolosa, creata da Dio per dare sollievo agli ammalati. Il prodigio venne divulgato rapidamente sicché si videro sul luogo fisionomie forestiere a farne bibita"". L´ACQUA E LE CURE L´acqua della fonte di Ome è un´acqua medio-minerale bicarbonato-calcica come risulta dalle analisi chimico-fisiche eseguite presso l´Università di Pavia. Le acque bicarbonato-calciche sono prevalentemente assunte come bevande, ma oltre alla cura idropinica vengono utilizzate anche per terapie inalatorie e balneoterapie (bagni ozonizzati con idromassaggio). A livello dello stomaco queste acque dimostrano di possedere una azione protettiva sulle mucose agendo favorevolmente sulla motilità gastrica, trovando così largo impiego nelle gastriti primitive, soprattutto quelle catarrali in ipercloridria, nelle gastriti secondarie, nei disordini epatobiliari e comunque in tutte le forme dispeptiche. Inoltre possiedono una azione uricosurica, facilitando la diuresi e l´eliminazione dell´acido urico. Vengono anche usate nella terapia inalatoria, grazie alla loro azione fluidificante del muco e antinfiammatoria, e trovano impiego nelle patologie quali riniti e rinosinusiti. Gli stabilimenti sono aperti tutto l´anno. L´ATTREZZATURA L´istituto termale è situato in un ampio parco secolare che offre la possibilità di piacevoli passeggiate lungo un percorso salubre e tranquillo. Oltre alle cure termali (in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale), le Terme di Franciacorta offrono privatamente vari servizi: terapia fisica (ultrasuoni, ionoforesi, infrarossi, magnetoterapia, radar, tens, laser, interferenziali, elettrostimolazioni muscolari, trazioni vertebrali, pressoterapia, elettroterapia, massaggi); riabilitazione (neuromotoria, ortopedico-traumatologica, respiratoria, cardiologica); kinesiterapia attiva e passiva; ginnastica pre-parto; ginnastica medico-correttiva (di gruppo e individuale, anche in età scolare); trattamenti di medicina estetica nel centro benessere di recente apertura. La ricettività alberghiera è assai limitata." OME BRESCIA
TERME E GRANDI ALBERGHI SIRMIONE "LA STORIA "Là in fondo non le zè aqua e´l zè fogo"": così, sul finire dello scorso secolo, si esprimeva a proposito della fonte termale di Sirmione (69 °C) un palombaro veneziano di nome Procopio, dopo essere stato calato sul fondo del lago perché isolasse il getto di acqua sulfurea. Le stesse parole venivano riportate nella relazione che il dottor Anselmi presentò all´Università di Brescia per dare il via allo sfruttamento e agli studi sulle proprietà terapeutiche della fonte stessa. Conosciuta infatti già nella Roma del I sec. a.C., quando la località divenne luogo di villeggiatura, e divenuta famosa nei primi secoli dell´Impero Romano (epoca in cui forse si provvide alla costruzione di uno stabilimento termale), la sorgente di Sirmione fu dimenticata e abbandonata per parecchi secoli e dovette attendere la fine dell´800 per essere definitivamente rivalutata. Gli studi scientifici sulla fonte ripresero solo nel 1883 ad opera del prof. Piatti, che si occupò di isolarla dalle acque del lago e di incanalarla. Nel 1898 fu costruito il primo stabilimento e nel 1909, in seguito all´ampliamento della rete di incanalamento delle acque, di una nuova tubazione, venne ampliata l´attrezzatura curativa e vennero costruiti nuovi alberghi. L´ACQUA E LE CURE Oggi il complesso termale di Sirmione, classificato al primo livello superiore dal Ministero della Sanità e convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, consta di due moderni stabilimenti termali: il Catullo situato nel centro storico, recentemente ristrutturato e dotato di piscina termale coperta, di impianti per le cure inalatorie e fangobalneoterapiche e di centri specialistici per la cura della sordità rinogena, delle broncopneumopatie e delle vasculopatie periferiche, e il Virgilio, situato ai piedi della penisola, inaugurato nel 1987 e dotato di impianti per le cure inalatorie e fangobalneoterapiche e di un centro per la cura delle vasculopatie periferiche. Inoltre, la società Terme e Grandi Alberghi Sirmione dispone di tre alberghi con reparto termale interno: il Grand Hotel Terme, dotato anche di piscina termale coperta e centro di salute e bellezza, l´Hotel Sirmione e l´Hotel Fonte Boiola. Quest´ultimo è aperto tutto l´anno e dispone di una piscina termale scoperta, con accesso diretto dal reparto termale, fruibile anche d´inverno. L´acqua è minerale, sulfurea-salso-bromo-iodica, ipertermale. La sua sorgente, detta Boiòla, è situata a 300 metri dalla sponda del lago e a 18 metri di profondità. È ricca di cloruro di sodio e di idrogeno solforato ed è indicata per le malattie dell´apparato respiratorio e dell´apparato genitale femminile. Viene utilizzata per bagni, fanghi, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol di diversi tipi per le varie indicazioni, irrigazioni, insufflazioni, politzer, massaggi e idromassaggi, ventilazioni, nonché per cure estetiche. L´ATTREZZATURA Sirmione è una cittadina vivace, frequentata da turisti italiani e stranieri in ogni stagione dell´anno, e gode di un´ottima attrezzatura ricettiva. È possibile, per i più attivi, trascorrere una vacanza all´insegna dello sport (vela, sci nautico, sub, windsurf, tennis, bocce e golf), oppure del divertimento, con discoteche e sale giochi. La località coniuga le possibilità terapeutiche in ambiente riposante alla possibilità di visitare le Grotte di Catullo, villa romana della fine del I o II secolo d.C., e il Castello Scaligero. Con un breve tragitto in auto si possono raggiungere Verona, per visitare i luoghi cari a Shakespeare, o Mantova. Tra le manifestazioni: i concerti musicali, le giornate Catulliane, il Premio letterario Sirmione Catullo, i tornei di tennis e la regata delle bisse (tipica barca a remi del Lago di Garda), senza dimenticare la stagione lirica dell´Arena di Verona. La ricettività alberghiera è di prim´ordine." SIRMIONE BRESCIA
TERME DI TORRE CANNE "Le acque salso-bromo-iodiche di Torre Canne furono scoperte nella prima metà dell´Ottocento, ma il loro effettivo sfruttamento iniziò solo nell´immediato dopoguerra con la costruzione di uno stabilimento termale, successivamente ristrutturato, ampliato e modernamente attrezzato. Delle undici sorgenti esistenti, due (la Antesana e la Torricella) sono state fatte oggetto di particolare attenzione e vengono utilizzate a scopi terapeutici: entrambe fredde (temperatura di 18 °C) e altamente mineralizzate (residuo secco rispettivamente di 9 e di 7,5 grammi per litro a 180 °C), sono particolarmente indicate nel trattamento dei disturbi degli apparati circolatorio, respiratorio (bronchiti), genitale femminile (vaginiti, leucorrea, annessiti) e nella cura di artrosi, artriti, postumi di fratture, reumatismi, fibrosi, nevralgie, nevriti, sciatiche, stati pre-varicosi, riniti, faringiti, otiti, sinusiti, adenoidismi, malattie del ricambio, sordità rinogena e malattie nervose. Negli ultimi anni sono state realizzate numerose strutture di terapia sia per la riabilitazione (palestra, box di fisioterapia, ambienti per la riabilitazione specifica dei pazienti neurologici, ortopedici e pneumologici), sia per le cure estetiche. In particolare si è dato notevole impulso alla idrokinesiterapia con una nuova piscina terapeutica gestita da terapisti della riabilitazione specializzati e dotata di attrezzature all´avanguardia. Nello stabilimento vengono praticati bagni, fanghi, irrigazioni vaginali, docce, insufflazioni endotimpaniche, nebulizzazioni, cure inalatorie (inalazioni e aerosol), massaggi (semplice, connettivale, riflessogeno), massaggi subaquei, cure estetiche, sauna, fisioterapia (radar, ultrasuoni, laser, elettroterapia analgesica e di stimolazione, infrarossi). Lo stabilimento termale, dotato anche di albergo e ristorante, è aperto da aprile a novembre; i periodi consigliati per le cure sono compresi tra aprile e giugno e tra settembre e novembre, benché il clima temperato della costa mantenga mite la temperatura anche in piena estate. Il mare, a pochissima distanza dal parco termale, concorre nel fissare gli effetti delle terapie praticate alle Terme. A disposizione dei frequentatori vi sono diverse attrezzature per il tempo libero (campi da tennis e da bocce, piscina, discoteca, sale giochi, cinema, sale di lettura, parchi giochi, sale per congressi) nonché una spiaggia privata e diversi negozi. Presso la località si tengono anche concerti, congressi, varie manifestazioni artistiche, culturali, religiose e folcloristiche, mostre di artigianato e rievocazioni storiche. Torre Canne è anche una graziosa stazione balneare, situata a breve distanza dalla bella "costa merlata"" che inizia da Marina di Ostuni, alimentata dalle brezze e riparata da forti correnti. Il nome della località deriva da una torre-faro eretta su un piccolo promontorio a chiusura della baia sabbiosa ove sono sorti l´abitato e le Terme. A poca distanza sono Fasano, importante città romana e ricca di testimonianze artistiche medievali, rinascimentali e barocche, Ostuni, la famosa "città bianca"", Alberobello e i suoi celeberrimi trulli, Martina Franca, i dolmen di Cisternino, la selva, le cripte e le grotte di Fasano, le interessanti rovine preromane di Egnazia e di Specchiolla e le famose Grotte di Castellana. La ricettività alberghiera della zona è più che buona." TORRE CANNE DI FASANO BRINDISI
TERME DI SÀRDARA "LA STORIA La presenza di un nuraghe e di un pozzo nuragico sacro nel parco delle terme attestano l´esistenza di insediamenti protosardi intorno alle sorgenti di Sàrdara già nel periodo nuragico, circa 1600 a.C., ed è segno dell´utilizzo dell´acqua termale per scopi votivi. Molto più tardi, intorno al III secolo a.C., i Romani si insedarono nella zona e costruirono le terme denominate "Neapolitanae"", di cui rimangono tracce significative, anche se scarne. Nel corso dei secoli l´attività termale non cessò mai completamente, ma l´impulso maggiore si ebbe alla fine del secolo scorso, con una radicale trasformazione del complesso termale. L´ACQUA, LE CURE E L´ATTREZZATURA Le fonti sono cinque e la temperatura delle acque alla sorgente varia da 50 a 68 °C. Le acque vengono classificate minerali bicarbonato-alcaline ipertermali. Il fango è naturale e si presenta argilloso e di colore bruno-cinereo. Si praticano: cure balneofangoterapiche che trovano indicazione nelle reumoartropatie (reumatismi, artrosi, postumi di traumi); cure inalatorie indicate nelle malattie otorinolaringoiatriche (riniti, sinusiti, laringiti) e nelle malattie respiratorie (tracheiti, bronchiti croniche); cure idropiniche per le malattie dell´apparato digerente e del ricambio; riabilitazione motoria, respiratoria e vascolare. Vi è anche la possibilità di effettuare idromassaggi termali, massaggi rilassanti e rivitalizzanti per il corpo, trattamenti biostimolanti per il viso al "fango vellutato"". Si può praticare, inoltre, attività fisica collettiva con l´assistenza di specialisti della bellezza e del benessere, fisioterapisti e istruttori qualificati. A tutto ciò si aggiunge il piacere di un bagno (in primavera o addirittura in pieno inverno) nella piscina termale all´aperto, alimentata con le caldissime acque sorgive, arrivando alle scalette d´accesso direttamente dall´hotel. Il periodo di apertura va dagli inizi di aprile alla metà di novembre. Nel parco prospiciente lo stabilimento, oltre alle passeggiate a piedi o in bicicletta, si possono praticare gli sport più vari, dal minigolf alle bocce, al tennis, al "percorso vita"". Sono inoltre possibili escursioni di interesse culturale, archeologico e naturalistico. La ricettività alberghiera è scarsa." SÀRDARA CAGLIARI
TERME DI ACIREALE "LA STORIA Sono note sin dall´epoca romana, come attestano i ruderi delle Terme Xifonie, da cui origina la sorgente, dislocata a monte dell´attuale stabilimento Santa Venera. La struttura venne fondata nel 1873 da un mecenate: il barone Agostino Pennisi di Floristella. In poco più di un secolo vi sono transitati e hanno soggiornato personaggi illustri tra i quali i Reali d´Italia e il grande musicista Wagner. Nel corso degli anni sono stati avviati numerosi ammodernamenti al complesso termale: l´ultimo nel 1987 con l´apertura del moderno stabilimento termale Santa Caterina, sulle sponde dello Jonio. L´ACQUA E LE CURE Le acque sulfuree-salso-bromo-iodiche-radioattive fluiscono a una temperatura di 22 °C dalle falde dell´Etna, arricchendosi lungo il percorso di vari sali minerali. In prossimità della sorgente, a 45 m di profondità, incontrano un vasto bacino di acqua marina con la quale si miscelano. I principali campi di applicazione riguardano: malattie reumatiche e osteoartrosi, affezioni dermatologiche, ginecologiche, otorinolaringoiatriche, e malattie dell´apparato respiratorio. Per le affezioni osteoarticolari, le malattie reumatiche e le affezioni dermatologiche vengono praticati bagni sulfurei salso-bromo-iodici radioattivi, fangobalneoterapia, massaggi e idromassaggi. Sempre in ambito dermatologico sono di prossimo avvio trattamenti termali mediante docce filiformi, maschere facciali, fango distrettuale e generalizzato; per molte manifestazioni patologiche (dermatiti atopiche, eczemi cronici, seborrea, acne e soprattutto psoriasi ci si avvale della stretta collaborazione dell´Istituto Universitario di Dermatologia. Irrigazioni vaginali e fanghi pelvici sono utilizzati per le affezioni ginecologiche e possono giovare in alcuni casi di sterilità. Per le malattie otorinolaringoiatriche vengono utilizzati: inalazioni caldo-umide a getto diretto, humage, aerosol, lavaggio nasale. A questi si aggiungono le insufflazioni endotimpaniche e le cure per la sordità rinogena. Per le affezioni respiratorie è praticata la ventiloterapia; prossimamente si potrà anche effettuare presso le terme un ciclo di rieducazione respiratoria. Nel complesso termale è inserito un moderno reparto di riabilitazione dotato di molti presidi strumentali, utilizzati sia isolatamente, sia con altre tecniche e metodiche riabilitative. Il comparto sanitario è integrato da altre specialità: pneumologia (dove viene praticata la spirometria); neurologia, con annessa elettromiografia; ortopedia; angiologia (anche indagine doppler); medicina estetica. Lo stabilimento termale di Acireale è aperto tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Acireale, detta "la città dai cento campanili"", immersa nella vegetazione subtropicale, rigogliosa di fiori e di agrumi, ha una posizione particolarmente invidiabile per la possibilità che offre di beneficiare nello stesso giorno del mare e della montagna. Ma Acireale è un punto di soggiorno importante anche per la ricchezza dei suoi monumenti e per la vasta tradizione culturale. Tra le opere d´arte, oltre ai ruderi romani, sono da segnalare gli edifici in puro e fantasioso stile barocco, come la basilica di San Sebastiano e il Palazzo di Città. Da non dimenticare la biblioteca-pinacoteca Zelantea, il giardino Belvedere, l´Opera dei Pupi. La ricettività alberghiera è più che buona." ACIREALE CATANIA
TERME CARONTE "LA STORIA Il Lametino è considerato non a torto una delle zone maggiormente interessanti dal punto di vista archeologico. Vanta infatti origini molto antiche e la storia è ricca di riferimenti culturali grazie alla sua collocazione geografica nell´ambito della Magna Grecia; il Golfo di Sant´Eufemia viene già citato da Aristotele come "Sinus Lameticus"", mentre per quanto riguarda più da vicino le terme, pare fossero note dal 420-350 a.C., quando nella città di Terina vennero coniate alcune monete portanti l´effigie di una sirena nell´atto di attingere acqua da una fonte: secondo alcuni storici l´affiancata dicitura greca (Aghe) sarebbe l´antesignana della denominazione "Aquae Angae"" con la quale i Romani, nel II secolo d.C., indicavano le terme. In seguito vi furono periodi di alterna fortuna, nel 1056 la località era particolarmente nota ai Normanni, tanto che Roberto il Guiscardo vi si recò con il suo esercito per ritemprarsi tra una battaglia e l´altra. Un lungo periodo di decadenza della piana, diventata malsana e malarica, segnò momentaneamente l´abbandono dell´attività termale e delle tradizioni ad essa legate. Nel 1835, in seguito a numerose relazioni che evidenziavano la necessità di restituire alle terme il loro giusto valore, venne affidato al professor Ricca l´incarico di effettuare corrette analisi circa le polle, allora in numero di nove, situate alla sinistra del torrente Bagni e ai piedi del Monte Sant´Elia. Agli studi del Ricca fece seguito una nutrita letteratura circa le qualità e i pregi delle acque tesa ad aumentarne la rinomanza. L´attuale configurazione della stazione termale ha avuto come evento determinante, dopo il nulla osta ministeriale ottenuto nel 1924, le prime razionali opere di captazione delle acque minerali affioranti sia sulla sponda destra dei Bagni, ai piedi del Monte Sant´Elia, raggruppate sotto la denominazione di sorgente Sant´Elia, sia sulla sponda sinistra con le sorgenti termo-minerali Caronte. Dal 1965, quando si avviò il totale rinnovamento degli impianti, ai giorni nostri, le nuove realizzazioni e le migliorie sono state numerose: di particolare rilievo nel nuovo stabilimento, il centro diagnostico e preventivo della sordità rinogena, il centro medico d´ammissione e specialistico, i centri per la riabilitazione motoria e respiratoria, il centro elaborazione dati, il centro idroestetico termale Di.Bi Centre. L´ACQUA E LE CURE Le acque delle Terme Caronte sono la Caronte e la Sant´Elia. La prima sgorga ad una temperatura di 39,4 °C ed è classificata termo-minerale-sulfurea-solfato-alcalino-terrosa-iodica-arsenicale, mentre la Sant´Elia (oggi non utilizzata a fini terapeutici), che sgorga a 23 °C, è un´acqua medio-minerale-sulfurea-calcio-magnesiaca. L´acqua Caronte viene utilizzata per la maturazione dei fanghi, nella quale gli stessi vengono lasciati macerare per oltre sei mesi. Per quanto riguarda le applicazioni terapeutiche e le indicazioni mediche delle acque lametine, ottimi risultati si ottengono soprattutto nelle malattie osteoarticolari con la pratica di bagni, idromassaggi, fanghi, specie se associati alla massoterapia. A questo proposito riportiamo un esempio descritto in una casistica medica del 1885, dal dottor La Camera: "Intensa e soprattutto travagliosa era l´artrite reumatica che affliggeva un tal Francesco Andria... laonde l´apparato locomotore indocile al potere ed alle determinazioni della volontà, obbligava l´egroto a non rendersi da un luogo all´altro, senza il soccorso delle grucce. Vari mezzi furono praticati da diversi professori... Come ultimo espediente fu dai congiunti condotto nelle terme di ch´è parola. Quivi giunto, dopo il non interrotto uso di 40 bagni e della stess´acqua ferrata solfurea presa internamente, riportò completa guarigione del male che da assai tempo e con ferocia l´aveva travagliato"". Altre indicazioni riguardano le malattie dell´apparato respiratorio e otorinolaringoiatriche per le quali vengono praticati inalazioni, aerosol, aerosol sonici, nebulizzazioni, humage, docce nasali, docce nasali micronizzate, cateterismi tubarici, politzer, ventilazioni polmonari. Nelle cure eudermiche, per le quali lo zolfo contenuto nell´acqua è particolarmente utile ed efficace, sono importanti i bagni, i bagni gorgogliati e ozonizzati, i fanghi. Irrigazioni e aerosol vaginali sono praticati per i disturbi dell´apparato genitale femminile. Il periodo di apertura va da maggio a novembre; le terapie inalatorie vengono praticate dal 1° marzo al 14 dicembre, per le altre cure si consigliano i periodi di maggio-giugno e ottobre-novembre. L´ATTREZZATURA Per quanto riguarda le strutture ricreative, la località, che è a ridosso di Lamezia terme, si avvale di quanto offre la cittadina: teatro, cinema, attrezzature sportive, parco naturale. Il soggiorno propone molteplici attrattive sia dal punto di vista artistico culturale, sia per le bellezze naturali della zona. Lamezia Terme, nata nel 1969 in seguito all´unificazione dei preesistenti comuni di Nicastro, Sambiase e Sant´Eufemia, è ricca di opere artistiche e architettoniche come la cattedrale di Nicastro, che custodisce un altare risalente all´epoca normanna e un prezioso coro ligneo del ´600, vi sorgono alcuni palazzi del ´700 (d´Ippolito, Statti, ecc.), la barocca "Loggia dei Sacchi"" e su tutto vigilano i maestosi resti del castello Normanno attorniato dal caratteristico rione San Teodoro. Si ricordano inoltre i pregevoli stucchi delle chiese di Sambiase e i ruderi dell´abbazia Normanna nei pressi di Sant´Eufemia. Recente è l´avvio di una campagna di scavi archeologici che intende riportare alla luce l´antica città di Terina. È interessante visitare il Museo Archeologico Lametino. Il litorale tirrenico, dal quale le terme distano meno di 10 chilometri, è ricco di ampie spiagge che offrono i colori di un mare particolarmente pulito e suggestivo. Tutta la zona di Sant´Eufemia, Tropea, Tiriolo e Vibo Valentia è considerata di grande interesse per gli appassionati di archeologia. I cultori della cristianità potranno facilmente raggiungere due tra le più importanti località religiose del paese, quali il santuario di San Francesco di Paola e la certosa di Serra San Bruno. Chi ama l´arte non potrà fare a meno di visitare Taverna, che conserva numerose opere di Mattia Preti e vanta un interessante museo. Da non sottovalutare la presenza dell´artigianato (terrecotte, ferro battuto, bambole in costume, ricami, tessuti) e del folclore, ancora vivo nelle fiere e nei costumi che animano i caratteristici mercatini, e la ricca offerta di prodotti agricoli, vino ed olio d´oliva in primo luogo, ma anche salumi, latticini, formaggi e prodotti dolciari. Un hinterland composto di località ancora poco note e tutte da scoprire, in grado di offrire emozioni con paesaggi mutevoli e affascinanti. La ricettività alberghiera è buona, assicurata dall´organizzazione turistica della Piana di Sant´Eufemia, che conta, anche, numerose aziende agrituristiche." LAMEZIA TERME CATANZARO
TERME LUIGIANE Le sorgenti, copiosissime, sono oggi cinque: tre ipertermali (la Minosse, la Caronte, e l´acqua proveniente dalla Galleria Calda: la loro temperatura è compresa fra i 42 e i 45 °C) e due fredde (quella proveniente dalla Galleria Fredda e la Ferrata, con una temperatura fra i 15 e i 18 °C). Le prime quattro, altamente mineralizzate (con un residuo fisso a 180 °C di circa 5 grammi/litro), appartengono alla classe delle sulfuree-salso-bromo-iodiche con un alto grado solfimetrico (173 mg/l) e sono variamente ricche di idrogeno solforato e di cloruro di sodio, con piccole quantità di iodio e di bromo, mentre la Ferrata, classificata come ferruginosa, è esente da idrogeno solforato. Ciò che caratterizza particolarmente le acque di Terme Luigiane, a parte il loro altissimo contenuto di idrogeno solforato, sono i depositi limosi, ricchi di zolfo, che danno vita ad una rigogliosa vegetazione acquatica (alghe), a sua volta ricca di proteine e vitamine, con la quale si procede all´arricchimento del fango, durante le varie fasi di preparazione dello stesso, ottenendo un efficacissimo fango terapeutico di origine termovegetale, solforoso e quasi unico nel suo genere, come ha affermato un insigne studioso (Gauthier). Inoltre le stesse alghe vengono utilizzate sia come base per la preparazione dei prodotti della linea cosmetica Pura (capelli, viso, corpo), sia per la ionoforesi, utilizzando in questo modo il doppio effetto terapeutico della corrente galvanica e del medicamento termale. Le acque sono indicate nel trattamento di malattie reumatiche ed articolari (tra cui artrosi, discoartrosi, nevralgie, sciatalgie, fibrositi, tendiniti, postumi traumatici, artropatie, reumatismi infiammatori, periartriti della spalla e dell´anca, disturbi otorinolaringoiatrici (rinite cronica, faringite cronica, tonsillite cronica, laringite cronica, otite cronica, otite media catarrale, sordità rinogena, sinusite cronica), malattie dell´apparato respiratorio (bronchite cronica, asma bronchiale, alcune forme di enfisema, bronchiectasie, pneumoconiosi), dell´apparato genitale femminile (sterilità, malattia infiammatoria pelvica, vaginiti, metriti, disturbi del climaterio), malattie cutanee (psoriasi, acne, eczemi, dermatite seborroica, alcune micosi, esiti di ustioni), allergiche da intossicazione, malattie professionali. Le cure praticate, oltre ai fanghi, consistono in bagni, idromassaggi, inalazioni, aerosol, docce nasali, aerosol sonico, cateterismi tubarici, nebulizzazioni, humage, ventilazione polmonare da associare eventualmente alla ginnastica respiratoria, irrigazioni vaginali con o senza fango pelvico, cure estetiche, cure fisioterapiche (tra cui ionoforesi, radarterapia, marconiterapia, magnetoterapia, tens, ultrasuoni), cure chinesiterapiche. ACQUAPPESA COSENZA
TERME DI SPEZZANO "LA STORIA Pare che sulle rive del fiume Esaro fossero note in tempi antichi alcune sorgenti, ma in assenza di dati certi si è propensi a credere che vi sia stata una loro riscoperta nella prima metà del XIX secolo; risale al 1842, infatti, un testo di Vincenzo Colosimo che accenna ad una "polla di acqua minerale, sorgente alla sponda destra del fiume"" e ne fornisce le prime approssimative analisi. Determinante fu nel 1922 l´intervento di un privato il quale, curatosi con le acque di Spezzano Albanese, guarì dei suoi malanni: il risanato Vincenzo Piro iniziò ulteriori ricerche sul territorio, finché le polle scoperte furono cinque. Attualmente le sorgenti utilizzate sono due: Fonte delle Grazie e Fonte Turio. Le ultime sistemazioni degli impianti sono recenti e risalgono al 1994. L´ACQUA E LE CURE Le acque salso-bromo-iodiche della Fonte Turio svolgono spiccata attività antinfiammatoria e sono pertanto indicate per la cura di rinite, sinusite, otite, faringite, bronchite cronica, asma bronchiale, enfisema polmonare, adenoidismo, tubotimpanite catarrale e otite siero-mucosa. Per questo tipo di affezioni vengono praticate cure inalatorie (aerosol, inalazioni, nebulizzazioni, docce nasali, humage e insufflazioni endotimpaniche). Le cure sono praticate da personale medico specializzato con tecniche ben tollerate anche da piccoli pazienti. La sorgente Acqua delle Grazie, utilizzata per la terapia idropinica, è ascrivibile anch´essa alle acque salso-bromo-iodiche, ma la componente bromo-iodica è estremamente ridotta, perciò si può parlare di acqua cloruro-sodica-ipotonica; per questo motivo è elettivamente indicata nel trattamento della stipsi cronica semplice. Le caratteristiche di questa sorgente consentono notevoli possibilità, non solo di cura ma anche preventive di numerose patologie dell´apparato digerente e urinario, collegate nella maggior parte dei casi alla stipsi stessa. Ne sono esempio gli stati disfunzionali del fegato, discinesie delle vie biliari, gastropatie, dispepsie in genere, coliti, calcolosi renale e gotta. L´ATTREZZATURA La struttura termale, circondata da un vasto parco, comprende anche il Club American Hotel (hotel e residence), e un centro estetico. La stazione termale è situata in una zona climaticamente felice, interessante anche dal punto di vista archeologico: la località vanta antiche origini e una collocazione di prestigio al centro del territorio della Magna Grecia. Nel 1800 sono state rinvenute, vicino alla stazione ferroviaria, le necropoli di San Lorenzo e Torre Mordillo, appartenenti all´Età del Ferro. Rinvenimenti più recenti riguardano resti del periodo ellenistico. A una ventina di chilometri in linea d´aria, passando per Terranova si raggiunge Sibari, che conserva testimonianze medioevali e dei secoli XV-XVIII. A mezz´ora di macchina si trova Rossano, il maggiore centro religioso bizantino della Calabria, con le sue caratteristiche "Laure""." SPEZZANO ALBANESE TERME COSENZA
TERME SIBARITE "Le terme di Cassano allo Jonio, edificate ex novo nel 1969, richiamano alla mente quel periodo storico che fu per questa zona denso di ricchezza e di gloria; le fonti conservano infatti nella loro denominazione il riferimento alla città di Sybaris, la più antica colonia achea della costa ionica nei cui possedimenti era compresa anche l´antica Cassano con le sue acque, la cui notorietà risale appunto a quei tempi. Le fonti sono cinque e da esse scaturisce acqua di tipo sulfureo che sgorga a 26 °C; se ne fa uso balneo-fangoterapico e viene altresì utilizzata per inalazioni, nebulizzazioni, irrigazioni e insufflazioni. Da maggio a ottobre, presso lo stabilimento-hotel termale (dove ci si può sottoporre anche a massoterapia) è possibile curare malattie dell´apparato respiratorio, sordità rinogena, riniti e malattie cutanee, per le quali l´acqua sulfurea è assai indicata, nonché i disturbi dell´apparato genitale femminile. La località termale è dotata di dancing, campi da tennis e da bocce e di una piscina (con attrezzature per i bambini) con acqua sulfurea fluente; vi sono una biblioteca civica e un parco termale per passeggiare, oppure si può usufruire del solarium, che d´estate ospita frequentemente concerti. La vicina Sibari offre tutti i vantaggi della stazione balneare (ivi compresa la possibilità di praticare equitazione) che, uniti ai numerosi reperti archeologici e agli scavi di epoche diverse (e oggi visitabili), rendono l´intera zona assai interessante e densa di attrattive. La tranquilla atmosfera presente a Cassano si ritrova, accentuata, risalendo le pendici del Monte Pollino o spingendosi fino alla Sila, che dista quasi un´ora di macchina, ma anche nei panorami stessi offerti dalla cittadina arricchita da una bella cattedrale con campanile settecentesco. Oltre all´albergo termale la ricettività alberghiera è piuttosto scarsa." CASSANO ALLO JONIO COSENZA
LE ACQUE FONTI ILARIA "LA STORIA Le sorgenti di acque minerali di Vicoforte furono scoperte nel 1853 da un ingegnere, certo Pietro Musizzano di Roburent, mentre faceva eseguire scavi per trovare argilla. La prima analisi venne fatta dai professori di Chimica, Farmacia e Mineralogia dell´Università di Torino, Carlevaris, Abbene e Sismonda e dal farmacista Domenico Ghislano nel 1855. In seguito, la Regia Accademia Medico Chirurgica di Torino inviò sul posto una Commissione, che confermò i meriti dell´acqua. Nello stesso tempo il Congresso Medico di Caraglio mandò i campioni di dette acque a cinque medici e tre chimici e presentò poi le loro favorevoli relazioni al Comitato Medico Regionale. Il Congresso Medico Generale di Milano del 1862 riconosceva rilevanti virtù medicinali, mentre il consesso Medico di Acqui inviò, nello stesso anno, alcuni esperti che confermarono le caratteristiche salutari delle acque. A fronte di questi risultati la Congregazione del Santuario di Vicoforte iniziò subito le pratiche per l´acquisto del terreno e dei diritti d´uso. La palazzina fu costruita nel 1876 dall´architetto Formento, mentre il viale ed altre opere di completamento vennero progettate alcuni anni dopo dal conte Felice Cordero di San Quintino. Dopo una lunga stagione felice, seguita da anni di incuria e di abbandono, lo stabilimento è stato restituito al suo originario splendore grazie ad un oculato intervento di restauro coordinato dall´architetto Giovanni Arnaudo. L´ACQUA E LE CURE Le sorgenti minerali dello stabilimento idropinico sono due: la prima, carbonato-calcico-magnesiaca, nasce a 8 metri di profondità, ha una temperatura di 10 °C e contiene bicarbonato di calcio e di magnesio, cloruro di magnesio, solfato di calce, silice; la seconda è solforata, nasce a 17 metri di profondità, ha una temperatura di 11 °C ed è ricca di acido solfidrico. Entrambe le acque vengono usate per via interna nei disturbi degli organi digerenti. L´ATTREZZATURA Nella palazzina in stile fine secolo delle terme è stato attivato un servizio di bar-cremeria. Un parco di alberi secolari circonda la struttura ed è occasione per passeggiate e partenza di escursioni nelle belle colline monregalesi. I dintorni rappresentano motivo di interesse artistico e culturale: a cominciare dal vicinissimo Santuario, una colossale costruzione a pianta ellittica dedicata a Nostra Signora del Monte Regale, fondato da Carlo Emanuele I nel 1596 su disegno del Vittozzi. Nel 1729 l´edificio religioso si arricchì di una enorme cupola ellissoidale (la più grande del mondo). Da Vicoforte si può ammirare, arroccato su una collina, il nucleo antico della città di Mondovì, formata da due parti distinte: bassa (Breo), centro della vita commerciale e alta (Piazza), sede di Università, ricca di opere d´arte e palazzi del XIII e XIV secolo. Da vedere, in località Santa Croce, lungo la strada che collega Mondovì a Vicoforte, la cappella di San Magno con affreschi tardo-gotici del XV secolo." VICOFORTE CUNEO
FONTI SAN BERNARDO L´acqua oligominerale San Bernardo Sorgente Rocciaviva sgorga a circa 1300 metri di altitudine dalle rocce di alta montagna sul versante piemontese delle Alpi Marittime. La sua caratteristica principale è la scarsissima mineralizzazione, dovuta alla leggerezza e all´equilibrio dei sali minerali in essa contenuta e rappresentata da un residuo fisso minerale di appena 39 mg per litro a 180 °C, che la pone fra le acque oligominerali più leggere conosciute. Utilizzata esclusivamente per terapia idropinica, manifesta una rilevante azione diuretica, se somministrata, per un periodo di 10-20 giorni, in quantità di 2-3 litri giornalieri e a distanza dai pasti. È utilizzata soprattutto per malattie da alterato ricambio dell´acido urico. È pure indicata per l´alimentazione dei neonati come da autorizzazione del Ministero della Sanità. La stagione di cura è compresa fra giugno e settembre. L´ATTREZZATURA L´abitato, che si stende in parte sulle rive del Tanaro, in un´ampia conca ammantata di castagni, è suddiviso in quattro borgate (Borgo Maggiore, Poggiolo, Ponte e Valsorda) ed è situato alla confluenza di numerose piccole valli (da qui l´antico etimo del suo nome "esce", che significa appunto "luogo di passaggio"). Vanta antiche origini, trovandosi in una zona abitata fin dal Paleolitico; numerosi sono anche i reperti archeologici dell´epoca romana. Offre belle passeggiate ed escursioni al colle San Bernardo, alla Valcasotto e alle vicine vette alpine. Interessanti sono alcune case medievali di Borgo Maggiore, resti di mura e la Torre dei Saraceni, nonché la confraternita di San Giovanni, ricca di affreschi del XV secolo. Da visitare nei dintorni anche il santuario di Valsorda (Madonna delle Grazie) e il castello di Valcasotto, frequente meta delle vacanze estive di Vittorio Emanuele II. La città di Garessio, inoltre, cura numerose attività culturali, folcloristiche e sportive, in grado di soddisfare la più varia clientela turistica, ed è fornita di cinema, dancing, maneggio, campi da tennis e da bocce. La ricettività alberghiera è discreta. GARESSIO CUNEO
TERME DI LURISIA Accreditato come primo livello super dal S.S.N., Lurisia propone le cure convenzionate: fangoterapia, bagni dermatologici, inalazioni – con un reparto speciale dedicato ai bimbi- irrigazioni ginecologiche, e idropinoterapia per le quali l’acqua sedativa, antalgica, antinfiammatoria, è particolarmente indicata. LURISIA CUNEO
TERME REALI DI VALDIERI Le sorgenti sono una trentina, dalle quali "scaturiscono indisturbate per i tramiti loro propri fra i gneiss e i graniti acque solforose e caldissime, abbondanti e costanti", come precisa il Vinaj. Siamo quindi in presenza di una stazione dove le acque sgorgano a una temperatura da 50 a 70 °C e vengono classificate solfato-cloruro-sodiche ipertermali. Nel periodo di maggiore attività delle terme di Valdieri, le acque utilizzate per le cure erano la San Lorenzo, la Vitriolata, la Magnesiaca e la Santa Lucia (usata nelle malattie degli occhi, da cui il nome), definita dallo Schivardi "untuosa, saponacea al tatto, leggermente amara e nauseosa, quasi inodora alla sorgente, ma nell´aria tramanda odore di uova guaste". L´uso della Vitriolata secondo precise indicazioni mediche risale al 1669, quando i dottori Barisano e Majsa iniziarono ad utilizzarla credendola ferruginosa a causa del suo sapore amarognolo. A parte queste piccole curiosità circa le acque, la vera particolarità di Valdieri erano e sono tuttora le "muffe". Nell´Ottocento venivano prodotte con un procedimento assai semplice che consisteva nel far scorrere l´acqua su tavole di legno lasciate esposte all´aria per far proliferare le alghe, in seguito conservate in acqua calda al fine di mantenere inalterate le qualità. Fin dai tempi di Casa Savoia a Valdieri si curano molti malanni, dai reumatismi alle artriti, dalle malattie cutanee a quelle del ricambio, persino alcuni disturbi gastrici. Oltre alle muffe, le cui alghe oggi vengono utilizzate soprattutto per cure eudermiche, ci si può sottoporre a balneoterapia, fanghi, inalazioni, aerosol, irrigazioni, grotte naturali, insufflazioni endotimpaniche per la cura della sordità rinogena, massaggi, terapie fisiche e trattamenti estetici. La stagione di cura va da maggio a settembre; sono preferibili i mesi di luglio e agosto. VALDIERI CUNEO
Terme di Garessio TERME REALI DI GARESSIO Gli effetti delle acque del luogo possono essere apprezzati grazie alle cure idropiniche delle Terme di Garessio (all'interno del suo parco ombroso vengono realizzati numerosi eventi sportivi e culturali), bevendo direttamente alla fonte lungo i "percorsi della salute ". Per gli amanti dei particolari geografici ricorderemo che siamo sulle Alpi Marittime, non lontano dal valico del San Bernardo. Prima di scaturire alle Terme di Garessio, l'acqua ha però già compiuto un lungo viaggio nelle viscere della montagna, arricchendosi di tutti gli oligoelementi che vi ha incontrato e storicamente apprezzati. Delle "Fonti miracolose S.Bernardo", come erano qui chiamate un tempo, si parla infatti già nella leggenda di Aleramo, capostipite dei Marchesi del Monferrato, che, colpito da disturbi renali e circolatori prendeva sollievo sorseggiando quest'acqua. Garessio Cuneo
TERME DI GAMBASSI E ACQUA DI PILLO Si rallegrino i grandi mangiatori: questa è la loro acqua. È una salso-bicarbonato-sodica-solfato-alcalinoterrosa e grazie a una tale definizione può essere considerata (come riporta orgogliosamente un dépliant illustrativo) "specie di somma fra un´acqua di tipo Vichy, o meglio Vals, e un´acqua salsa medica tipo Regina di Montecatini". Oltre ad essere consigliata "come detto" a chi non sa por limiti ai piaceri della tavola, la terapia idropinica è indicata in presenza di malattie funzionali del colon e stitichezza cronica semplice, gastriti croniche, atonia della colecisti, colecistiti croniche alitiasiche, esiti della colelitiasi operata, calcolosi della colecisti, in particolare per chi è affetto da diabete. GAMBASSI TERME FIRENZE
TERME DI FIRENZE SORGENTI ACQUA CASSIA "LA STORIA Antichi capitelli romani e resti di scavi in terracotta testimoniano, fin dai tempi antichi, l´importanza delle terme nella zona attraversata dalla via consolare romana. Intorno al 1300 il conte Felsi, proprietario della località denominata Bagnolo, fece captare alcune sorgenti. Una di questa è l´attuale Fonte Antica, che per le sue particolari proprietà richiamava cacciatori e contadini che bevevano le "zolfe"" e portavano le mucche affette dalla "zoppina"" a guarire. Di una seconda sorgente, l´attuale Fonte Celeste rimane una iscrizione che porta la data "Anno Domini 1320"". Nelle storie fiorentine del Carrocci si parla di queste sorgenti, mentre notizie più sicure si hanno verso la fine del secolo scorso. Nel 1852 Zaccagni Orlandini ricorda le Terme di Firenze nelle Ricerche Statistiche sul Granducato di Toscana. Esse vengono pure descritte dal Di Stefani nel 1897 e dal Mussi nel 1896. In epoca più recente, nel 1959, Francalanci elenca le sue acque fra quelle termo-minerali della Toscana. Le prime indagini di carattere chimico risalgono agli anni Cinquanta, quando vennero eseguite dall´Università di Firenze le analisi chimiche, batteriologiche, farmacologiche e geologiche delle due sorgenti. Lo stabilimento termale iniziò l´attività nel 1953, fu ampliato nel 1964 con la costruzione di un hotel, e ristrutturato nel 1990. L´ACQUA E LE CURE Le acque delle sorgenti Fonte Antica e Fonte Celeste, molto simili per composizione, si possono considerare, secondo la classificazione di Marotta e Sica, acque fredde minerali, salso-bromo-iodiche-sulfuree, adatte per terapie idropiniche, bagni, inalazioni, nebulizzazioni e aerosol. Le cure risultano particolarmente efficaci per le affezioni dell´apparato respiratorio, compresa l´asma bronchiale, per l´apparato gastroenterico, fegato, reni, vie biliari e urinarie e inoltre per malattie della pelle e allergie. Periodo di apertura da maggio a novembre. L´ATTREZZATURA Gli ospiti delle Terme di Firenze abbinano ai vantaggi delle cure idropiniche quello della felice ubicazione degli stabilimenti, a pochi chilometri da Firenze, città che racchiude il più ricco patrimonio monumentale ed artistico esistente al mondo. Ma non è da dimenticare la basilica di Santa Maria dell´Impruneta, nel comune omonimo e non è da trascurare il patrimonio naturalistico della zona, che è quella del Chianti (il nome Impruneta deriva forse da "in pruinetis"", cioè la macchia mediterranea fatta di rovi e resinose). Passeggiate ed escursioni anche nel bosco (di proprietà) adiacente allo stabilimento termale. La ricettività alberghiera è validamente supportata da quella di Firenze e delle sue immediate vicinanze." IMPRUNETA FIRENZE
MARGHERITA DI SAVOIA La località è famosa per le sue saline fin dal tempo dei Romani (III secolo a.C.); sono le più grandi d´Europa e le più importanti d´Italia: vi si producono più di 5 milioni di quintali di sale l´anno. Le acque madri, cioè quelle che rimangono dopo l´estrazione del sale, sono dotate di proprietà terapeutiche: quelle di Margherita di Savoia sono considerate salso-bromo-solfo-iodiche e vengono impiegate per uso esterno per bagni, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, irrigazioni, ventilazioni. Lo stabilimento termale collegato all´Hotel Terme è in grado di praticare terapie per affezioni dell´apparato respiratorio, muscolare e scheletrico (sciatiche, reumatismi), per malattie ginecologiche, malattie della pelle e problemi odontostomatologici. La stagione va dal 1° aprile al 30 novembre. MARGHERITA DI SAVOIA FOGGIA
BAGNO DI ROMAGNA Le acque utilizzate sono due: una bicarbonato-alcalina-sulfurea, che sgorga alla sorgente a una temperatura di 45° C, e una sulfurea, che sgorga a una temperatura di 12 °C. Le indicazioni terapeutiche riguardano le malattie degli apparati respiratorio, osteo-articolare, digerente, genitale femminile, vascolare periferico, e del ricambio. Le cure vengono praticate con bagni, fanghi, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, irrigazioni, massaggi e grotte. Tra le indicazioni specifiche si segnala il trattamento delle artropatie croniche, dei processi infiammatori osteo-neuro-articolari e dei postumi di fratture. Sono state approntate, inoltre, moderne attrezzature fisiokinesiterapiche per integrare le cure termali. Vi è la possibilità di effettuare cure specialistiche. I tre stabilimenti termali sono stati attrezzati con centri di benessere e bellezza. Recentemente, gli specialisti delle Terme Sant´Agnese hanno riscoperto un´antica cura e rimesso in funzione il Calidarium e il Tepidarium, riutilizzando così le antiche grotte naturali, funzionanti nel 1600. Il periodo di apertura va da marzo a novembre (alta stagione 10 luglio-20 settembre). BAGNO DI ROMAGNA FORLÌ
FONTI ROMANE DELLA FRATTA Le acque, minerali, sono classificate come salso-bromo-iodiche, sulfuree-salse e si prestano a differenti usi terapeutici. I fanghi e i bagni salso-iodici sono indicati per la cura di affezioni artroreumatiche, mentre i bagni sulfurei vengono utilizzati in presenza di dermatosi. Inalazioni, nebulizzazioni e aerosol curano affezioni dell´apparato respiratorio quali riniti e bronchiti. Oltre alle cure idropiniche (utili nella cura di gastriti, coliti, epatiti croniche, stitichezza, calcolosi biliare, malattie del ricambio) si praticano anche irrigazioni vaginali e massaggi. FRATTA TERME FORLÌ
TERME DI CASTROCARO "LA STORIA Le acque salse che sgorgano nella zona di Castrocaro (la Val Montone) furono note fin dai tempi più remoti e diedero in passato il nome alla località. Infatti Solona, dall´umbro "alon"", che significa sale, fu chiamata la città antichissima che gli Umbri, una delle prime popolazioni italiche, edificarono in questo territorio. Conquistata dagli Etruschi fu poi distrutta dai Galli Boi che costruirono una fortezza, Caster Kar (entrambi i vocaboli in gallo-celtico significano "sasso""). Con la dominazione romana, la città prese il nome di Salsubium, da "salsus"" e "uber"" (ecco che ritorna il motivo conduttore del sale). L´attuale nome, di cui si parla nei documenti dal 1118, deriva da Castrum Cari: si attribuisce infatti la costruzione della rocca ad un imperatore romano della decadenza, Carus o Carinus. Per quanto riguarda lo sfruttamento curativo delle acque, la storia comincia coi primi decenni del secolo passato. Plinio Schivardi, nella sua Guida delle Terme del 1875 descrisse sei sorgenti, ognuna con vicissitudini proprie; una di queste, la sorgente Frassineti, venne scoperta nel 1830 "in occasione di una procedura per contravvenzione di sale"" e studiata dal professor Antonio Targioni Tozzetti dell´Università di Pisa. Egli scoprì che le acque possedevano un alto contenuto di iodio e bromo e ne consigliò l´uso soprattutto nelle malattie ghiandolari. Chi per primo ne sperimentò l´uso curativo fu, nel 1838, il medico condotto Corrado Taddei De Gravina. Un´altra sorgente di acqua ferruginosa venne scoperta nel 1820 su di un fondo dei fratelli Fiorentini e fu "protetta da una capanna, che serve di ricovero a chi si reca per beverla"". Sul finire dell´800 gli stabilimenti in attività erano tre: i primi due, Frassineti e Liverini, stando sempre alle descrizioni dello Schivardi, pare lasciassero un po´ a desiderare. Chi invece si diede maggiormente da fare per organizzare strutture funzionali ed accoglienti fu il signor Aristide Conti che in un primo tempo "convertì la sua propria casa ad uso di ristretto, ma ben ordinato stabilimento, provvisto di tutto quanto l´odierna idroterapia ha riconosciuto più essenziale: bagnaruole di levigato travertino, quali destinate ai bagni sulfurei, quali ai salsoiodici; doccie verticali e orizzontali; camerini numerosi e decenti; comode camere da letto; sale da divertimento e di lettura, corredate d´annesso conveniente ristorante"". Il Conti, ritenuto il padre del termalismo di Castrocaro, si occupò anche di mettere in commercio dei sali da bagno e, ovviamente, l´acqua imbottigliata, per dar modo ai pazienti di effettuare cure idropiniche a domicilio. Sui suoi effetti è sempre lo Schivardi a darci una colorita e insolita relazione: "Bevuta pura l´acqua, come è racchiusa nelle bottiglie, agisce energicamente, e dà origine ad uno stato di ebbrezza molto tormentosa"". Nuovi interventi vennero eseguiti nel 1936, anno in cui l´intero complesso delle terme venne demanializzato; dal 1961 è amministrato da una Società per Azioni a partecipazione statale. L´ACQUA E LE CURE Grazie alle proprietà terapeutiche delle preziose acque salso-bromo-iodiche e sulfuree, utilizzate con le più moderne e scientificamente comprovate tecniche di cura, le Terme di Castrocaro offrono la possibilità di immergersi in una confortevole vacanza di salute e relax ideale per recuperare una perfetta forma psico-fisica. La fangobalneoterapia salso-iodica viene eseguita con i particolarissimi fanghi a maturazione naturale prodotti con "argilla vergine"" delle cave della Bolga, macerata a lungo nell´acqua dell´antico pozzo dedicato ad Aristide Conti, vero pioniere del termalismo castrocarese. Le acque salso-bromo-iodiche, ad elevato contenuto di sali di bromo e di iodio, sono indicate soprattutto nel trattamento dell´artrosi, dei postumi di traumi e di fratture e, grazie a varie tecniche di idromassaggio e linfodrenaggio manuale, nella cura dei disturbi della circolazione venosa e linfatica. Per mezzo di irrigazioni, fanghi e bagni vengono trattate anche varie affezioni infiammatorie croniche dell´apparato genitale femminile. Presso il nuovo centro di idrochinesiterapia e rieducazione funzionale, dotato di palestra, box per fisioterapia e di piscine terapeutiche, personale qualificato esegue ogni tipo di trattamento riabilitativo in acqua termale associando le più moderne tecniche fisiochinesiterapiche. Oltre alla riabilitazione della funzione motoria, presso il centro si esegue la riabilitazione respiratoria delle broncopneumopatie croniche. Le acque sulfuree di grado medio sono invece particolarmente indicate per le terapie inalatorie fra cui spiccano per efficacia la cura per la sordità rinogena, e la prevenzione di riniti, sinusiti, faringolaringiti e bronchiti croniche. Le acque sulfuree, inoltre, vengono distribuite presso il caratteristico Tempietto del Parco per la cura idropinica che trova indicazione nelle lievi insufficienze epatiche e nelle colonpatie con stitichezza. Ancora, le acque sulfuree vengono impiegate nella preparazione del finissimo fango, assai efficace nell´esecuzione dei trattamenti eudermici presso il nuovo reparto per cure estetiche termali. Questo reparto, abbinato ad una piscina termale con idromassaggio, offre la possibilità di effettuare cure anti-cellulite (massaggi drenanti, massaggi estetici, pressoterapia, elettrolipolisi e mesoterapia), solarium ed altri trattamenti mirati a rimuovere inestetismi del viso e del corpo. Una completa assistenza medico-specialistica, consigli dietetici personalizzati e percorsi ginnici rendono il soggiorno a Castrocaro Terme un vero e proprio appuntamento con la salute e il benessere. Periodo di apertura da aprile a novembre. L´ATTREZZATURA Il complesso consta di quattro stabilimenti termali; i primi tre sono denominati: "A"", "B"", "C"" il quarto è annesso al Grand Hotel Terme. Sono tutti immersi nel verde di un grande parco, con alberi secolari che si estendono per 20 ettari di terreno. La sua origine si fa risalire a Cosimo I de´ Medici che ne avrebbe affidato il disegno al maestro giardiniere Boboli. Dal secolo scorso è riservato agli ospiti delle terme. Dalla parte opposta è limitato dal corso del Montone, oltre il quale, sul pendio della collina, è stato creato un secondo parco. Gli ospiti delle terme hanno a disposizione piscina, campi da tennis e di bocce, minigolf, zona giochi per i più piccoli, padiglione delle feste con dancing e night club. Un appuntamento importante per la cittadina è il Concorso Voci Nuove della Canzone. Molti i luoghi da visitare nei dintorni di Castrocaro: la Rupe dei Cozzi e i Laghetti della Bolga sono due delle località consigliate a chi ama le passeggiate in aperta campagna. La Rocca di Monte Poggiolo, distante circa 4 chilometri, domina tutta la pianura. All´interno c´è il Pozzo della Regina: si racconta che Caterina Sforza vi facesse precipitare i suoi nemici. La ricettività alberghiera è ricca e ben articolata." CASTROCARO TERME FORLÌ
TERME DI SANT´AGNESE LA STORIA La località ha una fama plurisecolare, attestata dai ritrovamenti archeologici negli scavi eseguiti nei pressi delle sorgenti termali, dove sono state rinvenute centinaia di monete di epoche comprese tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C. e una magnifica statuetta di bronzo di epoca romana. L´attuale stabilimento termale è stato costruito sulle rovine di un tempio dedicato alla ninfa Regina. Una prima sistemazione della struttura fu operata dalla famiglia dei Conti Guidi: i bagni vennero divisi in tre sezioni: la prima per dozzare (docciare), la seconda de cialtronibus (per gli scabbiosi), la terza per le donne. Nel 1774 ne divenne concessionario, con l´obbligo di ingrandirle, il dott. Bartolini. Nel 1827, il granduca Leopoldo II costituì le terme in ente autonomo, chiamandole Regie Terme Leopoldine, e le aprì definitivamente al pubblico. L´ACQUA E LE CURE Le acque utilizzate sono due: una bicarbonato-alcalina-sulfurea, che sgorga alla sorgente a una temperatura di 45° C, e una sulfurea, che sgorga a una temperatura di 12 °C. Le indicazioni terapeutiche riguardano le malattie degli apparati respiratorio, osteo-articolare, digerente, genitale femminile, vascolare periferico, e del ricambio. Le cure vengono praticate con bagni, fanghi, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, irrigazioni, massaggi e grotte. Tra le indicazioni specifiche si segnala il trattamento delle artropatie croniche, dei processi infiammatori osteo-neuro-articolari e dei postumi di fratture. Sono state approntate, inoltre, moderne attrezzature fisiokinesiterapiche per integrare le cure termali. Vi è la possibilità di effettuare cure specialistiche. I tre stabilimenti termali sono stati attrezzati con centri di benessere e bellezza. Recentemente, gli specialisti delle Terme Sant´Agnese hanno riscoperto un´antica cura e rimesso in funzione il Calidarium e il Tepidarium, riutilizzando così le antiche grotte naturali, funzionanti nel 1600. Il periodo di apertura va da marzo a novembre (alta stagione 10 luglio-20 settembre). L´ATTREZZATURA La stazione termale si avvale di tre stabilimenti (Terme Sant´Agnese, Grand Hotel Terme Roseo e Euroterme). Presso il reparto inalatorio pediatrico delle Euroterme è stata attrezzata una zona-bimbi con giochi e intrattenimenti (Club Giamburrasca). Sono a disposizione degli ospiti della località: cinema, dancing, maneggio, tennis, bocce, palestre, minigolf, parco giochi per bambini, biblioteche e sale di lettura, saloni per convegni e congressi. Il territorio di Bagno di Romagna ha ottenuto la certificazione di zona a Denominazione di Ambiente Certificato e Garantito, per la bassissima presenza di sostanze inquinanti. Per la sua ubicazione, si presenta come il punto di partenza ideale per passeggiate ed escursioni: a disposizione l´intero versante romagnolo del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, e inoltre i sentieri per la Fonte del Chiardovo (20 minuti a piedi) e il Monte Crocina (1 ora). È facilmente raggiungibile anche il santuario di Corzano. Cospicuo è il patrimonio artistico, con il palazzo dei Conti Guidi, antica sede dei Capitani della Repubblica Fiorentina, e la pregevole basilica di Santa Maria Assunta in stile romanico (IX secolo), dove si conservano la celebre Natività del Ghirlandaio, una Madonna con Santi attribuita a Luca Signorelli, una statua di terracotta invetriata, raffigurante Sant´Agnese, di Andrea di Marco della Robbia, un trittico, capolavoro di Neri di Bicci (1419-1481), raffigurante Maria Assunta. La ricettività alberghiera è buona. BAGNO DI ROMAGNA FORLÌ
TERME POMPEO L´acqua, sulfurea-bicarbonato-calcica (grado sulfidrimetrico 19/1), sgorga a una temperatura di 16-18 °C e ha una portata di 130 litri al minuto. L´acqua delle Terme Pompeo trova applicazione con un´ampia gamma di cure per numerose patologie che vanno dalle affezioni delle vie respiratorie (faringo-tonsilliti, rino-sinusiti, bronchiti) alle malattie dell´orecchio-naso-gola (catarro tubarico e otiti catarrali), dalle forme artroreumatiche alle vasculopatie periferiche (osteoartrosi, reumatismi, miositi, fibrosi, disfunzioni circolatorie) fino alle alterazioni dermatologiche (dermopatie, psoriasi, dermatiti). Le cure praticate sono: inalazioni, aerosol, polverizzazioni e irrigazioni nasali per le malattie respiratorie; insufflazioni endotimpaniche per orecchio-naso-gola; bagni caldi con idromassaggi per le forme artroreumatiche e dermatologiche; ozonoterapia per le vasculopatie. La stagione termale va dal 2 maggio al 15 dicembre. FERENTINO FROSINONE
FIUGGI TERME L’ Acqua di Fiuggi è un’acqua oligominerale con una bassissima concentrazione di sali minerali. Nel corso dei millenni si è costituita nella conca di Fiuggi una formazione tufacea in cui l’acqua si muove in un alveo situato a profondità relativamente bassa, fra 8 e 20 metri, in un terreno ricco di castagni, querce e pini. La formazione tufacea è caratterizzata da alternanze di strati permeabili e semipermeabili attraverso i quali l’acqua viene filtrata riducendo la mineralizzazione ed acquisendo le note proprietà terapeutiche. Durante il percorso appena illustrato,nell’acqua avvengono una serie di reazioni di condensazione, di polimerizzazione, di ossidazione, di riduzione di molecole a peso molecolare relativamente basso (derivanti a loro volta dalla degradazione di biopolimeri quali proteine, polisaccaridi, cellulosa, lignina, tannini, pigmenti, specifici di questa situazione territoriale), attraverso le quali si formano sostanze umiche e fulviche che, per il loro modello strutturale, danno origine ad interazioni chimiche con ioni metallici, in particolare con lo ione calcio. E' ormai dimostrato che l’efficacia dell’Acqua di Fiuggi nella calcolosi renale non è dovuta esclusivamente alle sue proprietà diuretiche, bensì alla presenza di macromolecole in grado di aggredire il reticolo cristallino che costituisce il calcolo fino a disgregarlo. La scoperta è di grande importanza e consente di affiancare al dato empirico di efficacia dell’Acqua di Fiuggi nella nefrolitiasi, un dato oggettivo che permette di comprendere come tale risultato viene conseguito. L’acqua di Fiuggi svolge la sua benefica azione in diverse direzioni: favorisce la dissoluzione dei calcoli renali, ne provoca l’espulsione e ne previene la formazione; è particolarmente indicata nella preparazione dei pazienti che devono essere sottoposti a intervento chirurgico o a litotripsia con onde d’urto ed è di notevole utilità durante il decorso post-operatorio. Oltre che nella cura della calcolosi renale, l’acqua di Fiuggi costituisce un efficace rimedio per le infezioni delle vie urinarie e, grazie all’azione che svolge sul metabolismo dell’acido urico, favorisce la cura della gotta e delle artropatie uratiche. FIUGGI FROSINONE
TERME DI GRADO "LA STORIA, L´ACQUA E LE CURE Rifugio e scalo (gradus) nel V secolo degli abitanti di Aquileia dalle invasioni barbariche, sede del Patriarcato bizantino fino al 1162 e dominio veneziano fino alla caduta della Serenissima, Grado conserva ancora oggi importanti testimonianze del suo passato. L´abitato è composto da un vecchio e pittoresco centro attraversato da calli e campielli e da una parte moderna e balneare sviluppatasi lungo la spiaggia, meta di turismo internazionale, dotata di una eccellente attrezzatura ricettiva e curativa. Nella parte nuova della cittadina si trovano gli stabilimenti che da oltre un secolo sfruttano a fini terapeutici e preventivi, in modo dolce e naturale, con scrupolosa serietà scientifica e offrendo nel contempo una moderna efficienza delle strutture, le proprietà curative dell´acqua di mare, riscaldata artificialmente, e delle sabbie marine riscaldate unicamente dal sole, in un microclima del tutto particolare, nel quale l´assenza di inquinamento è parte integrante e non secondaria dei risultati terapeutici. I trattamenti sono volti a prevenire e migliorare situazioni cliniche inerenti varie patologie prevalentemente di tipo cronico e degenerativo (osteoartrosi, reumatismi extrarticolari, sindromi post-traumatiche, rinopatie, faringolaringiti, sinusiti e broncopatie croniche). Lo Stabilimento Talassoterapico è costituito dall´edificio delle Terme Marine e dallo Stabilimento Psammatoterapico. Alle Terme Marine l´acqua di mare viene impiegata sotto forma di bagni ozonizzati, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, irrigazioni, idromassaggi subacquei meccanici o manuali. Nello Stabilimento Psammatoterapico, invece, vengono praticati i "bagni di sabbia"" (con temperatura della sabbia fra 52 e 64 °C), secondo una tradizione già nota agli antichi per la cura di artrosi e reumatismi; qui funzionano anche due grotte artificiali caldo-umide che, oltre ad essere giovevoli nelle affezioni dolorose somatiche, hanno ulteriori indicazioni nelle affezioni bronco-pneumoniche ove vi sia la necessità di fluidificare ed espettorare il catarro. Lo stabilimento di Grado, oggi rinomato in tutta Europa (è infatti frequentato anche da buona clientela internazionale) è dotato anche di un reparto fisiokinesiterapico e di una grande piscina coperta di acqua di mare riscaldata, di ambulatori specialistici, di docce e saune finlandesi e di un reparto per cure estetiche. È aperto da aprile a novembre. L´ATTREZZATURA La località, favorita da un clima marino temperato, riequilibratore fra l´altro delle funzioni corporee come quella neurovegetativa e quella ormonale, e da una felice posizione sul Mare Adriatico che ne permette una buona ventilazione, è naturalmente interessante anche sotto l´aspetto turistico (basiliche paleocristiane di Santa Maria delle Grazie, Sant´Eufemia, Battistero). È dotata di un´ottima attrezzatura sportivo-ricreativa (maneggio, campi da tennis e bocce, piscine e palestre, golf, minigolf, parchi, parco giochi per bambini, sale giochi, discoteche, cinema, biblioteca). Interessanti sono anche i dintorni; Gorizia e il Collio goriziano, Aquileia, Palmanova, Trieste e il litorale adriatico. Grado è anche una città molto viva: vi si tengono periodicamente concerti, spettacoli teatrali, gare podistiche, regate. La ricettività alberghiera è ottima." GRADO GORIZIA
TERME DI SATURNIA "LA STORIA Le acque di Saturnia furono scoperte in epoca preistorica e utilizzate dagli Etruschi che, grati agli dei, decretarono luoghi sacri la valle e il cratere vulcanico da cui sgorgano. Narra la leggenda che il dio Saturno, per punire gli uomini che pensavano solo alla guerra, scagliò un giorno un fulmine sulla terra, facendo zampillare dal cratere di un vulcano un´acqua sulferea e tiepida che tutto avvolse. Da quel grembo accogliente gli uomini rinacquero più saggi e più felici. Tutto questo, racconta ancora l´antica leggenda, accadeva nel cuore della Maremma toscana, dove quell´acqua zampilla ancora. Le acque termali di Saturnia furono apprezzate anche dai Romani, i quali, come testimoniano vari reperti archeologici, spesso vi sostavano per bagnarsi mentre percorrevano la Via Clodia. L´ACQUA E LE CURE Oggi le acque di Saturnia vengono utilizzate in un moderno stabilimento termale situato sul bordo del cratere, da cui sgorgano ogni giorno più di 50 milioni di litri di acqua minerale sulfureo-solfato-alcalina, ad una temperatura di 37,5 °C (l´acqua è così calda che è possibile bagnarsi e nuotare nel cratere anche nell´inverno più freddo). L´acqua è ricca di anidride carbonica e di idrogeno solforato, ha una forte azione antinfiammatoria, cicatrizzante, antibatterica e sedativa, ed è indicata per la cura di malattie dermatologiche, odontostomatologiche, epatiche, degli apparati digerente, respiratorio, genitale femminile, muscolare e scheletrico, provocate da allergie e da intossicazioni; del ricambio, per la cura di riniti, sordità rinogena e obesità. Lo stabilimento termale pratica cure idropiniche, bagni, fanghi, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, massaggi semplici e subacquei, trattamenti fisiochinesiterapici, servizio di dietologia e cure estetiche. Le cure sono effettuabili tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Lo stabilimento-hotel Terme di Saturnia è dotato di piscine di acqua termale e offre ai suoi ospiti la possibilità di praticare fitness e sport nel verde della natura circostante: oltre al tennis, all´equitazione, alle bocce, alle escursioni a cavallo o in mountain-bike e al golf, a Saturnia si possono sperimentare tutti i tipi di ginnastica: dal body building, alla boxe aerobica, allo stretching & tone, al sit & be fit, alla ginnastica in acqua. Saturnia, la più antica "città"" della civiltà italica, è situata su una grande collina che domina il cratere delle acque, in una verde conca nel cuore dell´antica Etruria. Le sue origini vengono fatte risalire all´età del ferro: divenne poi l´"Aurinia"" degli Etruschi, che costruirono attorno ad essa la ciclopica muraglia a blocchi poligonali. Sulle mura vennero in seguito inserite costruzioni dell´età romana e del Medioevo, di cui restano alcune interessanti rovine da visitare. Anche altri centri nei dintorni conservano importanti resti dell´epoca etrusca, romana e medievale: fra questi Manciano, Montemerano, Tuscania, Massa Marittima, Vulci, Tarquinia, Vetulonia, Orvieto. Interessanti sono anche le escursioni al Monte Amiata e all´Argentario." SATURNIA GROSSETO
PIGNA ANTICHE TERME "L´acqua della sorgente Madonna Assunta cominciò ad essere sfruttata alla fine del 1800 per cure idropiniche e qualche decennio più tardi anche per bagni, per i quali venne allestito un piccolo stabilimento con una piscina esterna. È un´acqua minerale sulfurea e ipotermale (32 °C) ed è usata per cure idropiniche e bagni in casi di malattie cutanee e dell´apparato muscolare e scheletrico. Nelle nuove terme una moderna struttura termale consente di usufruire di cure inalatorie, humage collettivi, aerosol. Particolare riguardo ai piccoli con apposito reparto inalatorio pediatrico. Reparto otorino e studi medici completano il primo piano della struttura termale. Al piano sottostante una gradevole piscina termale con cascata, angolo idromassaggio e lettini relax consentiranno anche agli accompagnatori di passare momenti di piacevole rilassamento abbinati eventualmente a saune o sedute abbronzanti. Di particolare importanza la piscina riabilitativa a doppio percorso con acqua termale a diversa temperatura, con massaggio subacqueo; vi sono annesse due vasche con idromassaggio e apposite sbarre per ginnastica subacquea assistita. Ai moderni camerini per fangoterapia, bagni termali e idromassaggi, si affianca un attrezzato centro di cosmetologia estetica." PIGNA IMPERIA
TERME DI SUIO "LA STORIA Le acque sorgive fredde, termali e ipertermali che sgorgano lungo le rive del fiume Garigliano, a Suio, erano molto apprezzate dai Romani che le chiamavano "Aquae Vescinae"" (sono ancora visibili i resti della "vasca di Nerone""). Queste acque, dopo essere state molto in voga tra i Romani, furono poi dimenticate; solo da un tempo relativamente breve sono state riscoperte e adeguatamente valorizzate. Dopo l´ultima guerra incominciò lentamente l´opera di ricostruzione della zona termale, con il completamento dei nuovi stabilimenti per il soggiorno e la terapia. L´ACQUA E LE CURE Le sorgenti che sgorgano a Suio sono molte e sono accomunate dalle stesse caratteristiche chimiche e chimico-fisiche. Comune è infatti la loro origine: dai calcari dei Monti Lepini oppure dalla massa vulcanica del Roccamonfina. Queste acque sono del tipo sulfureo-bicarbonato-calciche, alcalino-terroso ipertermale e sgorgano a temperatura che varia dai 15 ai 63 °C. I pregi terapeutici sono quelli propri delle acque sulfuree, particolarmente idonee per la balneofangoterapia, per irrigazioni e per tutte le cure dell´apparato respiratorio (inalazioni, aerosol, nebulizzazioni) e uditivo (insufflazioni endotimpaniche). Le manifestazioni che più traggono vantaggio dalla terapia con queste acque sono le malattie dell´apparato locomotore, dell´apparato genitale femminile, della pelle, dell´orecchio, naso e gola. Alle terme lo zolfo si assume per via cutanea, per via polmonare o attraverso la mucosa genito-urinaria. Si ha così un´azione terapeutica locale, svolta nella specifica via di somministrazione e nel tessuto che l´assorbe, e un´azione terapeutica generale su tutto l´organismo. L´ATTREZZATURA Ci sono nove stabilimenti termali, tutti annessi ad altrettanti alberghi o pensioni. La località di Suio offre cinema, campi da tennis e bocce, piscina, palestra, sala giochi. L´ambiente, molto tranquillo, caratterizzato dalla presenza del fiume e degli agrumeti, offre numerose possibilità di gite ed escursioni brevi: a Cassino, al mare di Scauri, a Marina di Minturno, a Formia, Gaeta e Sperlonga, al massiccio di Roccamonfina. La ricettività alberghiera è di discreto livello." CASTELFORTE LATINA
TERME DI SANTA CESAREA "LA STORIA Pare che le acque fossero conosciute fin da epoche remote; la loro scoperta ufficiale risale invece alla fine dell´Ottocento. Agli inizi del Novecento si diede avvio alla costruzione dello stabilimento termale Gattulla (dal nome della omonima grotta sorgiva su cui è edificato) voluto dal Regio Demanio. Lo stabilimento è stato sottoposto a importanti opere di restauro e ammodernamento negli anni ´80. L´ACQUA E LE CURE In quattro grotte comunicanti con il mare distribuite su di un tratto di costa di 500 metri sgorgano altrettante sorgenti termali alla temperatura di 30° C; i loro nomi sono: Gattulla, Solfurea, Fetida e Solfatara. L´acqua per uso terapeutico è del tipo solfureo-salso-bromo-iodica e viene captata in pozzi situati nell´entroterra al riparo dall´influenza marina. Essa, insieme ai fanghi ottenuti dai sedimenti argillosi che si trovano sul fondo delle grotte sorgive (fangobalneoterapia), trova indicazione nella cura delle malattie reumatiche ed artrosiche nelle fasi di cronicizzazione (osteoartrosi e sindromi dolorose collegate, artrosi cervicali e sindromi cervico-branchiali, dorso-lomboartrosi, sciatica, postumi di traumi). I bagni (balneoterapia) sono indicati in alcune forme di malattie reumatiche come osteoporosi, fibrositi, borsiti, periartriti della spalla, artropatie dismetaboliche, gotta articolare, negli squilibri endocrini e neurovegetativi, negli stati timico-linfatici, nelle malattie del ricambio, nelle dermatosi, eczemi, acne, psoriasi. Le acque di Santa Cesarea, sotto forma di inalazioni, aereosol, polverizzazioni, sono indicate per la cura delle faringiti, laringiti, tracheiti, sinusiti, tonsilliti, bronchiti. Sotto forma di insufflazioni endotimpaniche vengono utilizzate per curare il deficit auditivo conseguente a deposito di catarro nelle tube (la sordità rinogena); sotto forma di irrigazioni nasali curano l´ozena, la sinusite purulenta, la rinite crostosa; sotto forma di bagni e lavande vaginali trovano indicazione nelle flogosi pelviche, nelle vaginiti, nelle cerviciti croniche, nelle leucorree. Accanto alle classiche cure termali è possibile praticare anche l´idromassaggio ozonizzato indicato nelle vasculopatie e tutte le terapie fisiche e riabilitative mirate al conseguimento o al mantenimento di uno stato di benessere generale. L´ATTREZZATURA Gli stabilimenti sono due: il Gattulla, che è il più grande ed è in una suggestiva posizione a strapiombo sul mare, e il Palazzo, collegato direttamente con una omonima struttura alberghiera. La località è ricca di strutture per il tempo libero (dancing, campi da tennis, parchi, sale giochi, piscine, discoteca, sport subacquei). Inoltre si possono fare escursioni nell´entroterra seguendo percorsi molto suggestivi ed interessanti dal punto di vista preistorico, storico ed artistico (barocco). La ricettività alberghiera è discreta." SANTA CESAREA TERME LECCE
ANTICA FONTE E SORGENTE - GROTTO Intorno a questa fonte, scoperta agli inizi del XIX secolo, è sorto lo stabilimento termale nel 1929, ampliato e rinnovato nel 1966.
Tipo di acque minerali :
Acqua solfato - bicarbonato - alcalino - terrosa
Patologie indicate :
* Malattie dell'apparato urinario
* Malattie del ricambio
* Malattie dell'apparato gastroenterico
Le acque sono di due tipi: solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa, adatta alla terapia delle malattie epatiche, ematiche (anemia) e biliari;
bicarbonato-alcalino-terrosa, indicata per le malattie renali e delle vie urinarie. E' considerata l'acqua più alcalina d'Italia perchè è ricca di ferro, manganese e arsenico. Viene usata per terapia idropinica.
La località è posta tra il lago di Lecco e le montagne della Grigna e del Pizzo dei Tre Signori: il paesaggio è ameno e si presta a rilassanti passeggiate e piacevoli escursioni.
TARTAVALLE TERME LECCO
TERME DI SAN GIOVANNI "LA STORIA, L´ACQUA E LE CURE I fanghi marini (limo) ricchi di ferro, zolfo e iodio organico delle terme di San Giovanni vennero studiati nel 1957 da alcuni medici che ne constatarono caratteristiche assai rare in Italia, e li misero in relazione al "liman"" del Mar Nero. La zona fu sfruttata in tempi passati per la produzione del sale, mentre i fanghi avevano già trovato da tempo un loro particolare utilizzo terapeutico: venivano impiegati per curare i cavalli da corsa che avevano dolori o gonfiori agli arti. Lo stabilimento venne fondato nel 1962. Basandosi sull´impiego di queste materie prime, le terme dispongono di un reparto nebulizzazione e inalazioni a getto (dove si curano bronchiti, sinusiti, riniti e linfatismo infantile ecc.) e un settore attrezzato per talassoterapia. Con il fango marino, si praticano terapie per la cellulite localizzata (cellulite essudativa), alcune malattie della pelle quali acne, psoriasi, seborrea e trattamenti eudermici. Inoltre l´applicazione del limo, seguita da balneoterapia e da massoterapia trova indicazione nel trattamento dell´artrosi e delle malattie reumatiche in genere nonché negli esiti di fratture. Le Terme di San Giovanni praticano la talassoterapia arricchita (bagno con acqua di mare con aggiunta di estratto alle alghe e piante marine che crescono spontaneamente sul bacino delle terme stesse). Periodo di apertura dal 21 aprile al 31 ottobre. L´ATTREZZATURA Lo stabilimento è situato sul mare ed è circondato da un bosco di eucaliptus. Sono a disposizione degli ospiti una spiaggia privata ed un parco. Non mancano cinema, dancing, maneggi, campi da tennis, golf. All´Isola d´Elba sono molte le attrattive naturalistiche e monumentali: a questo proposito citiamo, fra le tante mete interessanti, i resti di una villa romana di epoca imperiale, scoperti non lontano dalle terme negli anni ´60. La ricettività alberghiera è ottima." ELBA LIVORNO
TERME VALLE DEL SOLE "LA STORIA Le Terme Valle del Sole erano già conosciute dagli Etruschi e dai Romani e segnalate nella Tavola Peutingeriana come Aquae Populoniae. La presenza di queste antiche civiltà è confermata dagli scavi effettuati in questa zona, che hanno riportato alla luce numerose testimonianze, tra le quali la necropoli etrusca di Populonia e Baratti. In epoche più moderne le prime analisi delle acque della zona furono fatte dal prof. Giuli, che nella sua relazione del 1863 parlò dell´esistenza di questo stabilimento termale. L´ACQUA E LE CURE Le Terme Valle del Sole possiedono due sorgenti solfato-calciche-magnesiache-bicarbonate; una, denominata "Canneto"", nasce a 34 °C e viene usata per alimentare la piscina termale e l´altra, denominata "Cratere"", nasce a 45 °C e viene usata per le terapie (bagni termali, idromassaggi, fanghi, cure inalatorie, cure idropiniche). Nello stabilimento è possibile effettuare massaggi e cure estetiche con cosmetici ricavati dalle acque della sorgente Cratere; si effettuano, inoltre, rieducazioni motorie sia in acqua termale sia a secco. L´ATTREZZATURA La località è dotata di piscine dove è possibile praticare nuoto ed effettuare corsi di nuoto e sub. Ci sono campi da tennis con istruttore e maneggi per equitazione. Meritano una visita il Museo del Lavoro o la Rocca di San Silvestro del X secolo d.C. e i Forni Fusori datati tra il VII e VI secolo a.C. Numerose le attrattive turistiche dei dintorni, ad iniziare dalle tombe etrusche di Vetulonia. La ricettività alberghiera della zona è più che buona." CAMPIGLIA MARITTIMA LIVORNO
TERME DI BAGNI DI LUCCA "LA STORIA Nei tempi in cui i mezzi di trasporto erano scarsi e lentissimi e le notizie arrivavano con ritardo e in forma incompleta, le terme di Bagni di Lucca erano già conosciute e frequentate, come testimoniano i reperti liguri, longobardi, etruschi e romani trovati sul territorio. Nel 1100 questa località era rinomata a tale punto che Matilde di Canossa pensò bene di intraprendere diverse migliorie viarie per favorirne l´accesso, compreso lo storico Ponte del Diavolo. Si ha notizia del soggiorno di Federico II nel 1245, il che significa che già all´epoca esisteva una struttura e vi era un´organizzazione in grado di accogliere nientemeno che un imperatore. Al 1340 risale il primo scritto sulle terme: ne è autore Gentile da Foligno, il quale, con la sua opera, diede inizio ad una serie di trattati, guide, articoli, dichiarazioni tutte assai favorevoli. Nel XV secolo la fama delle acque termali e il livello degli stabilimenti erano talmente elevati da rappresentare l´unica realtà italiana presente nell´élite europea, insieme a Carlsbad, Spa, Baden, Vichy e Plombières. Il celebre anatomista cinquecentesco Falloppio scrisse: "Ringrazio Dio per molte cose, ma specialmente per aver fatto il bagno caldo di Corsena, poiché essendo io affatto sordo, ho per tre quarti riacquistato l´udito colla doccia di quest´acqua"". (Si parla di Corsena perché il comune di Bagni di Lucca si divide in due frazioni: Corsena, appunto, e Ponte a Serraglio). Nel 1581 Michel de Montaigne, il personaggio più importante della Francia dopo il re, affetto da una calcolosi renale si trattenne qui per 73 giorni, risolvendo brillantemente il suo fastidio curato invano nelle altre terme d´Europa. Ma il numero di personaggi che hanno frequentato questi luoghi è interminabile: poeti come Byron, Shelley, Giusti, Monti, Carducci, Pascoli e più recentemente Montale; scrittori come Dumas, Heine, Lamartine; musicisti come Strauss, Listz, Paganini, Tosti, Puccini, Mascagni; politici e regnanti come Napoleone e molti membri della sua famiglia, la regina Margherita di Savoia, D´Azeglio, Galeazzo Ciano; religiosi come San Luigi Gonzaga, Santa Gemma Galgani, i papi Sisto IV e Sisto V. Queste terme interessavano i più illustri medici e clinici che facevano a gara per essere chiamati a dirigerle o a verificarne le virtù. Gentile da Foligno o Ugolino da Montecatini, i fondatori del termalismo in Italia, nel XIII e XIV secolo scrissero delle virtù di queste acque. Altri studi scientifici furono effettuati successivamente da Francesco Redi, da Pietro Mattioli, dall´anatomista Falloppio famoso in tutto il mondo per le sue scoperte, da una moltitudine di scienziati meno noti al grande pubblico come il Benvenuti, il Carina, il Franceschi, ma che hanno scritto pagine fondamentali nella storia della medicina e dell´idroterapia. In anni recenti le terme sono passate in gestione all´associazione Villaggio Globale, che ha avviato un progetto innovativo, affiancando ai trattamenti termali tradizionali cure naturali e terapie di medicina olistica. L´ACQUA E LE CURE Il complesso termale dei Bagni di Lucca è composto da due grotte a vapore naturali e da numerosissime sorgenti di acque minerali solfato-calciche di differente concentrazione, termalità e radioattività. Le principali cure termali sono bagni e idromassaggi, bagni a vapore in grotta naturale, fanghi, massaggi fisioterapici, cure inalatorie, irrigazioni vaginali, cure idropiniche. Le grotte a vapore naturali sono il cuore del complesso termale: la terapia in grotta ha potenti effetti depurativi, liberando il corpo dalle tossine, e rivitalizzanti. Oltre ad essere indicate per il trattamento di obesità, dismetabolismi e artropatie, le grotte sono utilizzate in funzione rilassante e tonificante, per il mantenimento di una perfetta forma fisica. Gli effetti benefici sull´organismo di questa terapia possono essere accresciuti dalle bibite di acqua termale. Le patologie croniche dell´apparato respiratorio e delle prime vie aeree (allergia, silicosi, riniti allergiche dell´infanzia e dell´adolescenza) vengono trattate prevalentemente con aerosol, inalazioni e nebulizzazioni. Bagni e idromassaggi sono indicati per la cura di vasculopatie periferiche e malattie della pelle. Le cure ginecologiche con irrigazioni vaginali e applicazioni di fanghi sono un´antica tradizione della stazione termale, nota in Europa fin dal XVI secolo per i trattamenti della sterilità e per la cura dei processi infiammatori cronici dell´utero e degli annessi. I fanghi arrecano beneficio nei dolori articolari e alla schiena, nelle varie forme di artrosi, negli esiti di traumi sportivi e fratturativi. I "fanghi ocra"" di Bagni di Lucca sono utilizzati anche per trattamenti estetici per il viso e per il corpo e sono particolarmente indicati per l´acne. Ai classici trattamenti termali è possibile abbinare terapie di medicina olistica, fitoterapia, omeopatia, aromaterapia, massaggi energetici, ayurvedici, tibetani, reiki, shiatsu, rebalancing, reflessologia, osteopatia, tecniche di rilassamento in piscina termale. Sia le cure termali tradizionali, sia le terapie olistiche sono praticate sotto controllo di uno staff medico qualificato e sono orientate al fine del benessere globale della persona. Per le terapie termali classiche, ad esclusione del massaggio, è possibile usufruire della convenzione ASL. Periodo di apertura: da aprile a novembre. L´ATTREZZATURA Gli ospiti delle terme hanno a disposizione cinema, dancing, campi da tennis, piscina (tre le piscine termali), kinderheim, biblioteche e sale di lettura, saloni per convegni e congressi. La località, situata in una posizione geografica strategica, a mezz´ora circa dalla stazione sciistica dell´Abetone, a 40 minuti da Viareggio e dalla Versilia, permette di godere del clima montano o marino e delle diverse attrattive che offrono le rispettive zone. Nei dintorni di Bagni di Lucca si possono compiere numerose passeggiate (a piedi, in mountain-bike o a cavallo), in mezzo a boschi ricchi di specie botaniche insolite e popolati da cinghiali, daini, lupi, falchi, aquile, scoiattoli, raggiungendo luoghi suggestivi come l´Orrido di Botri, le Strette di Cocciglia, il Prato Fiorito, le Grotte del Vento. I più temerari possono praticare canoa, rafting e parapendio. Moltissimi sono gli edifici storici e i monumenti da visitare nel fondovalle: il Casinò (prima casa da gioco pubblica d´Europa), le scuderie e la Villa Reale, l´Ospedale Demidoff, il Circolo dei Forestieri, il ponte dei Nottolini, la chiesa di Corsenna, la chiesa anglicana, il cimitero inglese. Gite d´arte e cultura a Lucca, Pisa, Firenze e negli antichi borghi medeivali nei dintorni di Bagni di Lucca, ricchi di storia, leggende, mestieri e costumi perduti. La ricettività alberghiera è limitata, ma di discreto livello." BAGNI DI LUCCA LUCCA
SORGENTE SANTACROCE "Questa sorgente, detta anche Cotardo (dal nome della località dove sgorga) o anche "fonte Fiuggino"", con evidente riferimento alla sorella maggiore più conosciuta, pare fosse nota e apprezzata fin dal Medioevo. Recentemente, tra i boschi e i paesaggi dei Simbruini è stato costruito un complesso clinico termale in grado di accogliere chi vuole praticare cure idropiniche, ma anche passare un periodo di tranquillità assoluta in mezzo alla natura. L´acqua del Cotardo è una oligominerale (residuo fisso a 180 °C: 0,17 grammi) fredda (9,5 °C), contenente idrocarbonico, calcio, cloro e magnesio. Stando alle indicazioni del prof. Lino Businco, essa possiede una azione diuretica e disintossicante e viene consigliata nelle affezioni dell´apparato gastroenterico, delle vie urinarie, nelle calcolosi, nelle intossicazioni, nell´obesità e, assumendola sotto forma di aerosol, nelle malattie cutanee o anche solo per mantenere la pelle giovane e fresca. A Canistro ci si immerge nel verde riposante e nel silenzio; come svaghi si può scegliere tra una passeggiata nei boschi oppure una partita a tennis o a bocce. Una ulteriore attrattiva può essere quella della buona cucina tradizionale; l´acqua e le passeggiate aiuteranno a compensare i lauti pasti." CANISTRO L´AQUILA
TERME DI OVIDIO "Si ha notizia di uno sfruttamento termale a Raiano sin dai tempi della Roma imperiale. A conferma di ciò sono rimasti, anche se semidistrutti e poco visibili, ruderi e tracce dell´antica attività. L´acqua sulfurea di Raiano sgorga da una sorgente denominata "La Solfa"". Per raccogliere e utilizzare le sue acque, è sorto un nuovo stabilimento termale, denominato Terme di Ovidio, la cui apertura è prevista per l´inizio estate 1999. Tra le cure attivate con l´acqua sulfurea della fonte vi saranno quelle idropiniche e inalatorie. Le acque ricche di zolfo di Raiano sono inoltre indicate per curare la sordità rinogena, mentre numerose altre affezioni potranno essere trattate con fanghi, bagni, idromassaggi, massaggi e immersioni nella piscina termale. Il complesso sarà completato da un centro di medicina estetica termale sulla base delle esperienze scientifiche, professionali e tecnologiche delle Terme di Riccione. Tale struttura sarà provvista di palestra, piscine termali a temperature differenziate e apparecchiature elettromedicali d´avanguardia. Il piccolo e tranquillo centro di Raiano è immerso nel verde delle colline d´Abruzzo, la regione con il maggior numero di parchi naturali in Italia. Le passeggiate naturalistiche possono essere alternate con escursioni di interesse storico e artistico, come nella vicina Sulmona (km 10), città natale del poeta latino Ovidio, situata nella magnifica conca della Valle Peligna. Da vedere, nella cittadina, il Palazzo dell´Annunziata, risalente al XV secolo, ora sede del Museo Civico e la chiesa annessa, sorta nel 1320. A 5 chilometri a nord della città, vi è una monumentale fonte che si vuole identificare con la "Fonte d´Amore"" ovidiana e, nei pressi, i resti della cosiddetta "Villa di Ovidio"", in realtà santuario di Ercole Curino, risalente alla metà del I secolo a.C." RAIANO L´AQUILA
SALINE TERME Le quattro sorgenti che sgorgano in località Villa Salino ebbero risonanza ed affluenza nel circondario fin dai tempi antichi. Agli inizi del nostro secolo vennero eseguite le prime analisi e successivamente fu costruito un padiglione di mescita. È in corso di costruzione un moderno centro termale che verrà ultimato nell´estate del 1999. Delle quattro fonti tre sono sulfuree e una salso-solfa-to-alcalina. Per ora sono possibili soltanto cure idropiniche e anche per quel che riguarda le attrezzature ricreative bisognerà attendere la fine dei lavori di sistemazione. PENNA SAN GIOVANNI MACERATA
TERME DI SANTA LUCIA "LA STORIA Nel secolo XVI il celebre medico senese Andrea Bacci scriveva sull´acqua Rofanello di Tolentino: "A destra del fiume (Chienti) esiste una contrada chiamata Rofanello, lontana dalla nobile città di Tolentino non più di 3000 passi (circa 5,5 chilometri) e vi scaturisce una sorgente di acqua che ha il medesimo nome. Essa per la sua stessa proprietà, per l´odore, il colore e il sapore in vari modi mescolata, merita di essere annoverata fra le acque di cura come bevanda ed inoltre per l´uso di bagni e di fanghi"". (De Thermis, Lacubus, Fontibus, Fluminibus, de Balneis totius Orbis, Venezia 1587). E prima di lui, nel secolo precedente, l´umanista tolentinese Francesco Filelfo chiamava la sua Tolentino "saluberrimus balneis atque salis venis insignis"" riferendosi proprio alle "acque salate, solforose e medicamentose di Rofanello"". Le fonti di Tolentino furono probabilmente conosciute fin dal tempo dei Romani, ma le testimonianze più certe si riferiscono al secolo XV. Delle acque di Tolentino (Rofanello, già citata, e Santa Lucia) sono state eseguite, in tempi più recenti, molte analisi, che hanno dimostrato scientificamente le loro virtù terapeutiche. L´attuale stabilimento termale fu fondato nel 1937 ed ampliato continuamente dal 1956 ad oggi. Comprende anche un centro per la cura della sordità rinogena. L´ACQUA E LE CURE Le acque utilizzate alle terme di Tolentino sono due: l´acqua della sorgente Santa Lucia, mediominerale litioso-radioattiva, con un residuo secco di 0,4 grammi per litro a 180 °C e una temperatura di 14 °C, e le acque di Rofanello, salso-bromo-iodiche, con un residuo di 1,8 grammi per litro e una temperatura di 14 °C, e sulfuree, con un residuo di 4,1 grammi per litro e una temperatura di 12,7 °C. L´acqua di Santa Lucia è indicata per bibita nella cura della gotta, dell´uricemia, nelle calcolosi e nelle infiammazioni dei reni e delle vie urinarie. Le acque di Rofanello sono impiegate in forma di bagni (le salso-iodiche), bagni ozonizzati, aerosol termale e ionizzato, docce nasali, irrigazioni vaginali, humage, insufflazioni endotimpaniche, massaggi semplici e subacquei, nebulizzazioni, cure ginecologiche (metriti, annesiti, vaginiti), malattie reumatiche, artrosi, disturbi dell´apparato respiratorio (bronchite cronica, enfisema polmonare), muscolare e scheletrico, dei reni e delle vie urinarie, riniti, sinusiti, faringiti e laringiti, infiammazioni tonsillari, sordità rinogena. Sono stati aperti nuovi reparti, tra cui un ambulatorio di medicina dello sport, un ambulatorio di riabilitazione e terapia fisica, dotato di vasche per percorsi vascolari, e un centro estetico termale. Lo stabilimento è aperto dal 1° aprile all´11 dicembre per le cure inalatorie, idropiniche, balneoterapiche e per la sordità rinogena; tutto l´anno sono invece in funzione gli ambulatori di riabilitazione e terapia fisica, di medicina dello sport e il centro estetico termale. L´ATTREZZATURA Il parco delle terme offre un grande bosco dotato di varie attrezzature: parco giochi per bambini, campi da tennis e da bocce, discoteche, cinema, lago per pesca sportiva, palestra, sale giochi, biblioteche, sale lettura, saloni per convegni e congressi. A Tolentino, città romana del Piceno, ricca di testimonianze del suo passato medievale (i resti delle mura cittadine e alcune porte) e rinascimentale (il Palazzo Parisani, in cui nel febbraio 1797 fu firmata fra Pio VI e Napoleone la pace di Tolentino, e perciò detto "Casa della Pace"" il Palazzo Silveri e il Palazzo già Maurizi) si tengono annualmente diverse manifestazioni artistiche e culturali, tra cui fanno spicco la famosa Biennale dell´Umorismo nell´Arte e il Premio Letterario Internazionale Tolentino Terme per la Poesia e la Narrativa; vi sono inoltre concorsi fotografici nazionali, mostre di pittura e di scultura, congressi medici. Nei dintorni delle terme si segnalano: le abbazie di Fiastra e di Rambona, Urbisaglia col suo teatro e l´anfiteatro romano, Macerata, Recanati. La ricettività alberghiera della zona è discreta." TOLENTINO MACERATA
TERME DI SARNANO "LA STORIA Qualsiasi scorcio panoramico di Sarnano rivela le sue origini medievali: le strutture urbanistica e architettonica perfettamente conservate contribuiscono a mantenere la tipica atmosfera dell´antico borgo. La nascita dell´abitato risale infatti al XIII secolo, in un territorio precedentemente abitato dai Romani, poi dai barbari e dai Longobardi dai quali ebbero origine le famiglie (tra cui i Brunforte) che il 1° giugno 1265 fondarono Sarnano con atto ufficiale. L´acqua sgorga da una sorgente perenne a sud-est del torrente Rio Terro a poche centinaia di metri dal centro urbano e l´esistenza di una fontana sta ad indicare che le sue qualità terapeutiche erano note già da tempo alle genti del luogo. Il suo sfruttamento risale al 1933, anno in cui venne fondato il primo stabilimento termale con il padiglione di mescita; già tre anni dopo la Guida pratica ai luoghi di Soggiorno e di Cura d´Italia, edita dal Touring Club Italiano, citava favorevolmente le terme di Sarnano. Attualmente, in seguito ad alcune migliorie avvenute negli ultimi vent´anni, sono state ampliate sia la ricettività alberghiera sia le possibilità terapeutiche, sfruttando le due sorgenti: Terro (acqua sulfurea) e Tre Santi (acqua bicarbonato-calcica). L´ACQUA E LE CURE L´acqua minerale San Giacomo, viene classificata fra le oligominerali bicarbonato-calciche; grazie alla sua scarsa mineralizzazione ed al basso tenore di calcio e sodio viene rapidamente assorbita a livello dell´apparato digerente ed altrettanto rapidamente convogliata al fegato e ai reni. Ciò provoca un drenaggio eccezionale e una diuresi evidente, con azione di lavaggio meccanico delle vie urinarie ed effetto locale antispastico, oltre ad un aumento di secrezione di acido urico. Ne consegue che l´acqua assunta per bibita presso lo stabilimento idropinico è particolarmente indicata nelle patologie renali quali calcolosi renale, renella delle vie urinarie e nelle patologie del ricambio come l´iperuricemia e la gotta. L´acqua ha inoltre una azione eccitante anche sull´apparato intestinale ed epatico, favorendo la secrezione biliare e quindi migliorando la digestione; grazie alla presenza di ioni magnesio disciolti nell´acqua spesso agisce da lassativo nelle persone affette da atonia gastro-intestinale e stitichezza abituale. L´acqua Tre Santi, classificata fra le minerali bicarbonate calciche, ha le stesse indicazioni della precedente, ma la sua particolare quantità, il tipo e il rapporto particolare fra gli oligoelementi presenti ne favorisce l´uso, oltre che nella cura idropinica, anche nella balneoterapia. È particolarmente utilizzata nei problemi artroreumatici e nelle vasculopatie periferiche. L´acqua sulfurea Terro da circa dodici anni è captata a poche centinaia di metri dalla sede termale; l´idrogeno solforato ne è l´elemento attivo. Queste acque, utilizzate alla sorgente, posseggono particolari attività curative. Sono indicate in varie patologie e hanno attività sia generale sia locale. A livello dell´apparato respiratorio risultano particolarmente efficaci nelle patologie croniche o recidivanti a carattere otorinolaringoiatrico e pneumologico. A tale livello posseggono un effetto antinfiammatorio e mucolitico oltre che antimicrobico. Le cure vengono erogate tramite apparecchi per inalazioni, aereosol, nebulizzazioni, humage e docce nasali. Molto attivo è il reparto della sordità rinogena, dove con insufflazioni tubo-timpaniche e politzer, vengono curate otiti croniche e stenosi tubariche (molto frequenti nei bambini). A livello dermatologico, utilizzate in balneoterapia, grazie alla loro azione cheratolitica e cheratoplastica, hanno particolare efficacia nelle forme di eczema seborroico, acne, psoriasi e dermatite eczematosa e atopica. La balneoterapia viene indicata anche nelle forme artroreumatiche, soprattutto nelle patologie delle grosse articolazioni. Le acque sono inoltre utilizzate tramite irrigazioni vaginali, applicate singolarmente o in associazione con la balneoterapia, in quelle patologie ginecologiche quali craurosi vulvali, atrofia della mucosa vaginale come esito di terapie farmacologiche o di interventi chirurgici, nella sterilità secondaria, nelle annessiti e nelle cerviciti catarrali. Non va infine dimenticato che l´acqua sulfurea usata come bibita ha una particolare azione antisteatostica e stimolante del metabolismo sulle cellule epatiche e stimolante sull´apparato digerente. È indicata, perciò, nella piccola insufficienza epatica, nella steatosi epatica e nella stitichezza. Le cure termali sono convenzionate con il SSN, l´INPS e l´INAIL. Gli stabilimenti di Sarnano sono aperti tutto l´anno, eccetto quello della terapia idropinica, aperto da giugno a settembre. L´ATTREZZATURA Ai reparti dove vengono effettuate le prestazioni termali sono affiancati un reparto di fisioterapia e un centro di estetica con personale altamente specializzato e attrezzature d´avanguardia per la diagnostica strumentale (eco-doppler, densitometria ossea, analisi ematologiche, ecografie, elettrocardiografia, spirometria, holter pressorio). Lo stabilimento termale è circondato da un vasto parco, con giochi per bambini, campo da tennis, campi per il gioco delle bocce, zone di intrattenimento, sala convegni. Quale zona di villeggiatura, a Sarnano si trovano attrezzature sportive come campi da tennis, tiro a volo, piscine, minigolf, maneggio e attrezzature ricreative come il Palazzetto dello Sport (in cui vengono organizzati anche concerti e serate musicali) e discoteca. I Monti Sibillini, subito a ridosso dell´abitato, si prestano alla pratica degli sport invernali e a passeggiate nel Parco nel periodo estivo. È d´obbligo una visita alla cittadina, dove domina il cotto sia nella struttura degli edifici, sia nelle artistiche decorazioni che la impreziosiscono. Nel corso del tempo vari maestri si sono sbizzarriti nell´architettura civile (fra cui il Palazzo Comunale e la Loggia trecentesca) e in quella religiosa; sono da vedere le chiese di San Francesco, dove è conservato un famosissimo quadro del Crivelli, della Madonna delle Grazie, di Sant´Agostino, di Santa Maria di Piazza Alta (XIII secolo), contenente una preziosa tavola di Pietro Alemanno e altri pregevoli dipinti. Verso la montagna, molto vicino a Sarnano, sorgono l´abbazia di Piobbico in stile romanico, risalente al IX secolo e il monastero di San Liberato. Nei dintorni sono degni di nota l´abbazia di Chiaravalle di Fiastra, situata lungo la statale n. 78, il Lago di Fiastra con la vicina chiesa romanica, Ussita e Visso con la loro vallata, Caldarola e il suo castello e le città di Tolentino e Camerino. La ricettività alberghiera è più che discreta." SARNANO MACERATA
TERME DI EQUI "LA STORIA, L´ACQUA E LE CURE La fonte, già nota agli antichi Romani, venne sfruttata con la costruzione dello stabilimento termale a partire dal 1890, dopo le numerose analisi dell´acqua, succedutesi fin dal 1719. Ulteriori interventi risalgono al 1919 e al 1981, anno in cui le terme vennero acquistate dal Comune di Fivizzano e gestite dalla società G.A.T.T. Le acque di Equi sono termo-solforoso-radioattive, indicate per affezioni dell´apparato respiratorio e otorinolaringoiatriche, per affezioni della pelle e allergie, nella cura di malattie osteo-articolari, e in angiologia. Le cure effettuate sono: bagno termale in ampie piscine, balneoterapia, idromassaggio, inalazioni, aerosol, nebulizzazioni, insufflazioni endotimpaniche, massoterapia, cure estetiche. L´ATTREZZATURA Il complesso termale è costituito da un vasto padiglione dove vengono praticate le cure termali, estetiche e riabilitative e, sul lato opposto, dall´Elefante Hotel Terme, a tre stelle. Al centro, nel parco, si trovano due ampie piscine termali, di cui una per bambini. Il clima salubre e l´ottima posizione fanno di Equi Terme una frequentata località di villeggiatura, attrezzata con impianti sportivi e ricreativi quali campi da tennis e da bocce, piscina, parchi. I dintorni offrono molte gite interessanti, a partire dalle grotte. Si possono organizzare escursioni in Lunigiana, gite al mare, visite a Massa, a Carrara, a Viareggio, a Lucca. Di particolare interesse l´itinerario dei castelli della Lunigiana e dei musei, dove si potranno apprezzare anche le statue stele. Tra le escursioni di interesse naturalistico vi sono quelle al Monte Pisanino, al Pizzo d´Uccello e al Sagro; da vedere la "buca"" e il "solco"" di Equi che presentano uno strano fenomeno di erosione delle acque, la "tecchia ossifera"" con focolai neolitici. La ricettività, oltre all´albergo annesso allo stabilimento termale, è garantita nella zona da un discreto ventaglio di proposte." EQUI TERME MASSA CARRARA
TERME E SORGENTI SAN CARLO LA STORIA, L´ACQUA E LE CURE Si narra che l´acqua di San Carlo fosse conosciuta fin dai tempi dei Romani. Deve il suo nome a San Carlo Borromeo, Vescovo di Milano. Egli, sofferente di calcoli renali, trovandosi di passaggio a Massa, bevve l´acqua delle sue terme traendone ottimi benefici e riuscendo così a riprendere agevolmente il suo viaggio. L´acqua, classificata come oligominerale, sgorga dalla sorgente a una temperatura di 12,8 °C. Date le sue caratteristiche chimico-fisiche (residuo fisso = 56 mg/l, ph = 5,72, durezza totale = 1,7), è particolarmente indicata per la cura delle malattie dell´apparato urinario (calcolosi delle vie urinarie, renella, cistiti), ed è utilizzata nelle affezioni dismetaboliche (diatesi urica, iperuricemia, iperglicemia) e nelle affezioni da alterata funzionalità digestiva. Per la notevole dotazione di ossigeno e per la scarsissima mineralizzazione ha particolare efficacia nei disturbi della senescenza (rallentamento del ricambio, insufficienza metabolica), nei problemi della gravidanza, in campo pediatrico, negli stati febbrili, nelle convalescenze, negli stati post-operatori. Per la sua composizione è indicata nelle diete povere di sodio (ipertensione arteriosa e cardiopatica). Le terme sono convenzionate con il SSN per la calcolosi delle vie urinarie e per i disturbi dispeptici dell´apparato gastroenterico e biliare. Il periodo di apertura va da maggio a ottobre. L´ATTREZZATURA Lo stabilimento termale è stato completamente ristrutturato nel 1992, ma è attivo e conosciuto fin dagli anni Trenta. A disposizione dei villeggianti campo da bocce e salone congressi. La posizione geografica delle terme permette di raggiungere, facilmente e in breve tempo, le più importanti città d´arte toscane come Firenze, Pisa, Lucca, o le suggestive bellezze delle Cinque Terre, a mezz´ora di macchina. Da visitare, negli immediati dintorni, Massa, con il palazzo Cybo-Malaspina e la cattedrale, Marina di Massa, Viareggio, Carrara e le cave del suo grande bacino marmifero. La ricettività alberghiera della zona è più che buona. SAN CARLO TERME MASSA CARRARA
SOCIETÀ TERME E ALBERGHI "LA STORIA La fonte, anticamente denominata "Fons Veneris"" dai Romani, è legata alla storia della modesta borgata tranquillamente adagiata in una splendida conca circondata dai monti, da cui la vista si perde verso il mare fino alle Isole Eolie. Nel 1936 la Guida alle stazioni idrominerali d´Italia edita dal Touring Club Italiano dedicò una paginetta a Castroreale Bagni (così era chiamato un tempo il comune di Terme Vigliatore), che allora usufruiva di due stabilimenti: le Terme Bianchi (acqua bicarbonato-alcalino-sulfurea) e le Terme Ciappazzi, la cui acqua bicarbonato-alcalino-ferruginosa viene attualmente imbottigliata. Ulteriori interventi nel 1947 e nel 1964 hanno mutato la conformazione termale della località che oggi è attrezzata con un unico stabilimento, annesso al Grand Hotel delle Terme, aperto anche alla clientela ambulatoriale. L´ACQUA, LE CURE E L´ATTREZZATURA Le acque appartengono al gruppo delle minerali sulfuree-bicarbonato-alcaline: vengono utilizzate attraverso cure idropiniche, bagni, fanghi (ottimi in reumatologia), terapie inalatorie, insufflazioni e massaggi, che intervengono favorevolmente nella risoluzione delle malattie del ricambio, dei disturbi epatici, nelle riniti e nella sordità rinogena, nonché in presenza di disfunzioni dell´apparato respiratorio e circolatorio. In campo pediatrico si ottiene immediato sollievo nelle bronchiti e nelle tonsillopatie, diffuse nei bambini quanto il linfatismo, anch´esso curabile con le acque della Fonte di Venere. Fedele all´affermazione secondo cui le cure termali a Terme Vigliatore cancellano l´inverno, lo stabilimento rimane aperto tutto l´anno; solamente il reparto fangoterapico usufruisce di una stagione più breve, da aprile a ottobre. Il clima mite e la vicinanza del mare rendono piacevole il soggiorno in qualunque stagione, soprattutto se le giornate si arricchiscono di brevi escursioni: nelle immediate vicinanze si possono ammirare le rovine romane di Tindari e la vivace Milazzo, mentre vale la pena di spingersi più lontano per visitare Taormina (raggiungibile con la statale n. 185 che corre lungo la valle tra l´Etna e i Monti Peloritani) o le Isole Eolie. La località è dotata di attrezzature sportive e ricreative: dancing, campi da tennis e da bocce, sala giochi e luoghi per convegni. La ricettività alberghiera è di buon livello." TERME VIGLIATORE MESSINA
TERME DI VULCANO "L´isola di Vulcano, l´antica Hierà Termessa o Terasia, ha sorgenti termali in molti punti delle sue coste, ma l´aspetto più appariscente è quello che si può ammirare in una parte della Baia di Levante, detta "Acque Calde"", in prossimità del punto di sbarco sull´isola, a ridosso del Faraglione Piccolo, che con la sua mole si erge dal mare con una mirabile gamma di colori. Tutta la zona, anche nel tratto di mare vicino alla spiaggia, è ricca di fumarole dalle quali fuoriescono caldi vapori sulfurei, e ciò crea molte zone di gorgogliamento e il riscaldamento delle stesse acque marine, che in quel tratto acquistano un aspetto lattescente per i fiocchi di zolfo in sospensione. Appena nell´entroterra, in un caldo laghetto detto "Pozza dei Fanghi"", l´acqua, con l´apporto delle fumarole che vi gorgogliano, si arricchisce continuamente di zolfo e dei suoi composti acidi, di argilla in sospensione e di radioattività. In questa pozza la gente ama immergersi durante la bella stagione in tutte le ore del giorno, spesso facendo "salotto"", per trarre quei benefici che le acque sono capaci di produrre. Per le loro caratteristiche fisico-chimiche esse si collocano fra le acque ipertermali, sulfuree, salso-bromo-iodiche, fortemente acide e radioattive. Risultano efficaci nella cura del reumatismo articolare subacuto e cronico, nell´artritismo, nelle malattie del ricambio, in quelle del sistema nervoso a carattere funzionale e nelle malattie della pelle. Allo stato attuale non esiste alcuna struttura termale o di controllo, ma è di questi ultimi anni l´avvio, da parte di una società a capitale principalmente locale, la Geoterme Vulcano s.r.l., di un programma di ricerche minerarie allo scopo di ufficializzare le peculiari proprietà terapeutiche delle risorse termali (acque, vapori, gas) di cui questa zona è così ricca. È probabile quindi che presto Vulcano sarà dotata di strutture per effettuare le cure con l´assistenza e i comfort necessari. Obiettivo della società è quello di inserire le terapie termali nell´ambito di un parco termale naturale, che integri e valorizzi questo particolarissimo ambiente che già ora, comunque, vale la pena di visitare. La ricettività dell´isola è ampia, con un buon ventaglio di proposte per tutte le esigenze." EOLIE MESSINA
TERME GIUSEPPE MARINO "LA STORIA Delle terme di Alì, note ed apprezzate fin dal XVIII secolo, hanno dato notizia personaggi autorevoli, fra questi il filosofo Cartesio in Antidolario Messanensii, dolendosi del fatto che altri autori non parlassero di queste acque che egli trovava ottime per la cura di dolori artritici. Ne parla, nella seconda metà del 1800, Plinio Schivardi, facendo riferimento alle prime scoperte relative alle fonti termali. "L´acqua - racconta l´autore della Guida ai Bagni d´Italia - fu trovata del tutto casualmente da un tal Rosario Marino il quale, in cerca di zolfo, scoprì invece una fonte di acque minerali. Abbandonata l´idea primitiva, fece scavare un pozzo nelle vicinanze di un altro precedente che nel Settecento, in virtù delle sue qualità terapeutiche, veniva chiamato Pozzo dei Miracoli"". L´ACQUA E LE CURE Attualmente gli stabilimenti sono due: le Terme Giuseppe Marino e le Terme Granata Cassibile; entrambi utilizzano acqua sulfurea-salso-bromo-iodica, la cui temperatura alla sorgente è di 40-46 °C. L´acqua, che si presenta leggermente torbida, incolore, di odore e sapore sulfureo, si dimostra salutare nella cura di affezioni articolari, affezioni delle vie aeree e disfunzioni dell´apparato uditivo. Le terapie praticate prevedono bagni sulfurei (in vasche con acqua fra i 37 e i 39 °C), bagni con acque salso-iodiche e salso-bromo-iodiche-sulfuree, fanghi, cure inalatorie (inalazioni, humage, aerosol, nebulizzazioni), insufflazioni tubotimpaniche, esami audiometrici e impedenziometrici, massaggi e idromassaggi. Si eseguono, inoltre massaggi e trattamenti estetici. Le cure sono convenzionate con il SSN. Il periodo di apertura va dal 15 giugno al 31 ottobre L´ATTREZZATURA La cittadina ha buone strutture ricreative e sportive, cinema, dancing, campi da football e da tennis. Alì Terme sorge sulle rive del mare, ai piedi dei Monti Peloritani e a circa 20 chilometri da Taormina; coloro che vi soggiornano per le cure termali potranno usufruire dei benefici effetti della spiaggia e del clima marino, e nello stesso tempo gustare scenari naturali di grande bellezza: il mare trasparente, i fondali colorati e ricchi di pesce, il verde degli agrumeti. Da visitare sono il castello Interdonato, l´ex poligono di tiro a segno nazionale, il cantiere navale dove vengono prodotte le grosse barche da pesca a fasciame in legno. Numerose e interessanti sono le escursioni nei dintorni, favorite dalla posizione geografica e dalla buona rete stradale: prima fra tutte Taormina, celeberrima e pur sempre da vedere, e i superbi panorami che si ammirano dalla Piana di Mollerino e dall´Etna. La ricettività alberghiera è di discreto livello." ALÌ TERME MESSINA
TERME GRANATA CASSIBILE "LA STORIA Delle terme di Alì, note ed apprezzate fin dal XVIII secolo, hanno dato notizia personaggi autorevoli, fra questi il filosofo Cartesio in Antidolario Messanensii, dolendosi del fatto che altri autori non parlassero di queste acque che egli trovava ottime per la cura di dolori artritici. Ne parla, nella seconda metà del 1800, Plinio Schivardi, facendo riferimento alle prime scoperte relative alle fonti termali. "L´acqua - racconta l´autore della Guida ai Bagni d´Italia - fu trovata del tutto casualmente da un tal Rosario Marino il quale, in cerca di zolfo, scoprì invece una fonte di acque minerali. Abbandonata l´idea primitiva, fece scavare un pozzo nelle vicinanze di un altro precedente che nel Settecento, in virtù delle sue qualità terapeutiche, veniva chiamato Pozzo dei Miracoli"". L´ACQUA E LE CURE Attualmente gli stabilimenti sono due: le Terme Giuseppe Marino e le Terme Granata Cassibile; entrambi utilizzano acqua sulfurea-salso-bromo-iodica, la cui temperatura alla sorgente è di 40-46 °C. L´acqua, che si presenta leggermente torbida, incolore, di odore e sapore sulfureo, si dimostra salutare nella cura di affezioni articolari, affezioni delle vie aeree e disfunzioni dell´apparato uditivo. Le terapie praticate prevedono bagni sulfurei (in vasche con acqua fra i 37 e i 39 °C), bagni con acque salso-iodiche e salso-bromo-iodiche-sulfuree, fanghi, cure inalatorie (inalazioni, humage, aerosol, nebulizzazioni), insufflazioni tubotimpaniche, esami audiometrici e impedenziometrici, massaggi e idromassaggi. Si eseguono, inoltre massaggi e trattamenti estetici. Le cure sono convenzionate con il SSN. Il periodo di apertura va dal 15 giugno al 31 ottobre L´ATTREZZATURA La cittadina ha buone strutture ricreative e sportive, cinema, dancing, campi da football e da tennis. Alì Terme sorge sulle rive del mare, ai piedi dei Monti Peloritani e a circa 20 chilometri da Taormina; coloro che vi soggiornano per le cure termali potranno usufruire dei benefici effetti della spiaggia e del clima marino, e nello stesso tempo gustare scenari naturali di grande bellezza: il mare trasparente, i fondali colorati e ricchi di pesce, il verde degli agrumeti. Da visitare sono il castello Interdonato, l´ex poligono di tiro a segno nazionale, il cantiere navale dove vengono prodotte le grosse barche da pesca a fasciame in legno. Numerose e interessanti sono le escursioni nei dintorni, favorite dalla posizione geografica e dalla buona rete stradale: prima fra tutte Taormina, celeberrima e pur sempre da vedere, e i superbi panorami che si ammirano dalla Piana di Mollerino e dall´Etna. La ricettività alberghiera è di discreto livello." ALÌ TERME MESSINA
FONTI MINERALI GERETTE L´acqua sgorga da sette fonti, cinque delle quali (Fonte Elio, Fonte Nuova, Fonte Leone, Fonte Ariete, Fonte Vittoria) forniscono acque di tipo salso-bromo-iodico-sulfureo; le Fonti Apollo e Laura, invece, possiedono acqua sulfurea. Queste ultime sono indicate nelle intossicazioni esogene e nelle malattie epatiche recenti. L´acqua della Fonte Ariete è utile nelle difficoltà digestive a livello gastrointestinale, mentre la Fonte Leone e la Fonte Nuova vengono utilizzate nella cura di gastriti e atonie gastriche iposecretive. Le acque delle sorgenti Elio e Vittoria sono prettamente purgative e risultano efficaci, oltre che nella stipsi atonica, anche nella obesità, e in piccola quantità, negli stadi precirrotici del fegato. SAN COLOMBANO AL LAMBRO MILANO
TERME DELLA SALVAROLA "La tradizione delle Terme della Salvarola è antichissima. Sono note fin dall´epoca romana, come confermato da scavi effettuati nel secolo scorso. La località e lo stabilimento vissero un periodo di particolare fulgore tra la fine dell´800 e gli inizi del nostro secolo, fino alla prima guerra mondiale. Rilanciate nel 1958, le terme sono state ampliate con nuovi reparti nel 1980. Le terapie principali sono costituite dalle inalazioni e insufflazioni endotimpaniche con acqua sulfurea, dai fanghi macerati in acqua salso-bromo-iodica e dalla cura idropinica con acqua magnesiaca; inoltre è possibile sottoporsi a bagni, nebulizzazioni, aereosol, irrigazioni, massaggi e trattamenti estetici. Chi raggiunge Salvarola può ammirare gli stucchi Liberty dello stabilimento termale e soggiornare nel vicino hotel dal quale si gode il panorama della Valle del Secchia. La località dispone di attrezzature sportive e di ricreazione, sale per convegni. Recentemente è stato aperto il Centro Riabilitazione e Benessere, dove, insieme alle piscine termali a varia temperatura, alle palestre e alle saune sono stati potenziati i reparti di estetica e dietetica e di fisioterapia. Le terme sono aperte tutto l´anno. Molte le mete interessanti sotto il profilo turistico-culturale: a Sassuolo il Palazzo degli Estensi (recentemente restaurato) e il castello di Montegibbio, a Fiorano il celebre santuario, a Spezzano il castello e a Maranello il museo Enzo Ferrari. Sono visitabili i caseifici dove si produce il parmigiano reggiano e le cantine dell´aceto balsamico. La ricettività alberghiera è buona." SASSUOLO MODENA
LIDO AZZURRO TERME VESUVIANE "LA STORIA Vito Nunziante, audace e valoroso generale borbonico, insignito del titolo di marchese per le sue vittorie militari, aveva una passione, oltre a quella della guerra, che lo rese famoso: l´esplorazione del suolo patrio alla ricerca di risorse naturali da poter sfruttare industrialmente per favorire le attività locali. Nominato vicerè della Sicilia e ormai all´apice della sua carriera, il marchese volle fornire di acqua potabile la Città di Torre Annunziata (nella quale del resto egli stesso possedeva fiorenti fabbriche di tessuti di lino) e il 18 giugno 1831, lo stesso anno in cui accettò la nomina di Ministro di Stato col comando di tutte le truppe del regno, fece scavare un pozzo presso la spiaggia della città, ai piedi di una rupe di tufo del promontorio Uncino. Vi trovò un´acqua calda e spumeggiante, fortemente mineralizzata, che si mostrò subito efficace nella cura di diversi malori. L´acqua fu così chiamata "Nunziante"". La gente del luogo si affrettò ad usarla, soprattutto in forma di bagni, e dagli scavi emersero interessanti ruderi, suppellettili e iscrizioni di antichi bagni romani (forse le terme dell´antica e ricca Oplonti, antenata di Torre Annunziata, che furono anche proprietà del console romano Marco Crasso Frugi, 64 d.C.) in cui tale acqua era stata sicuramente usata. Iniziò così l´interesse per l´acqua, e con esso le analisi chimiche e le osservazioni mediche e, riconosciute le sue vaste proprietà terapeutiche, il generoso generale-marchese provvide in breve tempo alla costruzione nei pressi della fonte di uno stabilimento per bagni di stile pompeiano, che prese il suo nome e che accolse subito un buon numero di infermi. Vennero fatte nuove analisi, che confermarono le proprietà curative dell´acqua e la resero famosa anche all´estero. Incoraggiato da questi successi, il re Ferdinando II di Borbone fece proseguire la famosa ferrovia Napoli-Portici fino a Torre Annunziata con l´intento di facilitare e incoraggiare l´affluenza dei malati, e con ciò estese ancor più la fama delle terme. Esse divennero infatti alla fine del secolo scorso così note e apprezzate in tutta Europa da pazienti, clinici e studiosi che furono designate come sede del primo Congresso Internazionale di Idrologia. La stampa nazionale ed estera parlò di esse e illustrò l´acqua e numerose furono le relazioni scientifiche pubblicate in quell´epoca. Le terme subirono nei decenni successivi alcuni ampliamenti: in occasione di uno di questi, nel 1960, furono scoperti due cunicoli di epoca romana, ricchi di fanghi naturali radioattivi, di cui si fa da allora grande uso nella cura di diverse malattie. La vicinanza delle terme al mare suggerì inoltre la costruzione di uno stabilimento balneare, chiamato "Lido Azzurro"", attrezzato per cure marine, che vennero in alcuni casi abbinate alle cure di acqua minerale. Le terme constano oggi anche di un reparto speciale di balneo e fangoterapia, di un reparto di aerosolterapia, di un reparto otorinolaringoiatrico e di un reparto ginecologico; sfruttano la spiaggia annessa allo stabilimento per cure elioterapiche e sono dotate di diverse attrezzature ricreative. L´ACQUA E LE CURE L´acqua Vesuviana Nunziante è un´acqua minerale di tipo salso-iodico-alcalinoterroso, bicarbonato-alcalino-terroso, carbonico e radioattiva. È ricca di acido carbonico, poiché scaturisce dalla falda meridionale del Vesuvio, e di cloruro di sodio: ha azione antiartritica, ricostituente, diuretica e lassativa. È usata efficacemente nella cura di affezioni degli apparati respiratorio (tra cui bronchiti, specialmente asmatiche), gastro-enterico (atonie intestinali, dispepsie, nevrosi gastriche, gastriti, duodeniti, obesità), circolatorio (nevrosi cardiache, anemie, linfatismo), osteo-muscolare (reumatismi articolari e muscolari, poliartriti) e genitale femminile (sterilità, dismenoree, affezioni varie), del ricambio (gotta, uricemia, dermatosi da alterato ricambio), cutanee (orticaria), di riniti e sordità rinogena, otiti, catarri tubarici, laringiti, faringiti, sinusiti, tonsilliti, forme di adenoidismo, nevralgie, deperimenti organici, ipertensioni, disturbi urinari, affezioni odontostomatologiche, malattie allergiche e da intossicazione, scrofola, malattie infiammatorie, postumi operatori, calcolosi renali. Le cure praticate consistono in bagni, fanghi, inalazioni, aerosol e massaggi, e vengono spesso integrate da trattamenti elio e talassoterapici, questi ultimi eseguiti anche con l´impiego della sabbia della vicina spiaggia, ricca di elementi oligominerali. Le terme sono aperte tutto l´anno. Le cure durano in media quindici giorni; i mesi consigliati sono luglio e agosto, che permettono di sfruttare meglio la spiaggia annessa alle terme. L´ATTREZZATURA "Mangiammo a Torre Annunziata, proprio in riva al mare. Vi trovammo buona e allegra compagnia, uomini pieni di naturalezza e spensieratezza, era una giornata indicibilmente bella; la vista di Castellammare e di Sorrento che apparivano vicinissime era incantevole. La nostra brigata si sentiva a suo agio come a casa propria. Fu detto che senza la vista del mare è assolutamente impossibile vivere: per mio conto serberò nell´anima l´immagine di questo mare"". Così ci parla di Torre Annunziata Goethe nel suo Viaggio in Italia. E non senza ragione: essa gode infatti di un clima gradevole e di una piacevole posizione sul Golfo di Napoli, a poca distanza da luoghi di indiscussa bellezza come Vico Equense, Sorrento, l´Isola di Capri. Da non perdere la villa di Oplontis. La città ha aspetto prevalentemente moderno: è dotata di buone attrezzature balneari, che sfruttano la sua bellissima spiaggia, e di diversi impianti sportivi e ricreativi: cinema, palestre, piscine, campi da tennis, discoteche, parchi, kinderheim, parchi giochi per bambini, sale giochi, biblioteche e sale di lettura, saloni per convegni e congressi. Lo stesso stabilimento termale, oltre alle attrezzature balneari, è dotato di ristorante, giardini, campi da tennis. La ricettività alberghiera della zona è di ottimo livello." TORRE ANNUNZIATA NAPOLI
SCRAJO TERME "LA STORIA, L´ACQUA E LE CURE Scrajo si presenta come "stazione idrotermale-climatica-balneare"", raggruppando nella definizione tutte le risorse naturali che caratterizzano la zona: il clima del mare, mitigato dalle brezze delle colline retrostanti, unito ai benefici delle acque conosciute dai Romani sin dal 70 a.C. e per tutto il periodo imperiale. L´acqua sulfurea clorurata-sodica-magnesiaca-bicarbonata-calcica sgorga in grande quantità da numerose polle e viene utilizzata mediante balneoterapia e fanghi nella cura delle malattie cutanee e del ricambio, di taluni disturbi osteoarticolari e nelle affezioni dell´apparato muscolare e scheletrico; anche la sordità rinogena e le riniti traggono giovamento dall´uso di queste acque, adoperate in tal caso sotto forma di inalazioni, nebulizzazioni e aerosol, mentre in presenza di catarri vaginali e uterini, metriti e ovariti, si dimostrano particolarmente efficaci le irrigazioni. Una particolarità terapeutica dell´acqua dello Scrajo riguarda certe "affezioni chirurgiche"" quali fistole ossee, piaghe ed essudati, per le quali si garantisce una rapida cicatrizzazione grazie all´alto contenuto di iodio. Fondato nel 1820 e ristrutturato negli anni ´60, lo stabilimento usufruisce attualmente di una piscina, dove è possibile praticare bagni minerali-marini nei quali l´acqua di mare viene mescolata a quella termale, nonché di singole vasche ove sottoporsi alla balneoterapia tradizionale. Le Terme dello Scrajo sono convenzionate per tutti questi tipi di applicazioni terapeutiche con il Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, le terme sono dotate di un reparto di fisiokinesiterapia per la riabilitazione psicomotoria, di beauty-farm per applicazioni al corpo e al viso con effetti dimagranti, rassodanti, tonificanti, anticellulite, antirughe e antistress. I trattamenti sono effettuati con la linea cosmetica Scrajo Terme. La stagione di apertura va da marzo a dicembre. L´ATTREZZATURA Il complesso termale e alberghiero mette a disposizione degli ospiti sale convegni e di lettura e la spiaggia. La felice posizione della località nel Golfo Sorrentino offre un soggiorno che risulta particolarmente vivo, soprattutto se arricchito con una visita a Pompei, Napoli, Amalfi e Capri. La ricettività alberghiera della zona è ottima." VICO EQUENSE NAPOLI
TERME DI AGNANO "LA STORIA Le numerose sorgenti minerali di Agnano sgorgano sul fondo di un antico cratere vulcanico, nella zona dei Campi Flegrei. Fino ad un secolo fa esse erano praticamente sconosciute: tutto il bacino di Agnano, infatti, intorno all´anno 1000 era stato invaso dalle acque pluviali dando origine ad un vasto lago, prosciugato, per motivi igienici, soltanto nel 1870. Allora però, dal fondo limaccioso emersero imponenti testimonianze archeologiche che indicavano nella località uno dei più prestigiosi complessi termali dell´antichità romana; oggi è così possibile ammirare i resti di un Sudatorio (che utilizzava il calore naturale che fuoriusciva dalle falde del Monte Spina) e di uno stabilimento termale (costruito ai tempi di Traiano) estesi lungo un fronte di 300 metri e comprendenti ben 6 piani addossati alle colline che fiancheggiano la conca: sono state anche ritrovate tutte le fonti termo-minerali (ben 75 citate da Plinio nella sua Naturalis Historia). L´utente moderno può così sentirsi confortato nella sua scelta da autori classici come Cicerone, Stazio, Orazio, Ovidio, Marziale, Tibullo, Properzio e da celebri personaggi dell´Alto Medioevo (il goto Atalarico e San Gregorio Magno); tutti si riferiscono ad Agnano come ad un luogo di cura "efficace fino al miracolo"". Nello stesso bacino sorgono le stufe di San Germano, così chiamate da un vescovo di Capua che ne sperimentò gli effetti nel VI secolo. Non sommerse dal lago, queste continuarono ad essere usate terapeuticamente dai contadini locali per tutto il Medioevo e fino ai giorni nostri. Poco lontana è la Grotta del Cane, una nicchia scavata nella collina, con un gas acido carbonico che, elevandosi a poca distanza dal suolo, uccide gli animali che la respirano; per gli uomini non c´è nessun pericolo, purché mantengano la posizione eretta. Si racconta che il vicerè di Toledo, per soddisfare la curiosità di Carlo VIII di Spagna, vi introdusse, sdraiati, due schiavi: la loro morte convinse tutti definitivamente che nella grotta era molto meglio rimanere in piedi. L´ACQUA E LE CURE I bagni minerali, ad Agnano, si effettuano utilizzando le acque di due sorgenti (Fangaia e Sprudel) che escono dal suolo a una temperatura intorno ai 60 °C; ambedue, pur con differenti concentrazioni saline, sono classificabili come ipertermali, salso-solfate-alcalino-terrose, ricche di oligoelementi come bromo e iodio, nonché lievemente ferruginose. Vengono utilizzate nella cura delle affezioni reumatiche con decorso cronico, delle malattie cutanee e vascolari. I bagni non sono le uniche cure praticate: ad Agnano sono molto importanti anche i fanghi e le stufe. I primi, maturati direttamente all´interno dello stabilimento termale, appartengono alla varietà salso-ferruginosa, sono radioattivi e contengono: cloruro di sodio, carbonato e bicarbonato di sodio, di potassio e di magnesio, carbonato ferroso, solfato di sodio e di calcio, nitrati, litina e silice, baregina e alghe, queste ultime importanti per la formazione del preziosissimo "humus"". Praticati da soli o insieme ai bagni, sono indicati nelle nevralgie, nell´artrosi, nel reumatismo cronico muscolare, nella gotta, nelle sinoviti. Le stufe sono costituite da stanze intercomunicanti dal cui pavimento si sprigionano gas vulcanici ad elevata temperatura. L´aria di questi ambienti, la cui temperatura varia da un minimo di 40 °C a un massimo di 70 °C, è ricca di idrogeno solforato e di altre sostanze minerali. Le stufe hanno un´energica azione disintossicante, grazie alla potente attivazione dei meccanismi di termoregolazione (sudorazione copiosa, aumentato ritmo della respirazione), e miorilassante, e sono perciò molto indicate nelle affezioni reumatiche di tipo muscolare come la fibromialgia e le fibrositi, nonché nelle patologie degenerative associate ad obesità. Alle Terme di Agnano vengono anche praticate le cure inalatorie, specifiche per le patologie delle prime vie aeree (sinusiti, faringiti), e la ventilazione polmonare controllata per le bronchiti; esistono inoltre un avviato centro, anche pediatrico, per la cura delle sordità rinogene (otiti catarrali) e un centro per la diagnosi e cura delle vasculopatie (varici). È inoltre possibile praticare massaggi, anche estetici, idromassaggi e docce. Lo stabilimento è aperto tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Il Parco delle Terme, dove è situato lo stabilimento termale, può giovarsi, per le sue attrattive turistiche, dell´immediata vicinanza con Napoli e il suo splendido paesaggio. Esso ha tuttavia anche un suo fascino autonomo, legato al suggestivo Parco Naturale degli Astroni (antica riserva di caccia reale, con tre incantevoli laghetti), ai ruderi romani, al complesso panoramico-archeologico dei Campi Flegrei (Pozzuoli, la Solfatara, il Tempio di Serapide, la Grotta della Sibilla, il Lago di Averno)." NAPOLI NAPOLI
TERME DI ISCHIA - ASSOCIAZIONE TERMALISTI ISOLA D´ISCHIA "LA STORIA In una delle sue non rare manifestazioni d´irascibilità, Giove Olimpo se la prese un giorno col gigante Tefeo, reo di un imprecisato sgarbo. La punizione fu esemplare, anche se non troppo fantasiosa: lo scaraventò sulla Terra e il malcapitato andò a precipitare proprio nel bel mezzo dell´Isola d´Ischia. Rivoltandosi per il dolore provocò terribili scuotimenti tellurici, mentre le sue lacrime sgorgavano bollenti alla superficie. Ecco la spiegazione mitologica delle due principali caratteristiche dell´isola: la sua sismicità e la presenza di sorgenti termali. Ciò dimostra in parte che tali fonti furono conosciute fin dai tempi più remoti e furono utilizzate dai Romani (tra le testimonianze citiamo un´iscrizione conservata al Museo Nazionale di Napoli, riguardante l´acqua di Nitrodi a Barano e quelle di Olmitello e Cavascura presso il Lido dei Maronti). Le loro caratteristiche terapeutiche vennero subito considerate eccezionali, tanto da dedicare agli dei monumenti votivi, come a Forio, dove vennero celebrati Venere Citara e Apollo Risanatore. L´attività vulcanica limitò tuttavia lo sviluppo delle località abitate sull´isola e delle dimore residenziali dei patrizi romani. Tra le più famose eruzioni si ricordano quelle del 2200 a.C., del 470 a.C., dell´89 a.C. e quella del 1302, quando si formò l´istmo di Punta Molina. C´è da dire però che è anche grazie a tali cataclismi che si formò quel delicato meccanismo sotterraneo che diede origine alle sorgenti termali. La storia dello sviluppo turistico termale che ha dato il via all´attuale situazione inizia nel secolo scorso: la bellezza del posto e la reale efficacia delle acque (allora non si sapeva ancor nulla delle proprietà radioattive) facilitarono la rapida ascesa ai primi posti nel termalismo italiano. Moltissimi i viaggiatori che vi soggiornarono, provenienti da tutte le parti del mondo: Ibsen, per esempio, scelse la quiete di Casamicciola per terminare il suo Peer Gynt. Verso la fine dell´800 le principali località dell´isola hanno già una fisionomia definita per quel che riguarda le attrezzature di cura e soggiorno. Lo Schivardi, nella sua guida del 1875, passa in rassegna 13 sorgenti: eccone le descrizioni. "1°: Sorgente del Pontano. Sgorga nel giardino della villa quivi posseduta dal celebre Pontano. Era un tempo famosa, ora non è nota che agli abitanti di Ischia. Ritiensi molto efficace nelle croniche affezioni di petto. 2°: Bagno d´Ischia. È alimentato da due sorgenti: il Fornello e la Fontana, che sgorgano appiè d´una vaga collina a 2 chilometri dalla capitale. Vi è uno stabilimento pochissimo frequentato, fondato da Ferdinando II, e dove sono entrambe le sorgenti. Appartiene ora al Comune e lascia molto a desiderare... 3°: Castiglione. Emerge l´acqua così detta dalla parte orientale dell´isola, appiè del promontorio di tal nome, sopra uno scoglio di soda lava. Gli isolani la adoperano in cucina, a risparmiare sale, fuoco e tempo. Sulla sorgente si legge: Acqua purgativa del Castiglione, e credesi superi come purgante quella del Tettuccio di Montecatini. 4°: Gurgitello. Un ospizio detto del monte della Misericordia, con bagni, stufe ed arene umide, costituiscono un non piccolo stabilimento diretto dal professore Giuseppe Palma. Un secondo stabilimento è quello di Belliazzi, un tempo di Monti, decentemente messo, senza direzione medica. Non molto distante in un piano superiore allo sbocco della Valle dell´Ombrasco, proprio sulla maggiore sorgente del Gurgitello è situato lo stabilimento Manzi. Si possono però prendere i bagni anche in casa dei privati. 5°: Cappone. Era detta anticamente acqua dello stomaco, per la sua efficacia nei mali di questo viscere. La si trae da un pozzo con un secchio. 6°: Bagno fresco od Acqua del Cotto. Vi è annesso uno stabilimento balneario, costituito da 4 camerini con 10 vasche. Il concorso annuo è però di 600 persone circa. 7°: La Rita. 8°: Santa Restituta. 9°: San Montano. 10°: Acqua Paolone. 11°: Citara. La sua celebrità l´acquistò, insieme col nome Citara, dalla sua efficacia nella sterilità prodotta da sola debolezza... È sita in una posizione deliziosissima ed è molto frequentata. 12°: Olmitello. Perduta due volte per frane, si tornò a riaverla. 13°: Nitroli. Scaturisce copiosa appiè di un grosso mucchio di pezzi di lava. Da tempo immemorabile è ritenuta rinfrescante, perché calma l´ardore degli intestini, promuove le orine e si impiega con effetto negli ingorghi viscerali, nelle malattie dei reni, nell´abbondanza dei mestrui. Si usa solo in bevanda, a digiuno, ed a pranzo mescolata col vino. Si può trasportare turando bene"". Molte di queste affermazioni oggi suonano curiose e non hanno altra validità che quella, preziosa, della testimonianza storica. In cent´anni Ischia ha moltiplicato i suoi stabilimenti termali, che raggiungono ormai il ragguardevole numero di 95. Sono state chiarite con numerosi studi le caratteristiche delle acque, con l´importante scoperta della loro radioattività, che è tra le più alte d´Europa. Ci sono stati, soprattutto negli ultimi decenni, miglioramenti e nuove sistemazioni; gli impianti più grandi sono passati in mano a importanti società (un caso tipico fu quello della Rizzoli). Anche per quel che riguarda gli aspetti curativi si è andati gradatamente verso la specializzazione terapeutica in relazione alle diverse qualità delle acque impiegate. L´ACQUA E LE CURE Pur rientrando nello stesso gruppo di classificazione, le acque delle numerose sorgenti di Ischia posseggono caratteristiche individuali differenziate, soprattutto per quanto riguarda la temperatura ed il tasso di radioattività. Se passiamo in rassegna le principali sorgenti, troviamo a Casamicciola i gruppi facenti capo a Gurgitello e Rita: sono acque salso-bicarbonato-alcaline-radioattive con temperature tra i 68 e i 72 °C. A Forio troviamo le sorgenti Castaldi, Castiglione e Poseidon che sono salse e radioattive. A Lacco Ameno le famose sorgenti Santa Restituta e Regina Isabella, alimentate da varie fonti tra cui la Fabia, la Greca, la Romana, la Regina Isabella, la Nuova e la Capitello. Hanno un´alta mineralizzazione (circa 20 grammi per litro di residuo fisso) e sono salso-solfato-alcaline-calcio-magnesiache e radioattive (si va dalle 90 alle 760 unità Mache). A Ischia sgorgano acque dalle sorgenti Fornello, Fontana, San Camillo e Tifeo; sono oligominerali salso-solfato-alcaline radioattive. Infine nel territorio dei comuni di Serrara Fontana e Barano sgorgano le sorgenti dell´Olmitello e Nitroli e quelle del Lido dei Maronti, accompagnate da emissioni di acido solfidrico sotto forma di "fumarole"", caratterizzate da una altissima temperatura (acqua della Cavascura a 100 °C) e affioranti in riva al mare o nel mare stesso. Le indicazioni coprono una larga gamma di disfunzioni sulle quali si può intervenire con buoni risultati; esse sono in diretta relazione con il tipo di acqua utilizzato e la metodologia curativa impiegata. In generale le acque di Ischia sono consigliate per malattie reumatiche (osteoartrosi, artropatie, artriti, reumatismi articolari); in ortopedia e traumatologia (postumi di fratture, limitazioni funzionali); nelle disfunzioni vascolari (varici ed arteriti); nelle disfunzioni del ricambio, in quelle delle ghiandole endocrine (astenie sessuali, disturbi della menopausa, invecchiamento precoce) e in alcune malattie del sistema nervoso (nevriti, astenie, distonie, sciatiche, paresi periferiche, allergie). Inoltre, l´uso delle acque può essere utile in ginecologia, sia per vari tipi di infiammazioni (metriti, parametriti, annessiti), che per problemi funzionali ormonici (sterilità, disfunzioni ovariche, frigidità, precoce senescenza sessuale); in otorinolaringoiatria (affezioni varie delle vie respiratorie, riniti, otiti, laringotracheiti, sinusiti, bronchiti, asma, sordità rinogena); e infine in dermatologia e cosmesi (dermatosi, acne, cicatrici, ulcere, rugosità, cellulite). Nei numerosissimi stabilimenti termali, sia aperti al pubblico sia annessi agli alberghi, si praticano tutti i tipi di cure: bagni, fanghi, inalazioni, irrigazioni, massaggi, massaggi subacquei, docce, ed inoltre in alcuni reparti specializzati anche stufe, grotte essudatorie, sabbiature, elioterapia, cure marine e cure estetiche. In alcuni stabilimenti si possono praticare terapie idropiniche. L´ATTREZZATURA Forse in nessuna località termale come a Ischia si è riusciti a conciliare il momento curativo con quello ricreativo: l´intento degli organizzatori è appunto quello di presentare come una indimenticabile vacanza il periodo di intervento terapeutico. Alcune cure, come i bagni in piscina, la talassoterapia e l´elioterapia, non sono altro che il risvolto utile di un piacevole svago. Una delle ragioni principali di questo fatto va ricercata nella bellezza del panorama, nell´essenza stessa dell´isola che aiuta a dimenticare il mondo esterno, nella presenza di ogni attrezzatura ricreativa possibile, dai cinema ai campi da tennis, dai dancing ai saloni per congressi, dalle biblioteche ai minigolf. Nei venti, venticinque giorni di soggiorno consigliati per avere risultati apprezzabili, è possibile (anzi necessario data l´unicità del posto) organizzare itinerari per una visita dettagliata di Ischia. Non mancano le mete: gli scavi greci, latini e paleocristiani di Lacco Ameno, il Museo dell´Isola, il castello Aragonese, il parco reale borbonico, il santuario di Santa Restituta con la cripta e il Museo, l´osservatorio geofisico di Casamicciola, le torri saracene, la chiesa del Soccorso, l´eremo dell´Epomeo, oltre ai vari punti panoramici (la cima dell´Epomeo, naturalmente, e poi il torrione di Forio e il piazzale di Santa Maria Visita Poveri, da dove, al tramonto, si osserva il misterioso "raggio verde""). La ricettività alberghiera è garantita da un ricchissimo ventaglio di proposte su tutto il territorio dell´isola e sulla vicina Procida, che può rappresentare un´alternativa piacevole e meno scomoda di quanto si presuma, nel caso non sia possibile trovare sistemazione a Ischia." ISCHIA NAPOLI
TERME DI STABIA "LA STORIA Le fonti di Castellammare furono scoperte in epoca romana; di esse ci parlano per primi Plinio il Vecchio, nella sua monumentale Naturalis Historia, accennando nel suo excursus sulle acque acidule ad un´acqua fredda, detta allora "dimidia"", efficace nella cura dei disturbi epatici e renali ("in agro stabiano aqua, quae vocatur dimidia, calculosis medetur""), e Lucio Columella, famoso agronomo di origine spagnola, che nel suo De re rustica, il più interessante trattato di agricoltura pervenutoci dall´antichità, parla proprio delle "Fontibus Stabiae celebres"". E celebri lo furono veramente, come confermò in tempi successivi la pratica di famosi medici come Majo, Andrio, Cotugno e l´interesse che suscitarono nel mondo scientifico degli ultimi secoli. Nel 1828, sotto gli auspici del re delle Due Sicilie Francesco I, venne costruito un grande stabilimento termale, attrezzato anche per praticare bagni, cui ne venne poi aggiunto un nuovo, il Vanacore, dal nome di uno dei suoi costruttori. Diversi interventi e ampliamenti furono apportati agli stabilimenti a partire dalla seconda metà del secolo scorso fino al 1936, in cui era già attivo un reparto speciale per cure ginecologiche. Le ultime sistemazioni ebbero luogo nel 1964, con l´inaugurazione delle Nuove Terme e la costruzione del nuovo Stabilimento idro e balneoterapico del Solaro, e nel 1971, anno in cui si diede inizio ai lavori di risistemazione delle fonti. L´ACQUA E LE CURE Il bacino idrominerale di Castellammare è costituito da ben 28 sorgenti. La sua caratteristica è la quantità e la varietà delle acque, che presentano composizione chimica diversa. Si tratta di acque cloruro-sodiche-ipotoniche (acqua media), cloruro-sodiche lievemente ipertoniche e sulfuree, cloruro-sodiche-isotoniche e sulfuree; acque ferruginose-carboniche e bicarbonato-calciche, acque bicarbonato-calciche-mediominerali. Sgorgano da tre gruppi di sorgenti: Vanacore, Stabiane, Esterne, su un fronte di 300 metri ai piedi del Monte Faito, di fronte al porto di Castellammare di Stabia. Le principali indicazioni alle cure idropiniche sono: colecistopatie croniche, stipsi, nefrolitiasi, specialmente se uratica, gotta e iperuricemia asintomatica. Oltre alle cure idropiniche, le acque sono utilizzate anche per bagni minerali, idromassaggi, preparazione (macerazione e maturazione) dei fanghi, terapie inalatorie (inalazioni, aerosol, humage, nebulizzazioni, docce nasali, insufflazioni tubo-timpaniche, politzer), irrigazioni vaginali, terapie dermatologiche ed estetiche. Le terme, inoltre, sono dotate di un centro per il trattamento delle patologie artroreumatiche (98 cabine per l´applicazione della fangobalneoterapia); un centro per le cure inalatorie (100 apparecchi di inalazioni, 100 aerosol, 40 posti humage e altrettanti apparecchi per la diagnosi e la cura della sordità rinogena; un centro per la prevenzione, cura e riabilitazione delle malattie broncopolmonari, con spirometria computerizzata ed emogasanalisi per la valutazione clinica del danno ventilatorio; un centro per la fisiokinesiterapia. Le Terme di Stabia offrono un ambiente ideale per svolgere un programma di riabilitazione psicomotoria per curare patologie artrosiche, reumatiche, post-traumatiche e malattie del sistema nervoso centrale e periferico. Sotto la guida di una équipe di sanitari specialisti e di terapisti della riabilitazione, e utilizzando moderne attrezzature elettromedicali, vengono praticate tutte le terapie di fisiokinesiterapia, e inoltre elettroanalgesia transcutanea, linfodrenaggio, laserterapia. Gli stabilimenti sono tre: Terme Antiche, Parco Idropinico, Nuove Terme. Tutte le cure termali sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale (tranne quelle per le vasculopatie periferiche). Gli stabilimenti termali sono aperti tutto l´anno. L´ATTREZZATURA L´antica Stabiae romana, distrutta con Pompei ed Ercolano dall´eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., come testimoniano i suoi importanti scavi archeologici, è oggi al centro dei flussi turistici che da Napoli convergono verso le costiere Sorrentina e Amalfitana. Disposta ad anfiteatro nell´angolo più orientale del Golfo di Napoli, gode di un clima gradevolissimo ed è circondata da colline e montagne di boschi e prati. Di notevole interesse sono le testimonianze della sua antica storia, fra cui le splendide ville romane dell´altura di Varano e i vari oggetti raccolti nell´Antiquarium Stabiano. Da visitare sono anche il Castello Angioino (XI-XII secolo) completamente restaurato di recente, la Grotta di San Biagio, situata a circa un chilometro dal centro di Castellammare; di grande interesse artistico sono pure le tele contenute nella Cattedrale e nelle chiese del centro storico della città. Dal Monte Faito (m 1150), raggiungibile mediante funivia, si gode di un bellissimo panorama sul golfo. Nelle immediate vicinanze, raggiungibili con i treni della Circumvesuviana o con pullman di linea, meritano una gita Pompei, Ercolano, Sorrento, Positano e Amalfi, l´Isola di Capri e naturalmente Napoli e il Vesuvio. La ricettività alberghiera è buona." CASTELLAMMARE DI STABIA NAPOLI
TERME PUTEOLANE "LA STORIA Pozzuoli ebbe fama nell´antichità non solo per il suo porto e per la bellezza del suo paesaggio, ma anche e soprattutto per le sue acque minerali. Fu anzi una delle più note e apprezzate stazioni termali dell´epoca romana, frequentata da nobili e imperatori. Per l´abbondanza di sorgenti maleodoranti che sgorgavano nel suo territorio meritò l´appellativo di "Putèoli"", da cui derivò il nome attuale. Delle sue magnifiche terme restano alcuni resti, che mostrano quanto benessere e quanta raffinatezza vi regnavano: sono i resti di tre stabilimenti termali, uno dedicato alla dea Diana, un altro dedicato a Nettuno e un terzo situato presso il bellissimo tempio di Serapide, che furono probabilmente sommersi dal mare per un certo tempo, a causa di movimenti tellurici, e che mostrano le grandi e indiscusse doti idrauliche e organizzative dei Romani. Le terme, decadute con l´abitato in seguito a invasioni barbariche, saccheggi e fenomeni naturali, suscitarono dopo molto tempo l´interesse scientifico e letterario di un monaco del XII o XIII secolo, chiamato Alcadino, che le riportò alla luce, le restaurò e infine le descrisse in versi latini dedicati all´imperatore Federico II e a suo figlio Enrico. Altrettanto fece sotto il vicerè di Aragona un medico della vicina Bagnoli, un certo Bartoli. Verso la fine del secolo scorso le terme risultavano nuovamente ingombre e abbandonate. Ma nel frattempo erano sorti nuovi stabilimenti termali, situati in bella posizione, che sfruttavano le numerose sorgenti della plaga flegrea in diverse forme di trattamento. Pozzuoli tornò così ad essere conosciuta e frequentata per le sue acque e per le sue cure. Oggi, delle numerose sorgenti ipertermali, l´unica ancora utilizzata è quella delle Terme Puteolane. L´ACQUA E LE CURE L´acqua salso-solfato-alcalina delle antiche Terme Puteolane, situate sul litorale di Pozzuoli ai piedi del Monte Olibano e del Vulcano Solfatara, sgorga a una temperatura di 58 °C. L´acqua viene principalmente utilizzata per la cura di artrosi e reumatismi, postumi di frattura, linfatismo, malattie del ricambio, gotta, paralisi, affezioni ginecologiche e sterilità. Le terapie comprendono bagni minerali, fangoterapia (i fanghi, detti "flegrei"", sono ottenuti con materiale proveniente dal vicino cratere vulcanico della Solfatara), terapie inalatorie per i problemi infiammatori delle prime vie respiratorie e dell´orecchio medio, massaggi, idromassaggi, docce, irrigazioni, bagni turchi. Vengono inoltre praticati trattamenti estetici. Le cure sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Il periodo di apertura va da maggio a dicembre. L´ATTREZZATURA Pozzuoli è nota fin dall´antichità per il suo clima mite e per la sua invidiabile posizione sul piccolo golfo che da lei prende il nome e che la separa da Napoli. Il vecchio nucleo dell´abitato è incuneato in un piccolo promontorio stretto fra la costa e le colline flegree, e riparato dai venti. Interessanti sono i resti gloriosi dell´antica Putèoli e della colonia greca di Cuma (compresa nel territorio comunale): il Serapeo (o tempio di Serapide, I sec. d.C.), anfiteatri e tombe monumentali, un viadotto (l´Arco Felice). Di grande interesse geologico sono i Campi Flegrei, mentre tra le bellezze naturali merita una visita la Solfatara. L´attrezzatura alberghiera è di discreto livello." POZZUOLI NAPOLI
Casamicciola Terme Consacrate ad Apollo dagli antichi. I greci prima e i romani poi ne furono assidui frequentatori e testimoni appassionati delle loro proprietà terapeutiche. Che la scienza avrebbe in seguito provveduto a confermare, identificando di ciascuna sorgente le componenti chimiche e le specifiche applicazioni, affinché potessero risultare più efficaci nella cura delle diverse patologie. Tre grandi bacini termali trovano continuo alimento nella natura vulcanica di Casamicciola. Le più famose fin dall’antichità, sono le acque del Gurgitello, che emergono dalle viscere della terra nelle vicinanze della centralissima piazza Bagni. Oggetto di studio fin dal Medio Evo, le acque del Gurgitello hanno alimentato i principali stabilimenti termali casamicciolesi, sorti a partire dal ‘600. A cominciare dal Pio Monte della Misericordia, il primo esempio di termalismo sociale in Europa. Altri bacini sono quelli del Cotto e de La Rita. Apprezzatissima fin dall’antichità è poi la sorgente del Castiglione o Bagnitiello, che sgorga praticamente sulla riva del mare. Ai fanghi, bagni, humages, ovvero alle cure tradizionali, si affiancano le più moderne applicazioni delle proprietà delle acque termali. Risorsa preziosa per i "centri benessere" di cui sono dotati tutti gli alberghi casamicciolesi. Casamicciola Terme Napoli
Aurum Hotels - Suisse Thermail Village Il centro dotato di quattro piscine geotermiche coperte a diverse temperature, camminamento caldo-freddo con idrogetti lombari e cervicali, gruppo kneipp ed attrezzato per estetica, massaggi, inalazioni aerosol e tutti i trattamenti del corpo e del viso a prezzi favolosi. NAPOLI
TERME DI FORDONGIANUS "La sorgente termale solforosa di Fordongianus, nota fin da tempi antichi, diede in origine il nome alla località, che fu chiamata "Aquae Hypsitanae"" e attirò l´interesse dei Romani, i quali costruirono lo stabilimento termale di cui oggi restano le testimonianze. L´acqua ha una temperatura di 55 °C, è minerale e contiene tracce di acido nitroso, cloro e acido solforico in discreta quantità. È in funzione un Centro Fisioterapico e di Riabilitazione Neuromotoria, aperto tutto l´anno, con servizi per cure reumatiche. Vengono inoltre curati artrosi, disturbi respiratori, asma bronchiale e malattie della pelle. L´acqua viene attualmente utilizzata anche per bagni in tre padiglioni ubicati in prossimità delle fonti. Interessanti a Fordongianus sono i resti romani, la Casa Aragonese, la chiesa parrocchiale (secc. XVI-XVII) e la bellissima chiesetta di San Lussorio, del secolo XII, costruita con blocchi di trachite rossa, con un´ampia cripta sotterranea a volte. La ricettività alberghiera è piuttosto scarsa." FORDONGIANUS ORISTANO
TERME EUGANEE - ABANO "LA STORIA Prima ancora che iniziasse il grande boom delle terme aponensi nell´epoca romana, le acque di Abano e dei Colli Euganei furono oggetto di culti primitivi nella guarigione di diversi mali. La loro origine è del resto in parte avvolta dalla leggenda: ci narra infatti Ovidio nelle "Metamorfosi"" che Fetonte, figlio del Sole, fulminato da Giove mentre fuggiva come impazzito sul carro del padre, sarebbe caduto in tali acque rendendole calde e sulfuree. L´età romana fece piazza pulita dei culti antichi e li sostituì con altri, dedicando le acque a diverse divinità ed erigendo templi in onore di esse (agli dèi Penati, ad Esculapio, a Gerione - vecchio re ucciso da Ercole - e in particolare ad Iside, i cui sacerdoti sfilavano in processione indossando maschere raffiguranti teste di cane). In epoca romana le terme (dette appunto Thermae Aponenses) ebbero molto favore e molta fama (ne sono traccia i resti di costruzioni maestose) e furono frequentate assiduamente da patrizi, militari e persino da plebei. Marziale le suggeriva ai suoi contemporanei come "luogo di cura e di svago"", dopo aver assicurato che Tito Livio e Orazio Flacco venivano a bagnarvisi ("Censetur Apona Livio suo tellus / Stellaque nec Flacco minus"") e Cassiodoro, forse non senza una certa ironia, ci informa su certe usanze igienico-superstiziose allora vigenti: se una donna utilizzava il bagno termale degli uomini, rimaneva scottata; gli animali rubati immersi in tali acque non si spellavano. Le acque vennero salutate come miracolose (al punto da essere considerate capaci di dar la voce ai muti) anche da Claudio Claudiano nel suo poemetto Aponus, e vennero citate anche da Plinio, Lucano, Svetonio. Abano, il cui nome in greco ("à ponus"") significa "ciò che toglie il dolore"", non fu per gli antichi soltanto un luogo di cura ma anche un luogo rinomato per la divinazione di oroscopi. Celebre era l´oracolo di Gerione, cui come a quello di Cuma, giungevano imperatori, re e condottieri per ottenere responsi. Fu inoltre proprio ad Abano che l´augure padovano Caio Cornelio previde la vittoria di Cesare su Pompeo a Farsaglia ("Vincis Caesar!""). Non è perciò da escludere che, nel mondo antico, la fama della città fosse agevolata da questa sua funzione sacrale. Le prime invasioni barbariche lasciarono le terme immuni, anzi, Teodorico decise di non badare a spese per farle restaurare, ma caddero irrimediabilmente con l´assedio dei Longobardi di Agilulfo, che le distrussero insieme all´abitato. Con il regno longobardo ebbe inizio un periodo di decadenza che durò più o meno per tutto il Medioevo, benché le terme venissero rimesse in funzione nel sec. XIII con l´intervento del Comune di Padova. Nel sec. XV tornarono ad essere molto frequentate e tutta la zona divenne piuttosto rinomata (constava di sei bagni attivi, oltre a quello di Abano) in diverse parti d´Italia e in Germania: fu in quest´epoca che vi soggiornarono condottieri famosi come il Carmagnola e il Gattamelata. Nel secolo seguente le terme erano più che mai carenti di attrezzature ("vi mancava tutto, alloggio e servizio inclusi"", commenta lo Schivardi); la vicina Padova cercava di monopolizzare l´attenzione medica generale su di sé creando una nuova moda nella cura delle malattie: quella delle erbe, preparate dall´Orto Botanico, a quel tempo appena costituito. A quell´epoca la cittadina consisteva ormai solo di poche casette maltenute e di resti di antiche terme romane. Le iniziative per il loro risanamento si intervallarono all´incuria e all´abbandono di pubblici e di privati: la Serenissima quasi se ne disinteressò. Fu solo nel 1765 che i Riformatori dello Studio padovano affidarono al dott. Mandruzzato, medico delle terme, l´incarico di vigilare attivamente sul loro stato. A questa iniziativa si affiancò qualche anno più tardi quella di un certo conte Pimbiolo, che incitò, con la promessa di sicuri profitti, i privati possidenti della zona ad intervenire per la ripresa del termalismo aponense: la sua iniziativa ebbe successo. Fu quindi solo nel sec. XVIII che ebbe inizio la rinascita definitiva delle terme di Abano, quale vediamo tuttora: farvi i bagni divenne di moda nella buona società veneta (e non), quasi quanto probabilmente lo era stato in età romana. Abano divenne nuovamente oggetto di interesse scientifico (e letterario: il Tommasoni le dedicò un´egloga, Le Terme di Abano, il Capuzzi un melodramma, I Bagni d´Abano o la forza delle prime impressioni e il Goldoni vi ambientò una sua commedia, I bagni d´Abano), di investimenti, innovazioni tecnologiche, viaggi, ampliamenti. L´Osservatore Euganeo sottolineò tra l´altro la necessità di "mettere nella giusta posizione chi presiede al servizio sanitario; circondarlo d´inservienti disciplinati, abili, puliti, non viziosi né analfabeti; aumentare qua e là in qualche stabilimento secondario il numero delle vasche"". Si provvide anche alla costruzione di uno stabilimento per i non abbienti. E le terme ripresero ad essere frequentate, come ai tempi d´oro, da personaggi illustri, re, imperatori; fra questi l´imperatore d´Austria Francesco I, la viceregina Augusta Amalia, moglie di Eugenio Beauharnais, il re d´Italia Vittorio Emanuele II, che visitò Monteortone sul finire della terza guerra d´indipendenza. Verso la seconda metà dello scorso secolo funzionavano già otto stabilimenti, di cui due, l´"Orologio"" e il "Todeschini"", molto pregiati. L´uso delle acque continuò con successo nel nuovo secolo, e la loro fama conquistò nuovamente anche l´estero; ci fu una interruzione solo nel settembre 1943, quando Abano divenne sede del Comando dell´aviazione tedesca in Italia; il loro uso riprese però con la fine della guerra e da allora lo sviluppo delle terme e della città è sempre progredito, tanto da rendere Abano uno dei maggiori centri curativi italiani. L´ACQUA E LE CURE Le acque termali del Bacino Euganeo vengono definite minerali salso-bromo-iodiche ipertermali. La classificazione tiene conto dell´abbondante residuo fisso a 180 °C (6 grammi per litro circa), dell´elevato contenuto in sodio e cloro, della presenza di bromo e iodio, che anche quando compaiono in minima quantità caratterizzano un´acqua minerale, della elevata temperatura dell´acqua a bocca di pozzo (84,5 °C). Numerose e ripetute analisi chimico-fisiche hanno confermato la costanza di composizione di queste acque, che trovano le loro prevalenti utilizzazioni nella maturazione, conservazione e rigenerazione del fango termale, nella balneoterapia, nelle piscine termali, nelle terapie inalatorie. Il fango viene definito "melma ipertermale"" o ipertermalizzata, derivata dalla commistione di una componente solida (argilla organica e/o inorganica) con acqua minerale (salso-bromo-iodica) ed usata nella pratica medica come "impacco"". E l´impacco caldo assurge a dignità di composto farmacologico soltanto dopo un processo definito di "maturazione"", durante il quale il fango viene progressivamente arricchito di sostanze organiche derivanti dal metabolismo della particolare flora microbica del Bacino Euganeo, le quali modificano la struttura chimica e chimico-fisica dell´argilla fino a farne "fango maturo"", garantendo così l´ottimizzazione dell´effetto terapeutico. La componente liquida, vale a dire l´acqua ipertermale salso-bromo-iodica, ha un ruolo molto importante nel processo di maturazione, poiché la temperatura ed i costituenti chimici influenzano lo sviluppo della sua tipica microflora. È quindi impossibile attendersi risultati terapeutici da un fango non maturato o prelevato dalla zona termale Euganea e poi essiccato e trasportato in paesi lontani, come talvolta si è tentato di fare. Un ciclo di fangatura produce un benefico effetto terapeutico attraverso un´azione locale antinfiammatoria, risolvente, antidolorifica, rilassante i muscoli, rivitalizzante; ed un´azione generale di aumentata resistenza verso gli agenti patogeni, con benefici effetti sul ricambio e sui movimenti articolari. Il lento e completo processo di maturazione biologica rende perciò il fango un apprezzato mezzo terapeutico, la cui efficacia viene potenziata anche per la notevole importanza dell´apporto di calore e la conseguente abbondante sudorazione. Ciò determina nell´organismo un aumento della quantità di sangue circolante (nelle cellule avviene allora un maggior scambio di sostanze nutritive portate dal sangue); viene accelerata e aumentata l´eliminazione - dalla cute e dalle articolazioni - delle sostanze tossiche prodotte dai tessuti malati. Vi è una stimolazione selettiva (delle varie sostanze contenute nel fango e nell´acqua termale) sulle terminazioni nervose cutanee; esse a loro volta facilitano la secrezione - da parte delle ghiandole endocrine come ipofisi e surrene - di speciali sostanze ormonali utili a frenare, nelle malattie articolari, la componente antinfiammatoria e iperergica. L´insieme delle azioni esercitate sull´organismo malato dalle applicazioni di fango porta quindi ad una migliorata reattività dell´organismo stesso verso l´agente morboso. Ciò sia attraverso una modificazione generale neurovegetativa e una stimolazione ormonale, sia attraverso una modificazione delle componenti del tessuto connettivo, ove si producono le prime e le principali alterazioni delle malattie articolari croniche. Le altre cure praticate ad Abano consistono in bagni (in vasca o in piscina), inalazioni, irrigazioni, grotte sudatorie (secche e umide). Vengono anche eseguiti trattamenti estetici e prescritte cure dimagranti. Le indicazioni per le cure di Abano riguardano osteoartrosi, artriti (fra cui periartriti e artriti psoriasiche), reumatismi, fibrositi, spondiliti, nevriti, nevralgie e tendiniti, sciatiche e radicoliti, postumi di fratture, contusioni, lussazioni, distorsioni, perivisceriti, gotta e obesità, catarri cronici delle prime vie respiratorie, flogosi ginecologiche e ipoovarismo. Le cure vengono praticate presso gli stabilimenti di cura annessi a molti alberghi della città, tutti dotati delle attrezzature necessarie e in molti casi di una piscina termale. La stagione di cura dura tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Gli alberghi-stabilimento termale della zona Euganea offrono le cure termali nello stesso albergo in cui si soggiorna. Dalla propria stanza è possibile raggiungere direttamente i piani dove sono situate le piscine e il reparto cure per i trattamenti terapeutici e di estetica. Tutte le attività svolte in ogni albergo termale sono sottoposte alla sorveglianza e alla responsabilità del direttore sanitario dello stabilimento. Ad Abano esiste ogni tipo di attrezzatura complementare: oltre alle circa 8000 camere d´albergo si contano infatti un centinaio di piscine, di cui molte alimentate da acqua termale, diverse terrazze elioterapiche, impianti sportivi modernissimi (campi da tennis, da bocce, da golf - come quello di Valsanzibio a 18 buche, a 10 chilometri da Abano - da minigolf, tiro a volo ed equitazione) e strutture d´ogni genere per il tempo libero (night-club, discoteche, sale cinematografiche, teatro, gallerie d´arte e il famoso Kursaal, centro per spettacoli musicali, congressi e mostre). La città è inoltre dotata di numerosi parchi. Nei dintorni si segnalano Este, col suo bel museo archeologico, Padova, Vicenza, le Ville venete lungo il fiume Brenta (che si può navigare a bordo del famoso "Burchiello""), i Colli Euganei, prediletti da poeti e rinomati per i loro vini e la loro gastronomia, la Rocca di Monselice, l´abbazia di Praglia coi suoi bellissimi affreschi, l´eremo di Rua, il castello del Catajo di Battaglia, Arquà con la casa di Francesco Petrarca (che spesso si recò ad Abano per curare una noiosa forma di scabbia), i conventi di Monte Ortone e di San Daniele. Il soggiorno alle terme di Abano è ben diverso, oggi, da quello che veniva offerto un secolo fa, così come è stato descritto dallo Schivardi. Egli affermò infatti che "non è molto brillante, perché il concorso generale non è che di veri malati"" e auspicò con il dottor Foscarini che "la musica esilarasse più di frequente gli animi, che un gabinetto di lettura in ognuno dei tre gruppi di stabilimenti concorresse a ricreare le menti; che asinelli e veicoli fossero pronti ovunque a dar moto alle membra deboli e irrigidite"". La ricettività alberghiera è ottima." ABANO TERME PADOVA
TERME EUGANEE - BATTAGLIA "LA STORIA Come per le altre località dei dintorni, Battaglia ha un passato storico che inizia immancabilmente con i Romani e la loro scrupolosa attenzione a tutte le acque termali. Sembra che anche durante il Medioevo non fosse stato abbandonato del tutto l´uso delle acque: si hanno notizie di un certo Speronella dei Dalcamanini il quale fece erigere nel XII secolo una specie di ospedale dove gli infermi venivano curati con fanghi e bagni caldi. È questa l´epoca in cui Battaglia diventò famosa per un altro motivo, sempre legato all´acqua: nel 1189 venne aperto il canale navigabile che porta il nome della cittadina. Il fatto non mancò di dare avvio ad una serie di attività commerciali ed artigianali, come i mulini dei Carraresi e la cartiera che Pace da Fabriano vi costruì nel 1340. Costituiva motivo di richiamo, in ogni modo, anche il fatto che nella cittadina fosse presente l´acqua termale. Nella prima metà del ´400 vi passò, e ne trasse giovamento, anche il Carmagnola, al secolo Francesco Bussone, condottiero sfortunato e traditore di manzoniana memoria. L´attività termale, a partire dal XVII secolo, passò alla famiglia Selvatico: nel 1798 il marchese Benedetto, sentiti i pareri dei componenti del Collegio Medico dell´Università di Padova, si convinse che valeva la pena di sistemare degnamente le attrezzature e mettere le basi per lasciare ai posteri una vera stazione termale. Nei primi decenni del secolo scorso le proprietà dei Selvatico passarono ai Wimpfen, che continuarono l´opera di ammodernamento cominciata dai predecessori, come annota lo stesso Schivardi nella sua guida del 1875: ""...la famiglia dei conti Wimpfen convertì la rustica tettoja del maggior stabilimento in una sala maestosa che nei giorni di pioggia prestasi assai bene, rese comodi gli stabilimenti, vi introdusse l´illuminazione a gas. Il conte Vittorio, attuale proprietario, è autore di tutti codesti immegliamenti. Recentemente vi venne scoperta una grotta sudorifera alle falde della collina su cui sta il castello di Sant´Elena, riscaldata da una sorgente minerale di 37 °C e con vapori salini"". A partire dal 1900, Battaglia ha subito una graduale trasformazione, accentuatasi nel dopoguerra, che ha inserito gradatamente la località nel grande business delle Terme Euganee, nel 1925 venne aggiunta ufficialmente la parola Terme al nome della località e ciò nonostante non si rinunciò ad un parallelo sviluppo industriale. Come nell´Ottocento, l´acqua - canale e terme - continua ad essere la principale protagonista. L´ACQUA E LE CURE Le acque termali del Bacino Euganeo vengono definite acque minerali salso-bromo-iodiche-ipertermali. La classificazione tiene conto dell´abbondante residuo fisso a 180 °C (6 gr/l circa), dell´elevato contenuto in sodio e cloro, della presenza di bromo e iodio, che anche quando compaiono in minima quantità caratterizzano un´acqua minerale, della elevata temperatura dell´acqua a bocca di pozzo (84,5 °C). Numerose e ripetute analisi chimico-fisiche hanno confermato la costanza di composizione di queste acque. L´acqua termale trova le sue prevalenti utilizzazioni nella maturazione, conservazione e rigenerazione del fango termale, nella balneoterapia, nelle piscine termali, nelle terapie inalatorie. Il fango viene definito "melma ipertermale"" o ipertermalizzata, derivata dalla commistione di una componente solida (argilla organica e/o inorganica) con acqua minerale (salso-bromo-iodica) ed usata nella pratica medica come "impacco"". E l´impacco caldo assurge a dignità di composto farmacologico soltanto dopo un processo definito di "maturazione"", durante il quale il fango viene progressivamente arricchito di sostanze organiche derivanti dal metabolismo della particolare flora microbica del Bacino Euganeo, le quali modificano la struttura chimica e chimico-fisica dell´argilla fino a farne "fango maturo"", garantendo così l´ottimizzazione dell´effetto terapeutico. La componente liquida, cioè l´acqua ipertermale salso-bromo-iodica, ha un ruolo molto importante nel processo di maturazione, poiché la temperatura ed i costituenti chimici influenzano lo sviluppo della sua tipica microflora. È quindi impossibile attendersi risultati terapeutici da un fango non maturato o prelevato dalla zona termale Euganea e poi essiccato e trasportato in paesi lontani, come talvolta si è tentato di fare. Un ciclo di fangatura produce un benefico effetto terapeutico attraverso un´azione locale antinfiammatoria, risolvente, antidolorifica, rilassante i muscoli, rivitalizzante; ed un´azione generale di aumentata resistenza verso gli agenti patogeni, con benefici effetti sul ricambio e sui movimenti articolari. Il lento e completo processo di maturazione biologica rende perciò il fango un apprezzato mezzo terapeutico, la cui efficacia viene potenziata anche per la notevole importanza dell´apporto di calore e la conseguente abbondante sudorazione. Ciò determina nell´organismo un aumento della quantità di sangue circolante (nelle cellule avviene allora un maggior scambio di sostanze nutritive portate dal sangue); viene accelerata e aumentata l´eliminazione - dalla cute e dalle articolazioni - delle sostanze tossiche prodotte dai tessuti malati. Vi è una stimolazione selettiva (delle varie sostanze contenute nel fango e nell´acqua termale) sulle terminazioni nervose cutanee; esse a loro volta facilitano la secrezione - da parte delle ghiandole endocrine come ipofisi e surrene - di speciali sostanze ormonali utili a frenare, nelle malattie articolari, la componente antinfiammatoria e iperergica. L´insieme delle azioni esercitate sull´organismo malato dalle applicazioni di fango porta quindi ad una migliorata reattività dell´organismo stesso verso l´agente morboso. Ciò sia attraverso una modificazione generale neurovegetativa ed una stimolazione ormonale, sia attraverso una modificazione delle componenti del tessuto connettivo, ove si producono le prime e le principali alterazioni delle malattie articolari croniche. L´ATTREZZATURA Gli alberghi-stabilimento termale della zona Euganea offrono le cure termali nello stesso albergo in cui si soggiorna. Dalla propria stanza è possibile raggiungere direttamente i piani dove sono situate le piscine e il reparto cure per i trattamenti terapeutici e di estetica. Tutte le attività svolte in ogni albergo termale sono sottoposte alla sorveglianza e alla responsabilità del direttore sanitario dello stabilimento. Battaglia Terme è dotata di tutte le principali attrezzature ricreative. L´ospite può inoltre scegliere tra numerose visite e itinerari, da Villa Emo Capodilista, una costruzione palladiana edificata dalla famiglia Selvatico nel 1593 e in cui fu ospite Heinrich Heinz, alle suggestive mura del Catajo risalenti al 1572. Per gli amanti della natura, ci sono tutti i Colli Euganei da esplorare, con i loro boschi, l´abbazia di Praglia, ville e chiese. A poca distanza vi sono la zona delle Ville del Brenta e la Riviera Adriatica. La ricettività alberghiera è di discreto livello." BATTAGLIA TERME PADOVA
TERME EUGANEE - GALZIGNANO TERME "LA STORIA Le Terme di Galzignano, sorte negli anni ´70, sono costituite da quattro alberghi (Sporting, Majestic, Splendid e Green Park) situati in un parco privato di 300.000 metri quadrati. Il complesso si inserisce nella grande tradizione del termalismo euganeo, legato alle memorie romane e medievali che resero famosi i bagni di Abano, Arquà, Battaglia, Montegrotto. L´ACQUA E LE CURE Le acque termali del Bacino Euganeo vengono definite acque minerali salso-bromo-iodiche-ipertermali. La classificazione tiene conto dell´abbondante residuo fisso a 180 °C (6 gr/l circa), dell´elevato contenuto in sodio e cloro, della presenza di bromo e iodio, che anche quando compaiono in minima quantità caratterizzano un´acqua minerale, della elevata temperatura dell´acqua a bocca di pozzo (84,5 °C). Numerose e ripetute analisi chimico-fisiche hanno confermato la costanza di composizione di queste acque. L´acqua termale trova le sue prevalenti utilizzazioni nella maturazione, conservazione e rigenerazione del fango termale, nella balneoterapia, nelle piscine termali, nelle terapie inalatorie. Il fango viene definito "melma ipertermale"" o ipertermalizzata, derivata dalla commistione di una componente solida (argilla organica e/o inorganica) con acqua minerale (salso-bromo-iodica) ed usata nella pratica medica come "impacco"". E l´impacco caldo assurge a dignità di composto farmacologico soltanto dopo un processo definito di "maturazione"", durante il quale il fango viene progressivamente arricchito di sostanze organiche derivanti dal metabolismo della particolare flora microbica del Bacino Euganeo, le quali modificano la struttura chimica e chimico-fisica dell´argilla fino a farne "fango maturo"", garantendo cosi l´ottimizzazione dell´effetto terapeutico. La componente liquida, cioè l´acqua ipertermale salso-bromo-iodica, ha un ruolo molto importante nel processo di maturazione, poiché la temperatura ed i costituenti chimici influenzano lo sviluppo della sua tipica microflora. È quindi impossibile attendersi risultati terapeutici da un fango non maturato o prelevato dalla zona termale Euganea e poi essiccato e trasportato in paesi lontani, come talvolta si è tentato di fare. Un ciclo di fangatura produce un benefico effetto terapeutico attraverso un´azione locale antinfiammatoria, risolvente, antidolorifica, rilassante i muscoli, rivitalizzante; e un´azione generale di aumentata resistenza verso gli agenti patogeni, con benefici effetti sul ricambio e sui movimenti articolari. Il lento e completo processo di maturazione biologica rende perciò il fango un apprezzato mezzo terapeutico, la cui efficacia viene potenziata anche per la notevole importanza dell´apporto di calore e la conseguente abbondante sudorazione. Ciò determina nell´organismo un aumento della quantità di sangue circolante (nelle cellule avviene allora un maggior scambio di sostanze nutritive portate dal sangue); viene accelerata e aumentata l´eliminazione - dalla cute e dalle articolazioni - delle sostanze tossiche prodotte dai tessuti malati. Vi è una stimolazione selettiva (delle varie sostanze contenute nel fango e nell´acqua termale) sulle terminazioni nervose cutanee; esse a loro volta facilitano la secrezione - da parte delle ghiandole endocrine come ipofisi e surrene - di speciali sostanze ormonali utili a frenare, nelle malattie articolari, la componente antinfiammatoria e iperergica. L´insieme delle azioni esercitate sull´organismo malato dalle applicazioni di fango porta quindi ad una migliorata reattività dell´organismo stesso verso l´agente morboso. Questo sia attraverso una modificazione generale neurovegetativa ed una stimolazione ormonale, sia attraverso una modificazione delle componenti del tessuto connettivo, ove si producono le prime e le principali alterazioni delle malattie articolari croniche. Nello stabilimento di Galzignano si praticano inoltre inalazioni, aerosol, massaggi, fisioterapia, shiatsu, ed è possibile usufruire di saune e grotta sudatoria. Presso il Centro Benessere (Hotel Splendid) si segue un regime dietetico e si praticano cure idonee al dimagrimento e alla disintossicazione. Periodo di apertura: da marzo a novembre e durante le festività natalizie. L´ATTREZZATURA Gli alberghi-stabilimento termale della zona Euganea offrono le cure termali nello stesso albergo in cui si soggiorna. Dalla propria stanza è possibile raggiungere direttamente i piani dove sono situate le piscine e il reparto cure per i trattamenti terapeutici e di estetica. Tutte le attività svolte in ogni albergo termale sono sottoposte alla sorveglianza e alla responsabilità del direttore sanitario dello stabilimento. Le attrezzature sportive comprendono piscine coperte e scoperte, tennis, bocce, maneggio, campo pratica golf, ping-pong, campo da calcio, percorso vita, biciclette. Un bel percorso di golf (18 buche) è in località Valsanzibio. La zona offre numerose attrattive turistico-monumentali, quali il Palio, il giardino di Valsanzibio, il santuario della Madonna del Monte, il monastero di Praglia, l´eremo dei Camaldolesi e le splendide ville venete (Villa Tolomei, Villa Barbarigo, Villa Selvatico). La ricettività alberghiera è buona." GALZIGNANO TERME PADOVA
TERME EUGANEE - MONTEGROTTO TERME "LA STORIA Il nome dell´antica Montegrotto potrebbe derivare da Mons Aegrotans (o Aegrotorum), indicante la località presso la quale i malati si recavano per curarsi, oppure da Montagnon, nome di una parte della cittadina e di una antica e ricca famiglia proprietaria della zona. In un documento dell´anno 828, Montegrotto viene citata con il nome di Montem Guttuli, diminutivo di tal Goffredo, allora suo proprietario. Le terme, nei tempi antichi, erano addirittura venerate come espressione sacra delle forze della natura; gli aruspici usavano i vapori delle acque per le loro cerimonie divinatorie; mentre dagli scavi archeologici è emerso un tempio dedicato ad Esculapio. Le invasioni barbariche segnarono una battuta d´arresto dell´attività termale, ripresa in seguito grazie all´intervento di Teodorico (493) e nuovamente ripiombata nell´oblio fino alla metà del secolo XIII, quando il governo di Padova ne ordinò una parziale ristrutturazione in nome della salute pubblica. Ai tempi in cui vi soggiornò il Petrarca (siamo nel 1365) venne eretta una casa per alloggiare i poveri. Soltanto verso la fine del Settecento e nel secolo successivo la storia termale di Montegrotto acquisisce nuovamente rilievo. Ai tempi dello Schivardi (il quale teneva a precisare che il nome corretto della località era Montegroto e non Montegrotto), gli stabilimenti erano due "uno detto Grande, l´altro Piccolo. Il primo contiene 39 camere da letto, 9 per domestici, 10 gabinetti per bagno, nei quali si applica pure il fango, v´ha gabinetto a vapore con cassa. Circa il secondo, ha la grave carenza di essere sfornito di stanze per domestici; la qualità del soggiorno rimane in ogni caso soddisfacente, grazie all´esistenza del passeggio, di varie sale di lettura e del caffè"". L´inizio dello sviluppo moderno dell´attività termale di Montegrotto è corrisposto all´esplosione alberghiera avvenuta nel secondo dopoguerra. L´ACQUA E LE CURE Le acque termali del Bacino Euganeo vengono definite acque minerali salso-bromo-iodiche-ipertermali. La classificazione tiene conto dell´abbondante residuo fisso a 180 °C (6 gr/l circa), dell´elevato contenuto in sodio e cloro, della presenza di bromo e iodio, che anche quando compaiono in minima quantità caratterizzano un´acqua minerale, della elevata temperatura dell´acqua a bocca di pozzo (84,5 °C). Numerose e ripetute analisi chimico-fisiche hanno confermato la costanza di composizione di queste acque. L´acqua termale trova le sue prevalenti utilizzazioni nella maturazione, conservazione e rigenerazione del fango termale, nella balneoterapia, nelle piscine termali, nelle terapie inalatorie. Il fango viene definito "melma ipertermale"" o ipertermalizzata, derivata dalla commistione di una componente solida (argilla organica e/o inorganica) con acqua minerale (salso-bromo-iodica) ed usata nella pratica medica come "impacco"". E l´impacco caldo assurge a dignità di composto farmacologico soltanto dopo un processo definito di "maturazione"", durante il quale il fango viene progressivamente arricchito di sostanze organiche derivanti dal metabolismo della particolare flora microbica del Bacino Euganeo, le quali modificano la struttura chimica e chimico-fisica dell´argilla fino a farne "fango maturo"", garantendo cosi l´ottimizzazione dell´effetto terapeutico. La componente liquida, cioè l´acqua ipertermale salso-bromo-iodica, ha un ruolo molto importante nel processo di maturazione, poiché la temperatura ed i costituenti chimici influenzano lo sviluppo della sua tipica microflora. Un ciclo di fangatura produce un benefico effetto terapeutico attraverso un´azione locale antinfiammatoria, risolvente, antidolorifica, rilassante i muscoli, rivitalizzante; e un´azione generale di aumentata resistenza verso gli agenti patogeni, con benefici effetti sul ricambio e sui movimenti articolari. Il lento e completo processo di maturazione biologica rende perciò il fango un apprezzato mezzo terapeutico, la cui efficacia viene potenziata anche per la notevole importanza dell´apporto di calore e la conseguente abbondante sudorazione. Ciò determina nell´organismo un aumento della quantità di sangue circolante; viene accelerata e aumentata l´eliminazione - dalla cute e dalle articolazioni - delle sostanze tossiche prodotte dai tessuti malati. Vi è una stimolazione selettiva (delle varie sostanze contenute nel fango e nell´acqua termale) sulle terminazioni nervose cutanee; esse a loro volta facilitano la secrezione - da parte delle ghiandole endocrine come ipofisi e surrene - di speciali sostanze ormonali utili a frenare, nelle malattie articolari, la componente antinfiammatoria e iperergica. L´insieme delle azioni esercitate sull´organismo malato dalle applicazioni di fango porta quindi ad una migliorata reattività dell´organismo stesso verso l´agente morboso. Questo sia attraverso una modificazione generale neurovegetativa ed una stimolazione ormonale, sia attraverso una modificazione delle componenti del tessuto connettivo, ove si producono le prime e le principali alterazioni delle malattie articolari croniche. L´ATTREZZATURA Gli alberghi-stabilimento termale della zona Euganea offrono le cure termali nello stesso albergo in cui si soggiorna. Dalla propria stanza è possibile raggiungere direttamente i piani dove sono situate le piscine e il reparto cure per i trattamenti terapeutici e di estetica. Tutte le attività svolte in ogni albergo termale sono sottoposte alla sorveglianza e alla responsabilità del direttore sanitario dello stabilimento. La cittadina termale, immersa nel verde dei Colli Euganei, offre un´immagine discreta e tranquilla. I dintorni non si discostano da queste caratteristiche: Villa Draghi e il parco circostante sono una valida testimonianza artistica e insieme una meta perfetta per passeggiate rigeneranti; il Lago di Garda non è da meno per quanto riguarda la bellezza della natura. La vicinanza di Verona, Ravenna e Venezia rende gradevole e vario il soggiorno anche in periodi di bassa stagione. La ricettività alberghiera è garantita da un ventaglio di opportunità di tutto rispetto." MONTEGROTTO TERME PADOVA
TERME EUGANEE - TEOLO "LA STORIA Titulus, nome di origine incerta (secondo alcuni indica il confine dell´agro padovano, secondo altri il tipico copricapo femminile, usato in epoca antica) è l´attuale Teolo. Reperti neolitici, databili alla fine del IV millennio, documentano nella zona lo sviluppo di una attività di tessitura e testimoniano come il luogo fosse ambito per i vantaggi che l´altura assicurava, sia per la difesa, sia per la salubrità dell´aria. Una voce popolare vuole che la cittadina abbia dato i natali allo storico Tito Livio, di cui si conserva memoria nella cosiddetta "Casa di Livio"". In epoca medievale Teolo crebbe di importanza e nel secolo XIII fu sede di una podesteria. A questo periodo risalgono le rovine del castello di Rocca Pendice, presidio militare di grande prestigio per la posizione strategica. Anche gli eremiti furono attratti dalla solitudine dei luoghi e dall´altura. Gli insediamenti più importanti furono quelli del Monte della Madonna (l´attuale eremo, ristrutturato e rinnovato, ne è testimonianza insieme all´oratorio di Sant´Antonio Abate, posto in un luogo chiamato in passato Covolo, dove la tradizione vuole sia vissuta in eremitaggio Santa Felicita) e sul Monte Venda, dove sorsero una chiesa e un monastero - oggi ridotti a ruderi - che nel 1380 furono uniti alla Congregazione degli Olivetani. Teolo conobbe il suo periodo di massimo splendore con il regime illuminato della Serenissima Repubblica di Venezia. Fu sede, infatti, della Vicaria, perno amministrativo e militare della struttura locale veneziana, localizzata nel Palazzetto dei Vicari del XVI secolo, recentemente restaurato e sede della Biblioteca Civica e del Museo d´Arte Contemporanea. L´ACQUA E LE CURE Le acque termali del Bacino Euganeo sono definite acque minerali salso-bromo-iodiche, ipertermali. La classificazione tiene conto dell´abbondante residuo fisso a 180 °C (6 grammi per litro circa), dell´elevato contenuto in sodio e cloro, della presenza di bromo e iodio, che anche quando compaiono in minima quantità caratterizzano un´acqua minerale, della elevata temperatura dell´acqua a bocca di pozzo (84,5 °C). Numerose e ripetute analisi chimico-fisiche hanno confermato la costanza di composizione di queste acque. L´acqua termale trova le sue prevalenti utilizzazioni nella maturazione, conservazione e rigenerazione del fango termale, nella balneoterapia, nelle piscine termali, nelle terapie inalatorie. Il fango viene definito "melma ipertermale"" o ipertermalizzata, derivata dalla commistione di una componente solida (argilla organica e/o inorganica) con acqua minerale (salso-bromo-iodica) ed usata nella pratica medica come "impacco"". E l´impacco caldo assurge a dignità di composto farmacologico soltanto dopo un processo definito di "maturazione"", durante il quale il fango viene progressivamente arricchito di sostanze organiche derivanti dal metabolismo della particolare flora microbica del Bacino Euganeo, le quali modificano la struttura chimica e chimico-fisica dell´argilla fino a farne "fango maturo"", garantendo così l´ottimizzazione dell´effetto terapeutico. La componente liquida, vale a dire l´acqua ipertermale salso-bromo-iodica, ha un ruolo molto importante nel processo di maturazione, poiché la temperatura ed i costituenti chimici influenzano lo sviluppo della sua tipica microflora. È quindi impossibile attendersi risultati terapeutici da un fango non maturato o prelevato dalla zona termale Euganea e poi essiccato e trasportato in paesi lontani, come talvolta si è tentato di fare. Un ciclo di fangatura produce un benefico effetto terapeutico attraverso un´azione locale antinfiammatoria, risolvente, antidolorifica, rilassante i muscoli, rivitalizzante; ed un´azione generale di aumentata resistenza verso gli agenti patogeni, con benefici effetti sul ricambio e sui movimenti articolari. Il lento e completo processo di maturazione biologica rende perciò il fango un apprezzato mezzo terapeutico, la cui efficacia viene potenziata anche per la notevole importanza dell´apporto di calore e la conseguente abbondante sudorazione. Ciò determina nell´organismo un aumento della quantità di sangue circolante , viene accelerata e aumentata l´eliminazione - dalla cute e dalle articolazioni - delle sostanze tossiche prodotte dai tessuti malati. Vi è una stimolazione selettiva (delle varie sostanze contenute nel fango e nell´acqua termale) sulle terminazioni nervose cutanee; esse a loro volta facilitano la secrezione - da parte delle ghiandole endocrine come ipofisi e surrene - di speciali sostanze ormonali utili a frenare, nelle malattie articolari, la componente antinfiammatoria e iperergica. L´insieme delle azioni esercitate sull´organismo dalle applicazioni di fango porta quindi ad una migliorata reattività dell´organismo verso l´agente morboso. Ciò sia attraverso una modificazione generale neurovegetativa e una stimolazione ormonale, sia attraverso una modificazione delle componenti del tessuto connettivo. L´ATTREZZATURA Gli alberghi-stabilimento termale della zona Euganea offrono le cure termali nello stesso albergo in cui si soggiorna. Dalla propria stanza è possibile raggiungere direttamente i piani dove sono situate le piscine e il reparto cure per i trattamenti terapeutici e di estetica. Tutte le attività curative svolte in ogni albergo termale sono sottoposte alla sorveglianza e alla responsabilità del direttore sanitario dello stabilimento. Il territorio di Teolo è caratterizzato dalla presenza di numerosi elementi di notevole interesse storico-artistico, come il complesso rinascimentale di Praglia, abbazia benedettina sorta nell´XI secolo ai piedi del Colle delle Are, con l´imponente basilica cinquecentesca, o Bresseo, dove vi è una delle più interessanti architetture di epoca veneziana, una tipica residenza-azienda appartenente alla famiglia Cavalli-Giustiniani, poi Lugli. A Rovolon le 18 buche del Golf Club Frassanelle, in un parco ottocentesco di oltre duecento ettari. La ricettività della zona è garantita da un ampio ventaglio di opportunità." TEOLO PADOVA
Hotel Principe Benessere termale. Cure e bellezza. Abano Terme Padova
Hotel Principe Benessere termale. Cure e bellezza. Abano Terme Padova
Hotel Bellavista Benessere termale. Cure e bellezza. Abano Montegrotto Terme Padova
Terme di Geraci Informazioni sul centro termale Geraci Siculo , un paesino delle Madonie sito a 1077 metri di altezza sul livello del mare . L’acqua di Geraci è particolarmente indicata nella calcolosi renale ed in tutte quelle condizioni cliniche in cui sia auspicabile una attivazione della diuresi . Periodo d’apertura : l’accesso alla fonte per cure idropiniche è libero Per quali disturbi sono indicate : prevenzione delle calcolosi renali, intossicazione, gotta Le cure principali : acqua da bere Geraci Palermo
TERME DI MONTICELLI LA STORIA La scoperta delle acque di Monticelli nel 1924 fu casuale: quello che sarebbe diventato di lì a poco il fondatore delle terme era infatti un agricoltore che, trivellando il suolo alla ricerca di acqua per irrigare, trovò acqua salata. Le analisi diedero risultati indiscutibili circa la qualità del liquido che risultò essere acqua minerale salso-bromo-iodica, con caratteristiche molto simili a quella di Salsomag-giore. Dal 1926, anno di fondazione del primo stabilimento pilota, sono stati scavati altri pozzi e alle terapie con bagni si sono affiancate, dal 1930, anche i fanghi. Dal 1978 ad oggi sono state effettuate ristrutturazioni annuali. Più recentemente è stata anche scoperta l´acqua sulfurea che viene utilizzata per le terapie inalatorie e per le insufflazioni endotimpaniche nella cura della sordità rinogena. L´ACQUA E LE CURE Le acque salso-bromo-iodiche di Monticelli, che affiorano in superficie fredde, hanno una particolare composizione che ne permette l´uso terapeutico anche in organismi che difficilmente sopporterebbero certe sostanze in essa disciolte. Sono infatti ricchissime di bromuro di sodio, il che permette di ampliare le loro possibilità terapeutiche: oltre ai disturbi artroreumopatici, a quelli dell´apparato genitale femminile e respiratorio, al linfatismo, le acque di Monticelli Terme sono utili in caso di ipertensione essenziale e vasomotoria, di disturbi della menopausa, di flebiti. Per quanto riguarda le cure praticate, ai bagni e ai fanghi si affiancano inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, irrigazioni, insufflazioni, massaggi manuali e massaggi subacquei, ventilazioni polmonari, riabilitazione motoria in acqua termale e percorsi vascolari in vasche alternate calde e fredde. Una corretta terapia termale dura in genere dai 15 ai 20 giorni. Il periodo di apertura va dal 15 marzo al 15 dicembre. L´ATTREZZATURA La località dispone di un vasto parco di conifere, all´interno del quale si trovano gli stabilimenti e gli alberghi termali e dove è possibile praticare molti sport in mezzo al verde, come tennis, nuoto, ginnastica e gioco delle bocce. Sempre all´interno del parco e collegati all´Albergo delle Rose si trovano una grande piscina termale salso-bromo-iodica coperta ed un centro di riabilitazione locomotoria dotato di tre piscine riabilitative termali di varie forme. Esiste pure un attrezzato centro di medicina estetica specializzato nella cura della cellulite. È possibile praticare, sempre all´interno della struttura termale, settimane di fitness con diete appropriate, controlli medici, e trattamenti medici e fisioterapici. A 15 chilometri c´è il Golf Matilde di Canossa, a 20 quello de La Rocca. Mete interessanti nei dintorni sono la vicina città di Parma, ricca di tradizioni artistiche, e la zona dei castelli del Parmense (Montechiarugolo, Felino, Torchiara, Quattroca-stella, Canossa, Rossena). Il centro termale è a circa 4 chilometri dalla Fonda-zione Magnani Rocca, museo ricco di importantissime opere pittoriche, che ospita periodicamente mostre di grande importanza. La ricettività alberghiera è discreta, assicurata, oltre che dagli alberghi termali presso i quali si praticano cure interne, anche da altre strutture nelle immediate vicinanze. MONTICELLI TERME PARMA
TERME DI SALSOMAGGIORE "LA STORIA Anche se la vera e propria storia termale di Salsomaggiore inizia nell´Ottocento, è interessante tenere presenti le antiche origini della zona, nelle cui terre coperte di vasti acquitrini dove affiorava acqua salata, si insediò circa 200 anni prima di Cristo una tribù celtica di Galli, i Celatati, termine che pare significasse appunto "produttori di sale"". Vi rimasero sino alla conquista romana, quando la produzione di sale, allora assai fiorente, cessò improvvisamente a causa di un gigantesco cataclisma che sconvolse la zona, seppellendone le paludi saline. L´attività riprese sotto Carlo Magno e i Pallavicino, ma fu ripetutamente turbata dalle schermaglie fra i signori locali e dai giochi delle alleanze tipici dell´epoca. Sotto il ducato di Maria Luigia d´Austria (che abolì anche la barbara usanza di far trasportare l´acqua salata agli ergastolani come pena supplementare), da cittadina "proletaria"" Salsomaggiore compì la svolta verso il tipico sviluppo urbanistico, sociale ed economico caratteristico delle località termali. Nel 1839, il medico condotto Lorenzo Berzieri intuì le qualità terapeutiche dell´acqua e pose le premesse per la nascita della stazione termale. Un altro medico, Giovanni Valentini, proseguì le ricerche e le applicazioni sperimentali, fino ad ottenere il riconoscimento ufficiale delle acque salso-bromo-iodiche di Salsomaggiore in un decreto del 2 agosto 1847, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del ducato di Maria Luigia d´Austria. Il primo stabilimento pubblico (dopo che il dottor Valentini aveva ricavato da un´abitazione privata 6 camerini da bagno), si inaugurò nel 1858 e circa un decennio più tardi, a completamento dei lavori, il cavalier Plinio Schivardi così ne parla: "Esso riuscì bene. Sorge nel recinto di un vasto porticato di costruttura farnese, il cui ampio coperchio è sostenuto da 24 pilastri. A´ sui piedi sorge un piccolo torrente, la Citronia, per cui un ponte a mattoni ad un sol arco forma l´accesso. L´ala di sinistra, per le donne, si apre su grande finestra a balcone e guarda nell´interno dell´edifizio delle saline, e benché non sia del tutto propizia la posizione su cui si erge lo stabilimento, come la sua maestosa facciata necessiterebbe, pure le sue interne comodità fanno passar oltre a questo difetto. Nei gabinetti il rubinetto per l´acqua salata è chiuso con un apposito ordegno, per cui non resta libero al bagnante di versarsene a piacere, e il miscuglio vien determinato dal medico. L´inserviente è provvisto di un provino, ma adopera anche le dita. Il Comune di Salso continua ad abbellire il paese ed a presentare agli accorrenti tutti i mezzi di comodità. Gli alberghi sono belli, ben tenuti"". E lo Schivardi non ha certamente tutti i torti a fare simili osservazioni; lo sviluppo edilizio continua ad essere indirizzato in modo da soddisfare appieno le esigenze di una vacanza d´evasione; sorge il Grand Hotel des Thermes, gestito dal Ritz e divenuto poi dimora abituale della regina Margherita di Savoia; ma non si trascurano nemmeno le attrezzature termali vere e proprie: le Terme Dalla Rosa e Magnaghi, l´Istituto Baistrocchi, l´Opera Pia Catena, la Casa di Cura Carlo Jucker e l´Istituto Tommasini dell´INPS nascono lungo tutto il periodo a cavallo tra la fine dell´Ottocento e il primo trentennio del nostro secolo, di pari passo con le innovazioni urbanistiche e la trivellazione di nuovi pozzi, la creazione di ampi parchi e le decorazioni Liberty, sinonimo di "modernità"". Nel primo decennio del ´900 sorge un nuovo stabilimento (che diventerà in seguito quasi il simbolo dell´attività termale di Salsomaggiore) al quale viene imposto il nome di Berzieri e presso cui si concentrano gli sforzi per dare alla cittadina un´importanza internazionale, dal punto di vista del gusto e della clientela. A questo proposito è interessante prendere in considerazione quanto afferma Maurizia Bonatti nel suo volume sulla nascita e lo sviluppo della città termale; cronologicamente si possono distinguere tre periodi fondamentali nella sua evoluzione: tra il 1857 e il 1893 vi è il periodo delle origini, del passaggio dalla località produttrice di sale a futura località termale; fino al 1913 si può invece affermare "l´adozione dello sviluppo di Salsomaggiore da parte della grande imprenditoria milanese"", che concretizzò appieno l´impulso di partenza; dal 1913 e per tutto il decennio successivo è il momento della statalizzazione, e dell´ingresso ufficiale di Salsomaggiore nella rosa delle più celebri villes d´eaux europee. È doveroso un appunto di carattere artistico nel vero e proprio senso del termine; la località deve moltissimo alle decorazioni, soprattutto quelle delle Terme Berzieri, realizzate ad opera di Galileo Chini, che ne fanno un´opera più pittorica che architettonica. In questo senso l´arte diventa per Salsomaggiore determinante proprio per quella sintesi tra ottime attrezzature (e sovrastrutture) e per la raffinata atmosfera che hanno creato la fama internazionale di cui gode ancora oggi. Dei nostri tempi è la realizzazione dello stabilimento Zoja terminato nel 1970, con il quale Salsomaggiore può far fronte a punte massime di 30 mila cure giornaliere; forse l´atmosfera di magica evasione del periodo d´oro per il turismo termale è scomparsa, ma in compenso tutti possono usufruire delle qualità terapeutiche delle acque. L´ACQUA E LE CURE La natura ha dotato la zona di Salsomaggiore di acque clorurate-sodiche forti bromo-iodurate (in una parola salso-bromo-iodiche), che vengono estratte da pozzi profondi dai 600 ai 1200 metri, a una temperatura di 16° C e a una densità di sali cinque volte superiore a quella del Mare Mediterraneo (150 gr/litro). All´arrivo in superficie, le acque vengono separate dal fango, che a sua volta è raccolto, miscelato ad argilla e posto in grosse vasche a "maturare"" con l´acqua termale, in attesa di essere utilizzato per le cure. Con il processo di concentrazione delle acque salso-bromo-iodiche si ricava l´Acqua Madre (utilizzata soprattutto per le cure inalatorie), in cui è altamente ridotta la presenza del cloruro di sodio. Per contro, con il processo di concentrazione aumenta la presenza di altri sali quali il bromo e lo iodio, accentuando l´azione terapeutica germicida, antiflogistica, sedativa e rilassante dell´acqua. Le acque salso-bromo-iodiche delle Terme di Salsomaggiore, infatti, per la ricchezza di sali minerali, possiedono una notevole azione antinfiammatoria e sono pertanto indicate in tutte quelle forme di carattere infiammatorio cronico relative a patologie osteoarticolari, ginecologiche, del circolo periferico e delle vie respiratorie, senza tralasciare problemi di gengiviti, piorrea alveolare e cellulite. I trattamenti principali sono bagni - anche con idromassaggio, ozono o microbolle - fanghi, inalazioni, aerosol e humage, polverizzazioni, irrigazioni nasali, irrigazioni e aerosol vaginali, insufflazioni endotimpaniche, politzer crenoterapico, balneoterapia orale. Vengono inoltre praticati massaggi, ventilazioni polmonari, fisiokinesiterapia e riabilitazione motoria (queste ultime presso la casa di cura Villa Igea). Oltre alle cure tradizionali, le Terme di Salsomaggiore offrono una serie di tratttamenti estetici per il viso e per il corpo, che utilizzano i prodotti cosmetici realizzati dall´Istituto chimico termale. Presso gli stabilimenti Berzieri e Zoja e nel centro benessere del Grand Hotel Porro, di proprietà della società termale, si effettua dal 1986 il trattamento termale anticellulite. Di recente sono state avviate, inoltre, l´aromaterapia e la fitoterapia, sempre combinate con le acque termali: i bagni con idromassaggio vengono effettuati con l´aggiunta di oli essenziali di timo e salvia, o di lavanda, o di fiori d´arancio dolce e camomilla, e possono essere completati con aroma-massaggio e con l´assunzione di tisane. La scelta degli oli conferisce alla cura una funzione tonificante, rivitalizzante o rilassante. A Salsomaggiore, oltre agli stabilimenti della società delle terme, sono presenti altre strutture termali: l´Istituto Baistrocchi, l´Albergo Terme Tommasini, l´Istituto Carlo Juker e alberghi di varie categorie dotati di reparti di cure interni. Le cure sono praticabili tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Una piscina termale coperta è stata costruita nel verde che abbellisce la zona del viale Valentini. È doveroso citare, riguardo alla struttura urbanistica di una tipica località termale come Salsomaggiore, i numerosi giardini e i cosiddetti "luoghi di svago"" il loro ruolo è stato determinante soprattutto negli anni Venti, quando contribuivano a dare alla città (con gli ampi viali, i parchi, l´architettura ricercata) un alone artistico che ne elevava il tono culturale. Ancora oggi del resto vengono citati il concerto diretto dallo stesso maestro Mascagni al Poggio Diana (nel 1928) oppure la memorabile rappresentazione della Madama Butterfly del 1925 ambientata sul laghetto dei cigni dell´allora parco Regina Margherita. Salsomaggiore è anche questo, insieme con la possibilità di praticare tutti gli sport (un golf a 18 buche è in località Contignaco-Pontegrosso), nonché di assistere ai numerosi spettacoli e alle sfilate di moda che non mancano mai nel calendario delle manifestazioni. Salsomaggiore vanta un Palazzo dei Congressi, le cui sale hanno una capienza di oltre 1000 posti, che si aggiungono ai 700 situati nelle palazzine delle terme Berzieri e Zoja. A mezz´ora d´automobile c´è Parma, la città dei capolavori dell´Antelami, del Correggio, del Parmigianino, ricca di opere d´arte quali il duomo e il battistero d´epoca romanica; da visitare la "zona della lirica"" (Busseto, Roncole Verdi, Villa Sant´Agata) dove aleggiano ancora gli spiriti di Verdi, Toscanini e Pizzetti. Ci sono poi Castell´Arquato, antico centro medievale, e Grazzano Visconti, ricostruzione novecentesca in stile medievale. La ricettività alberghiera è ottima, con proposte per tutte le esigenze." SALSOMAGGIORE TERME PARMA
TERME DI SANT´ANDREA "LA STORIA, L´ACQUA E LE CURE Le prime analisi, compiute a partire dal 1885, rivelarono a Sant´Andrea Bagni la presenza di acque di vario genere: bicarbonato-alcaline, salso-bromo-iodiche e sulfureo-magnesiache. Da allora le sorgenti vengono utilizzate per terapie idropiniche, bagni (salso-bromo-iodici, al carbonio, all´ozono), inalazioni, irrigazioni (nasali e vaginali), massaggi. Le indicazioni riguardano le malattie del ricambio, i disturbi artroreumatici, le infiammazioni dell´apparato respiratorio, annessiti e sterilità, dispepsie e gastriti ipercloridriche. Apertura da giugno a ottobre. L´ATTREZZATURA Lo stabilimento di Sant´Andrea Bagni è fornito di attrezzature per il tempo libero (dancing e cinematografo); è possibile praticare nuoto, tennis, gioco delle bocce, calcio. Presso la località si tengono manifestazioni culturali e musicali. Vi sono nei dintorni notevoli punti di interesse turistico: sono da vedere i castelli del Parmense (a Compiano, Bardi, Torrechiara), la Rocca di Fontanellato e quella di Soragna, Parma artistica e monumentale. Per i più intraprendenti, passeggiate ed escursioni sull´Appennino. La ricettività alberghiera è buona." SANT´ANDREA BAGNI PARMA
TERME DI TABIANO "LA STORIA L´antico castello di Tabiano, di dove "l´occhio si ricrea per la bellissima vista"", è la testimonianza storica più antica della località, che dal Medioevo (sotto i Pallavicino) visse la sua storia senza troppe vicissitudini, sia durante il periodo comunale sia sotto le varie famiglie che ne entrarono in possesso (fra cui i Visconti di Milano e gli Scotti di Piacenza). Notizie certe sull´utilizzo delle fonti da parte delle genti del luogo risalgono ai primi anni del ´600 e lo Schivardi parla di un primo tentativo di sfruttamento delle acque avvenuto nel 1820 ad opera di un certo signor Pasini che "vi costruì una capanna con quattro tinozze di legno"", mentre "i malati alloggiavano presso il parroco"". Nel 1838 Maria Luigia, granduchessa di Parma, nonché vedova di Napoleone, donò le fonti e il territorio circostante all´Ospedale di Borgo San Donnino al fine di aprire "un conveniente locale"" che fungesse da stazione termale. All´iniziativa fu dato notevole impulso e vennero realizzate dodici vasche, "quattro in pregiato marmo di Carrara e otto in marmo rosso di Verona"". L´acqua veniva predisposta per i bagni (che allora costituivano l´unica terapia), in modo tale che avesse sempre una temperatura costante grazie all´efficiente sistema di riscaldamento. Dai tempi della prima gestione del dottor Berzieri, futuro sperimentatore delle acque di Salsomaggiore, lo stabilimento si ingrandì fino a diventare, nei primi anni del ´900, uno dei più apprezzati in Italia. All´epoca, il Vinaj scriveva: "Possiede 82 cabine con vasche di marmo e cemento con semicupi; ha camerini per bagni a vapore, per docce, per fangature con letti speciali per il massaggio. È dotato di sale per le inalazioni di gas solfidrico, per la nebulizzazione dell´acqua solforosa e per gli apparecchi per l´aria compressa e rarefatta... Lo stabilimento ha pure un reparto per l´idroterapia e per altre cure fisiche, con apparecchi per radioterapia, per l´alta frequenza e per le cure elettriche galvano-meccaniche"". La crescita e lo sviluppo delle attrezzature termali non si è fermata a quei tempi e notevoli passi avanti compiuti dall´epoca di Maria Luigia, quando era il termalismo francese a dettar legge, fanno oggi di Tabiano uno dei più apprezzati ed efficienti complessi in questo campo. L´ACQUA E LE CURE Tabiano possiede acque sulfureo-solfato-calcio-magnesiache che esplicano la loro azione antinfiammatoria e rigenerante sull´apparato respiratorio (bronchite cronica ostruttiva, asma bronchiale, enfisema), nelle malattie otorinolaringoiatriche (otite, sinusite, disturbi della voce), nelle malattie della pelle (eczema, dermatite atopica, acne, psoriasi) e nelle disfunzioni metaboliche (assunte come bibita). Nonostante la cura idropinica (bibita) consenta di assorbire maggiormente le proprietà terapeutiche delle acque, la crenoterapia inalatoria è comunque la più rappresentativa tra le attività termali di Tabiano. In questo tipo di terapia vengono comprese inalazioni a getto, aerosol-humage, aerosol termico, inalazioni in ambiente, nebulizzazioni ultrasoniche, insufflazioni endotimpaniche, politzer, irrigazioni nasali, docce nasali micronizzate. Presso lo stabilimento è possibile sottoporsi anche a balneoterapia, cure estetiche, irrigazioni vaginali; le cure termali vere e proprie vengono talvolta affiancate da terapie di supporto quali ventilazione polmonare, fisiokinesiterapia respiratoria, rieducazione logopedica e rieducazione tubarica. Lo stabilimento termale di Tabiano è organizzato in reparti di cura, dove vengono praticate le varie terapie, e dispone di un moderno e attrezzato poliambulatorio, con servizi diagnostici e specialistici, e di un reparto pediatrico, dove vengono curate l´otite, l´asma bronchiale e la dermatite atopica nei bambini a partire dai due anni d´età. L´ATTREZZATURA Nella località, autonoma per quanto riguarda la ricettività e gli impianti ricreativi, è stato creato un centro turistico sportivo con campi da tennis e gioco delle bocce; non mancano cinema, dancing, molto verde e parchi per passeggiate. I luoghi della Bassa Parmense dove visse Giuseppe Verdi sono tra le mete principali; belle gite anche a Grazzano Visconti, Castell´Arquato, Vigoleno e all´antica Rocca Sanvitale di Fontanellato. Imperdonabile mancanza non visitare Parma, città ricca di fascino e di cultura. La ricettività alberghiera è più che buona." TABIANO PARMA
Terme di Monticelli Il centro termale delle Terme di Monticelli è immerso in un parco secolare di venticinque ettari , e comprende sette centri specializzati, tre alberghi, diverse piscine termali, percorsi ginnici, solarium, palestre e Spa. Monticelli Terme Parma
TERME DI MIRADOLO "LA STORIA Conosciute e studiate dal professor Andrea Volta, fratello di Alessandro, e dal padre Ferrario che ne analizzò l´acqua nel 1758, le terme furono note nei tempi passati come Saline di Miradolo e devono la loro origine a falde acquifere salmastre presenti in certe zone della pianura padana. La remota presenza del mare in queste terre ne fu la causa ormai sicura, provata anche al profano dalle numerose conchiglie che si trovano nella sabbia. Mentre nel 1875 lo Schivardi accenna a Miradolo solo per dire che l´acqua "si può ritenere come perduta"", nel 1916 le fortune del luogo erano ormai assodate tanto che erano presenti e funzionanti due fonti (Ca´ di Rho e Saline), due grandi alberghi, uno stabilimento termale attrezzato e due chalets per la bibita. L´ACQUA, LE CURE E L´ATTREZZATURA Miradolo possiede oggi cinque fonti di acqua minerale salso-bromo-iodica, litiosa, magnesiaca, sulfurea. L´utilizzo terapeutico è suddiviso in cure idropiniche (per stitichezza, problemi di digestione e fegato, diabete, arteriosclerosi e gotta); fanghi (per lesioni traumatiche, artrosi, poliartrite cronica, gotta); bagni (per dermatosi allergiche, dermopatie, psoriasi ed eczemi); inalazioni e nebulizzazioni (per riniti, sinusiti, faringiti, laringiti, tracheiti, asma, bronchiti ed enfisema polmonare); irrigazioni e aerosol vaginale (per perimetriti, endometriti, annessiti e altre affezioni dell´apparato genitale femminile). Si praticano inoltre cure estetiche con maschere di fango e massoterapie. Aperto da marzo a novembre per le inalazioni, da maggio a novembre per tutte le altre cure termali. La località è dotata di alcune attrezzature ricreative che comprendono un parco, piscina con acqua salsobromica, dancing, salone congressi, campi di equitazione e tennis, giochi di bocce e museo delle macchine antiche. La ricettività alberghiera è piuttosto limitata." MIRADOLO TERME PAVIA
TERME DI RIVANAZZANO "LA STORIA Le acque di Rivanazzano sono utilizzate a scopo terapeutico soltanto dal 1874; poco più di dieci anni prima, nel 1862, esse erano state scoperte dal signor Defendente Molo, mentre praticava alcune perforazioni artesiane. Tuttavia pare appurato che fossero conosciute e utilizzate oltre 2000 anni orsono dalle popolazioni celto-liguri stanziate nella zona. All´inizio degli anni ´80 gli impianti sono stati completamente rinnovati e quasi tutte le apparecchiature realizzate ex-novo. L´ACQUA E LE CURE Le acque di Rivanazzano sono principalmente di due tipi: salso-bromo-iodiche e solforose. Le cure praticate vanno dai bagni e fanghi per le affezioni artroreumatiche, alle irrigazioni vaginali e bagni per le affezioni ginecologiche, alle cure inalatorie (inalazioni, humage, aerosol, nebulizzazioni) per le malattie delle vie respiratorie e dell´apparato bronco-polmonare. Vengono praticati anche i cateterismi tubarici per la cura della sordità rinogena. Buone indicazioni pure per le malattie della pelle, per esiti di flebiti e loro complicanze e per i disturbi provocati da squilibri endocrini. Il periodo di apertura va da marzo a novembre. L´ATTREZZATURA Rivanazzano si segnala per le sue bellezze paesaggistiche e per le numerose testimonianze del suo ricco passato storico. Il suo monumento di maggior rilievo è il castello di Nazzano, costruito dai Malaspina intorno all´anno 1000; interessante anche la torre pentagonale che sorge proprio nella piazza principale del paese. A poca distanza località montane come il Penice, Colletta, Cordirola, Varzi e tutto il comprensorio della Val Stàffora. La ricettività alberghiera è piuttosto limitata." RIVANAZZANO PAVIA
TERME DI SALICE "LA STORIA "I contadini le usavano per la cucinazione degli alimenti, ma perché i cibi preparati con esse acquistavano un sapore amaro disgustoso, e più ancora il notevole dimagramento a cui si riducevano quelli che ne usavano, dovettero smettere quella abitudine, e le acque andarono dimenticate, ritenendosi nocive alla salute"". Questa sembra essere stata per lungo tempo la sorte delle acque di Salice, come riporta lo Schivardi, malgrado la sicura celebrità che esse devono aver goduto presso i Romani nella cura, fatta seguendo tradizioni antichissime, di malattie come la scrofola e il gozzo. La loro reputazione venne riaffermata solo nella seconda metà del secolo XIX, quando in esse fu dimostrata, dal farmacista Angelini di Voghera, la presenza dello iodio; si vollero allora migliorare gli impianti esistenti per sfruttare meglio queste acque amare, e con l´iniziativa del dottor Ernesto Brugnatelli, medico della vicina Rivanazzano, si portò alla luce un pozzo risalente probabilmente al II secolo a.C., che con opportune modifiche produsse l´acqua "limpida e in copia"" che ci si aspettava. Il dottor Brugnatelli, che aveva avuto l´accortezza di garantirsi fin dall´inizio la proprietà del fondo su cui sgorgava la sorgente, si attrezzò subito per poter vendere razionalmente l´acqua, prevedendo che sarebbe stata molto richiesta, e trovò persino l´ingegnosa idea di utilizzarne anche i residui organici, con la produzione di ottime caramelle. Le acque vennero analizzate da esperti, in Italia e all´estero, e per la loro ricchezza di sali minerali dimostrarono effettive proprietà terapeutiche, preziose soprattutto nella cura di affezioni ghiandolari e di patologia sifilitica; e cominciarono le prime guarigioni nella cura dei disturbi tiroidei, come il gozzo, con il loro utilizzo in forma di applicazioni esterne e di bevanda. Si pensò persino di impiegare le acque, ricche di iodio, in sostituzione dei bagni di mare, in particolare per i bambini, dato l´aggravio "di spese e di incomodi"" che allora un sia pur breve soggiorno al mare poteva costare. Si provvide quindi alla costruzione di un grande stabilimento termale, di stile pompeiano, circondato da alberi secolari e da un vasto parco, attrezzato per la produzione di fanghi e per il riscaldamento dell´acqua, provvisto anche di alcuni camerini per i bambini. E all´inizio del parco si collocò un monumento dedicato al dott. Brugnatelli, ormai considerato a giudizio unanime dei guariti il "padre delle Terme di Salice"". L´ACQUA E LE CURE Le acque di Salice sono minerali e scaturiscono da quattro sorgenti di cui due di acque salso-bromo-iodiche (fra cui la famosa Fonte Sales, o "locum salis"" dei Romani, che è la prima fonte italiana in cui sia stato scoperto lo iodio) e due di acque sulfuree (la sorgente R1, di recente reperimento, e la sorgente Monte Alfeo, proveniente da un pozzo ricavato da una miniera di zolfo scoperta e sfruttata già dai Romani). Le acque salso-bromo-iodiche hanno una temperatura di 20°C, odore salmastro, sapore fortemente amaro e sono ricche di cloruri di sodio e di calcio, di magnesio, di iodio, di ferro, bromo e litio; sono per la loro giusta dosatura e la loro ricchezza in ioduri e bromuri terapeuticamente molto efficaci. Le acque sulfuree contengono molte sostanze organiche e sono classificate fra le più ricche di idrogeno solforato. Dalle acque si ottengono rispettivamente dei fanghi minerali salso-bromo-iodici e sulfurei, a cui viene aggiunta anche l´argilla ricavata dalla trivellazione dei pozzi. Le acque di Salice sono indicate nella cura di malattie degli apparati gastroenterico, respiratorio, circolatorio, genitale femminile, muscolare e scheletrico, di malattie del ricambio, cutanee, di riniti e della sordità rinogena. Gli stabilimenti della Società Terme di Salice (quello principale e di prima fondazione, nonché i reparti termali annessi agli alberghi Nuovo Hotel, e Salus Hotel), utilizzano le acque per cure idropiniche, bagni, fanghi, inalazioni, nebulizzazioni, aereosol, irrigazioni, insufflazioni, massaggi e ventilazioni polmonari. Il complesso termale, classificato al primo livello superiore dal Ministero della Sanità, si avvale inoltre di centri per la cura di malattie specifiche, come il centro per la diagnosi e la cura delle broncopneumopatie, il centro per la sordità rinogena, il centro per il termalismo pediatrico, il centro specialistico per la cura della psoriasi e delle malattie della pelle. Cure termali convenzionate con il SSN sono praticabili anche presso l´Hotel President della Società Terme Negrini, attrezzato per accogliere, oltre agli ospiti dell´albergo, anche clientela esterna. Presso questa struttura, oltre al reparto termale, si trova un centro benessere che utilizza le più collaudate metodiche della medicina estetica e che consente di abbinare ai trattamenti termali massaggi, terapie riabilitative e attività fisiche. Le cure termali a Salice si possono effettuare tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Salice Terme gode di una bella posizione collinare, il clima è secco e temperato. Famoso è il parco dello stabilimento principale delle Terme di Salice, ricco di giardini e viali, che ospita fra i suoi alberi centenari la "quercia di Ada Negri"", prediletta dalla poetessa nei suoi soggiorni nella località termale ("poiché sotto la sua ombra si sogna e si guarisce"", come lei stessa era solita dire). Il parco è provvisto anche di campi da tennis, di un maneggio e due campi ippici, e di una vasta piscina che trae la sua acqua dal vicino torrente Stàffora. Dotata di parchi, attrezzature sportive e ricreative (fra queste: cinema, discoteche, campi da tennis e da bocce, palestre, parchi giochi per bambini), Salice Terme è apprezzata per il suo clima salubre oltre che per il suo patrimonio idrominerale. I dintorni, fra campi e boschi di castagni, invitano a piacevoli gite (Passo del Brallo, Monte Gerolo, Monte Alfeo), e interessanti sono pure le visite ai castelli dell´Oltrepò pavese e del Tortonese, nonché l´eremo di Sant´Alberto di Butrio e la Certosa di Pavia. La vicina Godiasco conserva resti di antiche mura e il Palazzo dei Malaspina, che vi governarono dal 1100 alla metà circa del 1600. La ricettività alberghiera è ottima." SALICE TERME PAVIA
TERME NEGRINI - PRESIDENT HOTEL "LA STORIA "I contadini le usavano per la cucinazione degli alimenti, ma perché i cibi preparati con esse acquistavano un sapore amaro disgustoso, e più ancora il notevole dimagramento a cui si riducevano quelli che ne usavano, dovettero smettere quella abitudine, e le acque andarono dimenticate, ritenendosi nocive alla salute"". Questa sembra essere stata per lungo tempo la sorte delle acque di Salice, come riporta lo Schivardi, malgrado la sicura celebrità che esse devono aver goduto presso i Romani nella cura, fatta seguendo tradizioni antichissime, di malattie come la scrofola e il gozzo. La loro reputazione venne riaffermata solo nella seconda metà del secolo XIX, quando in esse fu dimostrata, dal farmacista Angelini di Voghera, la presenza dello iodio; si vollero allora migliorare gli impianti esistenti per sfruttare meglio queste acque amare, e con l´iniziativa del dottor Ernesto Brugnatelli, medico della vicina Rivanazzano, si portò alla luce un pozzo risalente probabilmente al II secolo a.C., che con opportune modifiche produsse l´acqua "limpida e in copia"" che ci si aspettava. Il dottor Brugnatelli, che aveva avuto l´accortezza di garantirsi fin dall´inizio la proprietà del fondo su cui sgorgava la sorgente, si attrezzò subito per poter vendere razionalmente l´acqua, prevedendo che sarebbe stata molto richiesta, e trovò persino l´ingegnosa idea di utilizzarne anche i residui organici, con la produzione di ottime caramelle. Le acque vennero analizzate da esperti, in Italia e all´estero, e per la loro ricchezza di sali minerali dimostrarono effettive proprietà terapeutiche, preziose soprattutto nella cura di affezioni ghiandolari e di patologia sifilitica; e cominciarono le prime guarigioni nella cura dei disturbi tiroidei, come il gozzo, con il loro utilizzo in forma di applicazioni esterne e di bevanda. Si pensò persino di impiegare le acque, ricche di iodio, in sostituzione dei bagni di mare, in particolare per i bambini, dato l´aggravio "di spese e di incomodi"" che allora un sia pur breve soggiorno al mare poteva costare. Si provvide quindi alla costruzione di un grande stabilimento termale, di stile pompeiano, circondato da alberi secolari e da un vasto parco, attrezzato per la produzione di fanghi e per il riscaldamento dell´acqua, provvisto anche di alcuni camerini per i bambini. E all´inizio del parco si collocò un monumento dedicato al dott. Brugnatelli, ormai considerato a giudizio unanime dei guariti il "padre delle Terme di Salice"". L´ACQUA E LE CURE Le acque di Salice sono minerali e scaturiscono da quattro sorgenti di cui due di acque salso-bromo-iodiche (fra cui la famosa Fonte Sales, o "locum salis"" dei Romani, che è la prima fonte italiana in cui sia stato scoperto lo iodio) e due di acque sulfuree (la sorgente R1, di recente reperimento, e la sorgente Monte Alfeo, proveniente da un pozzo ricavato da una miniera di zolfo scoperta e sfruttata già dai Romani). Le acque salso-bromo-iodiche hanno una temperatura di 20°C, odore salmastro, sapore fortemente amaro e sono ricche di cloruri di sodio e di calcio, di magnesio, di iodio, di ferro, bromo e litio; sono per la loro giusta dosatura e la loro ricchezza in ioduri e bromuri terapeuticamente molto efficaci. Le acque sulfuree contengono molte sostanze organiche e sono classificate fra le più ricche di idrogeno solforato. Dalle acque si ottengono rispettivamente dei fanghi minerali salso-bromo-iodici e sulfurei, a cui viene aggiunta anche l´argilla ricavata dalla trivellazione dei pozzi. Le acque di Salice sono indicate nella cura di malattie degli apparati gastroenterico, respiratorio, circolatorio, genitale femminile, muscolare e scheletrico, di malattie del ricambio, cutanee, di riniti e della sordità rinogena. Gli stabilimenti della Società Terme di Salice (quello principale e di prima fondazione, nonché i reparti termali annessi agli alberghi Nuovo Hotel, e Salus Hotel), utilizzano le acque per cure idropiniche, bagni, fanghi, inalazioni, nebulizzazioni, aereosol, irrigazioni, insufflazioni, massaggi e ventilazioni polmonari. Il complesso termale, classificato al primo livello superiore dal Ministero della Sanità, si avvale inoltre di centri per la cura di malattie specifiche, come il centro per la diagnosi e la cura delle broncopneumopatie, il centro per la sordità rinogena, il centro per il termalismo pediatrico, il centro specialistico per la cura della psoriasi e delle malattie della pelle. Cure termali convenzionate con il SSN sono praticabili anche presso l´Hotel President della Società Terme Negrini, attrezzato per accogliere, oltre agli ospiti dell´albergo, anche clientela esterna. Presso questa struttura, oltre al reparto termale, si trova un centro benessere che utilizza le più collaudate metodiche della medicina estetica e che consente di abbinare ai trattamenti termali massaggi, terapie riabilitative e attività fisiche. Le cure termali a Salice si possono effettuare tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Salice Terme gode di una bella posizione collinare, il clima è secco e temperato. Famoso è il parco dello stabilimento principale delle Terme di Salice, ricco di giardini e viali, che ospita fra i suoi alberi centenari la "quercia di Ada Negri"", prediletta dalla poetessa nei suoi soggiorni nella località termale ("poiché sotto la sua ombra si sogna e si guarisce"", come lei stessa era solita dire). Il parco è provvisto anche di campi da tennis, di un maneggio e due campi ippici, e di una vasta piscina che trae la sua acqua dal vicino torrente Stàffora. Dotata di parchi, attrezzature sportive e ricreative (fra queste: cinema, discoteche, campi da tennis e da bocce, palestre, parchi giochi per bambini), Salice Terme è apprezzata per il suo clima salubre oltre che per il suo patrimonio idrominerale. I dintorni, fra campi e boschi di castagni, invitano a piacevoli gite (Passo del Brallo, Monte Gerolo, Monte Alfeo), e interessanti sono pure le visite ai castelli dell´Oltrepò pavese e del Tortonese, nonché l´eremo di Sant´Alberto di Butrio e la Certosa di Pavia. La vicina Godiasco conserva resti di antiche mura e il Palazzo dei Malaspina, che vi governarono dal 1100 alla metà circa del 1600. La ricettività alberghiera è ottima." SALICE TERME PAVIA
TERME DI FONTECCHIO "Conosciuta già in epoca romana e citata anche da Plinio il Giovane, l´acqua di Fontecchio venne protetta nel Medioevo con severi editti, che comminavano addirittura la pena di morte a chi la inquinava. Il primo stabilimento termale, costruito proprio dai Romani, fu molto frequentato dalla nobiltà umbra e marchigiana attorno al XV secolo. Venne distrutto da un terremoto nel 1789, e fu ricostruito nel 1868 dall´architetto Calderini. L´acqua di Fontecchio, detta anche "acqua del bagno"", sgorga da un terreno argilloso e calcareo, ad una temperatura di 16 °C, ed è ricca di acidi carbonico e solfidrico, di cloruri e bicarbonati. È un´acqua mediominerale bicarbonato-alcalino-sulfurea, limpida, incolore, dall´odore di zolfo e dal sapore amarognolo, usata efficacemente nella cura dei disturbi dell´apparato digerente, di quello respiratorio, circolatorio, muscolare, scheletrico, nelle malattie del ricambio, dell´apparato cutaneo e nervoso, nelle riniti e sordità rinogena e nei paradismorfismi. Lo stabilimento termale, ricostruito nel 1868, è attrezzato per cure idropiniche, bagni, fanghi, massaggi e idromassaggi, grotte, cure estetiche, manipolazioni, rieducazione funzionale, elettroterapia, trazioni lombari e cervicali, ginnastiche respiratorie e magnetoterapia, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, irrigazioni nasali, insufflazioni, ventilazioni polmonari e vasculopatie. Comprende anche un centro di cardiologia e di prevenzione delle malattie reumatiche, un centro di pneumologia e di dietetica, un centro per la riabilitazione ortopedica e pneumologica, un centro per la scoliosi e un centro per la medicina sportiva e del lavoro. È altresì dotato di una piscina coperta alimentata da acqua termale (37 °C). Dal 1996 è Centro Sperimentale INAIL-Università di Milano, per la riabilitazione motoria e respiratoria dei traumatizzati e pneumopatici INAIL. Convenzioni INAIL, INPS, ASL e Ministero della Difesa. Il complesso termale è aperto tutto l´anno. Annesso allo stabilimento vi è l´Hotel delle Terme, circondato da un parco secolare di circa 10 ettari, con tennis, piscina, gioco delle bocce, calcetto, pallavolo, tiro con l´arco, minigolf, zona giochi per bambini, percorsi attrezzati, possibilità di trekking a piedi e a cavallo. Presso l´albergo si trovano ristorante e pizzeria con cucina tipica regionale umbra; a disposizione dei clienti anche beauty centre e fitness club. Una nuova sorgente, detta "Cappuccini"", posta a 500 metri dallo stabilimento, è entrata in funzione recentemente. Accanto vi è l´omonimo Convento con caratteristiche di annesso di lusso dell´albergo centrale. La ricettività albeghiera è nel complesso buona ed è supportata anche dalle strutture della vicina Città di Castello." CITTÀ DI CASTELLO PERUGIA
TERME DI SAN FAUSTINO "Nel cuore dell´Umbria, nella valle compresa tra i Monti Martani e i Monti di Todi, è situata la sorgente della famosa acqua San Faustino, minerale fredda (13 °C), bicarbonato-alcalino-terrosa, ricca di anidride carbonica e di bicarbonato di calcio, leggerissima e usata per bibita nella cura dei disturbi dell´apparato digerente (dispepsie, diabete, insufficienze epatiche, acidosi metaboliche, iperazotemie), del ricambio (gotta, uricemia, artritismo, calcolosi epatica e renale, dermatosi), delle vie urinarie (catarri vescicali, prostatiti e uretriti) e del sistema nervoso (esaurimenti). Per la sua giusta mineralizzazione (residuo fisso di 1,1 grammi per litro a 180 °C), la facile assorbibilità e tolleranza, viene efficacemente impiegata anche in pediatria, nei casi di dispepsia acida e altre affezioni dei lattanti, per la diluizione del latte materno e la preparazione del latte artificiale: per la sua ricchezza di calcio è indicata anche per favorire lo sviluppo, e quindi consigliata a fanciulli, donne incinte, in casi di rachitismo e tubercolosi. L´acqua è conosciuta da secoli, ma la sua prima utilizzazione risale solo alla fine del secolo scorso, in cui furono costruite le prime terme, che attirarono presto una clientela molto scelta: cardinali, generali, alta nobiltà, ministri. Da allora l´acqua è stata analizzata da diversi illustri idrologi, e ha ricevuto notevoli premi e onorificenze in varie mostre ed esposizioni nazionali ed internazionali. Il 22 ottobre 1923 meritò persino la benedizione papale da parte di Pio XI. L´acqua, gradita al palato, è usata anche come bevanda da tavola. La località di San Faustino sorge su un colle, in mezzo ad una verdissima pianura, e a circa un chilometro dalla fonte; fra le sue attrattive vi sono i resti dell´abbazia di San Faustino, con una chiesa del XII secolo costruita in gran parte con materiale tratto da edifici di epoca romana. Interessante è pure la vicina città di Todi, ricca di monumenti medievali e di resti romani, con un piccolo ma fornitissimo Museo archeologico (suppellettili romane ed etrusche). Un´escursione meritano anche Orvieto, Perugia, Spoleto, le Cascate delle Marmore, Terni. La ricettività alberghiera in loco (al di là del nuovo Hotel Terme San Faustino) è scarsa, ma nella zona non mancano buone opportunità di soggiorno." MASSA MARTANA PERUGIA
TERME DI CARIGNANO "LA STORIA Il territorio fanese era abitato già in epoca remota, prima ancora di essere conquistato dai Romani; in età comunale appartenne ai Malatesta. Dopo essere passata attraverso vicende storiche assai travagliate, lotte intestine e domini tirannici, la zona subì l´occupazione napoleonica e, nel secolo successivo, i gravi danni causati dalle guerre mondiali. Le terme di Carignano prendono il nome da un´antica famiglia che risiedeva nel castello sovrastante le fonti; il complesso termale, realizzato da Cesare Savelli nel 1924 e risistemato nel 1947, sorge in zona collinare ed è circondato da un vasto parco. L´ACQUA E LE CURE Le proprietà benefiche delle acque che vi sgorgano hanno fatto di questo centro termale un punto di riferimento per coloro che vogliono trarre beneficio dalle cure in un ambiente rilassante e tranquillo. Con le acque di Carignano si interviene con successo su malattie dell´apparato respiratorio quali riniti, faringiti, sinusiti, bronchiti e asma bronchiale. Attualmente viene utilizzata l´acqua denominata "Beatrice"", classificata di recente come salso-bromo-iodica-sulfurea. Con essa si effettuano cure inalatorie (affezioni delle alte e basse vie respiratorie) e terapie per la sordità rinogena. L´ATTREZZATURA La località è situata nelle vicinanze del mare (km 10), il che permette di abbinare la terapia termale ai benefici effetti del clima marino. Per un soggiorno più completo anche dal punto di vista culturale, Urbino rappresenta un´ottima meta; così anche Gradara, San Marino e Ancona. L´abitato di Fano, inoltre, è ricco di vestigia e avanzi di mura romane; da vedere, tra questi, l´Arco di Augusto. Vi sono poi monumenti del ´500 degni di nota, come il Palazzo Malatestiano e la Fontana della Fortuna. La ricettività alberghiera è piuttosto limitata, ma la vicina Riviera Adriatica ben sopperisce alle carenze dei periodi di punta." FANO PESARO
TERME DI RAFFAELLO "Nel 1800 si ha notizia, a Petriano, di un piccolo stabilimento termale; una costruzione nella quale si facevano bagni ed erano applicati fanghi di argilla locale mescolata con l´acqua di una sorgente sulfurea da sempre conosciuta nella zona. L´acqua sorge spontaneamente nella parte alta di Petriano, che è la più antica. Proprio qui, a ridosso del vecchio paesino medievale arroccato sul colle, sorge il nuovo stabilimento termale delle Terme di Raffaello, la cui apertura è prevista per l´inizio estate 1999. Le acque ricchissime di zolfo di Petriano sono indicate per le cure idropiniche e le terapie inalatorie per la sordità rinogena. Altre affezioni potranno essere trattate con fanghi, bagni, idromassaggi e massaggi. Il complesso comprende un centro di medicina estetica termale, impostato sulla base delle esperienze scientifiche, professionali e tecnologiche delle Terme di Riccione; a disposizione degli ospiti anche una palestra e apparecchiature elettromedicali di avanguardia. La località gode di una posizione privilegiata: la vicinanza di Urbino (km 14), del Montefeltro e di altri centri d´arte dell´Umbria e della Toscana fanno del tranquillo paesino adagiato nel verde un luogo di vacanza ideale. Anche le spiagge adriatiche non sono lontane, e chi desidera tuffarsi nel mare e nel turbinio di occasioni festaiole offerte dalla costa marchigiana potrà raggiungerle in auto in meno di un´ora." PETRIANO PESARO
TERME DI CARAMANICO "LA STORIA Le origini dell´antico borgo, seppure incerte, sono riconducibili all´alto Medioevo, probabilmente all´epoca dell´insediamento longobardo nella regione (secoli VI-VIII d.C.). La collocazione strategica nella Valle dell´Orta e i resti di fortificazioni mostrano chiaramente l´originaria funzione di presidio e controllo sul territorio circostante. Caramanico ebbe grande floridezza soprattutto nel XV secolo, quando divenne tra i centri più importanti del Regno di Napoli per la produzione della seta. Le proprietà terapeutiche delle acque sulfuree di Caramanico erano note già nel XVI secolo, ma soltanto all´inizio del Novecento la storia locale si legò strettamente alle sorti delle sorgenti: nel 1901, infatti, venne aperto lo stabilimento termale, intorno a cui sorse e si sviluppò la parte nuova del paese. L´ACQUA E LE CURE Le acque sulfuree di Caramanico Terme si caratterizzano per la presenza di un´altissima concentrazione di idrogeno solforato. Ottimi risultati si ottengono sia nelle malattie croniche recidivanti delle prime vie respiratorie (riniti, sinusiti, faringolaringiti, adenotonslliti), sia nelle bronchiti croniche: in questi casi viene praticata un´adeguata terapia inalatoria per mezzo di inalazioni caldo-umide, nebulizzazioni collettive, humage, docce nasali, ventilazioni polmonari e riabilitazione respiratoria. Meritevole di attenzione è il centro di cura per la sordità rinogena, presso il quale operano medici di provata esperienza per l´effettuazione delle insufflazioni tubotimpaniche. Per i disturbi osteo-articolari si ricorre ai fanghi (argillosi) e ai bagni minerali, utili anche in presenza di affezioni cutanee quali dermatiti, psoriasi e acne; altri ottimi risultati si ottengono nelle coliti croniche, nelle insufficienze e congestioni epatiche e nelle malattie del ricambio. Completano il quadro delle terapie praticate presso lo stabilimento termale le irrigazioni vaginali, le terapie fisico-riabilitative, una vasta gamma di massaggi terapeutici ed estetici, i trattamenti estetici per il corpo e per il viso a base di fango termale. Il periodo di apertura va da aprile a novembre. L´ATTREZZATURA Caramanico sorge al centro di una delle più belle aree protette italiane, il Parco Nazionale della Maiella. Paesaggi selvaggi e di aspra bellezza e un patrimonio floro-faunistico di straordinario pregio, con orsi e lupi, orchidee e genziane, si accompagnano alla plurimillenaria storia dell´uomo, che ha lasciato i suoi segni più suggestivi negli eremi rupestri e nelle capanne pastorali in pietra a secco. A Caramanico sono attivati da oltre un decennio strutture e servizi per la conoscenza dell´area: sentieri attrezzati nella riserva dell´Orfento (ma ve ne sono su tutto il massiccio), centro visitatori, cooperative di servizi turistici. Il paese è dotato di strutture turistiche (alberghi, case private, campeggi), sportive (piscina, tennis) e ricreative. Numerose manifestazioni sono proposte durante tutta la stagione termale.La ricettività alberghiera è buona." CARAMANICO TERME PESCARA
TERME DI POPOLI "LA STORIA Le prime notizie di insediamenti risalgono alla battaglia contro gli Ungari del 937 d.C., ma una vera realtà urbana risulta accertata solo dopo la costruzione del castello da parte del vescovo Tidolfo intorno al 1015. Dopo la concessione in feudo del 1269 la cittadina fu governata per secoli dai duchi Cantelmo, che ampliarono e rinforzarono il castello, i cui resti ancora dominano l´abitato. Popoli è sempre stata conosciuta, in Abruzzo, come la cittadina delle acque. Fra le decine di piccole e grandi aree sorgive, alcune, fin dall´antichità, sono state utilizzate a fini terapeutici. In particolare fra queste assumono rilievo le acque sulfuree della località De Contra, su cui si incentrarono le attività dello stabilimento termale inaugurato nel 1885 e vittima, non più riedificata, dell´ultimo conflitto bellico. Il nuovo stabilimento termale è stato ricostruito a poche centinaia di metri, in uno scenario naturale privilegiato. L´ACQUA E LE CURE Le acque, che risultano terapeutiche grazie al buon grado solfidrometrico, sono utilizzate per la cura di numerose patologie in ambito artroreumatologico, otorinolaringoiatrico, pneumologico. Nello stabilimento vengono praticate terapie inalatorie e irrigative di pertinenza otorinolaringoiatrica come inalazioni, aerosol, humage, docce nasali, nebulizzazioni, ventilazioni polmonari. Inoltre vi sono cabine attrezzate per fanghi e bagni, insufflazioni tubo-timpaniche, nonché, a supporto per vari tipi di riabilitazione, percorsi idrovascolari, reparto di Terapia Fisica, vasche idromassaggio e palestra attrezzata. Le cure sono praticate tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Lo stabilimento termale è costruito al centro di un parco di circa 60.000 metri quadrati. Popoli è dotata di discrete attrezzature ricreative e sportive. Soprattutto nel periodo estivo gli enti locali organizzano varie manifestazioni, culminanti nel "Ferragosto Popolese"". La cittadina conserva notevoli testimonianze artistiche e architettoniche del passato: la Taverna Ducale risalente al XIV secolo, la Taverna dell´Università, il Palazzo Cantelmo e le chiese di San Francesco e della SS. Trinità. Nei dintorni si possono ammirare le bellezze naturali e paesaggistiche della Riserva Naturale Sorgenti del Pescara, in località Capo Pescara e delle Sorgenti di San Callisto. Sono possibili passeggiate ed escursioni lungo i fiumi che attraversano la città (Aterno, Pescara e Giardino), o salendo ai ruderi, recentemente consolidati, del castello. La ricettività alberghiera è più che discreta." POPOLI PESCARA
TERME DI BOBBIO "LA STORIA L´esistenza di sorgenti di acque minerali di natura salsa nel territorio di Bobbio è indicata con precisione, per la prima volta, in un diploma del 625 (dieci anni dopo la morte di San Colombano, il fondatore dell´omonimo monastero, forse il più famoso dell´Alto Medioevo), inviato dal re longobardo Adaoaldo all´abate Bertulfo. Successivamente sono state scoperte ben 4 diverse sorgenti: San Martino Renati (che alimenta le attuali Terme di Bobbio), Canneto, Fonte Pineta e Sant´Ambrogio. Il primo stabilimento termale fu inaugurato nel luglio del 1897; l´ultimo, quello di San Martino, nel 1971. Nel 1994 la nuova gestione ha ristrutturato gli interni dello stabilimento e lo ha arricchito di nuovi servizi, tra i quali un´area giochi per bambini inserita nel parco che si affaccia sul fiume. L´ACQUA E LE CURE L´acqua della Fonte di San Martino è salso-sulfurea e contiene come elemento fondamentale l´acido solfidrico. Sgorga da una spaccatura nella roccia ed è adeguatamente protetta dagli inquinamenti esterni. Attraverso inalazioni, aerosol, humage, nebulizzazioni, bagni sulfurei, idromassaggi e irrigazioni nasali, essa viene usata per la cura delle malattie dell´apparato respiratorio (bronchite cronica, asma bronchiale, rino-sinusiti, faringiti), della pelle (eczema, dermatiti, acne giovanile), malattie articolari (reumatismi, artriti, esiti di fratture, algie), dell´intestino (stipsi cronica, stati iposecretivi), delle vene (varici, ulcere varicose, esiti di flebiti). Il periodo di apertura va da maggio a ottobre. L´ATTREZZATURA Bobbio è una simpatica località di villeggiatura, dove non mancano le attrattive, sia naturalistiche, sia turistiche: dai resti della colossale abbazia (con annesso importante museo), al duomo, al castello, ai boschi del Penice fino alle specialità gastronomiche della zona. Tra gli impianti a disposizione: tennis, piscina, bocce, corsi di canoa e rafting, sentieri per escursionismo e percorsi di mountain-bike. La ricettività alberghiera è discreta." BOBBIO PIACENZA
PARCO TERMALE ULIVETO ""Di queste acque chiamate Oliveto parlano gli Statuti pisani del 970"" affermano Vinaj e Pinali nel loro volume sugli stabilimenti idropinici in Italia, a conferma del fatto che la storia termale della località ha origini antiche. Poco o nulla si sa invece sulle vicende che la caratterizzarono fino all´Ottocento, quando le prime analisi provarono scientificamente che dalle sorgenti sgorgava acqua minerale bicarbonato-alcalino-terrosa, di identica composizione chimica, ma di temperature differenti: una venne considerata termale (34 °C), l´altra fredda (22-25 °C). Da alcuni scritti dell´epoca, quando il Monte Pisano era oggetto di numerosi studi geologici, l´acqua di Uliveto che scaturisce in superficie non sarebbe altro che quella meteorica filtrata e arricchita da falde calcaree di centinaia di metri di profondità: un filtro praticamente ineguagliabile, che rende l´acqua assai adatta per la terapia idropinica, l´unica attualmente praticata. Agli inizi del nostro secolo era possibile sottoporsi alle cure (che allora comprendevano anche la balneoterapia con acqua calda) in due stabilimenti termali completamente attrezzati per guarire malattie del fegato e delle vie biliari, disturbi renali e gastrici, nonché disfunzioni legate al ricambio. Ai giorni nostri - come s´è detto - la balneoterapia non viene più praticata, ma sussiste ed è assai sviluppata l´attività di imbottigliamento, già bene avviata agli inizi del ´900, quando "il comparto destinato all´imbottigliamento e al confezionamento dell´acqua riservata all´esportazione"" era "dotato di tutti i mezzi più razionali e recenti"". La terapia idropinica è praticabile dal 1° giugno al 30 settembre, nel nuovo stabilimento che ha sostituito il precedente, distrutto durante l´ultima guerra. Per il tempo libero, sono a disposizione degli ospiti del Parco Termale di Uliveto un bar, la piscina e due campi da tennis dove si possono seguire corsi con istruttori. La sera vengono organizzati concerti, spettacoli, eventi culturali e artistici. L´estrema vicinanza a luoghi di grande interesse storico-artistico come Pisa, Lucca, San Gimignano, offre la possibilità di gite indimenticabili. La ricettività alberghiera in loco è scarsa, ma è possibile praticare la cura soggiornando nei centri vicini (Cascina, Vicopisano, Calcinaia)." ULIVETO TERME PISA
TERME DI CASCIANA "LA STORIA Le Thermae sono state fin dagli albori della storia un luogo di incontro e di riposo. Di queste terme si hanno notizie fin dal primo Medioevo, quando Matilde di Canossa nel 1100 scelse Casciana come meta privilegiata per il suo riposo. In seguito altri personaggi illustri hanno eletto Casciana a luogo ideale per ritemprare il corpo e lo spirito. L´acqua e ogni elemento naturale hanno sempre rappresentato per poeti e scrittori una grande fonte di ispirazione: lo stesso Giamblico pensò all´acqua come mezzo indispensabile per la purificazione del nostro spirito vitale. Nel 1800 fu costruito, sulla sorgente termale, il blocco originario dell´attuale centro di Casciana. Da allora il successo di queste acque è cresciuto sempre più, anche grazie a un nuovo Rinascimento della medicina naturale che ha permesso di scoprire una serie di valori collegati a uno stile di vita più semplice e più gratificante, un nuovo rapporto con il mondo esterno per ristabilire un legame equilibrato con il nostro sistema psico-fisico. Così oggi, ormai vicini all´avvento del nuovo secolo, scopriamo nella natura la via migliore per ritrovare noi stessi. Una riscoperta che ha segnato i presupposti più importanti per la rinascita e lo sviluppo del termalismo. L´ACQUA E LE CURE Le acque termali solfato-bicarbonato-calciche di Casciana Terme sono indicate per le malattie delle vene e sono molto efficaci anche per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dell´apparato locomotore e di quello respiratorio. Trovano inoltre impiego per la cura della sordità rinogena, dell´ipertensione di grado elevato, delle affezioni gastro-enteriche e ginecologiche. L´idromassaggio, il bagno ozonizzato e i percorsi vascolari a scambio termico, sono le terapie messe a punto per curare sindromi post-flebitiche, edemi degli arti inferiori da insufficienza circolatoria venosa, dermatiti, stati prevaricosi, ulcere varicose. I risultati sono ottimi specialmente se i bagni sono abbinati a linfodrenaggi e fisiochinesiterapie specifiche. Bagni ad acqua fluente (36 °C) e fanghi in abbinamento a massaggi danno risultati nel recupero di pazienti affetti da reumatismi, artrosi, nevriti, sciatiche, forme infiammatorie secondarie a fenomeni artrosicodegenerativi, artriti, periartriti, spondiloartrosi e postumi di fratture. Le terapie inalatorie con le acque solfate trovano invece largo impiego nelle riniti, otiti, tonsilliti, sinusiti, adenopatie e faringopatie croniche, sordità rinogena nell´adulto e nel bambino, faringolaringiti, bronchiti, bronchiectasie, asme bronchiali. In età pediatrica le terapie inalatorie sono utilizzabili per patologie catarrali croniche (otiti, riniti, rinosinusiti, faringotracheiti, bronchiti. Per la sordità rinogena, in particolare, è possibile associare le terapie inalatorie tradizionali a insufflazioni endotimpaniche (metodo Politzer e cateterismo). L´acqua Mathelda delle Terme di Casciana produce benefici effetti se ingerita per cura idropinica in organismi che manifestano insufficienze epatiche, disepatismi, colecistopatie croniche, gastriti, gastroduodeniti, stitichezza e malattie del ricambio. Le irrigazioni vaginali sono indicate per la cura delle patologie dell´apparato riproduttivo femminile. Una vasta gamma di trattamenti sono dedicati al benessere: idromassaggi e fanghi dermocosmetici, linfodrenaggi, bendaggi localizzati, fanghi facciali per curare le dermatiti seborroiche e l´acne; vasche idromassaggio con acqua termale per combattere cellulite, edemi declivi, capillari, insufficienza venosa superficiale. Lo stabilimento termale si è impreziosito con la nascita recente di un moderno reparto di riabilitazione, strutturato con piscina termale a 36 °C, due palestre, apparecchi elettromedicali e terapisti a disposizione di pazienti con esiti di interventi chirurgici ortopedici, traumi, lesioni vascolari. L´ATTREZZATURA Le Terme di Casciana hanno creato, per la cura della pelle e per l´estetica, il Centro Benessere. Oltre ai massaggi, ai fanghi dermocosmetici, ai trattamenti cosmetologici mirati, il centro offre numerose combinazioni settimanali e anche weekend che includono la possibilità di frequentare corsi di ginnastica dolce, in piscina termale o in palestra, di abbinare diete particolari e personalizzate a yoga o altre pratiche di rilassamento e antistress, coadiuvate da analisi psicosomatiche. Grazie alla loro felice ubicazione, le terme offrono agli ospiti la possibilità di usufruire di programmi anche per quanto riguarda le attività del tempo libero. Piacevoli passeggiate nel parco secolare che circonda la struttura e gite nei numerosi centri storici e città d´arte dei dintorni: Firenze, Pisa, Siena, Lucca, San Gimignano, Volterra, gustando altresì le specialità gastronomiche della migliore tradizione toscana. La ricettività alberghiera della zona offre un ampio e ben diversificato ventaglio di proposte." CASCIANA TERME PISA
TERME DI SAN GIULIANO "LA STORIA Fino a non molto tempo fa note con il nome di Bagni di Pisa, le terme di San Giuliano hanno origini antiche e fanno parte dell´enorme patrimonio storico degli Etruschi e dei Romani, anche se questi ultimi, stando a quanto afferma Plinio, non ne stimavano particolarmente le qualità terapeutiche. Durante il lungo periodo delle invasioni barbariche furono abbandonate all´usura del tempo, soltanto nella seconda metà del XIV secolo Gambacorta, signore di Pisa, le fece risistemare. I fiorentini le "ridussero ancor meglio"" - dice lo Schivardi - inserendo i Bagni in una guida curata da un luminare del tempo, Girolamo Mercuriale. Lo stesso Schivardi riteneva che il soggiorno a San Giuliano Terme fosse particolarmente fruttuoso "per chi si sottoponeva a bagni e docce vaginali e ascendenti, utili nelle malattie dell´utero con ingorgo del collo e del corpo, principalmente in quelle che producono nelle donne una irritabilità nervosa insopportabile"". Ma la sistemazione definitiva del complesso termale si deve ai Lorena, successori dei Medici, che fecero ricostruire totalmente l´attrezzatura, abbellendo e arricchendo lo stabilimento nel 1750. L´acqua sgorga ai piedi di quello storico monte a causa del quale, come afferma Dante, "I Pisan veder Lucca non ponno"". L´ACQUA E LE CURE L´acqua è di tipo solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa. Oggi come un tempo le sorgenti vengono riunite in due gruppi principali, entrambi con caratteristiche fisico-chimiche analoghe, differenti soltanto nella temperatura che varia dai 38 °C dei Bagni di Ponente ai 40,5 °C dei Bagni di Levante. Le cure erogate ai Bagni di Levante sono: fangoterapia, balneoterapia, massoterapia, mentre ai Bagni di Ponente (detti del Pozzetto) vengono effettuati tutti i trattamenti di tipo inalatorio (aerosol, getto diretto, polverizzazioni), ventilazione polmonare, riabilitazione respiratoria e motoria, idromassaggi, terapia fisica, nonché i trattamenti mirati del modernissimo Centro Benessere, per consentire il raggiungimento di un sano equilibrio psico-fisico. Attualmente, oltre all´uso terapeutico per via idropinica e balneo-fangoterapica, a San Giuliano ci si può sottoporre a enterocleaner, irrigazioni e massaggi. Le acque del Pozzetto sono particolarmente indicate nelle malattie reumatiche, in quelle epato-biliari, nelle nevriti, nelle affezioni cutanee, nei disturbi del ricambio, nelle malattie gastro-intestinali, nonché nelle affezioni dell´apparato respiratorio. Lo stabilimento termale è aperto tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Lo stabilimento Barduzzi e l´Albergo Terme offrono analoghe prestazioni: oltre alle cure termali, a San Giuliano vi è la possibilità di immergersi totalmente nella natura, con rilassanti passeggiate lungo i sentieri del Parco degli Ulivi che circonda lo stabilimento, occasione per ammirare il bel paesaggio toscano e il patrimonio artistico-culturale della zona. Le terme organizzano inoltre per i clienti escursioni settimanali nello splendido parco presidenziale di San Rossore. Per chi desidera trascorrere il tempo libero in un clima più festaiolo e mondano, c´è il mare della Versilia, raggiungibile in circa mezz´ora. La ricettività alberghiera della zona è più che sufficiente." SAN GIULIANO TERME PISA
MONSUMMANO TERME A Monsummano Terme esistono grotte termali dalle particolari proprietà terapeutiche: grotte calde naturali, oggi affiancate da moderni stabilimenti termali, dove si pratica l'antroterapia, indicata nelle forme neuroartritiche, nelle malattie del ricambio, nelle affezioni delle vie respiratorie, per la riabilitazione dopo fratture e traumi, nelle affezioni dermatologiche e ginecologiche. MONSUMMANO TERME PISTOIA
TERME DI MONTECATINI "LA STORIA Le fonti furono scoperte in epoca romana, ma è dal Medioevo che le testimonianze su Montecatini si fanno più circostanziate. Nel secolo XIII il Comune, per la sua posizione dominante, le sue torri, i suoi castelli, sostenne una parte importante nelle lotte fra le repubbliche rivali vicine, tra Guelfi e Ghibellini. Quanto alle terme sentiamo lo Schivardi: "Il territorio ebbe in seguito a soffrire per insalubrità, perché nel 1450 la Repubblica Fiorentina prese la risoluzione funesta di trasformare in stagni per i pesci le pianure che lo circondano, ed allora il miasma restò padrone assoluto e desolò la bella contrada fino alla fine del ´700. Cosimo I, nel 1533, aveva frattanto smantellato le costruzioni dei bagni e devastato tutto. Gli abitanti, non avendo mezzi di riedificarli, non trovarono di meglio che offrire al sovrano stesso in dono le terme. Il dono fu accettato, ma né il sovrano, né i suoi successori se ne ricordarono. Fino a quando arrivò Pietro Leopoldo: fece dissodare le terre rendendole alla cultura e mettendo un termine alla infezione paludosa, fece dare un libero scolo alle acque minerali e dotò il Comune dello stabilimento che porta il suo nome. Da lui cominciò per Montecatini un´era novella. Ville, edifizj, piantagioni, strade sorsero dappertutto"". Nel 1784 gli stabilimenti termali furono donati ai monaci cassinesi che provvidero alla costruzione di un ospedale per i poveri, una chiesa e una locanda. È di quest´epoca il primo volume dedicato alla località: Dei Bagni di Montecatini, trattato di Alessandro Bicchierai Fiorentino stampato a Firenze "per Gaetano Cambiagi Stampatore Granducale"" nel 1788. Tutto quanto passò al governo all´epoca napoleonica della soppressione degli ordini religiosi. Tra gli anni ´20 e gli anni ´30 la località ebbe un nuovo impulso: si susseguirono rimodernamenti, apertura di nuovi impianti, sistemazione di monumenti e parchi; le autorità sanitarie del comune provvidero anche a risolvere il problema delle mosche e delle zanzare e a garantire una irreprensibile condizione igienica. Della situazione attuale un´unica cosa va detta, casomai ce ne fosse bisogno, e cioè che Montecatini, con le sue acque, i suoi parchi e la sua organizzazione impeccabile è diventata una delle più famose località termali europee. L´ACQUA E LE CURE Le acque di Montecatini e la loro azione sull´organismo umano sono state analizzate, studiate, descritte migliaia di volte: lo testimonia una bibliografia chilometrica. Per semplificare diremo soltanto che possono essere classificate come salso-solfato-alcaline; esse sgorgano a temperature comprese fra i 24 e i 34 °C. Quelle usate per le terapie idropiniche si possono ulteriormente suddividere in tre categorie: forti (Tamerici), medie (Torretta e Regina), deboli (Tettuccio e Rinfresco). Le acque invece usate per bagni e cure complementari sono la Leopoldina e la Giulia. Ricerche sperimentali ed osservazioni cliniche concordano nell´attribuire a queste acque un importante ruolo svolto sul fegato. Influiscono sul metabolismo lipidico e sulle vie biliari. In generale le acque salso-solfato-alcaline, specialmente quelle leggere e medie, svolgono un´attività stimolatrice sulla secrezione gastrica e pancreatica, mentre quelle forti agiscono sulla motilità intestinale, provocando un effetto lassativo. Oltre alla cura delle acque per bibita, a Montecatini vengono effettuate efficaci terapie con bagni e fanghi. La balneazione ha la più larga applicazione nelle forme morbose dell´apparato locomotore, a carico sia delle articolazioni, sia dei muscoli, sia delle strutture extrarticolari che dell´apparato venoso e capillare. I fanghi sono impiegati nelle artropatie croniche in genere, negli esiti di traumi osteo-articolari, nelle flogosi addominali. In questi ultimi casi è spesso vantaggioso eseguire la cura idropinica abbinata a quella dell´applicazione del fango. Vengono infine praticate cure ginecologiche, terapie inalatorie, insufflazioni tubo-timpaniche, docce ascendenti intestinali, massaggi, massaggi subacquei, cure fisioterapiche, cure estetiche articolate e personalizzate per la cura del corpo e per il recupero ed il mantenimento di uno stato di benessere. Le cure estetiche si avvalgono anche di una vasta gamma di prodotti della linea Princess Marcella Borghese indicati per la bellezza del corpo, del viso, dei capelli. L´ATTREZZATURA Gli stabilimenti termali aperti al pubblico sono nove: Terme Tettuccio (viale Verdi 71; apertura 1° maggio-31 ottobre), Terme Excelsior (viale Verdi 61; sempre aperto), Terme La Salute (via della Salute 20; apertura 1° maggio-31 ottobre), Terme Torretta (piazzale Torretta 1; apertura 16 maggio-15 ottobre), Terme Leopoldine (viale Verdi 67; apertura 1° maggio-31 ottobre), Terme Redi (viale Bicchierai 64; apertura 1° maggio-31 ottobre), Terme Tamerici (viale Tamerici 69), Terme Regina (all´interno del parco Terme Tettuccio) e l´Istituto Grocco in viale delle Palme 1, specializzato in analisi cliniche, diagnostica e fisioterapia, dove ha sede la piscina termale. La durata delle cure dovrebbe essere di circa 2 settimane e comunque non inferiore ai 10 giorni. È ripetibile durante l´anno ad una distanza di 3 o 4 mesi dal periodo precedente. "Il soggiorno a Montecatini è gradevolissimo - assicura a metà Ottocento lo Schivardi - l´aria vi è pura, la vista magnifica"". Anche oggi, a più di un secolo di distanza, le "carte"" della cittadina (a parte l´acqua, ovviamente) continuano ad essere le stesse: la tranquillità e il verde. Ce ne sono 500.000 metri quadrati, cinquanta ettari di parco che producono incessantemente ossigeno. Duemila lecci, seicento pini, centinaia di querce, e ancora abeti di Spagna, del Caucaso, palme azzurre, cedri del Libano, oleandri costituiscono l´inestimabile patrimonio ecologico delle terme. Nel Parco delle Panteraie sono state inserite le passeggiate mediche e il percorso "vita"" (ginnastica guidata in mezzo agli alberi), con servizio bar e ristoro. Di gite da Montecatini se ne possono fare tante. Le cime più alte superano i 2000 metri e consentono di praticare tutti gli sport invernali. La Valdinievole è ricca di colli, in cui, a mano a mano che si sale, la vite e l´olivo lasciano il posto ai castagni. Ma la visita classica ed anche la più agevole è quella a Montecatini Alto, il colle che domina la piana: si può raggiungere in auto, in pullmann o con la funicolare. Di lassù si gode il panorama di tutta la pianura fino a Pistoia, Prato, Firenze. Molto caratteristica è la piazza che ricorda un po´ quella di Capri. Da vedere i resti del castello: delle sei porte che si aprivano nei due chilometri delle poderose mura distrutte nel 1554 da Cosimo I de´ Medici, resta intatta la porta di Borgo. Sul monte c´è poi una località, Maona, che separa Montecatini Alto da Massa e Cozzile. Verso la metà dell´800 venne scoperta una profonda grotta di stalattiti e stalagmiti, aperta al pubblico. Montecatini è una città per il turista: quasi tutte le sue forze sono dirette all´accoglienza degli ospiti. Il punto di ritrovo classico è il Circolo Forestieri alle Terme Tamerici, dove si svolgono manifestazioni artistico-culturali. Inoltre ci sono cinema, dancing, campi da tennis e bocce, piscine, palestre, minigolf e parco giochi per bambini, sale giochi, biblioteche e sale di lettura, un´attrezzatura per organizzare e ospitare congressi, teatri, un ippodromo. La ricettività alberghiera è ottima." MONTECATINI TERME PISTOIA
TERME GROTTA PARLANTI "LA STORIA "Nel Comune di Monsummano, a piè del monte, scaturisce un´acqua molto calda e fumeggiante. Loderei che si rinchiudesse in un pozzino coi forami aperti per la parte superiore per ricevere quel fumo e provare, e tentare delle esperienze col tenervi sopra qualche parte edematosa del corpo umano reumatica o dolente di gotta e tentare ancora le bagnature e le docciature, essendo a mia notizia, che sia detta acqua molto corroborante e molto salubre"". Michele Stefano Livi, per quasi mezzo secolo protomedico nel Comune di Montecatini e che così scriveva verso il 1750, fu accontentato solo ottant´anni più tardi. Nel 1849 infatti, facendo brillare una mina in una cava di pietra della proprietà della famiglia Giusti (cui appartenne il poeta satirico Giuseppe Giusti) alcuni minatori scoprirono accidentalmente un profondo buco che, esaminato dai primi coraggiosi, svelò una meravigliosa grotta. Le sorprese aumentarono quando si sparse la voce che due persone affette da reumi e da distorsioni al piede trovarono in essa, dopo sofferte sudorazioni, sollievo ai loro mali: e si cominciò a prescrivere la grotta stessa, per la sua elevata umidità, nella cura di malattie reumatiche, come se fosse una stufa caldo-umida. Il fenomeno ebbe risonanza e spinse il proprietario, tre anni più tardi, ad aprire un ingresso più ampio e comodo, chiudendo il buco originario, pericoloso e piuttosto malagevole. Nel 1855 fu aggiunto un piccolo stabilimento con alcuni stanzini, ampliato nel 1860. L´interesse per la caverna raggiunse anche gli studiosi, e in poco tempo vennero messe in circolazione interessanti opere su di essa, come quella del professor Targioni Tozzetti, dell´Università di Pisa, e del francese Grandeau, che ebbero molta autorità nel mondo scientifico di allora. La sua fama raggiunse anche il leggendario Giuseppe Garibaldi che, afflitto dall´artrosi, trovò, mentre preparava la spedizione di Mentana, grande conforto proprio nella Grotta Giusti e, grato di ciò, scrisse nel 1867 ai suoi proprietari: ""... la fede ch´io aveva nell´efficacia del portentoso calorico della vostra grotta, fu pienamente giustificata dal benefico risultamento da me ottenuto in dodici bagni... Ov´io mi trovi ancora afflitto dal male che mi tormentò tanto, tornerò al meraviglioso ambiente di questa grotta..."". Nello stesso periodo sorsero anche le Terme Parlanti, appartenenti alla famiglia omonima, proprietaria dal 1777 di una sorgente termo-minerale cedutale dall´Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, già da tempo conosciuta e usata per bibita e bagni dagli abitanti della zona: lo stabilimento, costruito sotto gli auspici e i consigli di medici e illustri scienziati, sfruttò una caverna scavata artificialmente nella roccia e riscaldata dalle acque della sorgente, captate con una galleria di 150 metri collegata alla grotta. Di essa si occuparono geologi e naturalisti e con molta probabilità anche Michele Stefano Livi nella già citata memoria al Granduca di Toscana, quando entusiasta fece accenno all´acqua "calda e fumeggiante"" che scaturiva ai piedi del Monte Monsummano. Le due grotte diedero quindi alla cittadina nel volgere di pochi anni una notevole rinomanza che attirò una rilevante clientela e valorizzò la zona anche dal punto di vista turistico: sorsero nuovi esercizi alberghieri e vennero ampliate le attrezzature termali, e già agli inizi del ´900 si susseguirono le analisi e le osservazioni di idrologi e sanitari sulle possibilità e applicazioni della speleoterapia che risultarono essere numerose. Oggi Grotta Giusti, profondamente rinnovata nelle strutture e nell´offerta di servizi, si connota come un avanzato centro termale e beauty farm dove il patrimonio scientifico, acquisito in un secolo e mezzo di attività, arricchisce gli innovativi e moderni programmi di soggiorno, bellezza e benessere. L´ACQUA E LE CURE Già ai tempi di Esculapio si conoscevano le proprietà terapeutiche della sudorazione naturale. Anche i Romani ne fecero uso, tant´è che nelle terme della Roma imperiale venivano ricavate, nello spessore delle pareti, nicchie chiamate "Laconicum"" o "Sudatorium"" che, fortemente riscaldate, servivano per cure sudatorie, preparatorie all´immersione nelle acque termali. Anche il senese Andrea Bacci, che si occupò nel XVI secolo di terme e di acque curative, dedicò ad essa un intero capitolo nella sua opera De Thermis, Lacubus, Fluminibus, de Balneis totius Orbis, in cui non si stancò di lodare le virtù della terapia sudatoria, la quale "junctarum ac nervorum resolutiones sanat"", distinguendo già le stufe secche dalle grotte caldo-umide fin da allora indicate per la cura di dolori articolari e nevritici. Il principio che sta alla base del bagno di vapore attuato all´interno delle grotte a calore umido è l´abbondante sudorazione corporea, che purifica l´organismo (con l´eliminazione di scorie), riduce la tensione arteriosa e produce altri benefici effetti sull´albero respiratorio per l´inalazione del vapore termale. È particolarmente indicata nei disturbi del metabolismo e del ricambio (fra cui gotta, uricemia, obesità), nelle nevriti, nelle bronchiti croniche, nevralgie, sciatiche, dermatosi. La Grotta Giusti, una delle più antiche grotte sudatorie d´Europa e una delle meglio attrezzate, situata a pochi passi dal centro di Monsummano, ai piedi del monte omonimo, è costituita da un complesso di cavità naturali a calore umido e fra loro comunicanti, che si immettono nella montagna per circa 300 metri, ed è alimentata da un´acqua termale (34 °C) che scorre in profondità in un torrente per formare un piccolo lago sinuoso e limpido, denominato "Limbo"". L´acqua, analizzata per la prima volta nel 1854 dal già citato prof. Targioni Tozzetti, è minerale (residuo fisso a 180 °C di 2107 milligrammi per litro) solfata-bicarbonata-clorurata-calcica-magnesiaca. Si ritiene che queste acque, ricche di anidride carbonica e poco ossigenate, riemergano sotto il colle di Monsummano, dopo un lungo percorso la cui origine viene posta nelle alte valli della Lima sull´Appennino tosco-emiliano. Il complesso delle caverne è molto suggestivo, ricco di concrezioni bizzarre che si intrecciano nelle forme più svariate ed ha ispirato per la sua bellezza gli stessi nomi dati alle caverne: dall´ingresso si accede, con un percorso in leggera pendenza, nel "Vestibolo"", risistemato con bagni e docce, e ci si fa condurre alla località denominata "Paradiso"" per la sua temperatura, che pur essendo alta (24-25 °C), è gradevole e non soffocante, come nell´ "Inferno"" (35 °C), la sala in cui avvengono le sedute sudatorie. L´ambiente e l´illuminazione danno alle grotte un´impressione suggestiva, davvero dantesca. L´effetto della sudorazione, provocato dalla temperatura interna, raggiunge intorno ai 31 °C il suo punto critico, cioè il momento in cui inizia. La concentrazione di anidride carbonica nell´aria della Grotta, leggermente superiore all´aria esterna, è uno dei fattori che induce in modo naturale una respirazione più profonda e quindi una maggiore ventilazione polmonare. L´aria è comunque respirabilissima e si rinnova continuamente malgrado la costante presenza di ospiti, tanto che, come assicura lo Schivardi, "vi ardono per eccellenza le candele, e niuno si accorge del gas azoto libero, né dell´acido carbonico"". Le sedute sudatorie consistono nel soggiornare, per un periodo di tempo precisato dal medico (tra i 40 e i 60 minuti), all´interno della caverna più calda della grotta; la durata complessiva varia a seconda delle diverse indicazioni e dei singoli soggetti (da 8 a 15 giorni), dando fin da subito al paziente "voluttà e una sensazione di benessere straordinaria"". Si registra, in questi giorni, una diminuzione di peso corporeo, una notevole "perdita di umori"", ma come informa lo Schivardi "non avviene alcun languore, alcun senso di sfinimento, nulla di quella prostrazione di forze che si nota dopo una copiosa e immediata sudorazione coi mezzi ordinari"" sembrerebbe, al contrario, stando a quanto affermava un suo illustre collega, il dottor Turchetti, che in seguito al bagno sudatorio "vi ha una maggiore sveltezza nella persona, alacrità di spirito, senso di benessere, accrescimento di appetito e propensione alla venere"". L´optimum della cura sudorifera si raggiunge verso il dodicesimo giorno di terapia. La cura viene integrata spesso da massaggi e/o docce schiumose, che hanno un´azione tonica sulle vene e sedativa sui dolori. Presso lo stabilimento si praticano anche bagni, fanghi, inalazioni, aerosol, nebulizzazioni, irrigazioni, massaggi. idromassaggi, docce, cure estetiche e ventilazioni. Le indicazioni terapeutiche sono notevoli: malattie dell´apparato respiratorio (bronchiti, enfisemi polmonari), dell´apparato circolatorio (fra cui ipertensione arteriosa, arteriopatie, edemi, sindromi varicose), di quello genitale femminile, di quello osteo-muscolare, del ricambio (gotta, uricemia in tutte le loro manifestazioni), cutanee, del sistema nervoso, odontostomatologie (allergiche e da intossicazione) e inoltre artrosi e artriti, nevralgie, nevriti, sciatiche, obesità, sinusiti, riabilitazioni muscolari e altre. Anche la Grotta Parlanti, più piccola della Grotta Giusti, è situata ai piedi del Monte Monsummano. Nel "Vestibolo"", che apre l´accesso alla grotta, si trova una fontanella dalla quale sgorga l´acqua utilizzata per le cure idropiniche, che spesso si completano con la cura sudatoria, direttamente in grotta. Qui la temperatura è costante (32 °C), con un´umidità dell´80-90%, caratteristica elettiva per la cura di numerose patologie. La principale azione biologica è quella diaforetica, che attraverso il sudore (2-3 litri) consente un´azione depuratrice. Il tempo di permanenza in grotta va fino ad un massimo di 50 minuti, sempre secondo consiglio del medico specialista idrologo delle terme. La grotta-terapia è indicata nelle affezioni dell´apparato osteoarticolare e osteomuscolare, quali artrosi diffusa, artriti, distorsioni, fibromiositi, sciatalgie, esiti di fratture, e nelle malattie del ricambio, quali iperuricemia e gotta. È utile anche nella regolazione dell´ipertensione arteriosa. Le cure idropiniche praticate presso la Grotta Parlanti sfruttano la sorgente purissima situata ad oltre 150 metri di profondità nel monte. Quest´acqua, usata con modalità diverse secondo le varie indicazioni terapeutiche, appartiene alla classe delle acque solfato-bicarbonato-calcio-magnesiache, caratteristicamente ipotoniche. Assunta come bibita esplica un´azione moderatamente stimolante sulle secrezioni e sulla motilità intestinale, e un´azione coleretica, colecistocinetica e diuretica. Ha anche un´azione disintossicante, grazie alla presenza dello ione zolfo; inoltre la presenza del bicarbonato di calcio le conferisce un discreto potere tampone a livello gastrico, trovando indicazione nelle gastriti ipersecretive e nei postumi di ulcera gastrica. Presso lo stabilimento si effettuano anche fanghi, bagni termali e/o ozonizzati, aerosol e inalazioni, irrigazioni, massaggi, idromassaggi e docce. La fangoterapia si avvale di un fango mineralizzato con acqua termale Parlanti, maturato in vasche nelle quali resta a contatto con l´acqua minerale per un periodo di circa sei mesi. Le indicazioni comprendono le reumoartropatie, le sindromi dolorose e i postumi di traumi. La durata complessiva delle cure può variare da 6 a 15 giorni. Di solito le varie cure vengono integrate a seconda delle necessità, con massaggi generali o parziali, docce e/o idromassaggi, al fine di migliorare la tonicità muscolare e ridurre la dolorabilità osteo-artrosica. Lo stabilimento Grotta Giusti è aperto da aprile a novembre: i periodi consigliati per le cure sono maggio-giugno e settembre-ottobre. Lo stabilimento Grotta Parlanti è aperto da maggio a ottobre: i mesi consigliati per le cure sono maggio, giugno e ottobre. L´ATTREZZATURA Ai piedi del monte in cui si apre la Grotta Giusti e proprio all´ingresso di questa sorge un ampio edificio, che contiene da un lato l´albergo e dall´altro lo stabilimento termale. Dal 1992 la struttura è stata totalmente rinnovata e ampliata, e accoglie anche il nuovo Istituto di Estetica, che propone programmi di trattamenti specifici per combattere i segni che tempo e stress lasciano sul corpo, per restituire salute e benessere, recuperando vitalità ed elasticità muscolare. L´albergo, recentemente rinnovato e ampliato, sorge all´interno di un parco privato di 450 ettari; è collegato direttamente allo stabilimento e dispone di acqua termale in ogni stanza. Lo stabilimento termale Grotta Parlanti sorge all´apertura della grotta omonima e vi è annesso l´Albergo Parlanti. Monsummano Terme, situata ai piedi del Monte Albano a poca distanza da Montecatini, è circondata dalle ridenti colline della Valdinievole, ricca di vegetazione, viti e ulivi. Conserva una bella chiesa barocca, Santa Maria di Fontenuova, ricca di affreschi e il Museo parrocchiale, attiguo ad essa, contenente dipinti e vari oggetti preziosi. Nella stessa piazza della chiesa si erge la scultura bronzea del poeta Giuseppe Giusti che, cosa singolare per quel tempo, volge le spalle alla chiesa. Un aneddoto racconta che lo spirito satanico e notoriamente anticlericale del poeta lo portò a chiedere, per testamento, che se mai avessero eretto un busto in sua memoria, questo doveva essere posto proprio in quella piazza e in quella posizione. Le attrezzature sportive (un golf a 18 buche è in località Pievaccia) e ricreative disponibili constano di cinema, discoteche, maneggio, campi da tennis e da bocce, piscine, palestre, parchi, campi da minigolf, parchi giochi per bambini, sale giochi, biblioteche e sale di lettura, saloni per convegni e congressi. La ricettività alberghiera è più che buona." MONSUMMANO TERME PISTOIA
SOCIETÀ TERME LA CALDA "LA STORIA Le virtù terapeutiche di queste acque sono note fin dalla preistoria; lo dimostrano le ricerche archeologiche condotte nelle Grotte di Calda, vicine alle sorgenti, che hanno portato alla luce stipi votive, considerate depositi sacri connessi con il culto delle acque salutari. Dopo secoli di oblio, negli anni Venti alcuni privati costruirono un piccolo impianto, utilizzato dalla gente di Latronico e dei paesi limitrofi. L´ACQUA E LE CURE Le acque sgorgano da due sorgenti alla temperatura di 22° C: la Grande Sorgente bicarbonato-calcica (portata 165 litri il minuto) e la Piccola Sorgente bicarbonato-calcica-sulfurea (portata 12 litri il minuto). Batteriologicamente pure, le acque contengono bromo, iodio e litio, e hanno una radioattività pari a 44 millicurie. Sono indicate elettivamente per le malattie dell´apparato respiratorio e uditivo: tonsilliti, faringiti, tracheiti, bronchiti, bronchiestasie, asma bronchiale, riniti, otiti, sordità rinogena. Queste affezioni vengono trattate nel reparto inalazioni dello stabilimento, a cui è annesso un centro specializzato per esami di audiometria in camera silente, impedenzometria e spirometria computerizzata. Altre indicazioni mediche riguardano le malattie artroreumatiche (osteoartrosi primaria, reumatismo cronico secondario, reumatismi muscolari, artrite cronica), le malattie epatobiliari e gastroenteriche (colecistopatie, lievi insufficienze epatiche, affezioni allergiche da disepatismi, colon irritabile, stitichezza) e le malattie delle vene (stati prevaricosi, postumi di flebiti, varici, insufficienze venose). Le prestazioni termali comprendono cure idropiniche, fanghi, fanghi con bagni, bagni caldi sulfurei, inalazioni caldo-umide, aerosol, insufflazioni endotimpaniche, docce nasali, idromassaggi, idrochinesiterapia, vasche deambulatorie, massaggi. Nel complesso termale sono inoltre attivi un reparto di riabilitazione funzionale respiratoria, un centro estetico, in cui è possibile seguire programmi personalizzati, e un centro diagnostico composto da cinque sezioni: laboratorio analisi, radiologia, ecografia, endoscopia digestiva, cardiologia, cui si aggiungono gli studi medici per gli specialisti nelle varie patologie di interesse termale. L´ATTREZZATURA Oltre al centro di estetica e a una palestra per la rieducazione motoria e respiratoria, nel centro termale sono presenti tutte quelle strutture di appoggio che fanno di una località termale anche un luogo di piacevole soggiorno: campi da tennis, piscina, palestra, bar, e un parco, a ridosso del complesso, di circa 800 ettari. Manifestazioni artistiche, culturali, turistiche, sportive e religiose si susseguono in tutta la zona, soprattutto nel mese di agosto. Latronico rimane comunque una località ove è possibile trascorrere il tempo tranquillamente, compiendo lunghe passeggiate, visitando le famose grotte ricche di stalattiti e stalagmiti che testimoniano le origini preistoriche della zona, oppure spingendosi verso il Monte Alpi sul quale i sentieri si inerpicano per oltre quattro ore di cammino. Più lontano è consigliabile visitare Maratea e godersi la splendida vista sul Golfo di Policastro, senza dimenticare che alle proprie spalle la montagna accampa ulteriori diritti con le risorse naturalistiche e paesaggistiche del Parco Nazionale del Pollino, considerato, con i suoi 100.000 ettari di estensione, uno dei più grandi musei naturali all´aperto d´Europa. In inverno, i più sportivi potranno cimentarsi sulle piste della stazione sciistica del Monte Sirino. La ricettività alberghiera è assicurata anche dagli hotel del complesso termale." LATRONICO POTENZA
TERME ALA "LA STORIA Le fonti furono scoperte nel 1909, ma soltanto nel 1961 un imprenditore privato, il cavalier Mauro Ala, decise di costruire lo stabilimento termale, dotandolo delle attrezzature idonee ai soggiorni curativi. Fu così che con un po´ di entusiasmo e con l´aiuto della Cassa per il Mezzogiorno (124 milioni di mutuo), venne promossa questa nuova iniziativa che gradatamente si è conquistata il favore di una vasta clientela. Nel 1996, con il cambio di gestione della Società delle Terme, è stata avviata una completa ristrutturazione degli stabilimenti termali. L´ACQUA E LE CURE Le acque termali sgorgano da tre sorgenti. La prima eroga acqua minerale salso-bicarbonato-alcalina, le altre acque di tipo minerale solfato-alcalino. Si praticano fanghi e bagni terapeutici, fanghi e bagni di annettamento, bagni caldi terapeutici, bagni ozonizzati, docce nasali, nebulizzazioni, inalazioni, aerosol, massaggi, idromassaggi, radar, ultrasuoni, elettroterapie. Le acque salso-solfato-bicarbonato-alcaline sono particolarmente indicate per curare gotta, sciatica, artrite, artrosi, postumi di fratture, in tutte le malattie in cui vi sia la comparsa di acido urico in eccesso; inoltre sono utili nelle disfunzioni dell´apparato naso-gola: faringite, sinusite frontale mascellare, faringite-otite, rinite e tonsilliti ipertrofiche. Le acque solfato-alcaline sono indicate per malattie dismetaboliche, distonie neurovegetative, malattie del sistema nervoso periferico, talune nevrosi, talune malattie cutanee croniche, casi in cui sia indicata terapia di stimolo. I fanghi sono idonei per le seguenti cure: manifestazioni fibrositiche, malattie del sistema nervoso periferico quali sciatica, mialgie, malattie periarticolari, osteoartrosi poliarticolare, spondiloartrosi e sue varietà, nodi di Heberden, rizartrosi, reumatismo uricemico, manifestazioni nevralgiche, radicolalgiche e nevrotiche secondarie a osteoartrosi, gotta articolare e altre artropatie dismetaboliche del reumatismo muscolare, miositi. Allo stato naturale di sorgiva, le acque delle terme possono essere impiegate per le affezioni della faringe, della laringe e delle vie bronchiali, per favorire una azione fluidificante del muco con la sua conseguente eliminazione, per curare l´asma bronchiale e la bronchite asmatiforme, nonché l´asma infantile. Le cure sono convenzionate con le ASL e l´INPS. Lo stabilimento termale è aperto tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Alle Terme Ala è sorto recentemente un moderno Centro Cosmesi Termale, che esegue trattamenti di estetica medica avvalendosi sia della cosmesi naturale, sia di tecniche basate sulle ricerche di un gruppo di dermatologi delle terme. Il complesso, immerso in un parco, è collegato a un hotel; sono a disposizione degli ospiti bar, dancing, campi da bocce, sala giochi e sala lettura, salone per convegni. Il turista potrà scoprire nelle vicinanze molti punti di interesse. A Rapolla vale la pena di visitare la cattedrale del XIII secolo e la chiesa di Santa Lucia, con cupola bizantina. Bizantine sono alcune opere pittoriche lasciate dai monaci che vivevano intorno al X secolo nelle grotte dei dintorni. Da vedere anche la badia di San Michele Arcangelo, i laghi di Monticchio, la Sella del Vulture (panorama superbo), Melfi con il suo castello e il museo archeologico; e ancora Venosa, Ripacandida, Rionero, Barile, Atella." RAPOLLA POTENZA
Terme di Dolomia Unire gli effetti benefici della vacanza sulla neve alle cure termali è ormai una consuetudine per molti sciatori. Questo è possibile alle Terme Dolomia, immerse nello splendido paesaggio delle Dolomiti. Pozza di Fassa Trento
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TERME DI BRISIGHELLA "LA STORIA Scriveva nel 1874 il dottor Francesco Consolini, in una Guida sulle sorgenti minerali di Brisighella: "Per breve cammino di ameni e ombrosi viali si va dal paese ai diversi luoghi dove scaturiscono le acque minerali (...). Qui sono le sorgenti saline contenute in due pozzi inesauribili, uno accanto all´altro, dai quali si attinge l´acqua a secchie; cotanto abbondante è la vena di ognuna di esse (...); il vicolo di destra conduce pur esso, sotto il rezzo di antiche querce, al Mulino di Zano e di qui all´opposta sponda del greto del fiume è la polla della limpidissima acqua solforosa che ha vena così abbondante da dare in un minuto primo tre litri di acqua. Scaturisce cotesta alle falde di una piaggia scoscesa, la cui sommità è vestita di roveri e castagni"". Le sorgenti minerali di Brisighella sono quindi già note da tempo e celebrate per le loro proprietà terapeutiche. Il primo stabilimento termale sorse a metà dell´Ottocento; nel corso del Novecento l´attività termale si sviluppò fino ad arrivare alla attuale struttura. L´ACQUA E LE CURE Il nuovo stabilimento termale di Brisighella sorse nel 1962 nell´area adiacente a quella in cui era stata costruita l´antica struttura. Si tratta di un moderno stabilimento provvisto di numerose apparecchiature della scienza idrotermale. Oggi esso dispone di diversi reparti di cura specializzati, in cui le acque sulfuree e salso-bromo-iodiche, direttamente scaturite dalle fonti, vengono utilizzate nelle cure di patologie dei vari organi ed apparati mediante inalazioni, aerosol, nebulizzazioni, humage, irrigazioni, insufflazioni, fanghi e bagni. In particolare le acque di Brisighella (salso-bromo-iodica Igea Val d´Amone e solforosa del Colombarino) sono indicate per la cura dell´apparato respiratorio, della sordità rinogena, dell´apparato genitale femminile, dell´apparato gastroenterico e delle artroreumopatie croniche. L´ambito pneumologico è rivolto ad un ampio spettro di affezioni broncopolmonari croniche fra cui: bronchite cronica, bronchite asmatiforme, enfisema polmonare, pneumopatie professionali da polveri. L´ambito otorinolaringoiatrico, orientato sia verso le patologie dell´adulto che del bambino, per il quale esiste un centro apposito, prevede la cura delle forme infiammatorie croniche delle prime vie respiratorie, tra cui in particolare: riniti, sinusiti, faringolaringiti, ipertrofia adenotonsillare. Altro ambito tradizionale di cura delle acque termali di Brisighella è quello ginecologico che si rivolge soprattutto alle forme infiammatorie croniche e loro postumi: annessiti, salpingiti, vulvovaginiti, disfunzioni ovariche. Importante anche l´ambito delle artroreumopatie che nel trattamento fangobalneoterapico con acque sulfuree o salso-bromo-iodiche, completato da massaggi manuali, trovano una cura efficace. Il periodo di apertura va da maggio a ottobre. L´ATTREZZATURA Brisighella, sita nel cuore della Romagna, al centro di una zona che natura ed arte hanno così riccamente dotata, gode di una posizione geografica particolarmente privilegiata, che consente di effettuare le cure termali e visitare città d´arte come Faenza, Ravenna, Firenze, Bologna e Ferrara. Innumerevoli le possibilità di escursioni: al Parco Carné, alla Grotta Tanaccia, alla Torre del Marino, e di visitare interessanti monumenti quali: la Rocca del Trecento, ora sede di un Museo della civiltà contadina, la Torre dell´Orologio del 1200, la Collegiata del 1600 e la Pieve Romanica del "Tho"". Il centro, situato alla sinistra del Lamone, è circondato dai suoi caratteristici e storici Tre Colli (Rocca, Monticino, Torre dell´Orologio) formati da colline di natura gessosa inframmezzate da zone argillose. All´interno del paese si apre la via degli Asini - unica nel suo genere in Italia - sopraelevata e aperta verso l´esterno con ampie finestre. Essa collegava due antiche porte, Bonfanti e del Gabalo; ospitava le stalle degli asini e le abitazioni dei lavoratori (barrocciai) addetti alle cave del gesso. Ogni anno la città di Brisighella, nei mesi di giugno e luglio, rivisita con le Feste Medioevali un passato suggestivo, che si integra perfettamente con l´architettura della cittadina. La località dispone di impianti turistico-sportivi con tennis, piscina, campo di calcio, discoteca, parco e giochi per bambini, cinema e salone attrezzato per convegni e congressi. La ricettività alberghiera è di buon livello." BRISIGHELLA RAVENNA
TERME DI CERVIA "LA STORIA L´identità storica di Cervia, carica di eventi legati alla presenza delle saline, non sembra offuscata dalla ingombrante presenza dei nuovi insediamenti turistici che ne fanno, insieme con la vicina Milano Marittima, una delle stazioni balneari più frequentate della riviera romagnola. L´origine della città risale ad epoche remote; i reperti archeologici rinvenuti in zone limitrofe rinviano addirittura alla tarda Età del Bronzo, ma è certa comunque la presenza di insediamenti umani a partire dal III secolo d.C. nel territorio in cui gli storici ritengono si trovasse l´antica Ficocle, che ad un certo punto divenne Cervia e in seguito, negli anni ´60, Cervia Milano Marittima. Il paesaggio singolare e composito in cui è inserita la cittadina è caratterizzato da una parte dal mare, dall´altra dalle saline, già attive in epoca romana, e dall´altra ancora dall´antica pineta cantata da Dante Alighieri, ricordata da Boccaccio e celebrata da Byron, pineta che un tempo ricopriva interamente la fascia costiera romagnola e che rappresenta oggi un bene naturale di notevole rilevanza paesaggistica. Le saline e l´attività che attorno a queste si svolgeva hanno lasciato profondi e ancora evidenti segni nella cultura e nel patrimonio architettonico della cittadina. Attorno al porto Canale, che in passato congiungeva Cervia vecchia con il mare, si trova la più suggestiva zona della città; anticamente il canale costituiva la via di transito delle "burchielle"" dalle saline ai magazzini del porto, dove veniva riposto il sale. Questi magazzini, utilizzati oggi prevalentemente per iniziative di carattere culturale, rappresentano un significativo esempio di archeologia industriale. L´ACQUA E LE CURE I fanghi derivati dalle saline hanno un´antica tradizione: fino agli anni ´60 venivano applicati all´aria aperta, con metodi piuttosto empirici, presso un piccolo stabilimento termale situato a fianco delle saline. La struttura è in grado di offrire al cliente un servizio eccellente, essendo dotata di impianti termali moderni che danno una risposta terapeutica a svariati quadri patologici e che ultimamente si sono adeguati per rispondere anche alla domanda di cure estetiche e cosmetologiche. Alla grande piscina termale coperta, dove l´acqua immessa a 6 Baumè di concentrazione salina ad una temperatura costante di 34° C, si sono affiancate recentemente due vasche per il percorso vascolare a temperatura differenziata, anche queste dotate di getti laterali che consentono di effettuare un efficace idromassaggio. Oltre ai numerosi camerini per la fangoterapia e la balneoterapia, è a disposizione un solarium per l´applicazione del fango all´aria aperta. Le cure offerte dal reparto di fisiokinesiterapia si avvalgono di apparecchi per la radarterapia, elettroterapia, ultrasuonoterapia, laserterapia, magnetoterapia. È possibile coniugare salute e bellezza effettuando massaggi manuali, massaggi linfodrenanti, ginnastica per la schiena, acqua-gym. La palestra offre una gamma completa di macchine computerizzate utili a mantenere o aumentare la forma fisica e per il recupero e la riabilitazione fisica. Per quanto riguarda l´apparato respiratorio e uditivo, oltre alle tradizionali prestazioni terapeutiche, si effettuano prestazioni per l´approfondimento diagnostico come fibroscopie delle prime vie aeree, esami audiometrici e altre. Periodo di apertura da maggio a ottobre. L´ATTREZZATURA Oggi lo stabilimento termale (ristrutturato nel 1991 e nel 1998) è situato in posizione suggestiva, a poca distanza dal mare, a ridosso del parco naturale (27 ettari abitati dalla fauna più variegata) e di una vasta e folta pineta - attrezzata con un "percorso vita"" - dove si intrecciano chilometri di sentieri per passeggiate a piedi o in bicicletta e canalini percorribili con canoe dal mare alle saline. Tra le località sorelle della Riviera Romagnola, Milano Marittima si differenzia per la sua scelta di privilegiare la valorizzazione delle risorse naturali. Anche le numerose manifestazioni di grande richiamo trovano il loro motivo centrale nella natura e nei suoi elementi (il vento, il mare, il sale, la pineta, la flora). Circondata dall´Adriatico, dalle saline, dal verde della pineta, l´antica "Città del sale"" ha saputo fondere armonicamente lo sviluppo del turismo balneare con l´ambiente. Ma Cervia è apprezzata anche per la sua offerta sportiva: oltre 100 campi da tennis, un campo da golf a 18 buche, un centro ippico tra i migliori d´Europa, varie scuole di vela, windsurf e volley, basket e calcio, 20 chilometri di percorsi in canoa, 18 chilometri di piste ciclabili, jogging e passeggiate nella pineta. La ricettività alberghiera è più che buona, con proposte di ogni livello." CERVIA RAVENNA
TERME DI PUNTA MARINA "Punta Marina è lo stabilimento termale di Ravenna, sorto nel 1965 come talassoterapico sfruttando i benefici dell´acqua del mare. Nel 1991, dopo lunghe ricerche geologiche, è stata captata, nell´area delle Terme di Punta Marina, un´acqua salso-bromo-iodica-magnesiaca-calcica. La sorgente è a 42 metri di profondità ed è completamente separata dall´acqua di mare e dalle sue infiltrazioni costiere da ampi strati d´argilla. C´è una caratteristica che rende l´acqua di Punta Marina "speciale"": è l´alta percentuale di magnesio, tale da farla appartenere alla ristretta cerchia delle acque realmente magnesiache. La struttura ha subito nel 1994 una radicale ristrutturazione, aggiungendo nuovi reparti di cura, nonché una piscina termale con passeggiata vascolare, la palestra riabilitativa, un reparto di sordità rinogena e un nuovissimo centro di medicina estetica. L´efficacia terapeutica dell´acqua risiede nella sua ipertonia: venendo infatti in contatto con le mucose gli elettroliti disciolti in elevata concentrazione, oltre a svolgere le proprie azioni germicide, sedative, antiallergiche e mucoregolatrici, determinano un richiamo di liquidi dagli strati profondi a quelli più superficiali così da rendere più fluide e più facilmente eliminabili le secrezioni. Questo tipo di acqua appare indicata per il trattamento delle affezioni dell´apparato respiratorio, ginecologico e osteoarticolare. Lo stabilimento di Punta Marina disponendo di piscina, palestra riabilitativa e di un attrezzato reparto di fisioterapia si caratterizza per il trattamento riabilitativo delle artropatie degenerative e per la riabilitazione neuromotoria. Cure praticate: inalatorie, insufflazioni endotimpaniche, balneoterapia, irrigazioni vaginali, massoterapia, fisioterapia, cure di medicina estetica, tepidarium e doccia solare. Le Terme Punta Marina sono aperte, per cure, da aprile a novembre, mentre palestra, piscina, fisioterapia ed estetica sono praticate tutto l´anno. Punta Marina Terme è adeguatamente attrezzata come località di villeggiatura con parchi, campi da tennis, minigolf, sale giochi, ecc. La vicinanza di Ravenna offre la possibilità di abbinare interessanti visite al patrimonio artistico ed architettonico soprattutto del periodo bizantino. La ricettività alberghiera è buona, con proposte per tutte le esigenze." RAVENNA RAVENNA
TERME RIOLO BAGNI "LA STORIA La località ha origini remote e le sue acque erano già note alle antiche popolazioni della vallata che ne fecero oggetto di culto, come è stato rilevato da scavi archeologici nella zona. Un pellegrinaggio costante alle fonti termali di persone di ogni ceto sociale ha portato nel 1870 alla costruzione dello stabilimento termale per l´utilizzo terapeutico vero e proprio. Gli anni della Belle Époque sono stati apportatori di turismo d´alto livello, basti ricordare Pellegrino Artusi, Giosuè Carducci, l´amante di Lord Byron, i principi Murat e Bonaparte oltre alla schiera di duchi, conti e marchesi che da Bologna, Firenze, Milano e Roma hanno portato tutta l´aristocrazia ad utilizzare le proprietà terapeutiche delle acque riolesi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, che ha visto il paese in prima linea con le conseguenze di distruzione e abbandono, le terme sono risorte a nuova vita e negli oltre 12 ettari di parco secolare agli antichi padiglioni e al Grand Hotel si sono aggiunte nuove attività: una grande piscina termale con idromassaggi, un padiglione per i più piccoli denominato "Terme Bimbo"" con giochi e video con cartoni animati, un centro massaggi ed estetico e un centro di metodologie naturali, unico in Italia per le sue apparecchiature biomediche e attività terapeutiche. L´ACQUA E LE CURE Delle numerose sorgenti minerali della vallata sono attualmente utilizzate quattro tipi di acque: l´acqua Breta di tipo sulfureo, bicarbonato-solfato-alcalino- terroso è impiegata specie nelle affezioni croniche dell´apparato respiratorio nel suo complesso, ma anche nelle difficoltà digestive, nelle malattie del ricambio (colesterolo, intolleranza ai carboidrati, obesità, diabete, gotta) e trova indicazioni anche nelle malattie della pelle e nelle vaginiti. L´acqua Salsoiodica, di tipo salso-bromo-iodico trova indicazioni nelle malattie osteoarticolari (artrosi, esiti di traumi, reumatismi extra-articolari), in ginecologia (forme infiammatorie), nelle affezioni vascolari periferiche. Le acque Margherita e Vittoria, di tipo salso-bromo-iodico ad alta salinità trovano indicazione specie nella stipsi cronica semplice. Il fango dei Vulcanetti di Bergullo è un fango naturale che emerge spontaneamente, sospinto da gas, già miscelato ad acqua minerale; viene utilizzato nelle malattie osteoarticolari e in campo estetico. In aggiunta, è importante segnalare il poliambulatorio specialistico, il centro medico-estetico, la fisioterapia, integrata con idromassaggi specifici nella grande piscina coperta, il nuovo centro di metodologie naturali che offre tecniche di diagnosi non invasive per individuare a monte i disturbi e prevenire eventuali malattie. Le terapie applicate, come fitoterapia, idroterapia Kneipp, aromaterapia, discipline orientali di massaggio ed educazione alimentare portano a ristabilire l´equilibrio di salute dell´organismo. Periodo di apertura da aprile a novembre. L´ATTREZZATURA A Riolo Terme e nelle sue vicinanze è possibile trascorrere un soggiorno all´insegna dello sport, dell´arte e del relax, senza dimenticare gli incontri gastronomici che abbinano gli antichi sapori alla fantasia moderna (Festa dell´Uva, Sagra della Salvia, dello Scalogno, Incontro Mare-Collina). Oltre alle manifestazioni già ricordate ve ne sono altre di sicuro interesse: le Feste Medievali a Brisighella, il Palio del Niballo a Faenza, il Mercatino delle erbe officinali a Casola Val Senio, la Biennale di pittura su muro a Dozza. Per gli sportivi, Riolo offre un campo da golf, campi da tennis, piscina e palestra. Un parco di giochi acquatici con scivoli e onde, il pattinaggio, diversi percorsi per trekking e mountain-bike. Nelle vicinanze, agriturismo, equitazione, escursioni guidate agli Orridi di Rio Biasino. Per i cultori dell´arte vi sono, nel circondario, luoghi da non perdere: Faenza con le sue ceramiche, Ravenna con mosaici e splendori bizantini, Imola con la Rocca disegnata da Leonardo e Bologna dall´indiscutibile fascino. La ricettività alberghiera, assicurata anche dal Grand Hotel Terme (con possibilità di cure termali interne e nuovissimo salone per convegni da 250 posti), è discreta." RIOLO TERME RAVENNA
CONSORZIO TERMALE ANTONIMINA - LOCRI Attualmente presso lo stabilimento termale si utilizza l´acqua termominerale isotonica, leggermente sulfurea, salso-solfato-alcalina con tracce di iodio, che sgorga a 36 °C, per curare artroreumopatie croniche, malattie dell´apparato respiratorio e circolatorio, riniti e sordità rinogena, disturbi ginecologici. Con bagni, fanghi, aerosolterapia e nebulizzazioni, irrigazioni, insufflazioni e docce si curano quindi numerosi malanni, ma anche dal punto di vista delle cure estetiche lo stabilimento offre la possibilità di sottoporsi a massaggi e idromassaggi. L´assistenza medica è garantita da un servizio permanente di medici termalisti, con la consulenza di specialisti in Traumatologia, Otorinolaringoiatria, Ginecologia e Cardiologia. Il periodo di apertura va da maggio a novembre. ANTONIMINA REGGIO CALABRIA
TERME DI GALATRO FONTI SANT´ELIA "LA STORIA La denominazione di Sant´Elia si ritiene provenga dal nome del monastero dei padri dell´ordine di San Basilio, detto il Grande, nato a Cesarea di Cappadocia nel 329 e morto nel 379. I monaci della sua regola sembra usassero l´acqua già nell´VIII secolo e ne indicassero agli infermi le virtù e le guarigioni ottenute, sino al XIV secolo. Ai basiliani succedettero i padri cappuccini che a metà del 1500, sul terreno ceduto da Diomede Giuliano come ospizio e infermeria del suddetto monastero, edificarono un convento che denominarono Santa Maria della Sanità, continuando a indicare le proprietà curative e a diffondere l´uso dell´acqua di Sant´Elia sino al 1783, quando, crollato il convento, avvenne la partenza dei religiosi. Galatro è stata citata, nei secoli, da illustri scrittori e studiosi: G. Barrius, che nel suo testo sulla Calabria del 1571 scrive "Hic sulphureae aquae scaturiunt"" Andrea Bacci (1524-1600), in qualcuna delle numerose edizioni del De Thermis totius orbis; G. Marafioti, nelle sue Croniche et Antichità di Calabria; G. Fiore nel suo libro sulla Calabria del 1691; Th. Acetus nel 1737 e G.M. Alfano nel 1895. Nel 1891, dopo vari tentativi dei suoi predecessori, il sindaco di Galatro G.B. Bauda iniziò la costruzione di uno stabilimento termale pochi metri a valle delle sorgenti, sulla riva destra del fiume Fermano, aprendolo al pubblico l´anno successivo. L´ACQUA E LE CURE Dalle fonti Sant´Elia di Galatro sgorga, ad una temperatura di 37 °C, acqua sulfureo-salso-iodica. Essa può esplicare un´azione farmacologica generale, e in particolare sul metabolismo, a seguito dell´assorbimento attraverso le mucose e la pelle dei suoi componenti, specialmente lo zolfo e lo iodio. Le modalità terapeutiche sono rappresentate da bagni, in vasche singole con ozonizzatori e in vasche con massaggio subacqueo alla temperatura di 40 °C, cure inalatorie, insufflazioni endotimpaniche, ventilazioni polmonari. Le principali indicazioni riguardano la reumatologia (artrosi primaria e secondaria, esiti di discopatia, gotta, forme croniche di fibrosi, cervicalgia, lombalgia, postumi di traumi e fratture) e le malattie bronchiali e dell´orecchio-naso-gola (riniti, faringiti, sinusiti, laringiti croniche, otopatie, sordità tubo-timpaniche, stati catarrali bronchiali cronici, asma). Le terme sono convenzionate con il servizio sanitario nazionale. Il periodo di apertura va da maggio a dicembre. L´ATTREZZATURA La struttura termale sorge in un grande parco naturale ricco di alberi e di fiori, nel quale si possono compiere lunghe e distensive passeggiate. A 200 metri dallo stabilimento vi è la cascata del Fermano, che con i suoi vapori mantiene la freschezza della zona. È prevista, a breve, l´apertura di un nuovo stabilimento termale con ristorante e albergo, nel quale, oltre alle cure termali, si potranno praticare cure estetiche con apparecchiature d´avanguardia. Sarà inoltre dotato di un reparto di fisiochinesiterapia, con annessa palestra per la riabilitazione neuromotoria e vasca per la riabilitazione in acqua. Nel centro storico di Galatro e nei paesi del circondario si possono ammirare i numerosi portali in pietra, testimonianza dell´arte degli "scalpellini"" galatresi, anticamente molto richiesti per la loro bravura. La ricettività alberghiera della zona è discreta." GALATRO REGGIO CALABRIA
TERME DI CERVAREZZA Le acque della Fonte di Santa Lucia sono estremamente leggere e hanno proprietà diuretiche. Sono pertanto indicate in varie manifestazioni cliniche da alterato ricambio quali calcolosi renale, diatesi urica ecc. Nello stabilimento sono praticate tutte le cure. Le terapie inalatorie sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Periodo di apertura dal 1° marzo al 30 novembre. Nelle immediate vicinanze dello stabilimento termale vi è un complesso sportivo con tennis, piscina olimpionica, solarium, discoteca e videobar. La località, immersa nel verde e nel clima temperato dell´Appennino, è punto di partenza di numerose e salutari passeggiate. La Riviera di Versilia dista circa 70 chilometri, ed è raggiungibile attraverso una bella strada panoramica. La ricettività alberghiera è sufficiente. CERVAREZZA TERME REGGIO EMILIA
ANTICHE FONTI COTTORELLA Conosciuta fin dall´epoca romana e citata in un documento del 1300, la fonte Cottorella gode da tempo immemorabile di grande fama per le sue virtù salutari. Sgorga alle falde del Monte Belvedere, in una località amena e silenziosa, e produce un´acqua mediominerale fredda, bicarbonato-alcalino-terrosa, con forte proprietà diuretica. Viene utilizzata per bevanda nella cura di disturbi del fegato, del ricambio e degli apparati digerente e circolatorio. Le terme di Cottorella, fondate nel 1962 e situate nei pressi della fonte, sono aperte tutto l´anno. L´ATTREZZATURA I dintorni della fonte sono molto belli e si prestano a numerose passeggiate al Lago di Piediluco, al Monte Belvedere e alla Villa San Mauro, da cui si gode il panorama di tutta la conca reatina. Rieti è una città vivace e interessante: conserva ancora oggi molti monumenti dell´epoca medievale, fra cui le mura e gli edifici vescovili, il campanile romanico del Duomo, alcuni edifici romanico-gotici e di epoca rinascimentale, come il Palazzo della Prefettura, la chiesa di Sant´Antonio e il Palazzo Vecchiarelli (per citarne alcuni). Nei dintorni sono raggiungibili i santuari francescani di Poggio Bustone, Greccio, Fontecolombo, La Foresta, l´abbazia di Farfa, e i laghi di Turano, del Salto, Lungo e di Ripa Sottile. Il Monte Terminillo è molto apprezzato sia per sport invernali sia per un soggiorno estivo. L´attrezzatura sportivo-ricreativa, disponibile per i frequentatori delle terme, è soddisfacente (cinema, discoteche, campi da tennis e da bocce, piscine, palestre, parchi, kinderheim, sale giochi, biblioteche, sale di lettura, saloni per convegni e congressi). L´attrezzatura alberghiera della città è di buon livello. RIETI RIETI
TERME DI COTILIA "LA STORIA Le acque prendono il nome dell´antichissima città, di origine preromana, Cotilia (o Cutilia), nota per il famoso tempio dedicato alla Dea Vittoria (la Vacuna dei Sabini) e come residenza estiva dell´imperatore Vespasiano. Il loro uso terapeutico è documentato fin dall´antichità, in numerosissimi scritti di Varrone, Svetonio, Strabone, Plinio il vecchio ("Aquae Cutiliae... aptissimae stomachi nervis, universo corpori""). Conosciute anche nei secoli del Rinascimento, sono state sempre oggetto di un razionale sfruttamento curativo, fino all´odierna sistemazione (1981) in un moderno stabilimento termale. L´ACQUA E LE CURE Le due fonti (Vecchi e Nuovi Bagni) non differiscono dal punto di vista chimico e formano, per la loro grande portata, due pittoreschi laghetti. La classificazione, desunta dalle analisi eseguite dai professori Talenti e Borgioli, è di acqua minerale naturale solfidrica-carbonica, bicarbonato-solfato-alcalino-terrosa, fredda. Tra le cure praticate: fanghi, bagni sulfurei, massaggi, inalazioni sulfuree caldo-umide a getto diretto, aerosol, nebulizzazioni sulfuree, ventilazione polmonare, insufflazioni endotubariche, cure idropiniche, irrigazioni vaginali sulfuree; trattamenti complementari con massoterapia, raggi infrarossi, raggi ultravioletti, ginnastica respiratoria, forni Bier. Il loro uso curativo è particolarmente indicato per le malattie dell´apparato gastroenterico, dell´apparato respiratorio, dell´apparato circolatorio, dell´apparato genitale femminile, dell´apparato muscolare e scheletrico, delle malattie cutanee, delle riniti, della sordità rinogena, delle allergie e delle intossicazioni. Lo stabilimento termale, con annesso albergo, è aperto da giugno a ottobre. L´ATTREZZATURA La struttura termale mette a disposizione dei clienti: dancing, bocce, parchi, saloni per convegni e congressi. A Cotilia opera anche un Centro Studi sulle acque sulfuree. Nel cuore della Sabinia, Cotilia è circondata da numerose località di affascinante bellezza, tra cui i laghi del Turano e del Salto, i due laghetti vulcanici di Paterno e di Cànetra, le ricche sorgenti del Peschiera, che sgorgano dal Monte Nuria. Memorie storiche e monumentali abbondano nelle vicine Antrodoco, Poggio Bustone e Monteleone. La ricettività alberghiera è limitata." CASTEL SANT´ANGELO RIETI
ISTITUTO TERMALE TALASSOTERAPICO "Il termalismo marino di Rimini possiede una tradizione assai ricca, benché recente. Nella seconda metà del secolo scorso il Comune acquistò dai conti Baldini un vecchio stabilimento che fece abbattere e sostituire con un edificio nuovo, su disegno dell´ing. Urbani e sotto la direzione e gli auspici dei dottori Murri e Mantegazza; esso fu considerato all´epoca, per le sue dimensioni e le sue attrezzature, uno dei più belli d´Italia. Negli anni Trenta venne messo in funzione anche un Centro di Studi di Talassologia, che accolse i maggiori nomi del settore, e che diede un notevole contributo alle ricerche in questo campo, in Italia peraltro ancora poco sfruttate. Lo stabilimento di cure, dopo un periodo di inattività, venne poi ricostruito e attrezzato con strumenti d´avanguardia. Il complesso è oggi un moderno centro di servizi per il benessere, che affianca ai reparti di maggior tradizione (elioterapia, balneoterapia, cure inalatorie, sabbiature e fisioterapia) un centro di terapie estetiche e un nuovissimo centro di terapie naturali. L´acqua di mare, classificata dalla scienza medica come acqua salso-iodica-magnesiaca-bromurata ipertonica, è ricca di cloruro di sodio, cloruro e solfato di magnesio, iodio di origine prevalentemente organica, ferro e rame ed è debolmente radioattiva. Essa viene utilizzata a Miramare in forma di bagni, idromassaggi, inalazioni, aereosol, nebulizzazioni, irrigazioni, per le cure estetiche e per quelle naturali. Importantissime sono inoltre le sabbiature, praticate a una temperatura media di 45° C, con punte fino ai 58° C. Le cure sono consigliate nelle affezioni dell´apparato respiratorio (bronchiti e asme bronchiali), dell´apparato genitale femminile (fra cui sterilità, pubertà ritardata, disturbi ovarici), e artrosi, artriti, esiti di fratture, contusioni, spondiliti, nevriti, tendiniti, artriti reumatoidi, obesità, cellulite, riniti, sinusiti, faringiti, laringiti. Il complesso è situato sulla spiaggia di Miramare, in una zona ricca di vegetazione e di strutture ricreative (piscine, palestre, parchi, sale giochi, pub, discoteche, campi da tennis, sale per convegni). Lo stabilimento è aperto tutto l´anno. La ricettività alberghiera è ottima, con un ricchissimo ventaglio di proposte per tutte le esigenze." RIMINI-MIRAMARE RIMINI
RICCIONE TERME "LA STORIA "Viator siste gradum - ab aqua decorata miraculis - salutem habebis"": sarai guarito, viandante, se ti fermerai e berrai da quest´acqua miracolosa. Così dice la lapide trovata in una cappella votiva nei pressi della Fonte di Riccione, conosciuta già nel 62 a.C. dai Romani, che vi fecero costruire uno stabilimento termale, il "Beato Alessio"", e apprezzata qualche secolo più tardi anche dai pirati turchi che vennero in Italia con l´intento, ben diverso, di devastarne le coste. E così Diocleziano e, più recentemente, la regina Cristina di Svezia, fecero uso delle sue acque rinfrescanti e disintossicanti e furono assidui frequentatori del suo stabilimento. Le prime analisi dell´acqua, però, vennero eseguite solo nel 1890 dal conte Felice Pullè e da altri idrologi e dimostrarono la ricchezza di sali minerali e cloruri (in particolare cloruro di sodio, e in quantità minori cloruri di magnesio e calcio, ammonio e potassio), nonché la sua efficacia nella cura delle insufficienze epatiche. L´ACQUA E LE CURE Le acque minerali di Riccione sgorgano da quattro sorgenti e sono ricche di zolfo, iodio, bromo e cloruro di sodio. Il moderno stabilimento termale sorge sul mare ed è circondato da 40.000 metri quadrati di parco. Al suo interno vengono praticati: cure idropiniche per le affezioni dell´apparato digerente e urinario, cure inalatorie per le patologie croniche e catarrali dell´apparato respiratorio e dell´orecchio, bagni e irrigazioni vaginali per i problemi ginecologici. I percorsi rivitalizzanti nelle quattro piscine a temperatura differenziata sono indicati per i disturbi circolatori; mentre i fanghi termali attivati all´infrarosso, i bagni, i massaggi, gli idromassaggi, il Grottino Veneziano e il Grottino Pompeiano sono le metodiche proposte per salvaguardare la salute delle articolazioni, della muscolatura, della pelle, e anche del capello e del cuoio capelluto. Accanto allo stabilimento sorge l´Oasi di Riccione Terme, centro di medicina estetico-termale, dove è possibile prevenire e curare le disfunzioni della pelle e dei tessuti sottocutanei (cellulite, rughe). Nel centro sono stati messi a punto programmi medico-estetici che mirano a conseguire un perfetto equilibrio tra trattamenti termali, movimento fisico (svolto sotto la guida di medici e insegnanti diplomati ISEF) e regime alimentare consigliato. A complemento dei programmi medico-estetici è disponibile l´applicazione dei più moderni apparecchi elettromedicali al viso e al corpo con funzioni di tonificazione, miorilassamento, ionoforesi e lipolisi. Riccione Terme ha inoltre canalizzato l´acqua termale fino alla spiaggia, in modo da poter coniugare il piacere del mare con le cure elioterapiche e termali: cure inalatorie, fangoterapia, bagni in piscina termale e docce termali, sia a cascata sia a getto filiforme, sono quindi praticabili direttamente sulla spiaggia. Lo stabilimento termale e il centro estetico sono aperti tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Riccione è uno dei più importanti ed eleganti centri balneari dell´Adriatico, famosa per le ampie spiagge e per la dovizie di parchi e giardini, per i quali ha meritato l´appellativo di "perla verde"" della Riviera Romagnola. È dotata di notevoli impianti sportivi (campi di equitazione, da tennis, basket e minigolf, piscine coperte e scoperte, bocciodromi, e, facilmente raggiungibili, attrezzature per la pesca sportiva, tiro con l´arco e al piattello) e ricreativi (luna park, cinematografi, discoteche, aquarium, sale per congressi, parchi giochi, sale giochi, biblioteche e sale di lettura. Nelle immediate vicinanze vi sono musei e le famose Fiabilandia e Italia in miniatura). Durante la stagione balneare vi si tengono importanti manifestazioni sportive e culturali, quali mostre d´arte, premi letterari, concerti, gimcane, tornei di tennis, regate veliche nonché la Fiera del Francobol-lo, la più importante d´Europa. La ricettività alberghiera è ottima." RICCIONE RIMINI
BAGNI DI STIGLIANO Le sorgenti che alimentano le terme sono numerose; le loro caratteristiche rientrano nella categoria delle acque minerali sulfuree solfato-alcaline. Le temperature delle acque variano dai 36 ai 58 °C; esse vengono utilizzate soprattutto per bagni, fanghi (preparati artigianalmente), docce, inalazioni e aerosol. Una particolarità dei Bagni di Stigliano è rappresentata dalle stufe, il cosiddetto "bagnarello", dove si sfruttano le proprietà terapeutiche del vapore che si sprigiona da sorgenti caldissime che sgorgano all´interno di una grotta. Per quanto riguarda le indicazioni mediche, si traggono benefici soprattutto in vari casi di affezioni reumatiche, di malattie della pelle e dell´apparato respiratorio e nell´obesità. Le cure dei Bagni di Stigliano sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Le terapie vengono praticate il mattino, per tutto il corso della stagione, che va dalla metà di giugno alla metà di ottobre. CANALE MONTERANO ROMA
PRO FONTE CECILIANA LA STORIA Il nome della fonte è da mettere in relazione con il Fondum Caecilianus appartenente all´antica e illustre Gens Caecilia che presso la fonte ebbe una villa di cui rimangono alcuni resti. La storia della fonte è, pertanto, così intimamente legata a quella della Città di Palestrina, antica Preneste, che in epoca tardo repubblicana ed imperiale raggiunse il suo massimo splendore per l´imponenza del santuario della dea Fortuna Primigenia, per le magnifiche ville ornate di mosaici e marmi sontuosi, per le ampie strade lastricate, per le statue, per le piscine e le terme. L´imperatore Augusto, ci dicono gli storici, sofferente di calcoli, era assiduo frequentatore della città laziale, dove si recava trovando sollievo nella sua acqua. La Fonte di Preneste, per le sue qualità curative, venne consacrata a Esculapio e Igea dal prefetto Marco Visidiano Edilao. L´ACQUA E LE CURE In località Ceciliano, a poca distanza da Palestrina, sgorga da una galleria l´acqua Ceciliana. Essa viene raccolta, per stillicidio, in un cunicolo di epoca romana, scavato nel tufo per oltre 200 metri. All´uscita del canale l´acqua è erogata da otto bocche distribuite in un ampio odeon marmoreo. Per particolari esigenze terapeutiche, esce riscaldata da uno dei cannelli. L´acqua è classificata tra le oligominerali per la sua minima mineralizzazione. Questa caratteristica la rende particolarmente efficace nell´azione diuretica. È pertanto indicata nella cura della gotta e dell´infiammazione delle vie urinarie, della calcolosi renale, dell´obesità e in generale di tutte le malattie del ricambio. L´acqua della Fonte Ceciliana può essere consumata in forma di cura idropinica. Periodo di apertura da maggio a ottobre. L´ATTREZZATURA Nel complesso termale, oltre ai grandi spazi alberati e alle aree attrezzate nel verde, si trovano l´ambulatorio, il bar, la tavola calda e un parco giochi per bambini. Palestrina, famosa per aver dato i natali al musicista Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-94), conserva interessanti monumenti dell´epoca medievale e rinascimentale, come il duomo di Sant´Agapito e il Palazzo Colonna Barberini, oggi sede del Museo Nazionale Archeologico Prenestino. La ricettività alberghiera è piuttosto scarsa. PALESTRINA ROMA
TERME ACQUE ALBULE "LA STORIA Le acque Albule, conosciute fin dai tempi della Roma imperiale, ebbero con Strabone, Galeno, Plinio Secondo, Archigene, C. Aureliano l´appellativo di "Aquae sanctissimae"", in virtù dei loro pregi curativi. Sotto Traiano, i medici Archigene e C. Aureliano stabilirono le indicazioni per la cura con le Albule; nel VII secolo l´ostetrico Paolo d´Egina le consigliò per alcune malattie ginecologiche. Cesare Augusto Imperatore, quasi certamente gottoso, si faceva condurre in lettiga alle sorgenti, dove si bagnava. Fu lui che incaricò l´architetto Marco Vipsanio Agrippa, edificatore del Pantheon, di costruire le prime terme Imperiali. A questo proposito scrive lo Schivardi: "Si vedono le ruine del vecchio stabilimento fabbricato dagli antichi Romani, e scoperto casualmente nel 1826. Una gran sala con piscina, vari gabinetti con vasche permettono di riconoscere, dopo 18 secoli, la destinazione di queste interessanti ruine. Vi si trovò il sotterraneo comunicante colla Villa Adriana, lontana 4 chilometri"". I barbari distrussero poi le terme Imperiali. Nel secolo XIX i medici Galassi e Baccelli proposero la costruzione di un nuovo stabilimento termale, che venne realizzato anche per l´interessamento di papa Pio IX: quello stabilimento costituì il nucleo delle attuali terme. Ma ecco, a questo proposito, che cosa racconta lo Schivardi: "Quando giungemmo sul posto, ci dirigemmo al canale dove sulla riva sinistra dello stesso stavano disposte da dieci a dodici capanne di paglia, con uscio di legno sul quale era tracciato col carbone un numero. È questo ciò che il dottor Garelli nella sua opera chiama assai comodo e bene avviato stabilimento. Aprimmo, il pavimento era di terra, la discesa al canale ripida, pericolosa, una corda pendeva dall´alto per attaccarvisi. In alcuni camerini qualche gradino di legno. Tutto attorno una cappelletta con l´indispensabile Madonna; un portico chiuso e coperto di paglia portava l´altisonante descrizione: Caf?-ristorante dello stabilimento. Giù in fondo aprimmo alcuni gabinetti di muro, che erano stati fatti come saggio di un possibile avvenire. Null´altro"". Per vedere qualcosa di più consistente si dovette aspettare il 1879. Fu infatti in quell´anno che venne costruito lo stabilimento che oggi vediamo. Il progetto fu realizzato dall´ingegner Anderloni, mentre la gestione venne affidata ad una società belga, già concessionaria della tramvia a vapore Roma-Tivoli. Le terme passarono al Comune nel 1918 e rimasero sotto la gestione municipale sino al 1925, anno in cui tornarono in concessione ad un privato che, dopo aver migliorato notevolmente gli impianti, creò l´attuale S.p.A. Acque Albule. Durante l´ultima guerra il pacchetto azionario fu rilevato dal Comune. L´ACQUA E LE CURE Le acque Albule (minerali) sono di tipo sulfureo ipotermali. Conservano il nome che fu dato loro sin dall´antichità a causa del colore biancastro, dovuto all´emulsione gassosa che si forma in superficie quando, al diminuire della pressione, si liberano l´anidride carbonica e l´idrogeno solforato prima disciolti nell´acqua. Le acque Albule scaturiscono dai due Laghi Regina e Colonnelle, a nord della Via Tiburtina, e giungono alle terme nella quantità di 3000 litri al secondo. L´acqua minerale mantiene costantemente, durante tutto l´anno, la temperatura di 23 °C. Bagni sulfurei caldi, bagni sulfurei caldi con idromassaggi, fanghi sulfurei sono indicati nella cura delle malattie reumatiche croniche, artrosi, gotta, esiti di traumi, nevriti, turbe della circolazione periferica. Particolarmente indicati nelle malattie croniche della pelle, tipo eczemi, psoriasi, acne, dermatosi professionali. Il bagno con idromassaggio è un´applicazione peculiare delle terme Acque Albule e trova indicazione anche nei casi di eccedenza ponderale, cellulite e stati distrofici della cute e dei tessuti sottocutanei. Le irrigazioni ginecologiche si praticano nelle infiammazioni croniche dell´apparato genitale femminile (salpingiti, ovariti, cerviciti, ipovarismi, turbe della mestruazione) e nella sterilità femminile secondaria. Con le inalazioni a vapore e l´aerosolterapia si curano bronchiti croniche, asma bronchiale, sinusiti, rinofaringo-laringiti croniche; la terapia è particolarmente indicata nelle malattie dei bambini. Con la tecnica delle insufflazioni endotimpaniche si effettua la terapia della sordità rinogena. La balneoterapia orale viene usata nelle malattie delle gengive e del paradenzio (piorrea alveolare). Sulle terrazze si effettua l´elioterapia. Nei reparti termali e nella piscina riservata si pratica la massoterapia. Le dispepsie epato-biliari con stipsi, coliti croniche, intossicazioni professionali (saturnismo) vengono curate con la terapia idropinica. Le terme, completamente ristrutturate nel 1996, sono dotate di cinque grandi piscine (superficie di circa 5500 metri quadrati), circondate da eucalipti secolari. Nelle piscine vi è un cospicuo e frequente ricambio di acqua sulfurea. L´utilità del bagno in piscina è molteplice: l´azione benefica dello zolfo viene esercitata sulla cute e il sistema respiratorio risente di un naturale "humage"" infine vi è la funzione ristorativa e riequilibratrice del tono neuro-vegetativo. Alle Terme Acque Albule è inoltre attivo un Centro Sauna con la capacità di 50 prestazioni contemporanee. Questa pratica, possibile anche in inverno, è efficace contro adiposità e turbe della circolazione periferica. La piscina sulfurea coperta, di recentissima costruzione, permette lo svolgimento di corsi di nuoto, di ginnastica e di aerobica in acqua, acqua gym, riabilitazione motoria in ogni stagione. Le cure termali sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e Regionale. Le terme sono aperte tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Non mancano motivi di interesse per chi soggiorna a Tivoli per cura: Villa Adriana, la più grande delle ville imperiali, Villa d´Este, gioiello d´arte rinascimentale, e Villa Gregoriana, con il suo parco naturale, sono soltanto tre dei numerosi monumenti che testimoniano la grandezza del passato. A disposizione degli ospiti cinema, piscine, parchi, saloni per convegni e congressi. La ricettività alberghiera è più che buona." TIVOLI ROMA
Ficoncella A pochi chilometri da Roma potete trovare i resti delle antiche Terme Taurine che risalgono all'età imperiale e nelle vicinanze le vasche termali della Ficoncella con acqua da 35° - 56°, dove potete dare sollievo ad artropatie, dermatiti e allergie, ammirando nel contempo il panorama della campagna mediterranea. Civitavecchia Roma
Pacchia Roma Roma
TERME CAPPETTA "LA STORIA Benché ricordate da Plinio, Virgilio, Silio Italico e Strabone - in particolare perché arricchivano il fiume Sele, nel quale confluiscono, di sostanze minerali che rendevano curiosamente bianca e come pietrificata la superficie degli oggetti in esso immersi ("Similiter in flumine Silari, ultra Salernum, non virgulta modo immissa, verum ex folia lapidescunt"") - e benché apprezzate nel Medioevo dalle genti del luogo (nonché, pare, da personaggi illustri come l´abate benedettino Cavese, Balsamo, una nobildonna di nome Teodora, Signora di Polla, e un giudice di Palo, certo Guglielmo, i quali, secondo un documento rinvenuto nell´abbazia di Cava dei Tirreni, si incontrarono, nell´anno 1231 "apud balnea Contursi""), le copiose sorgenti del luogo iniziarono ad essere sfruttate razionalmente solo verso la fine del secolo scorso, quando lo spirito imprenditoriale e i capitali apportati da famiglie della zona emigrate negli Stati Uniti (come la famiglia Rosapepe) furono investiti nella costruzione di stabilimenti di cura, che ebbero in breve tempo un buon successo. L´esito felice delle analisi chimiche sulle acque e l´abbondanza di sorgenti incoraggiarono altre famiglie possidenti del luogo a destinare in modo così redditizio e umanitario i propri risparmi; sorsero così altri stabilimenti termali, dotati di buone attrezzature curative (le Terme Forlenza furono all´epoca persino chiamate "Piscina Mirabilis Forlentiae"", in omaggio all´omonimo dottor Gennaro, che tanto aveva fatto per valorizzarle). Già agli inizi del nostro secolo Contursi era divenuta una delle stazioni termali più frequentate e conosciute della Campania: verso il 1930 erano in funzione sei stabilimenti (le Terme Capasso, Centrale, Forlenza, Sant´Antonio, Rosapepe e Grieco) che attiravano una notevole clientela. Si formò pure, fra i frequentatori delle terme, l´usanza, di lasciare dietro la porta della propria stanza d´albergo o di consegnare all´albergatore, quale segno dell´avvenuta guarigione e della propria riconoscenza, il bastone con cui, prima di effettuare le cure, essi avevano sempre dovuto camminare. Negli anni successivi numerosi ampliamenti, ammodernamenti e risistemazioni diedero un nuovo volto alla piccola città termale; purtroppo il terremoto del novembre 1980 arrecò alla cittadina e alle terme notevoli danni, riducendone la capacità ricettiva e curativa. L´ACQUA E LE CURE Le sorgenti sgorgano in gran parte in fondo alla valle del Sele, nei pressi del fiume, in cui confluiscono. Sono circa una quindicina e possono essere divise in due gruppi: acque termali minerali e acque oligominerali ipotermali. Le principali sono: la sorgente Sant´Antonio, detta anche "Acqua Forte"", termale (42 °C); la sorgente dell´Oliveto, detta "Bagno Dolce"", a 33 °C; la sorgente Cantani, indicata per i disturbi epatici; le sorgenti Capasso (Forte e Tiepida); la sorgente Cappetta (termale); la sorgente Forlenza (termale); la sorgente Volpacchio, (oligominerale), indicata per le cure idropiniche e bevuta anche come acqua da tavola; la sorgente Lauro (acqua da tavola); la sorgente Acetosella (oligominerale); la sorgente Ferrata (acqua da tavola), la sorgente Don Carlo. Le acque vengono usate presso gli stabilimenti termali di Contursi in forma di bevanda, bagni, fanghi, cure inalatorie (inalazioni e aerosol, nebulizzazioni, insufflazioni, humage), irrigazioni, docce, saune, cure estetiche, con l´integrazione di massaggi quando il caso lo richiede. Le indicazioni mediche principali consistono in malattie degli apparati osteomuscolare (come artrosi, artriti, postumi di traumi, lesioni), circolatorio (ipertensione, anche da stress) e anemie varie, digerente (gastriti, dispepsie, obesità), respiratorio (sinusiti, faringiti, riniti, asma bronchiale), genitale e urinario, nonché malattie cutanee, del ricambio, reumatiche, diatesiche, allergiche, da intossicazione (anche metallica), calcolosi renali, sciatiche, nevriti, nevralgie, coree, clorosi, parkinsonismo, disendocrinie, esaurimenti nervosi. Le acque sono controindicate in caso di vizi cardiaci scompensati e di patologie in fase acuta. La stagione di cura è compresa fra maggio e novembre. L´ATTREZZATURA L´attrezzatura ricettiva e curativa delle terme di Contursi risente ancora, sebbene a distanza di quasi vent´anni, dei pesanti danni subiti nel terremoto del 1980, che colpì tutta la zona circostante. Attualmente la fase più critica è stata superata, e sono operativi l´albergo delle Terme Cappetta e quello delle Terme Forlenza. Sono in fase di prossima apertura l´albergo delle Terme Rosapepe e l´albergo delle Terme Capasso. Gli stabilimenti termali sono tutti operativi e a quelli storici se ne è aggiunto uno nuovo: lo stabilimento delle Terme Vulpacchio. Le cure termali hanno fatto registrare negli ultimi tempi un buon incremento di utenti, a fronte di notevoli investimenti, sia pubblici, sia privati, che ne hanno potenziato le strutture medico-sanitarie con opportuni adattamenti. A disposizione dei frequentatori delle terme sono parchi e piscine, e impianti per lo sport e per il tempo libero. Notevoli sono state le iniziative promozionali realizzate negli ultimi anni, quali "Il bus della salute"", con collegamento diretto e gratuito con il capoluogo dal 1° luglio al 31 ottobre, e il Premio Nazionale Contursi Terme - Ambiente, Cultura, Moda e Spettacolo - che si svolge nel mese di settembre. La zona circostante è dolcemente collinare, ed è un buon punto di partenza per effettuare escursioni a Paestum, alla Villa d´Ajala-Valva, alla certosa di Padula, al lago montano di Laceno, al santuario di Materdomini, alla costiera amalfitana, oltre che ai centri storici dei paesi vicini, tra cui quello di Contursi Terme stesso, il cui impianto originario è di epoca longobarda (anno 840). La ricettività alberghiera è buona, supportata anche dalle attrezzature del comprensorio dell´alto e medio Sele." CONTURSI TERME SALERNO
TERME DI MONTESANO "LA STORIA, L´ACQUA E LE CURE Le fonti Santo Stefano furono scoperte intorno al 1900. Fu Pasquale Gagliardi il pioniere che volle per primo un impianto per la razionale utilizzazione dei poteri benefici delle acque. Fondò così la società I.A.M.A. (Industria Acqua Minerale e Affini), preposta in particolare alla costruzione e alla gestione dello stabilimento termale. Le acque sono oligominerali. Vengono praticate cure idropiniche, bagni, fanghi, inalazioni, aerosol, irrigazioni, massaggi, docce. La terapia con le acque della fonte di Santo Stefano è indicata nelle malattie dell´apparato gastroenterico, del fegato e delle vie biliari, dei reni e delle vie urinarie; nella prevenzione e la cura delle calcolosi, nella gotta, negli stati iperuremici e di ipercolesterolemia, nelle colecistiti croniche, nell´epatite secondaria e nella stitichezza abituale. L´ATTREZZATURA Lo stabilimento termale con tutte le sue strutture è collegato al Grand Hotel delle Terme; gli ospiti hanno a disposizione il parco intorno al palazzo termale, campi da tennis e bocce, due piscine, sala per convegni, sala da ballo. Inoltre la zona offre altri motivi di interesse turistico e culturale: la badia benedettina di Santa Maria a Cadossa, risalente al secolo X, il Vallo di Diano, la valle e il centro di Teggiano, autentico paese-museo, ricco di fervide tradizioni religiose; e poi Sala Consilina, Padula con la sua Certosa, il bosco di Cerreta e le Grotte di Pertosa." MONTESANO SULLA MARCELLANA SALERNO
TERME FORLENZA "LA STORIA Benché ricordate da Plinio, Virgilio, Silio Italico e Strabone - in particolare perché arricchivano il fiume Sele, nel quale confluiscono, di sostanze minerali che rendevano curiosamente bianca e come pietrificata la superficie degli oggetti in esso immersi ("Similiter in flumine Silari, ultra Salernum, non virgulta modo immissa, verum ex folia lapidescunt"") - e benché apprezzate nel Medioevo dalle genti del luogo (nonché, pare, da personaggi illustri come l´abate benedettino Cavese, Balsamo, una nobildonna di nome Teodora, Signora di Polla, e un giudice di Palo, certo Guglielmo, i quali, secondo un documento rinvenuto nell´abbazia di Cava dei Tirreni, si incontrarono, nell´anno 1231 "apud balnea Contursi""), le copiose sorgenti del luogo iniziarono ad essere sfruttate razionalmente solo verso la fine del secolo scorso, quando lo spirito imprenditoriale e i capitali apportati da famiglie della zona emigrate negli Stati Uniti (come la famiglia Rosapepe) furono investiti nella costruzione di stabilimenti di cura, che ebbero in breve tempo un buon successo. L´esito felice delle analisi chimiche sulle acque e l´abbondanza di sorgenti incoraggiarono altre famiglie possidenti del luogo a destinare in modo così redditizio e umanitario i propri risparmi; sorsero così altri stabilimenti termali, dotati di buone attrezzature curative (le Terme Forlenza furono all´epoca persino chiamate "Piscina Mirabilis Forlentiae"", in omaggio all´omonimo dottor Gennaro, che tanto aveva fatto per valorizzarle). Già agli inizi del nostro secolo Contursi era divenuta una delle stazioni termali più frequentate e conosciute della Campania: verso il 1930 erano in funzione sei stabilimenti (le Terme Capasso, Centrale, Forlenza, Sant´Antonio, Rosapepe e Grieco) che attiravano una notevole clientela. Si formò pure, fra i frequentatori delle terme, l´usanza, di lasciare dietro la porta della propria stanza d´albergo o di consegnare all´albergatore, quale segno dell´avvenuta guarigione e della propria riconoscenza, il bastone con cui, prima di effettuare le cure, essi avevano sempre dovuto camminare. Negli anni successivi numerosi ampliamenti, ammodernamenti e risistemazioni diedero un nuovo volto alla piccola città termale; purtroppo il terremoto del novembre 1980 arrecò alla cittadina e alle terme notevoli danni, riducendone la capacità ricettiva e curativa. L´ACQUA E LE CURE Le sorgenti sgorgano in gran parte in fondo alla valle del Sele, nei pressi del fiume, in cui confluiscono. Sono circa una quindicina e possono essere divise in due gruppi: acque termali minerali e acque oligominerali ipotermali. Le principali sono: la sorgente Sant´Antonio, detta anche "Acqua Forte"", termale (42 °C); la sorgente dell´Oliveto, detta "Bagno Dolce"", a 33 °C; la sorgente Cantani, indicata per i disturbi epatici; le sorgenti Capasso (Forte e Tiepida); la sorgente Cappetta (termale); la sorgente Forlenza (termale); la sorgente Volpacchio, (oligominerale), indicata per le cure idropiniche e bevuta anche come acqua da tavola; la sorgente Lauro (acqua da tavola); la sorgente Acetosella (oligominerale); la sorgente Ferrata (acqua da tavola), la sorgente Don Carlo. Le acque vengono usate presso gli stabilimenti termali di Contursi in forma di bevanda, bagni, fanghi, cure inalatorie (inalazioni e aerosol, nebulizzazioni, insufflazioni, humage), irrigazioni, docce, saune, cure estetiche, con l´integrazione di massaggi quando il caso lo richiede. Le indicazioni mediche principali consistono in malattie degli apparati osteomuscolare (come artrosi, artriti, postumi di traumi, lesioni), circolatorio (ipertensione, anche da stress) e anemie varie, digerente (gastriti, dispepsie, obesità), respiratorio (sinusiti, faringiti, riniti, asma bronchiale), genitale e urinario, nonché malattie cutanee, del ricambio, reumatiche, diatesiche, allergiche, da intossicazione (anche metallica), calcolosi renali, sciatiche, nevriti, nevralgie, coree, clorosi, parkinsonismo, disendocrinie, esaurimenti nervosi. Le acque sono controindicate in caso di vizi cardiaci scompensati e di patologie in fase acuta. La stagione di cura è compresa fra maggio e novembre. L´ATTREZZATURA L´attrezzatura ricettiva e curativa delle terme di Contursi risente ancora, sebbene a distanza di quasi vent´anni, dei pesanti danni subiti nel terremoto del 1980, che colpì tutta la zona circostante. Attualmente la fase più critica è stata superata, e sono operativi l´albergo delle Terme Cappetta e quello delle Terme Forlenza. Sono in fase di prossima apertura l´albergo delle Terme Rosapepe e l´albergo delle Terme Capasso. Gli stabilimenti termali sono tutti operativi e a quelli storici se ne è aggiunto uno nuovo: lo stabilimento delle Terme Vulpacchio. Le cure termali hanno fatto registrare negli ultimi tempi un buon incremento di utenti, a fronte di notevoli investimenti, sia pubblici, sia privati, che ne hanno potenziato le strutture medico-sanitarie con opportuni adattamenti. A disposizione dei frequentatori delle terme sono parchi e piscine, e impianti per lo sport e per il tempo libero. Notevoli sono state le iniziative promozionali realizzate negli ultimi anni, quali "Il bus della salute"", con collegamento diretto e gratuito con il capoluogo dal 1° luglio al 31 ottobre, e il Premio Nazionale Contursi Terme - Ambiente, Cultura, Moda e Spettacolo - che si svolge nel mese di settembre. La zona circostante è dolcemente collinare, ed è un buon punto di partenza per effettuare escursioni a Paestum, alla Villa d´Ajala-Valva, alla certosa di Padula, al lago montano di Laceno, al santuario di Materdomini, alla costiera amalfitana, oltre che ai centri storici dei paesi vicini, tra cui quello di Contursi Terme stesso, il cui impianto originario è di epoca longobarda (anno 840). La ricettività alberghiera è buona, supportata anche dalle attrezzature del comprensorio dell´alto e medio Sele." CONTURSI TERME SALERNO
TERME ROSAPEPE "LA STORIA Benché ricordate da Plinio, Virgilio, Silio Italico e Strabone - in particolare perché arricchivano il fiume Sele, nel quale confluiscono, di sostanze minerali che rendevano curiosamente bianca e come pietrificata la superficie degli oggetti in esso immersi ("Similiter in flumine Silari, ultra Salernum, non virgulta modo immissa, verum ex folia lapidescunt"") - e benché apprezzate nel Medioevo dalle genti del luogo (nonché, pare, da personaggi illustri come l´abate benedettino Cavese, Balsamo, una nobildonna di nome Teodora, Signora di Polla, e un giudice di Palo, certo Guglielmo, i quali, secondo un documento rinvenuto nell´abbazia di Cava dei Tirreni, si incontrarono, nell´anno 1231 "apud balnea Contursi""), le copiose sorgenti del luogo iniziarono ad essere sfruttate razionalmente solo verso la fine del secolo scorso, quando lo spirito imprenditoriale e i capitali apportati da famiglie della zona emigrate negli Stati Uniti (come la famiglia Rosapepe) furono investiti nella costruzione di stabilimenti di cura, che ebbero in breve tempo un buon successo. L´esito felice delle analisi chimiche sulle acque e l´abbondanza di sorgenti incoraggiarono altre famiglie possidenti del luogo a destinare in modo così redditizio e umanitario i propri risparmi; sorsero così altri stabilimenti termali, dotati di buone attrezzature curative (le Terme Forlenza furono all´epoca persino chiamate "Piscina Mirabilis Forlentiae"", in omaggio all´omonimo dottor Gennaro, che tanto aveva fatto per valorizzarle). Già agli inizi del nostro secolo Contursi era divenuta una delle stazioni termali più frequentate e conosciute della Campania: verso il 1930 erano in funzione sei stabilimenti (le Terme Capasso, Centrale, Forlenza, Sant´Antonio, Rosapepe e Grieco) che attiravano una notevole clientela. Si formò pure, fra i frequentatori delle terme, l´usanza, di lasciare dietro la porta della propria stanza d´albergo o di consegnare all´albergatore, quale segno dell´avvenuta guarigione e della propria riconoscenza, il bastone con cui, prima di effettuare le cure, essi avevano sempre dovuto camminare. Negli anni successivi numerosi ampliamenti, ammodernamenti e risistemazioni diedero un nuovo volto alla piccola città termale; purtroppo il terremoto del novembre 1980 arrecò alla cittadina e alle terme notevoli danni, riducendone la capacità ricettiva e curativa. L´ACQUA E LE CURE Le sorgenti sgorgano in gran parte in fondo alla valle del Sele, nei pressi del fiume, in cui confluiscono. Sono circa una quindicina e possono essere divise in due gruppi: acque termali minerali e acque oligominerali ipotermali. Le principali sono: la sorgente Sant´Antonio, detta anche "Acqua Forte"", termale (42 °C); la sorgente dell´Oliveto, detta "Bagno Dolce"", a 33 °C; la sorgente Cantani, indicata per i disturbi epatici; le sorgenti Capasso (Forte e Tiepida); la sorgente Cappetta (termale); la sorgente Forlenza (termale); la sorgente Volpacchio, (oligominerale), indicata per le cure idropiniche e bevuta anche come acqua da tavola; la sorgente Lauro (acqua da tavola); la sorgente Acetosella (oligominerale); la sorgente Ferrata (acqua da tavola), la sorgente Don Carlo. Le acque vengono usate presso gli stabilimenti termali di Contursi in forma di bevanda, bagni, fanghi, cure inalatorie (inalazioni e aerosol, nebulizzazioni, insufflazioni, humage), irrigazioni, docce, saune, cure estetiche, con l´integrazione di massaggi quando il caso lo richiede. Le indicazioni mediche principali consistono in malattie degli apparati osteomuscolare (come artrosi, artriti, postumi di traumi, lesioni), circolatorio (ipertensione, anche da stress) e anemie varie, digerente (gastriti, dispepsie, obesità), respiratorio (sinusiti, faringiti, riniti, asma bronchiale), genitale e urinario, nonché malattie cutanee, del ricambio, reumatiche, diatesiche, allergiche, da intossicazione (anche metallica), calcolosi renali, sciatiche, nevriti, nevralgie, coree, clorosi, parkinsonismo, disendocrinie, esaurimenti nervosi. Le acque sono controindicate in caso di vizi cardiaci scompensati e di patologie in fase acuta. La stagione di cura è compresa fra maggio e novembre. L´ATTREZZATURA L´attrezzatura ricettiva e curativa delle terme di Contursi risente ancora, sebbene a distanza di quasi vent´anni, dei pesanti danni subiti nel terremoto del 1980, che colpì tutta la zona circostante. Attualmente la fase più critica è stata superata, e sono operativi l´albergo delle Terme Cappetta e quello delle Terme Forlenza. Sono in fase di prossima apertura l´albergo delle Terme Rosapepe e l´albergo delle Terme Capasso. Gli stabilimenti termali sono tutti operativi e a quelli storici se ne è aggiunto uno nuovo: lo stabilimento delle Terme Vulpacchio. Le cure termali hanno fatto registrare negli ultimi tempi un buon incremento di utenti, a fronte di notevoli investimenti, sia pubblici, sia privati, che ne hanno potenziato le strutture medico-sanitarie con opportuni adattamenti. A disposizione dei frequentatori delle terme sono parchi e piscine, e impianti per lo sport e per il tempo libero. Notevoli sono state le iniziative promozionali realizzate negli ultimi anni, quali "Il bus della salute"", con collegamento diretto e gratuito con il capoluogo dal 1° luglio al 31 ottobre, e il Premio Nazionale Contursi Terme - Ambiente, Cultura, Moda e Spettacolo - che si svolge nel mese di settembre. La zona circostante è dolcemente collinare, ed è un buon punto di partenza per effettuare escursioni a Paestum, alla Villa d´Ajala-Valva, alla certosa di Padula, al lago montano di Laceno, al santuario di Materdomini, alla costiera amalfitana, oltre che ai centri storici dei paesi vicini, tra cui quello di Contursi Terme stesso, il cui impianto originario è di epoca longobarda (anno 840). La ricettività alberghiera è buona, supportata anche dalle attrezzature del comprensorio dell´alto e medio Sele." CONTURSI TERME SALERNO
TERME VULPACCHIO "LA STORIA Benché ricordate da Plinio, Virgilio, Silio Italico e Strabone - in particolare perché arricchivano il fiume Sele, nel quale confluiscono, di sostanze minerali che rendevano curiosamente bianca e come pietrificata la superficie degli oggetti in esso immersi ("Similiter in flumine Silari, ultra Salernum, non virgulta modo immissa, verum ex folia lapidescunt"") - e benché apprezzate nel Medioevo dalle genti del luogo (nonché, pare, da personaggi illustri come l´abate benedettino Cavese, Balsamo, una nobildonna di nome Teodora, Signora di Polla, e un giudice di Palo, certo Guglielmo, i quali, secondo un documento rinvenuto nell´abbazia di Cava dei Tirreni, si incontrarono, nell´anno 1231 "apud balnea Contursi""), le copiose sorgenti del luogo iniziarono ad essere sfruttate razionalmente solo verso la fine del secolo scorso, quando lo spirito imprenditoriale e i capitali apportati da famiglie della zona emigrate negli Stati Uniti (come la famiglia Rosapepe) furono investiti nella costruzione di stabilimenti di cura, che ebbero in breve tempo un buon successo. L´esito felice delle analisi chimiche sulle acque e l´abbondanza di sorgenti incoraggiarono altre famiglie possidenti del luogo a destinare in modo così redditizio e umanitario i propri risparmi; sorsero così altri stabilimenti termali, dotati di buone attrezzature curative (le Terme Forlenza furono all´epoca persino chiamate "Piscina Mirabilis Forlentiae"", in omaggio all´omonimo dottor Gennaro, che tanto aveva fatto per valorizzarle). Già agli inizi del nostro secolo Contursi era divenuta una delle stazioni termali più frequentate e conosciute della Campania: verso il 1930 erano in funzione sei stabilimenti (le Terme Capasso, Centrale, Forlenza, Sant´Antonio, Rosapepe e Grieco) che attiravano una notevole clientela. Si formò pure, fra i frequentatori delle terme, l´usanza, di lasciare dietro la porta della propria stanza d´albergo o di consegnare all´albergatore, quale segno dell´avvenuta guarigione e della propria riconoscenza, il bastone con cui, prima di effettuare le cure, essi avevano sempre dovuto camminare. Negli anni successivi numerosi ampliamenti, ammodernamenti e risistemazioni diedero un nuovo volto alla piccola città termale; purtroppo il terremoto del novembre 1980 arrecò alla cittadina e alle terme notevoli danni, riducendone la capacità ricettiva e curativa. L´ACQUA E LE CURE Le sorgenti sgorgano in gran parte in fondo alla valle del Sele, nei pressi del fiume, in cui confluiscono. Sono circa una quindicina e possono essere divise in due gruppi: acque termali minerali e acque oligominerali ipotermali. Le principali sono: la sorgente Sant´Antonio, detta anche "Acqua Forte"", termale (42 °C); la sorgente dell´Oliveto, detta "Bagno Dolce"", a 33 °C; la sorgente Cantani, indicata per i disturbi epatici; le sorgenti Capasso (Forte e Tiepida); la sorgente Cappetta (termale); la sorgente Forlenza (termale); la sorgente Volpacchio, (oligominerale), indicata per le cure idropiniche e bevuta anche come acqua da tavola; la sorgente Lauro (acqua da tavola); la sorgente Acetosella (oligominerale); la sorgente Ferrata (acqua da tavola), la sorgente Don Carlo. Le acque vengono usate presso gli stabilimenti termali di Contursi in forma di bevanda, bagni, fanghi, cure inalatorie (inalazioni e aerosol, nebulizzazioni, insufflazioni, humage), irrigazioni, docce, saune, cure estetiche, con l´integrazione di massaggi quando il caso lo richiede. Le indicazioni mediche principali consistono in malattie degli apparati osteomuscolare (come artrosi, artriti, postumi di traumi, lesioni), circolatorio (ipertensione, anche da stress) e anemie varie, digerente (gastriti, dispepsie, obesità), respiratorio (sinusiti, faringiti, riniti, asma bronchiale), genitale e urinario, nonché malattie cutanee, del ricambio, reumatiche, diatesiche, allergiche, da intossicazione (anche metallica), calcolosi renali, sciatiche, nevriti, nevralgie, coree, clorosi, parkinsonismo, disendocrinie, esaurimenti nervosi. Le acque sono controindicate in caso di vizi cardiaci scompensati e di patologie in fase acuta. La stagione di cura è compresa fra maggio e novembre. L´ATTREZZATURA L´attrezzatura ricettiva e curativa delle terme di Contursi risente ancora, sebbene a distanza di quasi vent´anni, dei pesanti danni subiti nel terremoto del 1980, che colpì tutta la zona circostante. Attualmente la fase più critica è stata superata, e sono operativi l´albergo delle Terme Cappetta e quello delle Terme Forlenza. Sono in fase di prossima apertura l´albergo delle Terme Rosapepe e l´albergo delle Terme Capasso. Gli stabilimenti termali sono tutti operativi e a quelli storici se ne è aggiunto uno nuovo: lo stabilimento delle Terme Vulpacchio. Le cure termali hanno fatto registrare negli ultimi tempi un buon incremento di utenti, a fronte di notevoli investimenti, sia pubblici, sia privati, che ne hanno potenziato le strutture medico-sanitarie con opportuni adattamenti. A disposizione dei frequentatori delle terme sono parchi e piscine, e impianti per lo sport e per il tempo libero. Notevoli sono state le iniziative promozionali realizzate negli ultimi anni, quali "Il bus della salute"", con collegamento diretto e gratuito con il capoluogo dal 1° luglio al 31 ottobre, e il Premio Nazionale Contursi Terme - Ambiente, Cultura, Moda e Spettacolo - che si svolge nel mese di settembre. La zona circostante è dolcemente collinare, ed è un buon punto di partenza per effettuare escursioni a Paestum, alla Villa d´Ajala-Valva, alla certosa di Padula, al lago montano di Laceno, al santuario di Materdomini, alla costiera amalfitana, oltre che ai centri storici dei paesi vicini, tra cui quello di Contursi Terme stesso, il cui impianto originario è di epoca longobarda (anno 840). La ricettività alberghiera è buona, supportata anche dalle attrezzature del comprensorio dell´alto e medio Sele." CONTURSI TERME SALERNO
BENETUTTI L´acqua è sulfurea-salso-bromo-iodica radioattiva e sgorga a una temperatura di 40 °C. Tra le cure praticate: fanghi e bagni (per malattie reumatiche, articolari, artriti, artrosi, fibrositi, mialgie, postumi di fratture, distorsioni, sciatica, gotta), aerosol, inalazioni, docce nasali micronizzate (per le malattie delle vie respiratorie e dell´orecchio: asma, bronchiti, laringiti, faringiti, riniti, sinusiti, otiti medie), insufflazioni (per la cura di sordità rinogena, otiti catarrali, catarro tubarico), massaggi manuali, idromassaggi. Le cure vengono praticate all´Hotel Terme Aurora, dove è garantita per 24 ore al giorno la presenza di personale medico. La struttura si avvale anche della collaborazione di specialisti in reumatologia e otorinolaringoiatria e di fisioterapisti. BENETUTTI SASSARI
TERME DI TEMPIO "LA STORIA Le prime notizie sulle fonti, dette di "Rinagghju"", risalgono al ´700, come risulta da una quartina attibuita al poeta gallurese Don Gavino Pes. Secondo alcuni il nome Rinagghju deriverebbe dal latino renes-ago (spingere, mettere in movimento, agire sui reni): l´interpretazione sarebbe suffragata dal fatto che i Romani, che erano soliti prediligere zone con prerogative termali per i propri insediamenti, si stabilirono a Tempio, in località San Lorenzo, dove sono state ritrovate tracce di costruzioni e ceramiche. L´ACQUA E LE CURE L´acqua delle terme di Tempio è oligominerale fredda, da usarsi in terapia idropinica. Poiché sgorga dalle rocce granitiche tipiche della zona, essa contiene solo piccole quantità di sali minerali - tra cui i più rappresentativi sono cloruro di sodio e bicarbonato di calcio - risultando così molto gradevole e leggera. È indicata nella cura e nella prevenzione di tutti i tipi di calcolosi dell´apparato urinario (microlitiasi, renella, calcolosi conclamata), in alcune infezioni delle vie urinarie, nella gotta e nelle diatesi uriche, nonché prima e dopo gli interventi di litotrissia per la prevenzione delle recidive. Oltre alle cure idropiniche, presso lo stabilimento termale è possibile sottoporsi a massaggi, idromassaggi in vasca, sauna, bagno turco, sotto il controllo di uno staff medico e di personale qualificato. Lo stabilimento è aperto tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Lo stabilimento termale, progettato all´inizio degli anni Settanta e aperto nel giugno 1998, sorge a monte della città ed è inserito in un contesto naturale di rara bellezza. Nel parco delle terme si trovano alberi centenari e piante officinali; tutt´intorno il paesaggio è decisamente montano, con dense zone alberate dove le conifere del rimboschimento si mescolano alla vegetazione originaria di querce e macchia mediterranea (cisto, mirto, cobezzolo, erica). La città di Tempio è posta ai piedi del Monte Limbara (m 1362), seconda vetta della Sardegna, e si adagia su un altopiano a cui fanno corona anche i monti di San Giorgio, le colline di Curraggia e Limpas, i monti di Aggius, il Monte Pulchiana. Questa posizione invidiabile offre notevoli possibilità di escursioni e passeggiate, anche a cavallo. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che Tempio è al centro geografico della Gallura, con possibilità di escursioni marine su tutta la costa nord-occidentale e nord-orientale, da Castelsardo alla Costa Smeralda: le distanze, in auto, vanno dai 25 minuti dell´Isola Rossa ai 50 di Porto Cervo. Chi resta in città potrà ammirare il centro storico con le caratteristiche costruzioni in granito, passeggiare nel viale delle terme, visitare le mostre d´arte allestite presso lo stabilimento, oppure scegliere tra numerose proposte di intrattenimento: cinema, concerti, feste paesane, spettacoli del calendario estivo proposto dal Comune, tra cui l´Incontro internazionale del folclore." TEMPIO PAUSANIA SASSARI
NUOVE TERME SAN FILIPPO "LA STORIA Le prime notizie sicure di un "Casale S. Philippi"" risalgono all´anno 859, ma ritrovamenti tardo ottocenteschi di due necropoli romane e di resti di un presunto stabilimento di bagni testimoniano che già in epoca imperiale (I - II secolo d.C.) il luogo fu abitato e le acque furono sfruttate per le terme. La leggenda ha tuttavia preferito attribuire a San Filippo Benizzi, priore dell´ordine fiorentino dei Servi di Maria, non solo l´appellativo della località, ma anche il miracolo dello scaturire delle acque, lasciate in dono agli abitanti dei luoghi in cui si era rifugiato in eremitaggio nel 1296, per sfuggire all´elezione al soglio pontificio nel conclave di Viterbo. I personaggi che frequentarono le terme sono assai illustri; tra questi, papa Pio II Piccolomini e Lorenzo il Magnifico, che soggiornò ai bagni a più riprese per curare la gotta. La famiglia Medici ebbe particolari attenzioni per la località: Cosimo I fece restaurare i bagni nel 1565 dall´architetto Baldassarre Lanci e il granduca Ferdinando II di Toscana guarì nel 1635 da un fastidioso mal di testa, come ci testimonia la lapide marmorea tuttora conservata. Nel 1769 visitò i bagni anche Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, che incoraggiò l´impresa dell´architetto Leonardo De Vegni, il quale sfruttò le acque calcaree per la "Fabbrica dei tartari"", un´industria di bassorilievi. Dalla metà dell´Ottocento, con i progressi della scienza, si ebbero le analisi del Giuli, del Targioni Tozzetti, e del Bechi: tutti certificarono le virtù benefiche delle acque. Anche se si mantennero in dimensioni relativamente ridotte, le terme continuarono a richiamare numerosi ospiti; negli anni Trenta e nel secondo dopoguerra furono ampliate con la costruzione di nuovi reparti di cura e della piscina termale. Recentemente tutto il complesso è stato ristrutturato e dotato delle attrezzature più moderne, per rispondere alle attuali domande di cura e di benessere. L´ACQUA E LE CURE Numerose e con caratterizzazione diversa sono le sorgenti di acqua termale a Bagni San Filippo, tuttavia per cura è sfruttata soltanto la sorgente di acqua sulfureo-solfata-bicarbonata, che sgorga a 52 °C sopra l´abitato. Si curano artriti, artrosi, reumatismi, postumi di fratture e malattie della pelle, attraverso balneoterapia e fangobalneoterapia con fango di sorgente costituito da sedimenti naturali di carbonato di calcio e zolfo. Grande giovamento dalle acque traggono anche le malattie dell´orecchio, naso e gola e dell´apparato respiratorio, per le quali si praticano cure inalatorie. È attivo un reparto estetico per il viso e per il corpo, dove alle maschere facciali termali con doccia filiforme sono abbinati massaggi sia terapeutici che estetici. È disponibile una linea cosmetica dermotermale con prodotti per il viso e per il corpo ricavati con le acque e i sedimenti termali. Le cure sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Il periodo di apertura va da aprile a ottobre. L´ATTREZZATURA Lo stabilimento termale, che comprende i reparti di fango-balneoterapia, di cure inalatorie, di massoterapia e di cure estetiche è annesso all´Albergo Terme, con il quale è collegato per mezzo di ascensore, ma è aperto anche ai curandi esterni. Gli ospiti hanno a disposizione una piscina termale con cascata a 37 °C che produce un efficace idromassaggio naturale, nonché ampi spazi solarium. La struttura è affacciata su un panorama naturale e suggestivo, dove alle crete della Val d´Orcia fanno da contraltare la fitta vegetazione e i bianchi depositi calcarei formati dalle acque termali sul "Fosso Bianco"". Per gli amanti del trekking e della mountain-bike sono possibili numerose escursioni, sia nelle immediate vicinanze dei bagni San Filippo, sia nelle zone del Monte Amiata e della Val d´Orcia, ricche di bellezze naturali e ambientali oltre che artistiche. Città, borghi e castelli come San Quirico d´Orcia, Pienza, Montalcino, Montepulciano, Radiocofani, Abbadia San Salvatore costituiscono mete privilegiate, dove all´arte si accompagnano tradizioni gastronomiche e appuntamenti culturali. La ricettività alberghiera del circondario, dall´Amiata alla Val d´Orcia, è più che discreta." BAGNI SAN FILIPPO SIENA
TERME ANTICA QUERCIOLAIA "LA STORIA Fra le più antiche notizie e i documenti storici riferiti a questi bagni viene citata una pergamena risalente all´XI secolo, conservata nell´archivio della cattedrale di Arezzo, mentre nell´Archivio di Stato di Siena sono presenti varie delibere del 1300, mediante le quali la Repubblica interveniva con opere e provvedimenti diretti ad una migliore utilizzazione delle acque. L´area su cui esistono gli impianti attuali è stata sfruttata a fini termali dall´età etrusca: a quest´epoca risale il toponimo Arunte, che si riferisce ad una sorgente le cui acque sgorgavano a poca distanza da quelle che alimentano lo stabilimento moderno. Sempre a poca distanza dalla sorgente, il ritrovamento di una vasca rettangolare testimonia la continuità d´uso anche in età romana, mentre documenti riportano gli interventi del comune di Siena a difesa della preziosa risorsa durante l´età medievale, nei secoli in cui il termalismo rapolanese conobbe il suo massimo splendore. L´attuale stabilimento dell´Antica Querciolaia fu impiantato nel 1864, quando, dopo i lavori di scavo fu ritrovata la copiosa sorgente che ancora oggi alimenta le terme. Le particolarità geologiche del territorio di Rapolano hanno dato luogo alla presenza di numerose sorgenti, le quali diedero origine agli stabilimenti di cura; l´Antica Querciolaia e la San Giovanni fanno capo allo stabilimento omonimo e a un albergo termale. Il Vinaj-Pinali nel 1916 cita anche la sorgente dei Bagni Freddi (o di Armaiolo), la cui temperatura è di circa 28 °C, e la sorgente dei Bagni Temprati (o di San Giacomo) le cui acque raggiungono i 36 °C. L´ACQUA E LE CURE Le acque delle terme di Rapolano sono sulfuree-bicarbonato-calciche. L´alta percentuale di zolfo, insieme al calcio e ad altri microcostituenti, garantiscono la terapeuticità dell´acqua e ne fanno un mezzo di cura indicato in moltissime patologie e a tutte le età. Le acque delle Terme San Giovanni e dell´Antica Querciolaia sono utilizzate per docce, bagni, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol (sonico, jonico, medicato), insufflazioni endotimpaniche, docce nasali micronizzate, ventilazione polmonare, fanghi sulfurei, massaggi, idromassaggi. Le indicazioni terapeutiche sono numerose, con cicli di cure della durata di 10-15 giorni, e riguardano: disturbi dell´apparato cardio-circolatorio e vascolare; malattie artroreumatiche e infiammatorie (artrosi, artrite, reumatismo, sciatalgia, lombalgia, nevralgia, fibromialgia, postumi di fratture); malattie dell´apparato uditivo, in particolare dell´orecchio medio (otite catarrale cronica, otite sieromucosa del bambino, otite recidivante); malattie dell´apparato respiratorio (rinite cronica e allergica, sinusite, faringite, tracheite, bronchite cronica e asmatica); affezioni dermatologiche (eritemi, psoriasi, eczemi cronici, acne). Gli stabilimenti termali sono convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. I fanghi sulfurei, integrati con una linea cosmetica esclusiva, vengono utilizzati anche per cure estetiche nel Beauty Club delle Terme San Giovanni, con programmi settimanali per uomo e donna (antistress, anticellulite, anti-age, viso, neo-mamma). Presso lo stabilimento dell´Antica Querciolaia sono stati attivati due nuovi reparti: palestra e centro benessere. Le Terme Antica Querciolaia sono aperte tutto l´anno, l´Hotel Terme San Giovanni da aprile a novembre. L´ATTREZZATURA Le cure sono praticabili presso le Terme Antica Querciolaia oppure alloggiando all´Hotel Terme San Giovanni. Gli stabilimenti sono dotati di piscine termali (temperatura costante 35 °C), inserite in ampi spazi destinati a solarium e al verde. Il mantenimento della temperatura dell´acqua è assicurato dal suo considerevole ricambio (1800 litri al minuto) e avviene tramite potenti getti che offrono la possibilità di praticare un benefico idromassaggio naturale. La zona, ricca di tesori artistici e architettonici, invita a escursioni e visite nel cuore della Toscana meridionale e in Umbria: oltre a Siena, i luoghi raggiungibili in meno di un´ora di automobile sono Arezzo, Cortona, Montalcino, Pienza; poco più distante è il Lago Trasimeno. Nelle immediate vicinanze sono visitabili la famosa abbazia di Monte Uliveto Maggiore ad Asciano e l´antico centro feudale di Serre, abbellito, al pari di Rapolano, da costruzioni romaniche e gotiche. In primavera e al termine dell´estate la località è rallegrata dalla festa in onore di Santa Caterina da Siena (a Serre di Rapolano), che pare fosse assidua frequentatrice delle terme. La ricettività alberghiera, oltre all´albergo termale, è garantita dalle strutture dei comuni limitrofi." RAPOLANO TERME SIENA
TERME DI BAGNO VIGNONI La località e le sue terme hanno origini antiche: già conosciute dagli Etruschi e dai Romani, dei quali è tuttora conservata una lapide che esalta le qualità terapeutiche delle acque, furono rinomate nel periodo della Repubblica Senese e sotto l´amministrazione dei Lorena. Lorenzo il Magnifico in persona si curò a queste fonti. Attualmente le acque, di tipo sulfureo-salso-solfato-alcalino, vengono utilizzate soprattutto per la cura di malattie artroreumatiche (artriti, artrosi, reumatismi). Vi si praticano bagni e fanghi, sempre sotto controllo medico, e fisioterapia. Il periodo di apertura va da giugno a ottobre. Bagno Vignoni è famosa per la sua piazza, interamente occupata da una enorme piscina di acqua termale. Per chi vuole conoscere i dintorni è consigliabile una visita alla vicina San Quirico d´Orcia, antico borgo ricco di testimonianze architettoniche romaniche. Anche Montepulciano, Pienza e Chianciano sono facilmente raggiungibili, così come altre interessanti località della Val d´Orcia. La ricettività alberghiera è limitata, ma vi sono possibilità di ottime sistemazioni nei dintorni. BAGNO VIGNONI SIENA
TERME DI CHIANCIANO "LA STORIA La storia di Chianciano è legata da sempre alle sue acque e alla rinomanza che nei secoli hanno avuto presso i popoli abitatori della zona. Già citate fra le celebri delizie di Porsenna ("Balnea ista inter celebres Porsennae delicias insigna"" dice l´immancabile lapide, questa volta datata 1600); le fonti chiancianesi furono effettivamente frequentate dagli Etruschi, antichi abitatori della vicina Chiusi, come confermano gli scavi archeologici operati nella zona. Ai tempi dell´impero romano una strada portava direttamente dalla Via Cassia alle terme che fecero il loro ingresso ufficiale nella storia grazie alle citazioni di tutto rispetto di Varrone, Tibullo e Orazio. Il nome della cittadina appare, insieme con le fonti denominate Santa e Sillene, nel 1171 in un atto di donazione; risalgono invece al 1287, anche se pubblicati molto più tardi, i primi Statuti Chiancianesi che si occupavano anche della manutenzione delle terme. "Ciò che è certo si è, che santa Agnese vi si recò nel 1317 e lasciò il suo nome al Bagno"": questa perentoria affermazione dello Schivardi è confermata anche da fra´ Raimondo da Capua, biografo della Santa. Il passaggio della città sotto il potere senese non sminuì l´importanza delle acque, che continuarono a essere citate in vari testi dell´epoca: nel 1631 Paolo Maria da Forlì lasciò come eredità ""...non oro, né argento né terre, ma l´istruzione sull´uso dell´Acqua Santa di Chianciano"". Il primo intervento rilevante per quanto riguarda gli impianti termali è del 1674, quando venne eretto lo stabilimento dell´Acqua Santa; circa un secolo dopo, in seguito alle analisi eseguite dal Baldassarri che "nel 1756 ne diede una buona relazione"", il granduca Pietro Leopoldo fornì i mezzi necessari per attrezzare l´allora Bagno di Sant´Agnese. Per quanto riguarda l´Ottocento, la testimonianza dello Schivardi riporta l´esistenza di quattro fonti, oltre alle due già citate: si parla della sorgente "della strada"", vicinissima all´Acqua Santa e della "sorgente del Casuccini"", sulla cui scoperta ci offre il solito fatto curioso: "Fu scoperta a caso da alcuni cacciatori che, assetati, avendo ad essa avuto ricorso, si accorsero dagli effetti provati che essa conteneva principi minerali dotati di virtù lassative"". Ai nostri giorni, di fronte ad un fatto del genere, nulla ci farebbe escludere l´ipotesi di un avvelenamento da scarichi industriali... Il ´900 vede Chianciano all´avanguardia come località termale. Dal Vinaj-Pinali apprendiamo che "lo Stabilimento Termale, ancora ingrandito nel 1894, ha camerini da bagno e vasche che, data la straordinaria abbondanza delle acque, permettono il bagno ad acqua corrente. Annesso ai bagni trovano un comparto per le cure fisiche di recentissima costruzione, per le applicazioni elettriche, per i bagni idroelettrici, per le docce, pel massaggio e per la ginnastica medica"". È la stessa fonte ad affermare l´esistenza di un laboratorio per le analisi chimiche e fisiologiche. In quel periodo (e fino agli anni ´40, quando le terme divennero demaniali) la cittadina termale assunse il tipico aspetto neoclassico grazie allo stile allora in voga. Delle sembianze di allora non rimane quasi più nulla in seguito alla totale ristrutturazione avvenuta su progetto degli architetti Marchi e Loreti, presentato nel 1940 e approvato nel 1961, e che ha le sue opere più rappresentative nel Salone delle Feste e nel Padiglione di Mescita dello stabilimento Acqua Santa. Le ultime ulteriori sistemazioni risalgono al 1969 e al 1974. Lo stabilimento Sant´Elena conserva l´impronta del tempo in cui venne fondato: era il 1927 e i successivi interventi, avvenuti nel ´32, nel ´53, nel ´75 e nel ´92, non hanno apportato sostanziali cambiamenti - se non per quanto riguarda il rinnovamento delle attrezzature del moderno imbottigliamento e della nuova Direzione Sanitaria - sì da mantenere inalterate certe caratteristiche che danno al complesso termale ubicato nell´antico parco un´immagine di tranquillità e di pace, un vero santuario ecologico. L´ACQUA E LE CURE La zona in cui sorge la cittadina è ricchissima di acque minerali, delle quali sono utilizzate a scopo terapeutico dalle Terme di Chianciano la rinomata Acqua Santa, la Fucoli, la Santissima e la Sillene, tutte appartenenti al gruppo delle bicarbonato-solfato-calciche. L´Acqua Santa ha una temperatura alla sorgente di 33 °C e viene impiegata al mattino a digiuno nella cura delle affezioni epato-biliari e nelle malattie del ricambio. In particolare ci si riferisce a tutte quelle disfunzioni del fegato che vanno sotto il nome di epatopatie, epatiti, intossicazioni, e anche a infiammazioni della colecisti e calcolosi biliare. L´acqua Fucoli sgorga a 18 °C ed è complementare alla prima; si beve generalmente di pomeriggio ed è indicata nelle dispepsie gastriche e duodenali, nella stipsi abituale, nelle disfunzioni soprattutto biliari, in appoggio alla cura base con acqua Santa. L´acqua Sillene viene usata sia per la preparazione dei fanghi - applicati come impacco sulla regione epatica, o anche impiegati per uso fango-terapico nel trattamento delle più frequenti forme di artrosi, in medicina estetica e in angiologia - sia per un tipo particolare di balneoterapia carbo-gassosa indicata nella cura di taluni disturbi cardiocircolatori. L´acqua Santissima è utilizzata per le cure inalatorie, praticate nel moderno e attrezzato centro inalatorio delle Terme di Chianciano e indicate nelle riniti vasomotorie, rinosinusiti e faringolaringiti croniche, nell´asma bronchiale e nelle broncopneumopatie ostruttive. Nel centro di idrofisiokinesiterapia vengono invece trattati le patologie croniche articolari, muscolari e scheletriche della colonna vertebrale e degli arti, e gli esiti di traumi sportivi o accidentali; nel centro di medicina estetica e naturale i problemi dermatologici e gli inestetismi causati da cellulite, varici e linfodemi. La società Sorgente Sant´Elena si occupa dello sfruttamento dell´acqua omonima. Questa, oligominerale-bicarbonato-alcalino-calcica, ha azione diuretica, favorisce l´espulsione spontanea dei calcoli renali e della renella, è indicata nelle flogosi (cistiti, cistopieliti e prostatiti) e nelle malattie del ricambio (gotta, iperuricemia), facilita la digestione, ed è elettiva nell´attività sportiva, in quanto migliora le prestazioni quale reintegratore naturale dei sali minerali e dei liquidi. Lo stabilimento Sillene, il centro inalatorio e il parco termale dell´Acqua Santa sono aperti tutto l´anno; gli impianti termali Fucoli e Sant´Elena da metà aprile a fine ottobre. L´ATTREZZATURA Attualmente la fisionomia termale di Chianciano è caratterizzata dai parchi termali Acqua Santa e Fucoli, con padiglioni per cure idropiniche, che sorgono rispettivamente ai lati del viale delle terme; lo stabilimento Sillene è situato all´estremo opposto del centro storico, mentre gli impianti termali per la mescita dell´acqua Sant´Elena si trovano lungo il viale che conduce al centro storico. Chianciano, sempre tesa ad incrementare l´attività termale, ha tenuto conto nel suo espandersi della necessità di mantenere intatto l´equilibrio ecologico della zona e appare ricca di verde non soltanto attorno agli stabilimenti per le cure, ma anche nei viali alberati che collegano case ed edifici pubblici, architettonicamente in sintonia con il paesaggio. Lunghe e tranquille passeggiate vengono consigliate a tutti coloro che si sottopongono alle cure: la cittadina è letteralmente "adagiata"" sulle colline, su di un arco di circa 3 chilometri e mezzo ed è godibile sia dal punto di vista paesaggistico sia sotto il profilo artistico-culturale. Pur evitando di elencare tutti gli itinerari possibili, ci pare utile suggerire alcune tappe fra le più rappresentative: per esempio una sosta al parco Sant´Elena è d´obbligo per tutti coloro che si recano a Chianciano, così come una visita alla parte alta, ricca di campanili, chiese e palazzotti caratteristici, archi e antiche porte di accesso in città, monumenti quali il castello dei conti Manenti e la Torre dell´Orologio. Chianciano non è tutta qui: per un visitatore meno intraprendente è d´obbligo visitare il nuovissimo Museo Etrusco, dove sono conservati i reperti provenienti da campagne di scavo effettuate recentemente nel territorio comunale. Nella Casa dell´Arciprete è ospitato invece un prezioso museo con opere di scuola senese. Presso gli stabilimenti termali è possibile usufruire di sale di lettura oppure assistere alle numerose iniziative musicali, culturali, sportive e mondane che giornalmente fanno parte del ricco calendario cittadino. Oltre agli impianti che arricchiscono i parchi intorno agli stabilimenti - campi da tennis e da bocce, piste di pattinaggio, palestre, minigolf - è stato creato un centro polisportivo comunale con piscine e palazzetto dello sport. Un po´ approssimativo ma di sicuro effetto è il suggerimento che l´Azienda di Promozione Turistica fornisce ai villeggianti: tracciando un cerchio di circa 50 chilometri attorno a Chianciano si hanno i confini di una zona fra le più ricche dal punto di vista artistico e storico: Siena, Arezzo, Perugia ne sono i punti di riferimento principali, ma non bisogna dimenticare i resti etruschi di Chiusi, la cinquecentesca Montepulciano e tutti i piccoli borghi medievali, preziose testimonianze di un periodo ancora ricco di fascino. La ricettività alberghiera è ottima." CHIANCIANO TERME SIENA
TERME DI MONTEPULCIANO "LA STORIA Il famoso trattato De Thermis di Andrea Bacci, edito nel 1571, riporta alcuni passi sulle sorgenti sulfuree che sgorgano a Sant´Albino di Montepulciano. Dal Rinascimento ad oggi illustri studiosi della materia dedicarono attenzioni a quest´acqua: tra gli altri Leonardo da Capua, Kinker, Santi, Baldassarri e il professor Targioni Tozzetti, uno dei più scrupolosi osservatori del fenomeno termale in Toscana dello scorso secolo. L´ACQUA E LE CURE Classificate come minerali, sulfuree, salso-bromo-iodiche e calcio magnesiache, oltre che particolarmente ricche di anidride carbonica, le acque delle terme di Montepulciano, grazie alle loro caratteristiche terapeutiche, sono consigliate per problemi respiratori, locomotori, dermatologici, ginecologici. Particolare efficacia traggono le affezioni dell´apparato otorinolaringoiatrico e respiratorio quali: faringiti, riniti, sinusiti, laringiti, tracheiti, tonsilliti recidivanti, bronchiti. Annesso al servizio otorinolaringoiatrico opera un centro per la sordità rinogena, dotato di moderne attrezzature audiologiche (audiometria tonale, vocale, impedenziometria, potenziali evocati uditivi, otomicroscopia) e di una sezione terapeutica nella quale vengono praticate, da personale medico specializzato, insufflazioni endotimpaniche che utilizzano l´azione anticatarrale, antisettica ed eutrofica dello zolfo presente nelle acque termali. Sono inoltre stati elaborati programmi specifici mirati a riconquistare il giusto equilibrio fisico e psichico e sono disponibili programmi innovativi per la rigenerazione globale della forma fisica con trattamenti specifici per il viso e per il corpo. Di recente attivazione è il Centro per la riabilitazione vascolare, ortopedica e reumatologica, dotato di strutture di avanguardia, secondo i più moderni indirizzi terapeutici. Il nuovo complesso si compone di piscine termali, percorsi vascolari, vasche di contrasto, docce scozzesi, palestra ortopedica e vascolare. In queste strutture vengono svolti programmi di rieducazione e riabilitazione per patologie di vene, arterie e vasi linfatici, patologie ortopediche, traumatologia generale e sportiva. L´ATTREZZATURA Presso la struttura termale e nella vicina cittadina di Montepulciano sono a disposizione numerose attrezzature ricreative: campi da tennis e bocce, piscina, maneggio; e inoltre cinema, dancing, sale di convegno e di lettura. È il caso inoltre di sottolineare la bellezza dei luoghi, la caratteristica struttura medioevale e l´importanza dei monumenti che fanno di Montepulciano una ambita meta turistica. Fra i monumenti d´interesse artistico ricordiamo il Palazzo Comunale, il Tempio di San Biagio, il Palazzo Cervini, la cattedrale, la Loggia del Mercato e la casa del poeta Angelo Poliziano che qui nacque nel 1454. Interessanti escursioni in località di grande interesse artistico e culturale come Pienza, Cortona, Chiusi, Orvieto, Arezzo e Siena. La ricettività alberghiera è di discreto livello." MONTEPULCIANO SIENA
TERME SALUTE AMBIENTE - BAGNI DELLE GALLERAIE LA STORIA I Bagni delle Galleraie, fra la quiete di pittoreschi boschi e pinete, a pochi chilometri da Radicondoli, Belforte e Travale, furono fatti costruire nell´anno 1862 dal conte Bulgarini d´Elci. Fin dall´inizio furono dotati di un albergo con ventisette camere, di un reparto con quattordici bagni (per i fanghi ed i bagni caldi contro artriti e artrosi), di un ampio piazzale, di un immobile con quattro grandi vasche per bagni con acqua ferrosa a 29 °C di un corpo per il ricovero di cavalli e carrozze e, perfino, di una piccola chiesetta. Venivano sfruttate ben cinque sorgenti di diverse acque, tutte preziose e rare, citate oggi anche nel Dizionario Medico Larousse. Nel 1891 la città di Siena ospitò un importante congresso di idrologia e le acque delle Galleraie ebbero gli onori di importanti citazioni e riconoscimenti. Più significativo per ovvi motivi appare però il Congresso nazionale di Idrologia, Climatologia e Terapia fisica tenuto a Napoli nel 1912. Ebbene, anche qui illustri medici e clinici ritennero opportuno citare le acque delle Galleraie e decantarne le azioni terapeutiche. Nel 1987 il vecchio albergo è stato oggetto di un intervento di restauro conservativo. Inoltre è stata realizzata una moderna stazione termale adiacente all´albergo. Tutto il complesso si trova al centro della riserva naturale delle Carline. L´ACQUA E LE CURE Delle numerose sorgenti che compongono il bacino idrico delle Galleraie quelle attualmente utilizzate sono le acque del tipo sulfuree-bicarbonato-solfato-calciche-magnesiache e ferrose-arsenicali. La loro composizione chimica determina sulla cute e sulle mucose un´azione calmante, lenitiva, antiflogistica e riducente, particolarmente utile, tramite la balneoterapia, nelle affezioni cutanee, specialmente se accompagnate da prurito, come eczema allergico, costituzionale, xerosi senile, orticaria recidivante, dermatite seborroica, ma anche psoriasi, acne, rosacea e follicoliti recidivanti. In alcune di queste patologie, su consiglio del dermatologo, si può completare la cura con esposizione ai raggi UVA (disponibile lettino per tutto il corpo o lampade a mezzobusto). La mucosa delle vie respiratorie trae benefici dall´azione antiflogistica dell´acqua termale somministrata tramite inalazioni caldo-umide, aerosol ed insufflazioni endotimpaniche soprattutto nelle seguenti affezioni: faringiti, laringo-tracheiti, riniti, otiti catarrali croniche, ototubariti, bronchiti croniche, bronchiectasie, allergopatie respiratorie e sordità rinogena. Il reparto di fangoterapia, modernamente attrezzato, affiancato dalla palestra e dal servizio di fisioterapia, permette di curare efficacemente o prevenire le malattie osteo-artro-muscolari infiammatorie e degenerative, in particolare: artriti, artrosi, mialgie, miositi, nevralgie, esiti di fratture e dei traumi sportivi. L´acqua delle Galleraie, oltre ad avere ottime caratteristiche organolettiche (sapore molto gradevole, assenza di forti odori), favorisce i processi digestivi e risulta particolarmente utile per curare: la stipsi, le dispepsie, l´intestino irritabile con stipsi, la pirosi gastrica e le discinesie biliari. La cura idropinica viene erogata gratuitamente ai pazienti che usufruiscono degli altri tipi di cure (a pagamento o in convenzione), e agli ospiti dell´albergo La Sorgente, previo controllo medico da parte del sanitario dello stabilimento. Lo stabilimento è convenzionato per fanghi, bagni, cure inalatorie ed insufflazioni endotubariche con ASL, INPS e INAIL (è possibile anche il soggiorno alberghiero convenzionato). A pagamento si può usufruire del servizio di fisioterapia (massaggi totali e parziali terapeutici, rilassanti, anticellulite, ginnastica passiva e attiva in palestra o all´aperto, rieducazione motoria, ginnastica respiratoria), del servizio dietologico che, in base ai dati anamnestici ed antropometrici, fornisce al paziente il programma dietetico personalizzato da effettuare a domicilio, delle prestazioni dermocosmetiche sotto controllo dello specialista dermatologo (consulenza dermatologica, pulizia del viso, maschera facciale, peeling chimico, UVA, massaggi estetici). È possibile inoltre avvalersi della consulenza dell´équipe dei medici specialisti in cardiologia (visita + ECG), reumatologia (visita, infiltrazioni intrarticolari, ecografia articolare), ORL (visita, asportazione tappi di cerume) e malattie respiratorie. L´ATTREZZATURA Le Galleraie dispongono di un albergo con ristorante e bar. Per i più sportivi i gestori dell´albergo organizzano passeggiate guidate nel bosco, a piedi, a cavallo o in mountain-bike. Chi invece ha carattere contemplativo potrà godersi la bellissima natura del parco termale dalla terrazza del bar, sotto l´ombrellone, ascoltando il cinguettio degli uccelli e lo scorrere del vicinissimo fiume Cecina. Al di là d´una gita d´obbligo a Siena, i dintorni presentano numerose e interessanti attrattive turistiche (Colle Val d´Elsa, San Gimignano, San Galgano). A pochi chilometri a ovest, in provincia di Grosseto, l´insolito e affascinante spettacolo della piana di Larderello. La ricettività alberghiera è alquanto limitata. RADICONDOLI SIENA
TERME SALUTE AMBIENTE - BAGNI DI PETRIOLO "LA STORIA Le prime notizie di Bagni di Petriolo risalgono al 1230. Lavori di restauro risultano attuati nel 1273. In un volume della Storia di Siena del 1433, Orlando Malavolti scrive che nel 1230 furono pagati quattro soldi e sei denari a tale Ioahnnetto Bolitori che nel mese di giugno si recò a Petriolo per accompagnare al bagno il vescovo di Chiusi e risulta che pochi giorni prima il Comune di Siena aveva inviato il notaio Bonfiglio a fare l´elenco delle persone "qui iverant ad balneam"". Alcuni storici ritengono che i Bagni di Petriolo fossero noti ai Romani. Dall´Archivio di Stato di Siena risulta l´esistenza di un ordinamentum balnearum del 1292, dove si fa cenno che i primi fondatori dei Bagni siano stati "que´ Romani che qui stabilirono la colonia senese"". Fra gli Statuti della Repubblica Senese compilati circa l´anno 1270 ve n´è uno che descrive il modo di eleggere il "rettore ed il camerlingo de´ Bagni di Petriolo"". Nel 1404, dopo molte incursioni di milizie nemiche, fu iniziata una fortificazione di Petriolo ad opera di molti "maestri di pietra"" e specialmente di Simone e di Ginnarello. L´opera di fortificazione fu completata nel 1419. La grande opera De Thermis di Andrea Bacci mette in rilievo la ricchezza di zolfo del Balneum Petrioli e cita il portico di Pio II e gli alloggi costruiti nelle vicinanze per comodità dei curandi. La storia di Bagni di Petriolo è ricchissima di presenze di personaggi illustri che frequentarono le acque sulfuree: fra gli altri Jacopo Piccinino, giunto con una scorta di centinaia di cavalieri nel 1344, per incontrarvi il cardinale di Venezia, nipote di Eugenio IV. Nel 1437 andò a Petriolo Galeazzo Malatesta di Pesaro e l´anno successivo i cardinali Giovanni Vitelleschi e Giordano Orsoni già arcivescovo di Napoli e decano del Sacro Collegio. Nel 1439 il marchese di Ferrara, Niccolò III d´Este e nel 1440 il Gattamelata. Nel 1443 i marchesi Giovanni e Francesco I di Mantova con seguito di centocinquanta cavalieri e molte damigelle. Nel 1443 il Concistoro ordinò al rettore dei Bagni di offrire a Giovanni e Bernardo de´ Medici ogni comodità. Altri della Casa Medici tornarono a Petriolo nei tre anni successivi. Nel 1470 i Gonzaga erano nuovamente a Petriolo insieme al cardinale del Monferrato. Nel novembre del 1478 il duca di Urbino, Federico II di Montefeltro, vi soggiornò per curarsi una gamba. Il pontefice Pio II, Enea Silvio Piccolomini, che divenne papa nell´agosto del 1458, tornò più volte ai Bagni per curare la sua artropatia; durante i suoi soggiorni emanò numerose Bolle e ricevette i messi del re di Serbia, venuti a chiedere aiuto contro il "turco"". L´ACQUA E LE CURE I Bagni di Petriolo sono alimentati da un´unica sorgente di acqua ricchissima di zolfo e carbonato che sgorga ad una temperatura costante di 43 °C. Le ricorrenti analisi chimico-fisiche (l´ultima nel 1996) hanno dato risultati costanti nel tempo, indicando la presenza di una quantità elevata di sostanze minerali, tutte idonee a molteplici cure, sia attraverso la doccia e la fangoterapia che le inalazioni. A proposito delle proprietà delle acque di Petriolo il Bacci nella sua opera dice: "a tutti i mali, a´ quali sono di giovamento l´acque solforate, queste nostre, convengano, dicendo apertamente, che tali infermità sono quelle, che derivano da freddezza e da umidità"". Di poi più minutamente dice: "risolvono i flati delle viscere, e proibiscono i tumori; medicano i mali di tal sorte della milza, e del fegato, siccome ancora medicano la podagra, e la sciatica, e l´artrite umida; in un breve spazio di tempo portano via ogni sorta di scabbia, e l´ulcerazioni sordide, e vecchie risanano. La doccia parimenti crede, che sia di grande utilità alle costituzioni fredde, ed a´ mali di tal natura, nominando la sordità, il tinnito degli orecchi, i tremori, la paralisia, il male comiziale, ed altri simili..."". Oggi, nel piccolo stabilimento di Petriolo, gestito dalla Società Terme Salute Ambiente, è possibile effettuare, in convenzione con il SSN, fanghi e bagni per malattie artroreumatiche, particolarmente indicati nelle varie forme di artrosi, nei reumatismi extrarticolari, periartriti, contratture e dolori muscolari, fibromialgia, postumi di traumi e fratture. Si possono associare i massaggi totali o distrettuali, la mobilizzazione passiva, la ginnastica individuale o collettiva all´aria aperta. L´acqua di Petriolo per il suo contenuto in zolfo è indicata nella terapia dell´acne giovanile, della seborrea, della pitiriasi del cuoio capelluto, degli eczemi secchi, della psoriasi, delle ipercheratosi palmo-plantari e delle ittiosi. Per queste patologie si possono effettuare maschere facciali, fanghi e bagni dermatologici, pulizia del viso. Si può abbinare inoltre un massaggio anticellulite, un linfodrenaggio manuale o un massaggio rilassante del viso e del cuoio capelluto. La nuova stagione termale, che si aprirà nel maggio 1999, vedrà l´inaugurazione del nuovo stabilimento, dotato di tutte le attrezzature per l´utilizzazione dell´acqua termale in modo personalizzato, capace di rendere ancora più efficaci le cure tradizionali delle Terme di Petriolo, estendendole alla dermo-estetica e alla medicina naturale. L´ATTREZZATURA L´ampio parcheggio di recente allestimento, l´area attrezzata con i tavolini per picnic, la possibilità di un bagno nel fiume o di una bella passeggiata lungo le rive rendono questo posto ancora più invitante per chi apprezza il binomio "salute e ambiente"". Interessanti le escursioni nei dintorni (a nord-est Siena e altre città d´arte, a sud l´Amiata, a ovest le valli del grossetano). In particolare, è da non perdere (km 7) la stupenda abbazia di San Galgano. La ricettività della zona, garantita anche dall´Hotel Terme di Petriolo, è discreta." MONTICIANO SIENA
TERME SAN CASCIANO DEI BAGNI "LA STORIA Orazio e Tibullo ricordano nei lori versi le Fonti di San Casciano, e dopo di loro Gentile da Fabriano, Michele Savonarola, Ugolino da Montefeltro e altri scrissero in termini entusiastici sulle loro virtù curative. Sembra anzi che Orazio abbia, grazie ad esse, definitivamente debellato una grave forma di oftalmia che i maligni riportano essergli stata trasmessa dalla sua dolce Lalage, tanto cantata. Si sostiene pure che Augusto, guarito anch´egli da un´oftalmia, avesse premiato il suo medico dandogli l´anello d´oro che è stato prerogativa e segno di riconoscimento dei medici sino alla fine del Medioevo. È certo che le terme di San Casciano, i Balnea Clusinis dell´epoca romana (così chiamati perché vicini a Chiusi, famoso centro etrusco), sopravvissero anche nel Medioevo, e anzi il geografo Reclus, nella sua Geografia Universale, ne parla come se fossero le uniche esistenti intorno all´anno Mille in tutta la Toscana. Divennero nel 1500 termine di paragone per le altre acque, come testimonia il medico Antonio Majnero, che nel parlare delle acque di Chianciano fa esplicito riferimento alla più famosa delle acque di San Casciano, la Ficoncella (detta anche "Fegatella"": "Haec pota non secus quae Ficoncella propre est""). Nel secolo successivo vennero ampliati i bagni, e in seguito vennero scoperte nuove sorgenti, che accrebbero il bacino idrologico e con esso la fama e il successo delle terme, oggi conosciute anche all´estero. Le sorgenti di San Casciano sono oggi 42, e raggiungono una portata giornaliera di circa 5.800.000 litri. L´ACQUA E LE CURE Le acque minerali utilizzate alle terme di San Casciano sono dette Doccia della Testa, Docce Nuove di Sant´Antonio, Santa Maria I, Santa Maria II, San Lucor, San Giorgio, San Giovanni, Ficoncella, Bagni di Apollo e Grotta. Sono acque di tipo fluorato-solfato-calcico-magnesiache e debolmente sulfuree, termali (la loro temperatura oscilla fra i 27 e i 43 °C) e radioattive. Sono indicate nella cura delle affezioni dell´apparato respiratorio (come laringiti, faringiti, riniti), circolatorio e genitale femminile, delle sindromi nervose e delle artriti reumatiche e reumatoidi. L´acqua di Santa Lucia, famosa da tempo per la cura delle malattie degli occhi, è utilizzata efficacemente anche contro i disturbi diabetici, le intossicazioni di origine alimentare e l´obesità. Le cure praticate alle terme consistono in bagni in vasca e nella nuova piscina termale, fanghi, inalazioni, aerosol, irrigazioni, massaggi, cure estetiche, bibita. Lo stabilimento (detto "Bagno del Portico"" da quando il granduca di Toscana Ferdinando II nel 1607 fece costruire un grandioso porticato di travertino per la mescita dell´acqua Ficoncella, che sgorga all´interno del salone principale) è stato completamente rinnovato, nel rispetto dell´incantevole paesaggio e della sua storica struttura. Sono stati creati reparti modernamente attrezzati e organizzati per trattamenti di salute, bellezza e benessere. La nuova struttura comprende tre aree primarie: piscina termale e reparti termali, centro benessere ed hotel termale. A disposizione piscina ad acqua calda termale (attrezzata con cascate, percorsi in controcorrente, idromassaggi subacquei), grande solarium naturale, studi di consulenza medica specialistica, bar e parco termale. Vengono praticati fanghi, bagni termali, massoterapia e cure inalatorie (inalazioni, aerosol). Nel 1998 è stato inaugurato il centro termale Fonteverde, specializzato nei trattamenti estetici e per il benessere e la cura del corpo: tra le proposte la settimana di remise-en-forme. Il periodo di apertura va al momento da marzo a novembre, ma si prevede, per l´immediato futuro, di tenere aperto il centro anche nei mesi invernali. L´ATTREZZATURA La località, che sorge in una verde vallata di vigneti ed uliveti al confine fra Toscana, Umbria e Lazio, è ricca di testimonianze storiche ed archeologiche (il Castello, citato in un documento dell´anno Mille, la Collegiata Romanica, e inoltre i resti delle terme romane Fontes Clausinae con cimeli di epoca Etrusca). Da visitare Chiusi (nel cui Museo Etrusco sono conservati oggetti rinvenuti presso le terme di San Casciano), Cetona con il suo curatissimo centro storico, l´interessante museo e le Grotte di Belverde, e poi Sarteano, Città di Pieve, Orvieto, Acquapendente. Da non perdere, anche una gita al Monte Amiata. Per il tempo libero si può scegliere tra escursioni guidate a cavallo - i maneggi non mancano- nuotate in piscina, escursioni enogastronomiche, trekking ed altri sport all´aria aperta. Per gli appassionati della musica e del teatro, a Sarteano, Città di Pieve, Cetona, Montepulciano si tengono, soprattutto in periodo estivo, spettacoli di prosa, folcloristici, concerti di musica classica e lirica. La ricettività alberghiera della zona è piuttosto limitata." SAN CASCIANO DEI BAGNI SIENA
TERME SAN GIOVANNI "LA STORIA Fra le più antiche notizie e i documenti storici riferiti a questi bagni viene citata una pergamena risalente all´XI secolo, conservata nell´archivio della cattedrale di Arezzo, mentre nell´Archivio di Stato di Siena sono presenti varie delibere del 1300, mediante le quali la Repubblica interveniva con opere e provvedimenti diretti ad una migliore utilizzazione delle acque. L´area su cui esistono gli impianti attuali è stata sfruttata a fini termali dall´età etrusca: a quest´epoca risale il toponimo Arunte, che si riferisce ad una sorgente le cui acque sgorgavano a poca distanza da quelle che alimentano lo stabilimento moderno. Sempre a poca distanza dalla sorgente, il ritrovamento di una vasca rettangolare testimonia la continuità d´uso anche in età romana, mentre documenti riportano gli interventi del comune di Siena a difesa della preziosa risorsa durante l´età medievale, nei secoli in cui il termalismo rapolanese conobbe il suo massimo splendore. L´attuale stabilimento dell´Antica Querciolaia fu impiantato nel 1864, quando, dopo i lavori di scavo fu ritrovata la copiosa sorgente che ancora oggi alimenta le terme. Le particolarità geologiche del territorio di Rapolano hanno dato luogo alla presenza di numerose sorgenti, le quali diedero origine agli stabilimenti di cura; l´Antica Querciolaia e la San Giovanni fanno capo allo stabilimento omonimo e a un albergo termale. Il Vinaj-Pinali nel 1916 cita anche la sorgente dei Bagni Freddi (o di Armaiolo), la cui temperatura è di circa 28 °C, e la sorgente dei Bagni Temprati (o di San Giacomo) le cui acque raggiungono i 36 °C. L´ACQUA E LE CURE Le acque delle terme di Rapolano sono sulfuree-bicarbonato-calciche. L´alta percentuale di zolfo, insieme al calcio e ad altri microcostituenti, garantiscono la terapeuticità dell´acqua e ne fanno un mezzo di cura indicato in moltissime patologie e a tutte le età. Le acque delle Terme San Giovanni e dell´Antica Querciolaia sono utilizzate per docce, bagni, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol (sonico, jonico, medicato), insufflazioni endotimpaniche, docce nasali micronizzate, ventilazione polmonare, fanghi sulfurei, massaggi, idromassaggi. Le indicazioni terapeutiche sono numerose, con cicli di cure della durata di 10-15 giorni, e riguardano: disturbi dell´apparato cardio-circolatorio e vascolare; malattie artroreumatiche e infiammatorie (artrosi, artrite, reumatismo, sciatalgia, lombalgia, nevralgia, fibromialgia, postumi di fratture); malattie dell´apparato uditivo, in particolare dell´orecchio medio (otite catarrale cronica, otite sieromucosa del bambino, otite recidivante); malattie dell´apparato respiratorio (rinite cronica e allergica, sinusite, faringite, tracheite, bronchite cronica e asmatica); affezioni dermatologiche (eritemi, psoriasi, eczemi cronici, acne). Gli stabilimenti termali sono convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. I fanghi sulfurei, integrati con una linea cosmetica esclusiva, vengono utilizzati anche per cure estetiche nel Beauty Club delle Terme San Giovanni, con programmi settimanali per uomo e donna (antistress, anticellulite, anti-age, viso, neo-mamma). Presso lo stabilimento dell´Antica Querciolaia sono stati attivati due nuovi reparti: palestra e centro benessere. Le Terme Antica Querciolaia sono aperte tutto l´anno, l´Hotel Terme San Giovanni da aprile a novembre. L´ATTREZZATURA Le cure sono praticabili presso le Terme Antica Querciolaia oppure alloggiando all´Hotel Terme San Giovanni. Gli stabilimenti sono dotati di piscine termali (temperatura costante 35 °C), inserite in ampi spazi destinati a solarium e al verde. Il mantenimento della temperatura dell´acqua è assicurato dal suo considerevole ricambio (1800 litri al minuto) e avviene tramite potenti getti che offrono la possibilità di praticare un benefico idromassaggio naturale. La zona, ricca di tesori artistici e architettonici, invita a escursioni e visite nel cuore della Toscana meridionale e in Umbria: oltre a Siena, i luoghi raggiungibili in meno di un´ora di automobile sono Arezzo, Cortona, Montalcino, Pienza; poco più distante è il Lago Trasimeno. Nelle immediate vicinanze sono visitabili la famosa abbazia di Monte Uliveto Maggiore ad Asciano e l´antico centro feudale di Serre, abbellito, al pari di Rapolano, da costruzioni romaniche e gotiche. In primavera e al termine dell´estate la località è rallegrata dalla festa in onore di Santa Caterina da Siena (a Serre di Rapolano), che pare fosse assidua frequentatrice delle terme. La ricettività alberghiera, oltre all´albergo termale, è garantita dalle strutture dei comuni limitrofi." RAPOLANO TERME SIENA
Chianciano Terme Numero telefonico 848800243. Chianciano Siena
Montepulciano Numero telefonico 0578-7911. Montepulciano Siena
Bagni San Filippo Numero telefonico 0577-872982. Siena
SOCIETÀ TERME BORMIESI "LA STORIA Sono molte le località termali che rivendicano origini romane, ma per Bormio si è scomodato persino Plinio il Vecchio, che la citò nella sua immane Naturalis Historia. Le terme di Bormio, come spesso avvenne, non caddero in disuso durante il Medioevo: lo conferma un documento di Aurelio Cassiodoro, ministro di Teodorico (re degli Ostrogoti) che dava licenza a un tal conte Vinosiado di recarsi ad Aquas Burmias per curare la sua podagra. La fama continuò anche nei secoli successivi; si dice che nel 1400, in Olanda, circolasse un detto in cui, di un rimedio particolarmente efficace, si diceva che "guarisce tutti i mali come le acque di Bormio"". Una nuova fioritura della attività termale si ebbe agli inizi del secolo scorso. Negli anni 1834-35 fu decisa la costruzione del grande stabilimento dei Bagni Nuovi che andava ad affiancarsi a quello dei Bagni Vecchi, la cui esistenza risaliva a molto tempo prima. Dell´avvenimento lo Schivardi racconta: "Venne costrutto a spese di quattro comuni e cioè Bormio, Val Furva, Valdidentro, Valdisotto, i quali vendettero i boschi di loro spettanza, e n´ebbero un capitale di circa 400.000 mila lire. La speculazione fu disgraziata e lo stabilimento non rendeva l´un per cento. Allora lo vendettero a una società Svizzera per un sesto di quello che costava! La società l´ampliò, corresse alcuni difetti, fece delle piantagioni all´ingiro, lo ridusse infine bello e comodo come è ora (1875)"". Ecco come era strutturato il palazzo: "Al pian terreno (vi sono) i locali dell´Amministrazione, le sale da pranzo, da caffè, da ritrovo, quelle del medico e la farmacia, e i locali dei bagni distinti per sesso. Al primo piano v´hanno 8 gabinetti a volta reale con esalatore, destinati ai bagni particolari, in ciascuno dei quali v´ha una bella vasca di marmo bianco di Candoglia, servita da due rubinetti, uno per l´acqua termale, l´altro per la termale stessa raffreddata. Lateralmente sonvi altri 15 gabinetti per alloggi, ma con frammezzo un gabinetto da bagno. Superiormente si trovano le stanze per alloggio"".Questa descrizione ha ormai il valore di una testimonianza storica: una parziale demolizione del complesso termale avvenne all´inizio degli anni ´70 non senza suscitare polemiche. Nei primi decenni del ´900 sorsero al centro della località le strutture della Società Terme Bormiesi, che utilizzano l´acqua della sorgente Cinglaccia. Insieme ai già citati Bagni Vecchi, che continuano a funzionare, costituiscono il patrimonio termale di Bormio, eredità di quel grande passato che vide la nascita delle sue fortune turistiche, ai tempi in cui "andar ai bagni"" era un privilegio di pochi. Recente è la ricostruzione del Grande Albergo dei Bagni. L´ACQUA E LE CURE Le sorgenti di Bormio sono nove e sono situate ai piedi della Reit, in territorio di Valdidentro nei pressi degli antichi Bagni Vecchi e del burrone d´Adda; le acque che vi sgorgano, pur con qualche lieve differenza tra loro, sono tutte del tipo solfato alcalino-terrose calde (tra 37 e i 43 °C) e radioattive (intorno alle 195 unità Mache). Alcuni dei loro nomi sono legati alla storia: Fontana dell´Arciduchessa, Bagni Romani, Sorgente degli Ostrogoti, Cassiodoro, Niebelungen, Zampillo dei Bambini, Cinglaccia e Pliniana, dedicata allo storico romano e situata in una suggestiva grotta. L´utilità delle acque di Bormio è riscontrata nelle uricemie, nelle malattie del ricambio, diabete, gotta, affezioni ginecologiche, malattie allergiche. L´efficacia della cura è data soprattutto dalla presenza di gas radioattivi (radon) che stimolano l´organismo senza provocare effetti collaterali nocivi. Presso lo stabilimento delle Terme Bormiesi, provvisto di piscina olimpionica con acqua termale a 32 °C, si possono effettuare bagni, bagni ozonizzati, fangoterapia, saune, massaggi, aerosol, inalazioni, irrigazioni, trattamenti di bellezza. Presso la struttura di Bagni Vecchi Terme si trova la Grotta Sudatoria, bagno turco naturale e bagno termale, dove la temperatura è di 37-42 °C; inoltre si praticano bagni, inalazioni, aerosol, e immersioni negli antichi "bagni romani"", ultime vestigia delle antiche terme. Gli stabilimenti sono aperti tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Bormio è una delle capitali lombarde dello sci; lo Stelvio, raggiungibile con relativa facilità, garantisce la presenza di neve per tutto l´arco dell´anno. Anche il Parco Nazionale dello Stelvio contribuisce a incrementare le presenze turistiche. Tutto ciò assicura all´ospite in cura alle terme infinite possibilità di passare il tempo libero in modo interessante. Non mancano cinema, discoteche, campi da bocce, da tennis, di pattinaggio, un campo da golf a 9 buche, percorsi naturalistici nel Parco, musei. La ricettività alberghiera è buona." BORMIO SONDRIO
STABILIMENTO BAGNI VECCHI "LA STORIA Sono molte le località termali che rivendicano origini romane, ma per Bormio si è scomodato persino Plinio il Vecchio, che la citò nella sua immane Naturalis Historia. Le terme di Bormio, come spesso avvenne, non caddero in disuso durante il Medioevo: lo conferma un documento di Aurelio Cassiodoro, ministro di Teodorico (re degli Ostrogoti) che dava licenza a un tal conte Vinosiado di recarsi ad Aquas Burmias per curare la sua podagra. La fama continuò anche nei secoli successivi; si dice che nel 1400, in Olanda, circolasse un detto in cui, di un rimedio particolarmente efficace, si diceva che "guarisce tutti i mali come le acque di Bormio"". Una nuova fioritura della attività termale si ebbe agli inizi del secolo scorso. Negli anni 1834-35 fu decisa la costruzione del grande stabilimento dei Bagni Nuovi che andava ad affiancarsi a quello dei Bagni Vecchi, la cui esistenza risaliva a molto tempo prima. Dell´avvenimento lo Schivardi racconta: "Venne costrutto a spese di quattro comuni e cioè Bormio, Val Furva, Valdidentro, Valdisotto, i quali vendettero i boschi di loro spettanza, e n´ebbero un capitale di circa 400.000 mila lire. La speculazione fu disgraziata e lo stabilimento non rendeva l´un per cento. Allora lo vendettero a una società Svizzera per un sesto di quello che costava! La società l´ampliò, corresse alcuni difetti, fece delle piantagioni all´ingiro, lo ridusse infine bello e comodo come è ora (1875)"". Ecco come era strutturato il palazzo: "Al pian terreno (vi sono) i locali dell´Amministrazione, le sale da pranzo, da caffè, da ritrovo, quelle del medico e la farmacia, e i locali dei bagni distinti per sesso. Al primo piano v´hanno 8 gabinetti a volta reale con esalatore, destinati ai bagni particolari, in ciascuno dei quali v´ha una bella vasca di marmo bianco di Candoglia, servita da due rubinetti, uno per l´acqua termale, l´altro per la termale stessa raffreddata. Lateralmente sonvi altri 15 gabinetti per alloggi, ma con frammezzo un gabinetto da bagno. Superiormente si trovano le stanze per alloggio"".Questa descrizione ha ormai il valore di una testimonianza storica: una parziale demolizione del complesso termale avvenne all´inizio degli anni ´70 non senza suscitare polemiche. Nei primi decenni del ´900 sorsero al centro della località le strutture della Società Terme Bormiesi, che utilizzano l´acqua della sorgente Cinglaccia. Insieme ai già citati Bagni Vecchi, che continuano a funzionare, costituiscono il patrimonio termale di Bormio, eredità di quel grande passato che vide la nascita delle sue fortune turistiche, ai tempi in cui "andar ai bagni"" era un privilegio di pochi. Recente è la ricostruzione del Grande Albergo dei Bagni. L´ACQUA E LE CURE Le sorgenti di Bormio sono nove e sono situate ai piedi della Reit, in territorio di Valdidentro nei pressi degli antichi Bagni Vecchi e del burrone d´Adda; le acque che vi sgorgano, pur con qualche lieve differenza tra loro, sono tutte del tipo solfato alcalino-terrose calde (tra 37 e i 43 °C) e radioattive (intorno alle 195 unità Mache). Alcuni dei loro nomi sono legati alla storia: Fontana dell´Arciduchessa, Bagni Romani, Sorgente degli Ostrogoti, Cassiodoro, Niebelungen, Zampillo dei Bambini, Cinglaccia e Pliniana, dedicata allo storico romano e situata in una suggestiva grotta. L´utilità delle acque di Bormio è riscontrata nelle uricemie, nelle malattie del ricambio, diabete, gotta, affezioni ginecologiche, malattie allergiche. L´efficacia della cura è data soprattutto dalla presenza di gas radioattivi (radon) che stimolano l´organismo senza provocare effetti collaterali nocivi. Presso lo stabilimento delle Terme Bormiesi, provvisto di piscina olimpionica con acqua termale a 32 °C, si possono effettuare bagni, bagni ozonizzati, fangoterapia, saune, massaggi, aerosol, inalazioni, irrigazioni, trattamenti di bellezza. Presso la struttura di Bagni Vecchi Terme si trova la Grotta Sudatoria, bagno turco naturale e bagno termale, dove la temperatura è di 37-42 °C; inoltre si praticano bagni, inalazioni, aerosol, e immersioni negli antichi "bagni romani"", ultime vestigia delle antiche terme. Gli stabilimenti sono aperti tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Bormio è una delle capitali lombarde dello sci; lo Stelvio, raggiungibile con relativa facilità, garantisce la presenza di neve per tutto l´arco dell´anno. Anche il Parco Nazionale dello Stelvio contribuisce a incrementare le presenze turistiche. Tutto ciò assicura all´ospite in cura alle terme infinite possibilità di passare il tempo libero in modo interessante. Non mancano cinema, discoteche, campi da bocce, da tennis, di pattinaggio, un campo da golf a 9 buche, percorsi naturalistici nel Parco, musei. La ricettività alberghiera è buona." BORMIO SONDRIO
TERME BAGNI DEL MÀSINO "LA STORIA Oggi le Terme di Bagni del Màsino (monumento di interesse storico nazionale) sono state ristrutturate sotto l´alta sorveglianza della Sopraintendenza alle Belle Arti e Monumenti della Lombardia. Benché sia ignota l´epoca precisa della scoperta della loro fonte, che la tradizione vuole attribuire a pastori che guidavano le greggi in quelle zone, i bagni del Màsino sono conosciuti da secoli, ed ebbero molta fama soprattutto a partire dal XVI secolo. Furono in quell´epoca frequentati anche dall´umanista Matteo Bandello e divennero nel 1700 luogo di cura abituale delle più ricche famiglie lombarde, come testimoniano le epigrafi raccolte in una saletta foderata in legno. Dopo un breve periodo di decadenza, in cui il locale era divenuto "meschinissimo e di poca capacità"" (lo afferma lo Schivardi nella sua guida e pare anzi, come egli stesso maligna, che anche i clienti più nobili avessero dovuto provvedere a proprie spese alla sostituzione dei vetri rotti delle loro finestre) le terme risorsero verso la metà del secolo scorso con la costruzione di una nuova strada carrozzabile e ampliamenti nonché abbellimenti dell´edificio. L´ACQUA E LE CURE L´acqua utilizzata alle terme è mediominerale solfato-calcica (38 °C), e radioattiva. La sua sorgente è situata nei pressi dello stabilimento, in una grotta naturale di roccia granitica, detta un tempo "Bagno di San Martino"", per la vicinanza col paesetto omonimo. Ha un´azione fortemente diuretica, per la sua facile assorbibilità ed eliminabilità, ed è particolarmente indicata nella cura dei disturbi dell´apparato gastro-enterico (come dispepsie, enterocoliti, stitichezza e diarrea, malattie del fegato e delle vie biliari), del ricambio (infiammazioni, gotta, renella, calcoli, nevralgie e nevriti), ginecologici (infiammazioni catarrali e altre affezioni), e cutanei. Vengono praticate cure idropiniche, bagni, inalazioni, irrigazioni e aerosol. La cura idrica è favorita dalle condizioni dell´ambiente circostante, ben esposto al sole e ad una giusta umidità, e protetto dai venti, con un clima quindi fresco e alpino, ma mite e temperato. La stagione delle cure va da aprile a settembre. L´ATTREZZATURA Màsino è località molto tranquilla, circondata da boschi e prati, e i suoi immediati dintorni si prestano a facili passeggiate fra la natura, nonché alla pesca nelle acque dei suoi torrenti e laghi. Chi ama lo sport può praticare il tennis e il gioco delle bocce, o nuotare in piscina attrezzata con idromassaggi, rilassarsi nella sauna dopo gli esercizi guidati in palestra attrezzata per il fitness. Per il tempo libero sono a disposizione anche sale giochi, biblioteche e sale di lettura, sala proiezione, nonché sala convegni. La ricettività alberghiera è discreta." VAL MÀSINO SONDRIO
Bagni di Bormio SpA Resort Le acque termali di Bormio scaturiscono da ben 9 sorgenti situate sulle pendici di dolomia del monte Reit all'interno del Parco Monumentale dei Bagni di Bormio, ad un'altitudine variabile dai 1280 ai 1420 metri s.l.m. Le acque minerali, tra le pochissime calde dell'area a sud delle Alpi, sgorgano ad una temperatura tra i 36° e i 43° C, variabile in funzione delle stagioni: più calde in inverno, perché il terreno gelato non consente le infiltrazioni delle acque pluviali; a temperatura variabile in estate, in rapporto alle precipitazioni atmosferiche.

Caratteristiche chimiche:
acque ipertermali, solfato, alcalino, terrose, con tracce di radioattività (radon).
Bormio Sondrio
TERME AMERINO "La fonte fu senza dubbio popolare fin da epoche remote, ma venne utilizzata per imbottigliamento a partire dall´inizio del nostro secolo. Si tratta di un´acqua mediominerale carbonato-calcica che sgorga ad una temperatura di 14 °C, consigliata come supporto alle cure di calcolosi renale, gotta, uricemia. Anche se nelle intenzioni della società che gestisce lo stabilimento di imbottigliamento ci sono progetti di ampliamento e sistemazione delle strutture aperte al pubblico per le cure idropiniche in loco, per ora a disposizione degli ospiti vi è un parco con stazione di mescita, servizi igienici e un campo da bocce. Acquasparta, famosa al tempo dei Romani proprio per le sue acque, sta tentando un rilancio turistico termale come località di villeggiatura; oltre alle residue mura medievali, sono da vedere soprattutto Palazzo Cesi (con magnifici soffitti in legno intarsiato) e la chiesa di San Francesco, risalente al 1290. La ricettività alberghiera è piuttosto limitata." ACQUASPARTA TERNI
TERME DI SANGEMINI "LA STORIA Dal massiccio del Monte Torre Maggiore che chiude verso nord-ovest la grande conca ternana, scaturivano, in antico, le acque minerali che alimentavano il complesso termale della città romana di Carsulae; queste stesse formazioni geologiche alimentano oggi la Sorgente Sangemini, analizzata con rigore scientifico per la prima volta (1837) dal professor Sebastiano Purgotti. Usata per secoli empiricamente a scopo curativo, a partire dal 1900 la fonte fu sfruttata secondo moderni criteri terapeutici con la costruzione di uno stabilimento termale all´interno del vasto parco secolare. L´ACQUA E LE CURE Presso lo stabilimento termale è possibile effettuare la cura idropinica alla fonte con le acque minerali Sangemini e Fabia. L´acqua minerale naturale Sangemini, disponibile anche in bottiglia, è un´acqua a buon contenuto di sali minerali, bicarbonato-calcica, ricca di calcio altamente assimilabile. È particolarmente indicata per le malattie dell´apparato gastroenterico e nelle insufficienze digestive di origine epatica e biliare, nelle malattie del ricambio, delle vie urinarie e nei postumi di interventi chirurgici. È consigliata anche come acqua di regime nell´alimentazione, nell´allattamento artificiale e nell´alimentazione del lattante in generale. L´elevato contenuto in calcio e bicarbonati la rende particolarmente utile nella dieta dello sportivo, durante tutte le fasi di crescita e sviluppo, e in stati di maggior richiesta di calcio (osteoporosi, menopausa, terza età). È inoltre indicata nelle diete povere di sodio. L´acqua minerale naturale Fabia, anch´essa disponibile in bottiglia, è un´acqua oligominerale bicarbonato-calcica, particolarmente indicata per la cura delle patologie renali e delle vie urinarie. Utile nelle malattie del ricambio, favorisce l´eliminazione dell´acido urico. Come acqua di regime nell´alimentazione, svolge azioni biologiche che stimolano la funzione epatobiliare e la digestione. È inoltre indicata nelle diete povere di sodio. Il periodo di apertura va da maggio a settembre. L´ATTREZZATURA Vivida testimonianza delle memorie romane di San Gemini sono le rovine di Carsulae. Interessante è anche il patrimonio artistico tardo-medievale (l´abbazia di San Nicolò del 1304, il Duomo, le chiese di San Giovanni e di San Francesco, il palazzo del Capitano del Popolo). Numerose le sagre folcloristiche e le feste in costume medievale (celebre quella del 9 ottobre); vengono inoltre proposti concerti e mostre di pittura. La località è fornita di tennis, piscina, parchi, biblioteche, sale per convegni e congressi. La ricettività alberghiera è piuttosto limitata." SAN GEMINI TERNI
TERME SEGESTANE "La denominazione stessa delle fonti fa chiaramente riferimento a Segesta, l´antica città greca che visse periodi assai floridi anche sotto la dominazione romana fino alla decadenza durante il Medioevo. L´attività termale vi venne praticata anche dagli Arabi, costruttori di un castello sul monte vicino, come testimoniano recenti scavi che hanno messo in luce varie attrezzature e sale decorate allo scopo; del resto, anche una delle sorgenti attualmente destinata alla coltivazione dei fanghi, porta il nome Kalamet, a testimonianza delle vicende di quel periodo storico. L´attuale sistemazione è dovuta ad interventi attuati tra il 1960 e il 1990, che hanno dato alla località l´immagine di luogo di cura e di riposo, priva dei richiami mondani che molte stazioni termali fanno propri. L´acqua, sulfurea radioattiva, è fornita in abbondanza da tre sorgenti (Bagno delle Femmine, Grotta Regina, Nuova Sorgente) e sgorga a una temperatura di circa 46-47 °C. Viene utilizzata essenzialmente per bagni praticati alle fonti (in grotte naturali), nonché per fangoterapia, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, insufflazioni; le terapie sono affiancate da saune e massaggi e da una nuova piscina termale. Le indicazioni riguardano i disturbi e i dolori dell´apparato scheletrico (artrosi, artriti, scoliosi e postumi di fratture); ottimi i risultati in presenza di malattie del ricambio (le terapie sono praticate in grotta) e di affezioni cutanee e delle prime vie respiratorie. Il periodo di apertura va da giugno a ottobre. Per un supporto ricreativo-sportivo o per visitare luoghi di richiamo storico e culturale (senza dimenticare che il mare è a due passi) ci si può indirizzare a Castellammare o Calatafimi (con il suo bosco), o verso Segesta, l´antica città della Magna Grecia che offre esempi di architettura dorica fra i meglio conservati in Italia, o, ancora, verso Trapani e la costa lungo il Golfo di Castellammare, facilmente raggiungibili grazie a una buona rete stradale e ricche di manifestazioni culturali e folcloristiche. La ricettività alberghiera della zona è buona, con un ricco ventaglio di opportunità." CASTELLAMMARE DEL GOLFO TRAPANI
RONCEGNO TERME Le acque arsenicali ferruginose di Roncegno sono molto importanti dal punto di vista scientifico e curativo. Sgorgano tutte da gallerie ricche di minerali (come quarzo, mica bianca, albiti, cloriti) e traggono le sostanze che portano in soluzione dalle rocce che attraversano, ricche, oltre che di ferro e arsenico, anche di manganese, rame, cobalto, nichelio, alluminio e litio. Le principali indicazioni terapeutiche riguardano le affezioni degli apparati respiratorio e osteo-muscolare, cutanee (fra cui psoriasi, eczemi, dermatosi), tiroidee, nervose e mentali, inoltre le artriti e artrosi, le malattie del sangue e degli organi emopoietici (fra cui anemie, leucemie, diatesi linfatiche, linfatismi). Il periodo di apertura va da aprile a novembre. RONCEGNO TRENTO
TERME DI COMANO "LA STORIA Le Giudicarie Esteriori, così chiamate perché in passato rette da un Giudice nominato dai vescovi di Trento, possono definirsi dal punto di vista storico un insieme di culture e di civiltà differenti: lo confermano le palafitte risalenti all´Età del Bronzo di Fiavè, i resti della civilizzazione romana su antico substrato celtico, testimonianze paleocristiane e paleoromaniche, l´architettura e l´evolversi dell´arte sotto l´influsso di molteplici tendenze. L´antichità delle terme venne confermata dagli scavi avvenuti nel 1925, che portarono alla luce resti archeologici risalenti al periodo della conquista romana (iniziata verso il 120 a.C. contro gli Scoti), a partire dalla quale le qualità terapeutiche delle acque vennero tenute in gran conto: in uno scritto del Mariani (siamo nel 1673) si legge come "questo bagno fosse il favorito dei Romani, mentre il paese si tenne lor colonia"". Nel Medioevo le notizie si fanno più circostanziate e da fonti scritte si apprende che a quei tempi risale il primo stabilimento dotato di casa di soggiorno per i curandi, allora denominato "Bagno Alpino sotto Comano"". La fonte, di proprietà vescovile, venne così descritta intorno al 1537: "Presso la casa, dalla roccia, nasce una fonte viva, calda e medicinale, e se un malato della pelle vi si immerge guarisce in virtù dell´acqua di quella fonte. Secondo l´esperienza dei sapienti, questa acqua cura e sana molte altre infermità"". Il Rinascimento, così come più tardi il Risorgimento, fu particolarmente ben disposto nei riguardi delle terme di Comano, al punto che la loro fama oltrepassò i confini della zona per giungere alle orecchie di condottieri e principi; tanta prosperità ebbe ben presto termine a causa di calamità naturali (si parla di un´immensa frana che seppellì la sorgente) e le terme, divenute impraticabili, rimasero nell´oblio per tutto il Settecento. L´acqua iniziò ad essere riutilizzata un secolo dopo, quando i contadini dei paesi vicini la usavano per imbianchire la canapa; a poco a poco, grazie ad improvvise guarigioni, riacquistò la fiducia delle genti del luogo. È del 1812 il nuovo stabilimento composto, secondo la cronaca dello Schivardi, "da un casino con alcune vasche"" circa un decennio più tardi vennero portate alla luce le antiche terme romane, poste al di sotto della grotta dalla quale scaturivano le acque, e nel 1843 "venne eretto un bel stabilimento in faccia alla sorgente, con un ponte sul Sarca, e poi un buon albergo"". È degno di nota il fatto che alcuni anni prima, alla morte, il dottor Giovanni Battista Mattei avesse lasciato disposizioni testamentarie in base alle quali i fabbricati e il territorio circostante le terme erano da considerarsi di proprietà dei poveri: superfluo affermare che i poveri non ne ebbero mai strepitosi vantaggi, ma il fatto vivacizzò assai le vicende della storia termale di Comano, che per anni si svolse intorno alle polemiche interminabili sull´opportunità o meno di alcune scelte gestionali. Nell´Ottocento la località rispondeva appieno al gusto romantico e venne particolarmente apprezzata per la tranquillità e la pace bucolica che vi regnavano; le terme ne ebbero un nuovo, maggiore impulso soprattutto in seguito alle opere di ristrutturazione e ammodernamento degli impianti del 1865, risentendo in parte dello sviluppo alberghiero legato all´affermarsi del turismo alpino che, peraltro, non portò alcun miglioramento alle condizioni relativamente indigenti della popolazione. Il nostro secolo iniziò con un cambiamento di gestione, determinante per la sopravvivenza dell´attività termale e negli anni Trenta le terme acquisirono finalmente quell´immagine "moderna"" che inserì Comano nella rosa delle località termali conosciute in tutta Italia. Dalla carta intestata dell´epoca leggiamo: "Terme di Comano-Alpi Tridentine. Stazione alpino balneo termale. Acqua acrotermica radio alcalino carbonica ipotensiva. Unica del genere in Italia. Aperte tutto l´anno"". Comano, ormai avviata verso il successo nel campo del turismo termale, dopo aver subito ingenti danni nel corso dell´ultimo conflitto mondiale, ha visto nascere un nuovo stabilimento in grado di accogliere annualmente migliaia di curandi, oltre a numerosi congressi medici nazionali ed internazionali. L´ACQUA E LE CURE L´acqua, che scaturisce dalla sorgente a circa 28 °C, appartiene al gruppo delle bicarbonato-calcio-magnesiache, ha rilevanti quantità di fluoro ed è leggermente radioattiva. Lo Schivardi la definisce "inodore, sapore come untuoso, simile a quello del sapone"", in grado di curare le affezioni cutanee più ribelli. Attualmente l´acqua viene usata non solo in balneoterapia e per via idropinica ma anche per inalazioni, irrigazioni, idromassaggi e cure estetiche (in particolar modo è utile contro la cellulite). Le principali indicazioni riguardano le affezioni cutanee, curate con i bagni termali: gli eczemi acuti e cronici, da contatto e in fase acuta, la dermatite atopica e seborroica e la psoriasi sono le malattie più frequenti nei pazienti di Comano. L´azione eudermica dell´acqua ha effetti detergenti, sedativi del prurito e antiflogistici sui tessuti cutanei nonché cheratoplastici ed antiallergici. Il centro termale è dotato anche di un nuovo reparto di balneoterapia: il bagno termale più la fototerapia selettiva (raggi UVB) costituiscono la nuova metodica terapeutica che consente di ottenere ottimi risultati nei pazienti affetti da psoriasi. Le proprietà disintossicanti dell´acqua di Comano vengono esaltate tramite la terapia idropinica (bibita), utile soprattutto in presenza di uricemia e disturbi del ricambio, calcolosi renale, cistiti, uretriti e pieliti dovuti a stati infiammatori delle vie urinarie. Annessiti, metriti e vaginiti si giovano delle irrigazioni; affezioni delle prime vie respiratorie (riniti, faringiti, sinusiti, laringiti) e affezioni bronchiali trovano beneficio con le inalazioni, aerosol, docce micronizzate e ventilazioni polmonari, mentre problemi dell´apparato circolatorio vengono curati con gli idromassaggi. Per tutte queste cure è possibile avvalersi dell´assistenza del SSN. Le terme sono inoltre dotate di un nuovo Centro Salute e Benessere del corpo: massaggi, idromassaggi, cure estetiche, trattamenti per il viso e il corpo, solarium, sauna, palestra sono solo alcune delle ampie possibilità offerte agli ospiti. Nel centro è inoltre stata creata una nuova linea cosmetica basata sulle proprietà degli oligoelementi dell´acqua termale. L´acqua di Comano è disponibile anche in spray ed è indicata per decongestionare la pelle e mantenerla idratata. Il periodo di apertura va da aprile a ottobre. L´ATTREZZATURA La cura a Comano vuol dire anche vacanza a diretto contatto con le bellezze naturali, grazie all´ambiente in cui le terme sono inserite: l´ampio parco che si estende su una superficie di oltre 22 ettari con le aree attrezzate per i bambini, il percorso vita, i torrenti per la pesca alla trota, i tracciati per il jogging fa da verde contorno allo stabilimento termale. La vacanza si può arricchire inoltre di escursioni alla scoperta di un´eredità storico-artistica di inestimabile valore, rappresentata dai castelli di Campo e di Scenico, dai ruderi di austeri manieri, da antiche chiesette affrescate, dai siti archeologici. Non mancano le occasioni culturali, come le visite guidate al patrimonio artistico, gli incontri con personaggi famosi del mondo scientifico o letterario. Brevi itinerari nelle immediate vicinanze offrono panorami incantevoli. A disposizione degli ospiti campi da tennis e da bocce, un campo sportivo polivalente, minigolf, noleggio mountain-bike, kinderheim, sala congressi, cinema e discoteca. Durante la stagione termale viene inoltre proposto un ricco programma di animazione con miniclub, giochi, ginnastica, danza, aerobica, cabaret, musica. La ricettività alberghiera è ottima." LOMASO TRENTO
TERME DI LEVICO E VETRIOLO "LA STORIA "Su´l tener tra Levico e Pergine, per una qualche miniera di ferro che ci sta, sgorga un´acqua scoperta anni or sono, che ha del calibe. Riesce perciò un´acidula purgante e stomacale, come alcuni han provato"". Queste parole che il cronista Michelangelo Mariani scrisse nel 1673 costituiscono il primo documento che ci parla delle acque arsenicali-ferruginose di Vetriolo. Le prime analisi che su di esse vennero eseguite e ne illustrarono le proprietà terapeutiche diedero inizio nel secolo seguente allo sfruttamento di due polle esistenti, quella della Caverna del Vetriolo, da cui sgorga un´acqua detta "forte"" o "acqua da bagno"" (l´unica utilizzata attualmente), e quella della Caverna dell´Ocra, da cui proviene un´acqua detta "acidula"" o "acqua da bibita"". Le acque vennero in breve tempo prescritte con buoni effetti da molti medici e iniziarono le pubblicazioni sull´acidula, che venne classificata come ferruginosa. Le acque furono richieste anche nei paesi vicini e nel 1814 si costruì presso le sorgenti, situate sulla cima di un monte, un piccolo stabilimento per bagni. Ma a scuotere il tranquillo ed empirico sfruttamento delle acque intervenne nel 1816 un professore di Pavia, un certo dottor Pinali, che, dopo aver analizzato le acque e le rocce circostanti, annunciava che in esse era presente l´arsenico, le dichiarava pericolose e ne sconsigliava vivacemente l´uso. Vennero proibiti i bagni e la polemica si accese: vi fu chi tentò di confutare la tesi del Pinali e non mancarono nemmeno le false analisi, favorite dal fatto che nel 1823 uno scossone del monte fece perdere le tracce di una delle sorgenti "avvelenatrici"". Questa fu però presto ritrovata, vennero fatte nuove analisi delle acque, e fu finalmente dimostrato che esse non erano affatto pericolose. Ripresero così i bagni: ma intanto la difficoltà di raggiungere lo stabilimento, collegato con la valle da strade malagevoli, e la sua scarsezza di comodità ne avevano ampiamente scoraggiato l´uso, per cui si decise, nel 1860, di far scendere le acque a Levico con un´opera di canalizzazione e di costruire nella cittadina un nuovo stabilimento, più spazioso e confortevole del precedente. Venne nello stesso anno costituita da cittadini di Levico e di Trento la Società Balneare, che fu la prima vera e propria azienda di sfruttamento delle acque a scopi terapeutici e che si propose di valorizzarle. Nel 1897, poco prima che scadesse la sua concessione per lo sfruttamento, subentrò ad essa la tedesca Società Berlinese, che diede un grande impulso alle terme con la costruzione di nuovi stabilimenti di cura, di un edificio per l´imbottigliamento delle acque e di un acquedotto. Dopo la prima guerra mondiale il complesso termale fu acquistato dal Comune di Levico e poi dal Demanio dello Stato; nel 1952 fu trasferito all´appena costituita Regione Autonoma Trentino-Alto Adige e, nel 1973, alla Provincia Autonoma di Trento. L´ACQUA E LE CURE Le acque arsenicali-ferruginose sono rare in natura. Quelle delle terme di Levico e Vetriolo sono considerate fra le più ricche di arsenico esistenti, e per questo motivo sono molto importanti dal punto di vista scientifico e curativo. Sgorgano tutte da gallerie ricche di minerali (come quarzo, mica bianca, albiti, cloriti) e traggono le sostanze che portano in soluzione dalle rocce che attraversano: ricche, oltre che di ferro e arsenico, anche di manganese, rame, cobalto, nichelio, alluminio e litio. Esse presentano una mineralizzazione totale di 6,9 grammi per litro a 180 °C (acqua forte), di 1,3 (acqua debole o "acidula"", che prima di giungere alla sorgente è in parte miscelata con acqua di tipo oligominerale). L´acqua forte, o di Vetriolo, è limpida, inodore, ha un "sapore fortemente marziale ed astringente"" (Schivardi) e ingiallisce all´aria e alla luce. La sua portata è di ben 780 litri all´ora. Sgorga a 1582 metri di quota a una temperatura di 9,8 °C; mantiene a lungo stabili le sostanze in essa disciolte, e per questo viene raccolta di notte e d´inverno, per essere utilizzata nel periodo dei bagni (maggio-ottobre). L´acqua debole, o dell´Ocra, ha "odore leggermente piccante ed acidetto"", è incolore, sgorga a 9,2 °C da una grotta situata a 1437 metri di altezza ma deposita subito gli idrossidi di ferro che contiene: per questo motivo non viene utilizzata per le cure termali. Sono però in corso studi per un suo eventuale e futuro impiego. Gli stabilimenti di cura sono attualmente tre: il Palazzo delle Terme e l´Imperial Grand Hotel Terme a Levico e lo stabilimento termale di Vetriolo. I tre stabilimenti utilizzano l´acqua "forte"" per bagni, fanghi, inalazioni e aerosol, irrigazioni. Le principali indicazioni terapeutiche sono: patologie legate alle condizioni di stress: sindromi ansiose, depressive, neuroastenia, neuriti, radicoliti. Malattie del naso, gola e prime vie respiratorie: riniti, sinusite catarrale, faringite catarrale, ipertrofie linfatiche dell´orofaringe, bronchite catarrale cronica. Malattie della pelle: psoriasi, eczemi cronici, dermatiti croniche. Malattie dell´apparato locomotore: osteoartrosi, artropatie post reumatiche, esiti di fratture. Malattie del sangue e degli organi emopoietici: anemie ipocromiche primitive e secondarie, anemie iporigenerative, diatesi linfatica. Malattie della tiroide: ipertiroidismi, gozzo basedowiano. Malattie ginecologiche: flogosi croniche dell´apparato genitale femminile (salpingiti, endometriti, vaginiti, leucorrea), amenorree giovanili. Il periodo di apertura va da maggio a ottobre. L´ATTREZZATURA Levico Terme e Vetriolo sono piccoli e graziosi centri della Valsugana, situati vicino ai pittoreschi laghi di Levico e di Caldonazzo, e protetti a nord dal gruppo montuoso della Panarotta (m 2002) e del Fravòrt (m 2345). La freschezza del clima subalpino e la ricchezza di vegetazione ne fanno centri di ottimo soggiorno estivo e invernale: buoni gli impianti ricreativi e sportivi (parchi, campi da tennis, bocce e minigolf, piscine, discoteche, cinema, kinderheim, biblioteche e sale di lettura). Da visitare nei dintorni sono il Lago di Levico, i boschi di Vetriolo, e naturalmente tutta la Valsugana e la vicinissima Trento. La Panarotta è agevolmente raggiungibile da Vetriolo e offre buone piste per sport invernali. Interessante è anche l´artigianato della Valsugana. La ricettività alberghiera è più che buona." LEVICO TERME E VETRIOLO TRENTO
TERME DI PEJO "LA STORIA Benché non debba essere sottovalutato chi indica che già nel 1500 la fonte e i "bagni di Pej"" fossero conosciuti, la scoperta dell´acqua, dalle testimonianze pervenuteci, sembra risalire alla metà del XVII secolo quando venne pubblicata una pregevole monografia, De Admirando Dei Dono, sive facultatibus Acidularum in Valle Solis Episcopatus Tridenti repertarum, che riporta informazioni e saggi sulle sue proprietà terapeutiche scritti da diversi medici dell´epoca, fra i quali Alessandro Colombo, "cubiculario"" dell´arciduca d´Austria, e Arnaldo Bachkenbach di Colonia, che guarì con l´acqua da lui studiata un nobile amico veneziano. Le testimonianze, raccolte "nella verità dei fatti e per il bene di tutti"" e "affinché i celesti doni di Dio non rimangano nascosti, ma, al contrario, vengano segnalati al genere umano che li richiede sempre più incessantemente"", come si esprimeva il medico dell´arciduca, risultano in effetti molto precise per i tempi in cui e i mezzi con i quali vennero eseguite: fu dato particolare rilievo all´azione rinfrescante e disintossicante dell´acqua, capace di stimolare l´appetito, irrobustire lo stomaco e l´intestino, liberare le vie urinarie, ridurre i calcoli renali e guarire le forme catarrali. Questa opera seicentesca diede il via a studi e analisi sull´acqua di Pejo che si susseguirono dal ´700 all´800, finché si decise di sfruttarla industrialmente, imbottigliarla e venderla in Italia e in Europa (buon cliente fu l´allora Impero Austro-Ungarico). Ma ci fu anche chi non si accontentò di bere l´acqua in casa propria e volle apprezzarla sul posto, anche se all´inizio giocava a sfavore il fatto di essere fuorimano e di avere scarse attrezzature. Visti però i fortunati esiti terapeutici e tenuto conto anche del suo aspetto semplice ed alpestre, Pejo non tardò a conquistarsi una discreta fama; già alla fine del secolo scorso la località era in grado di accogliere una buona clientela: venne dotata di attrezzature curative (con la possibilità di scaldare l´acqua per bagni), alberghiere (ma ci volle un po´ di tempo) e ricreative (qualche caffè). Fu intanto risolta una vecchia e annosa questione che, alimentata anche da liti paesane, aveva contribuito a ritardare l´utilizzo dell´acqua: si era creato un equivoco sul fatto che l´Antica Fonte di Pejo, da cui sgorgava l´Acidula a cui si erano riferiti anche i trattati precedenti, scaturiva su di un territorio appartenente ai comuni di Cogolo, Celledizzo e Comasine, mentre sul territorio del comune di Pejo sgorgava l´acqua del Fontanino, detta anche "Nuova Fonte"". La controversia venne risolta con la fusione dei paesi della valle in un unico comune, a cui venne dato il nome di Pejo, con capoluogo e sede municipale a Cogolo. L´ACQUA E LE CURE Le acque di Pejo attualmente utilizzate provengono da tre fonti: la Oligominerale Alpina, l´Antica Fonte di Pejo e la Fontanino di Cellentino. Dalla prima sgorga, ad una temperatura di 6,3 °C, un´acqua oligominerale bicarbonato-calcio-magnesiaca, leggerissima (il suo residuo secco è di 0,083 grammi per litro a 180 °C), diuretica, antiurica e anticalcolotica, già molto nota in Italia e imbottigliata come acqua da tavola, indicata nell´ipertensione, nella gotta e nelle altre malattie del ricambio. Dall´Antica Fonte scaturisce un´acqua mediominerale ferruginosa, bicarbonata, ricca di anidride carbonica e anch´essa fredda (7,6 °C): si tratta della famosa acqua "Acidula"" dei nostri antenati, indicata nei casi di gastriti, ulcere, coliti, dispepsie, deperimenti organici e, per la sua ricchezza in ferro, nelle anemie, soprattutto quando sono accompagnate da deperimento organico e depressione psichica; per queste ultime malattie è inoltre consigliabile il soggiorno di alta montagna che si associa alla cura idropinica di quest´acqua, che va bevuta alla sorgente. Dalla terza fonte, detta "Fontanino di Cellentino"", proviene un´acqua mediominerale ferruginosa, alcalino-litiaca, magnesiaca, anch´essa ricca di anidride carbonica libera e fredda (6 °C), adatta a cure idropiniche in loco, poiché, come l´acqua dell´Antica Fonte, conserva intatte le sue caratteristiche solo se bevuta direttamente alla sorgente. L´acqua viene utilizzata a Pejo nel nuovo complesso termale in cui si possono consumare le acque delle fonti Oligominerale Alpina e Antica Fonte. L´acqua viene utilizzata per cure idropiniche e inalatorie e per bagni nel trattamento delle vasculopatie e delle patologie del microcircolo (in particolare per la cura della cellulite con CO2 termale), per la fisiochinesiterapia termale, nelle artrosi e nelle malattie dermatologiche (eczemi, psoriasi). Il periodo di apertura va da dicembre ad aprile e da fine giugno a settembre; il periodo consigliato per le cure è quello estivo. L´ATTREZZATURA La stazione termale è dotata di attrezzature moderne, è frequentata anche da una clientela internazionale ed è fornita di impianti sportivi (campi da tennis e bocce, piscine) e ricreativi (cinema, discoteche, biblioteche, kinderheim, sale giochi). Per chi vuole associare alle cure un soggiorno piacevole, Pejo e la sua valle offrono numerose attrattive. Interessanti sono il Parco Nazionale dello Stelvio, che ospita più di 200 specie di uccelli e circa 2000 specie di piante alpine, e il Parco Naturale Adamello-Brenta; per gli amanti della montagna e dell´alpinismo le belle montagne del gruppo Ortles-Cevedale, fornite di impianti di risalita fino a 3000 metri di quota; per chi ama la pesca e la canoa i torrenti e i laghi. La zona circostante è anche interessante dal punto di vista folcloristico e architettonico (da vedere le belle chiesette quattrocentesce rustiche, i masi) e mantiene ancora vive le antiche tradizioni culinarie, le abitudini, l´ospitalità. Le attrezzature sportive e ricreative del comprensorio turistico delle Valli di Sole, Pejo e Rabbi (comprendente 14 comuni) sono notevoli e la ricettività alberghiera è ottima." PEJO TERME TRENTO
TERME DI RABBI "LA STORIA Le fonti furono scoperte verso la metà del secolo XVII e, come succede talvolta, il loro ritrovamento fu dovuto - secondo la tradizione - a delle caprette al pascolo. Naturalmente la scienza si interessò subito del fatto: furono eseguite delle analisi e sui trattati di idrologia cominciarono a comparire descrizioni fredde e dettagliate della composizione delle acque di Rabbi. A illustrare con maggior calore la località ci pensò Schivardi: "Stabilimento non v´ha, perché l´uso principale di quest´acqua è per bibita. Vi è quindi una fontana sotto una rozza tettoia, costituita da quattro mura umide e sporche con alcune travi ed un assito che le coprono, senza soffitto e senza pavimento o lastrico di sorta. Vi si entra per due rustiche porte, e nel mezzo, dentro una specie di conca circondata da un povero cancello di legno dell´altezza di un metro, nasce l´acqua che sgorga poi da cinque cannelle con grande effervescenza"". A quei tempi si pensò anche a imbottigliare l´acqua per venderla; nel 1875 si arrivò a oltre 100.000 bottiglie, tutte con il loro bravo tappo di sughero, ceralacca e sigillo della ditta. Quanto alla bontà dell´acqua è sempre lo Schivardi a ricordare che "è bibita corroborante, ristoratrice, dissetante. Mescolata al vino spumeggia, e più ancora se vi si aggiunga dello zuccaro. Si raccomanda alle persone di abito linfatico, d´eccessiva sensibilità nervosa, di sfiaccato organismo, e in ispecie al gentil sesso"". Nel 1777 l´imperatrice Maria Teresa d´Austria fu invitata dai suoi medici di Corte a scegliere l´acqua di Rabbi come unica minerale dei vasti domini asburgici. Una vecchia iscrizione delle Fonti, costruite e ricostruite fra alterne vicende nei secoli XVIII e XIX, dice "Admirandum Dei donum"", stupendo regalo di Dio. L´ACQUA E LE CURE L´acqua è del tipo bicarbonato-alcalina, ferruginosa, altamente carbonica. I componenti minerali sono: anidride carbonica, ferro, bicarbonati, oligoelementi. La minerale di Rabbi è da porre tra le acque a maggior contenuto di anidride carbonica libera che si conoscano: conferisce all´acqua il gusto acidulo-frizzante che permette di chiamarla con il termine "acidula"" e svolge una azione digestiva, disintossicante, antinfiammatoria e spasmolitica. La predominante quantità di bicarbonato modifica la reazione dell´ambiente gastrico, e le sue proprietà solventi determinano una risposta secretoria da parte della mucosa dello stomaco e quindi una efficace azione anticatarrale. La componente ferro (presente come jone ferroso) è particolarmente idonea per la cura di anemie, linfatismo e clorosi. Le peculiarità delle acque di Rabbi giustificano quindi il loro impiego in presenza di patologie quali le malattie dell´apparato digerente (dispepsia iposecretoria di stomaco, fegato e pancreas, atonie gastriche, coliti spastiche, catarrali e irritative); le malattie del ricambio (gotta e tossicosi croniche); le malattie dell´apparato urinario (calcolosi, specialmente urica); le anemie ipocroniche primitive e secondarie a difetti di alimentazione o di assorbimento; i linfatismi, specie se accompagnati da anemia, soprattutto relativi all´età pediatrica ed evolutiva. Le cure balneoterapiche sono particolarmente indicate per arteriopatie croniche (arteriosclerotiche, diabetiche, sindromi di Raynaud, acrocianosi e sindromi vasomotorie in generale); flebopatie (esiti di flebiti, sindrome post-flebitica, distrofie cutanee, edemi e cianosi declivi, parestesie); cellulite e patologia linfatica; ipertensione arteriosa nelle sue fasi iniziali; obesità localizzata e diffusa; sindromi neurodistoniche (stati di esaurimento psicofisico, forme psicodepressive, sindrome menopausale); patologia artroreumatica e muscolare. L´ATTREZZATURA "Le acque minerali hanno avuto la cattiva idea di scegliere il punto più stretto della valle"" scriveva lo Stoppani nel 1888. Ma questo oggi non risulta un difetto: chi vuole natura intatta, chi ama ascoltare i suoni di torrenti e cascate e trascorrere qualche giorno nel verde trova a Rabbi un´isola serena, inserita nel Parco Nazionale dello Stelvio. Il soggiorno curativo può essere integrato da escursioni e passeggiate ai vari "masi"" e "malghe"", al Passo Cercena, alla cascata o al Lago Corvo. La ricettività alberghiera, accresciuta dal completamento del Grand Hotel Rabbi di fronte alle terme, è ottima sia nella Valle di Rabbi, sia nella confinante Valle di Sole." RABBI TRENTO
Terme di Comano Il divertimento è assicurato alle Terme di Comano:l'intera famiglia, può usufruire di un pacchetto studiato ad hoc per ciascun componente, e scoprire ed apprezzare i benefici delle sue acque termali magnesiache, ricche di bicarbonato di calcio a 27°C . Trento
STABILIMENTO TERMALE FONTE PUDIA "LA STORIA Nell´alveo del torrente Bût, circa 500 m a nord-ovest del paese, scaturisce l´acqua sulfurea Pudia, corruzione di aqua putens, nome impostole dagli abitanti del vicino Forum Julium Carnicum, ora Zuglio, che "ne usavano nelle loro terme all´epoca romana come è manifesto da tubi e iscrizioni colà dissotterrate"". La più antica memoria di quest´acqua minerale si ha da Fabio Quintiliano Ermacora da Tolmezzo che ne parla, come fosse molto conosciuta, nel suo libro De antiquitatibus Carniae Historia. Jacopo Valvasone di Manjago nel 1565 nella sua Descrizione della Carnia la menziona con queste parole: "Sotto il monte di San Pietro ho veduto in più luoghi sorgere acque sulfuree le quali crederò che già servissero a Giulio Carnico, che era vicino mezzo miglio"". Il dott. Pagani, protomedico della Provincia del Friuli riportando diversi e svariati casi di guarigione ottenuti con queste acque, chiudeva così la sua narrazione: "Le acque Pudie, da ripetuti esperimenti, mostrarono virtù medicinali di grande efficacia per ottenere la guarigione di molte, gravi e anche conclamate malattie"". Si deve al prof. Ragazzini, dell´Università di Padova, nel 1846 la prima analisi chimica accurata. Giosué Carducci, nel 1885, durante il suo soggiorno estivo per cure presso l´Albergo Poldo, celebrò Piano d´Arta e la Carnia con due liriche: Il comune rustico e In Carnia, rendendo così famosa in tutta Italia questa località termale, caratterizzata da "belle montagne, un bel fiume, acque solfuree, foreste di abeti"" che ne fanno oggi il centro ideale per un periodo di "vacanze terapeutiche"", secondo l´antico precetto motus et quies. L´ACQUA E LE CURE L´acqua termale di Arta è minerale solfato-calcico-magnesiaca-sulfurea a moderato grado solfidrimetrico, e pertanto indicata anche per cure idropiniche. L´acqua è convogliata dalla vicina sorgente al moderno Stabilimento Termale Fonte Pudia, con le caratteristiche di un Centro Polivalente di Fisioterapia Naturistica. Le indicazioni terapeutiche tradizionali si volgono all´apparato respiratorio (riniti, ipoacusia rinogena, sinusiti, faringiti, laringiti e tracheiti croniche, bronchiti croniche, enfisema cronico ostruttivo, bronchite asmatica, insufficienza respiratoria), all´apparato osteo-mio-articolare (artrosi, artriti e periartriti croniche, mialgie riflesse, contratture muscolari, osteoporosi diffuse e segmentarie, osteoporomalacia, mioatrofie secondarie, fibrositi croniche, riabilitazione neurologica e post-traumatica) e alla cute (psoriasi e artropatia psoriasica, eczema atopico non essudativo infantile e dell´adulto, dermatite seborroica, rosacea e rinofima, lichen ruber planus, seborrea, acne giovanile, neurodermiti, ittiosi, cheratosi pilare). La recente introduzione, accanto alla crenoterapia, della terapia dietetica, dell´attività fisica controllata, dell´ergoterapia, dell´estetica corporea e dell´allenamento sportivo nella stazione termale ha consentito di estendere le indicazioni ad altri vasti campi della medicina curativa e preventiva (obesità semplice e complicata, diabete, aterosclerosi), facendone un moderno centro di cura e di cultura della salute fisica e psichica, com´erano all´origine le terme greco-romane. Le cure comprendono: inalazioni, humage, nebulizzazioni, insufflazioni endotubariche, bagni, idromassaggi, fanghi, massaggi, idrocinesiterapia in piscina coperta, riabilitazione motoria e respiratoria, sauna, ginnastica isometrica e aerobica. Aperto tutto l´anno. Da aprile a novembre i trattamenti sono disponibili quotidianamente, con riposo domenicale, dalle prime ore del mattino. Da novembre ad aprile lo stabilimento è invece aperto dalle 15 alle 22 (tranne il giovedì). L´ATTREZZATURA L´orario invernale pomeridiano è stato istituito per favorire l´afflusso di quanti praticano gli sport della neve sulle vicine piste dello Zoncolan, utilizzando particolari facilitazioni "terme-sci"". Gli ospiti hanno a disposizione campi da tennis, campo di calcio, piscine coperte, palestra-macchine, equitazione, mountain-bike, pesca sportiva, escursioni guidate, parco giochi, sale per mostre d´arte, convegni, ballo, biliardo e ping-pong. Molte le manifestazioni culturali, folcloristiche e gastronomiche. La ricettività alberghiera è più che buona." ARTA TERME UDINE
TERME DI LIGNANO Fondato nei primi anni ´60, lo stabilimento termale di Lignano Sabbiadoro, affacciato direttamente sull´arenile, utilizza per le proprie terapie l´acqua marina, proponendo la cura delle patologie delle alte e basse vie respiratorie attraverso inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, humage, politzer e insufflazioni. Per l´apparato scheletrico-muscolare, oltre alla fisioterapia tradizionale, vengono praticati l´idrokinesiterapia (massaggio in piscina d´acqua di mare riscaldata a 34 °C), l´idromassaggio in vasca singola e l´applicazione di fanghi d´alghe micronizzate-liofilizzate. È inoltre attivo, all´interno della struttura termale, un centro estetico dotato delle più innovative attrezzature del settore. Lo stabilimento è aperto tutto l´anno, ma nei mesi invernali non tutti i reparti sono attivi. La località di Lignano Sabbiadoro, famosa per la sua bella spiaggia lunga circa 9 chilometri, si è sviluppata soprattutto dall´inizio del nostro secolo come meta turistico-balneare di livello internazionale. Gli ospiti di Lignano possono godere di diverse possibilità ricreative (aquasplash, Parco Zoo, concerti, shopping, vita notturna, animazione in spiaggia) e sportive (campo di golf a 18 buche, scuole di equitazione, campi da tennis, bocciodromi, impianti polisportivi, piscine). Grazie alla sua favorevole posizione geografica, la località può essere il punto di partenza per interessanti escursioni, sia via terra sia via mare (la Laguna di Marano con i caratteristici casoni, l´Oasi avifaunistica, e i centri di Palmanova, Aquileia, Venezia, Trieste, Udine). La ricettività alberghiera è ottima. LIGNANO SABBIADORO UDINE
vapori profumi e giochi d'acqua a tre o a quattro stelle due giorni in mezza pensione a partire da 210 euro a persona. val di fiemme
BIBIONE TERME "L´ACQUA E LE CURE La risorsa termale di Bibione si colloca in un´area della bassa pianura veneto-friulana dove da tempo sono noti fenomeni di acqua termalizzata ad una temperatura di 49°-52 °C ospitata in un livello ghiaioso, di età quaternaria e posto ad una profondità di oltre 400 metri, avente uno spessore medio di 20-25 metri. Le analisi chimico-fisiche eseguite nel corso degli anni e nelle diverse stagioni dell´anno hanno evidenziato valori costanti per temperature, per i parametri analitici e per la portata dei pozzi interessati. In base a tali caratteristiche l´acqua minerale "Terme di Bibione"" è stata classificata come "ipertermale-alcalina-bicarbonato-sodica-fluorata"". Il Ministero della Sanità ne ha riconosciuto l´efficacia terapeutica per la cura di diverse patologie. Le cure convenzionate con il SSN sono: la fangoterapia per le affezioni artroreumatiche (reumatismo extrarticolare, tendiniti croniche, discopatie); le cure inalatorie per le malattie delle vie respiratorie (sindromi rinosinusitiche bronchiali croniche, bronchiti croniche) e otorinolaringoiatriche (rinopatie vasomotorie, sinusiti croniche, faringolaringiti croniche, otiti croniche); la balneoterapia con idromassaggio per le malattie vascolari (postumi di flebopatie di tipo cronico, insufficienza venosa cronica, esiti o postumi di intervento chirurgico vascolare periferico); il ciclo di cura per la sordità rinogena; il ciclo integrato dellla ventilazione polmonare controllata. Oltre a queste cure è possibile usufruire di altre terapie collaterali e di supporto, quali la kinesiterapia, la fisioterapia, l´idrokinesiterapia, la grottoterapia, la ginnastica riabilitativa. Queste terapie vengono praticate in reparti specializzati dotati di tecnologia d´avanguardia, con il supporto di palestre attrezzate e apparecchiature elettromedicali specifiche per la riabilitazione motoria. Bibione Terme offre inoltre servizi diagnostici integrati ad elevato contenuto strumentale e analisi cliniche di laboratorio. Accanto alle cure termali (che si effettuano da marzo a novembre), sono praticati trattamenti per il benessere e la cura della persona nel nuovo Centro di Bioestetica Termale, aperto tutto l´anno. L´ATTREZZATURA Il nuovo Centro di Bioestetica sorge in un grande parco ed è dotato di piscine termali coperte. Un ampio arenile di sabbia fine dorata, un mare pulito, tranquillo e poco profondo, una brezza costante e un´ottima esposizione a sud fanno di Bibione un luogo di soggiorno ideale dopo le cure termali. Grazie alla vastità del suo arenile negli otto chilometri di spiaggia, gli ospiti potranno beneficiare anche delle cure elioterapiche camminando lungo la battigia o, ancora, trovare momenti di relax nelle pinete retrostanti. Oltre all´ambiente naturale la località offre una grande varietà di attrezzature sportive: campo di calcio, piste di atletica, palazzetto dello sport, tennis, piscine, minigolf e giochi in spiaggia. Gli ospiti potranno praticare molti sport: nuoto, vela, windsurf, pesca; potranno cavalcare in pineta o lungo la spiaggia, oppure dedicarsi alla fotografia della natura in laguna. La ricettività alberghiera è ottima e molto diversificata." BIBIONE VENEZIA
TERME DI JESOLO "Lo stabilimento termale elioterapico S.T.E.J., costruito trent´anni fa sulla costa di ponente nei pressi del Lido di Jesolo, sfrutta la finissima spiaggia circostante, l´acqua marina e un´acqua minerale sulfureo-solfato-alcalina proveniente da Tabiano. Vengono praticati bagni di sabbia (sabbiature eseguite con sabbia e acqua di mare), bagni e idromassaggi, massaggi, kinesiterapia, ginnastica medica, radarterapia, ultrasuoni, elettroanalgesia, laserterapia, fanghi vulcanici per l´apparato muscolo-scheletrico e per il circolo venoso periferico; inoltre inalazioni, aerosol, nebbie e insufflazioni tubariche, effettuate da medici specializzati, per le patologie dell´apparato respiratorio (riniti, sordità rinogena); infine ginnastica respiratoria con consulenza pneumologica. Il periodo di apertura va da giugno a settembre. L´abitato, oggi rinomata stazione turistico-balneare, si estende lungo la spiaggia su strade ad essa parallele, circondato da pioppeti, camping e giardini. Dista pochi chilometri da Venezia e tutta la zona circostante si presta a interessanti escursioni. La località è fornita di cinema, discoteche, maneggio, campi da tennis e da bocce, piscina, palestra, parchi, minigolf, parchi giochi per bambini, sale giochi, biblioteche e sale di lettura, saloni per convegni e congressi. La ricettività alberghiera è ricca e ben diversificata." LIDO DI JESOLO VENEZIA
TERME DI BOGNANCO "LA STORIA La tradizione vuole che sia stata una giovane di Bognanco a scoprire, nel 1863, le acque e precisamente quella prima fonte che fu poi ribattezzata Luigia, oggi inaridita. Secondo alcuni la ragazza si chiamava Felicita Pellanda, secondo altri il suo nome era Anna Maria Possetti. La giovane, dunque, si sarebbe distratta un momento dal suo lavoro (pastorella o falciatrice, non si sa bene) per dissetarsi a una polla d´acqua sorgiva che nasceva da una roccia, sulla riva scoscesa del Bogna, scoprendo così l´acqua "ardente"", che sul momento fu scambiata per acquavite, tanto forte era il suo pizzicore. L´eccezionale sapore fece sì che la ragazza parlasse a tutti della sua scoperta. La notizia giunse anche al cappellano, don Fedele Tichelli, che si dilettava di scienze naturali; non appena vide il posto, capì subito che i depositi rosso-giallastri lasciati dall´acqua provavano che questa non era "marcia"" (come anche il proprietario del fondo su cui sgorgava aveva sempre creduto), ma carica di sali ferruginosi. Il Tichelli convinse il proprietario a cedergli il campicello, trovò i soci e fondò una società, che incominciò ben presto lo sfruttamento della sorgente. L´acqua fu lanciata sul mercato come "acqua gazzosa di Bognanco"" e venne esportata, prima di tutto a Domodossola. Da questo inizio ai nostri giorni le fonti di Bognanco conobbero fortune sempre maggiori. Vennero scoperte altre sorgenti (l´Ausonia, l´Adelaide e la San Lorenzo). Artefice del primo sviluppo fu il pavese Gaspare Cavallini: le acque avevano guarito suo figlio, che soffriva di disturbi gastro-intestinali. Sondaggi recenti hanno portato al ritrovamento di un´altra sorgente, chiamata "Gaudenziana"". L´ACQUA E LE CURE Le acque sono del tipo bicarbonato-alcalino-terrose e bicarbonato-solfato-alcalino-terrose. Possiedono la spiccata caratteristica di intervenire sul metabolismo del fegato, sia nel senso di migliorare la sua funzione, sia nel senso di favorire tutti i processi biochimici dell´organismo che gli sono collegati. L´acqua di San Lorenzo, ricca di ferro e magnesio, interviene sul ricambio lipidico. L´acqua Ausonia è meno mineralizzata, ma possiede le stesse caratteristiche della San Lorenzo, la stessa abbondanza di magnesio e di ferro. Entrambe le acque sono molto ricche di anidride carbonica, il che facilita il passaggio gastro-enterico e l´assorbimento da parte dell´intestino tenue. L´Ausonia è un complemento della cura con la San Lorenzo. La Gaudenziana è un´acqua oligominerale che facilita la diuresi e la eliminazione delle scorie metaboliche. Le acque di Bognanco, in conclusione, sono utili per l´apparato gastro-enterico, il fegato e le vie biliari, i reni e le vie urinarie, il ricambio. Vengono praticate cure idropiniche, inalazioni, aerosol, massaggi, massaggi subacquei, saune, marconiterapie, radar. La distribuzione delle acque avviene all´interno del parco delle terme, al padiglione Musso. Periodo di apertura da maggio a ottobre. L´ATTREZZATURA Sia all´interno del parco delle terme, sia nel "piccolo salotto"" di Bognanco (piazzale Rampone e piazzale Giannini) si tengono concerti, mostre d´arte, esibizioni della banda musicale di San Lorenzo. Ci sono una piscina termale (all´interno del parco), un bocciodromo, un campo da tennis e inoltre dancing, sala giochi, solarium, minigolf e sale lettura. Si è costituito il Club degli amici di Bognanco, con l´intento di aumentare la conoscenza della località e della valle. Una delle iniziative del Club è la "settimana relax"". La ricettività alberghiera è più che discreta." BOGNANCO TERME VERBANIA
TERME DI CRODO "LA STORIA Benché il colore rossiccio dei ciottoli del suo ruscello la rendesse un po´ sospetta, l´acqua di Crodo, prima di venire scientificamente studiata con l´analisi del farmacista Bianchetti di Domodossola nel 1841, era sempre stata apprezzata dai montanari del luogo, che ne facevano uso per la cura di alcune malattie. L´analisi del Bianchetti fu seguita qualche anno più tardi da quella del chimico milanese Giacomo Cardone, che ne confermò i risultati: l´acqua, classificata come ferruginosa-acidula, era ricca di minerali, fra cui magnesio e calcio, di carbonati e solfati. Vennero in seguito scoperte altre sorgenti, che accrebbero la polla esistente. A partire dal 1879, grazie anche all´intraprendenza del proprietario delle acque, il novarese Bernardo del Boca, le nuove sorgenti contribuirono a dare una certa notorietà al piccolo e grazioso borgo di montagna, che si trasformò in un centro termale. L´ACQUA E LE CURE Oggi le acque di Crodo scaturiscono da quattro sorgenti: la sorgente Valle d´Oro, che fornisce, direttamente in un padiglione delle terme, un´acqua minerale solfato-calcica a una temperatura di 11,5 °C e con un residuo minerale fisso di 2,10 grammi per litro a 205 °C; la sorgente Cistella, la cui acqua sgorga anch´essa all´interno del parco termale; la sorgente Lisiel, che sgorga all´estremità settentrionale del parco e fornisce un´acqua mediominerale solfato-bicarbonato-calcica a una temperatura di 9 °C e con un residuo minerale di 0,20 grammi per litro a 180 °C; la sorgente Cesa, situata in località Emo, alla sinistra del torrente omonimo, che fornisce acqua oligominerale (residuo fisso di 0,13 grammi per litro a 180 °C) solfato-calcica a una temperatura di 9 °C. Le acque vengono utilizzate gratuitamente nel grande parco termale Bagni di Crodo, dalla fine di giugno alla fine di agosto, nella cura di affezioni dell´apparato digerente (come gastriti ed enterocoliti), muscolare e scheletrico, e nei casi di intossicazione dell´organismo (soprattutto del fegato e dei reni). Poco lontano dai giardini vi è uno stabilimento di imbottigliamento delle acque Valle d´Oro e Lisiel, che per la loro leggerezza vengono utilizzate, come molti sanno, anche come acque da tavola e per preparare bibite. L´ATTREZZATURA Crodo è un´amena località di soggiorno estivo, situata in una bella valle dell´alta Ossola coperta di boschi di conifere, prati e pascoli. Conserva una chiesa romanica rifatta in parte nei secoli XVI e XVII, la parrocchiale di Santo Stefano, con un bel campanile del 1026. La zona circostante si presta a passeggiate e alla pesca nei torrenti. La ricettività alberghiera è discreta." CRODO VERBANIA
FONTI DI RECOARO Recoaro Terme ha il privilegio di possedere un complesso termale di alta potenzialità. Le sorgenti di acqua minerale sono nove e le più importanti si utilizzano alle Fonti Centrali: Lorgna, Amara, Nuova, Lelia e Lora. Caratteristica comune delle acque è quella di essere bicarbonato-alcaline, ma tra esse vi è un´acqua oligominerale, la Lora, che può a buon titolo essere considerata un´acqua medicinale, con specifiche indicazioni nelle calcolosi renali e nelle sindromi iperuricemiche. Le acque minerali Lorgna, Amara e Nuova usate per bibita sono indicate per la cura di forme patologiche dell´apparato digerente e ghiandole annesse, in particolare: gastriti croniche specifiche, turbe delle secrezioni gastriche, dispepsia, disordini funzionali del colon con stipsi o diarrea. Giovano anche nelle condizioni in cui una generica sofferenza epato-parenchimale si associa a non corretto deflusso di bile in duodeno. Risultano efficaci nelle convalescenze di epatiti acute, nelle epatotossicosi dei forti mangiatori, contribuendo alla ripresa funzionale e alla normalizzazione anatomica del fegato. L´acqua della Fonte Lelia per la presenza di ferro esercita effetti positivi sul midollo osseo contribuendo alla risoluzione di anemie carenziali. Benefica come complemento nella alimentazione dell´infanzia, particolarmente dopo episodi di gastroenterite. Efficace per risolvere alterazioni ematochimiche causate dalla attività muscolare negli sportivi. L´acqua oligominerale Lora risulta di notevole efficacia nella prevenzione e cura delle calcolosi delle vie urinarie, e come terapia di supporto nelle complicanze infettive della stessa. Utile nei disturbi metabolici con aumento dell´uricemia e in particolare nelle manifestazioni non acute della gotta. La "polverizzazione" delle molecole di acqua operata da appositi apparecchi può consentire l´inalazione dei minerali disciolti e il loro deposito nei vari distretti dell´albero respiratorio. Vengono così trattate: riniti, sinusiti, faringiti, laringiti, tracheo-bronchiti croniche. Le acque minerali possono essere anche trasformate in una nebbia densa e immesse in ambienti nei quali i pazienti restano per tutta la durata dell´applicazione terapeutica. Le acque minerali vengono usate anche per la balneoterapia. Possono essere trattate forme morbose dell´apparato locomotore: artrosi e manifestazioni degenerative articolari post-traumatiche, borsiti, tendiniti. Il deposito spontaneo delle acque minerali chiamato "Ocra", viene utilizzato per fangature generali o parziali. Terapia utile nel trattamento delle malattie reumatiche, contribuisce alla risoluzione delle contratture muscolari, delle turbe trofiche e vascolari con conseguente azione antalgica. RECOARO TERME VICENZA
IAT Recoaro Terme Recoaro Terme Vicenza
PIANETA BENESSERE GRAND HOTEL SALUS E DELLE TERME "LA STORIA Le terme hanno un´origine antichissima. Quando i Romani, all´inizio del III secolo a.C., guidati dal console Quinto Fabio Rulliano, superarono le vette del Cimino si trovarono davanti centri popolati sparsi per le valli dell´Etruria: Castel d´Asso, Cordigliano, Musarna, Surrena, Ferento. Dal borgo etrusco di Surrena, l´odierna Viterbo, sulla collina del Duomo, si dipartiva una via che puntava verso il piano dei bagni già largamente usati, sin da quei tempi, a scopo terapeutico. L´esercito romano distrusse i centri etruschi, ma fece tesoro della civiltà incontrata. I nuovi coloni rianimarono queste terre e poiché la civiltà etrusca, elegante e raffinata, aveva lasciato l´impronta di una cultura termale, continuarono a chiamare Terme Etrusche, anche ai tempi dell´impero, i bagni del territorio. Le vestigia delle terme romane si distendono per undici chilometri lungo l´antica Via Cassia, alla periferia di Viterbo, assumendo particolare rilevanza in prossimità delle tre principali aree termali: Aquae Passeris, Paliano e, più importante e famosa, Bullicame. In epoca medievale le terme divennero meta privilegiata di molti pontefici. È con papa Gregorio IX, venuto nel 1235 a curare nel Bagno della Grotta "il male della pietra"", che ebbe inizio l´epoca dei fasti papali delle Terme di Viterbo. Quindi papa Bonifacio IX, che nel 1404 accolse l´invito dei priori di Viterbo per curare con le acque e i fanghi i "gravi dolori delle ossa"" che quasi gli impedivano l´esercizio del suo ministero. Me le terme di Viterbo si chiameranno "dei papi"" soprattutto per un terzo pontefice: Niccolò V. Egli trovò un tale beneficio nelle cure dei suoi mali che nel 1450 fece costruire sul posto uno splendido palazzo, così da potervi soggiornare in caso di necessità. Quella costruzione dalle mura merlate si chiamò da allora Bagno del Papa. Ancora un Papa, Pio II, promosse altri lavori di ristrutturazione e ammodernamento dell´importante edificio termale. Nella Divina Commedia Dante Alighieri ricorda più volte il Bullicame ed in particolare nel XIV canto dell´Inferno: "Quale del Bulicame esce ruscello / che parton poi tra lor le peccatrici / tal per la rena giù sen giva quello..."". Michelangelo Buonarroti, passando dai Bagni di Viterbo in uno dei suoi viaggi a Roma (tra il 1496 e il 1536), fu colpito dalla bellezza delle terme e ne fece due disegni a penna. Nel XVI secolo furono utilizzate nei diversi stabilimenti già una ventina di sorgenti calde e fredde. Nel 1816 venne costruito un nuovo ed efficiente stabilimento più volte rimodernato in epoche successive. Nel 1994 le Terme dei Papi hanno completato i lavori di ristrutturazione e ampliamento del nuovo complesso termale. Nel 1956, nell´area del Bullicame era stato aperto un altro stabilimento, le Terme Salus, ampliato e ristrutturato in tempi recenti per ospitare un Centro Benessere (Pianeta Benessere, Grand Hotel Salus e delle Terme). L´ACQUA E LE CURE Il bacino idrominerale di Viterbo è uno dei più copiosi d´Italia. È costituito da varie sorgenti, per lo più ipertermali (da 40 ad oltre 56 °C), per la maggior parte sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose. L´acqua della Sorgente Bullica-me, con i suoi 58 °C di temperatura e 18 l/s di portata, è da sempre la più famosa per le qualità terapeutiche: il suo pregio risiede proprio nelle caratteristiche chimico-fisiche che la rendono adatta a molteplici utilizzazioni in terapia termale, in particolare nella cura e prevenzione delle affezioni croniche di tutto l´apparato respiratorio e di quello osteoarticolare e anche nelle malattie della cute, dell´apparato genitale e malattie dismetaboliche. La stessa sorgente alimenta inoltre una piscina di oltre 2000 metri quadrati di superficie. Ma a disposizione delle Terme dei Papi vi sono anche altre emergenze che, dal punto di vista della medicina termale, si discostano dalle suddette per composizione e indicazioni, creando un´ulteriore molteplicità e diversificazione delle possibilità di intervento terapeutico (ad esempio: in gastroenterologia, angiologia, stomatologia), come avviene per la storica sorgente del Bagno del Papa che scaturisce da falde sottostanti lo stabilimento, efficacemente impiegata nella cura delle vasculopatie periferiche. Perla del centro termale è la suggestiva grotta terapeutica caldo-umida, le cui condizioni ambientali sono create naturalmente per caduta dell´acqua ipertermale sotto forma di cascatelle. Vasto spazio è riservato alla fangoterapia con camerini completi di doccia e vasca con idromassaggio, nei quali il fango naturale arriva direttamente con un moderno circuito che ne garantisce omogeneità e temperatura costante. Questa preziosa materia viene estratta dal laghetto del Bagnaccio, un cratere di origine vulcanica sul fondo del quale sgorgano numerose sorgenti di acqua termale che mineralizzano e maturano allo stato naturale le argille presenti da secoli nel laghetto. Le strutture terapeutiche garantiscono, accanto alle cure tradizionali della medicina termale, una serie di importanti terapie: inalazioni, aerosol, humage, nebulizzazioni (adatte per le affezioni croniche delle prime vie aeree quali rinofaringe, laringe, trachea e grossi bronchi); aerosol sonico (sinusiti e otiti); irrigazioni nasali (riniti atrofiche o ipertrofiche, sinusiti, ozena, sindrome rino-sinusitico-bronchiale); insufflazioni endotimpaniche e politzer crenoterapico (affezioni della tuba e dell´orecchio, sordità rinogena); ventilazioni polmonari (broncopneumopatie croniche ostruttive, bronchiectasie); idromassaggi (edemi cronici degli arti, insufficienza venosa, sindrome post-flebitica); bagni (artrosi, postumi di traumi, reumatismi extrarticolari e altre patologie di interesse reumatologico nonché dermatologico come acne, psoriasi, seborrea, eczemi); fanghi e massaggi, grotte, trattamenti ginecologici (vaginiti croniche, cerviciti, malattie infiammatorie pelviche, prevenzione e terapia di alcuni tipi di sterilità); terapie del cavo orale; fisiokinesiterapia e riabilitazione motoria. Recentemente le Terme dei Papi si sono arricchite di un centro di cosmetologia e di estetica che sfrutta, con avanzate tecnologie, i benefici effetti delle acque e dei fanghi sulfurei, particolarmente adatti per curare problemi dermatologici e utili per il mantenimento di un buono stato della pelle. A questi scopi contribuisce anche la nuova linea di prodotti cosmetici. Le ex Terme Salus, ora Pianeta Benessere, situate a poca distanza dalle Terme dei Papi, utilizzano l´acqua delle sorgenti Sant´Albino e San Valentino soprattutto per trattamenti estetici e anti-stress; oltre a questi si praticano fanghi, grotte, inalazioni, aerosol, insufflazioni, bagni, idromassaggi, docce e massaggi. Il centro è provvisto di un proprio hotel, di una discoteca, di campi da tennis e da bocce, di una piscina, di un parco e di sale giochi. Entrambi gli stabilimenti sono aperti tutto l´anno (le Terme dei Papi praticano la fangoterapia solo da aprile a dicembre). L´ATTREZZATURA La zona offre luoghi di grandissimo interesse turistico, storico e culturale. La stessa Viterbo è un´interessante città d´arte, ricca di testimonianze storiche e artistiche medievali (chiese romaniche e gotiche di Santa Maria Nuova, San Sisto, San Francesco, la cattedrale di San Lorenzo; il Palazzo Papale, la cinta muraria con porte e torri, le fontane, i chiostri, la Rocca) e rinascimentali (i Palazzi Comunale, Farnese, Chigi, Santoro, quest´ultimo sede della Biblioteca Comunale). Da visitare sono il quartiere medievale, detto Contrada San Pellegrino, con la bella piazza duecentesca, la Casa Poscia e il Museo Civico, ricco di reperti archeologici etruschi e romani, e una interessante pinacoteca. Nei dintorni si segnalano: a Bagnaia la Villa Lante e i suoi giardini, Santa Maria della Quercia con la sua bella chiesa rinascimentale, l´anfiteatro romano di Ferento, i laghi di Bolsena e di Vico, le Grotte di Santo Stefano, l´antica Vulci, le necropoli di Tarquinia, Castel d´Asso, Barbarano, Blera e Norchia. Una visita merita anche Orvieto. Numerose a Viterbo sono anche le manifestazioni folcloristiche, culturali, musicali e sportive. La ricettività alberghiera è più che discreta." VITERBO VITERBO
TERME DEI PAPI "LA STORIA Le terme hanno un´origine antichissima. Quando i Romani, all´inizio del III secolo a.C., guidati dal console Quinto Fabio Rulliano, superarono le vette del Cimino si trovarono davanti centri popolati sparsi per le valli dell´Etruria: Castel d´Asso, Cordigliano, Musarna, Surrena, Ferento. Dal borgo etrusco di Surrena, l´odierna Viterbo, sulla collina del Duomo, si dipartiva una via che puntava verso il piano dei bagni già largamente usati, sin da quei tempi, a scopo terapeutico. L´esercito romano distrusse i centri etruschi, ma fece tesoro della civiltà incontrata. I nuovi coloni rianimarono queste terre e poiché la civiltà etrusca, elegante e raffinata, aveva lasciato l´impronta di una cultura termale, continuarono a chiamare Terme Etrusche, anche ai tempi dell´impero, i bagni del territorio. Le vestigia delle terme romane si distendono per undici chilometri lungo l´antica Via Cassia, alla periferia di Viterbo, assumendo particolare rilevanza in prossimità delle tre principali aree termali: Aquae Passeris, Paliano e, più importante e famosa, Bullicame. In epoca medievale le terme divennero meta privilegiata di molti pontefici. È con papa Gregorio IX, venuto nel 1235 a curare nel Bagno della Grotta "il male della pietra"", che ebbe inizio l´epoca dei fasti papali delle Terme di Viterbo. Quindi papa Bonifacio IX, che nel 1404 accolse l´invito dei priori di Viterbo per curare con le acque e i fanghi i "gravi dolori delle ossa"" che quasi gli impedivano l´esercizio del suo ministero. Me le terme di Viterbo si chiameranno "dei papi"" soprattutto per un terzo pontefice: Niccolò V. Egli trovò un tale beneficio nelle cure dei suoi mali che nel 1450 fece costruire sul posto uno splendido palazzo, così da potervi soggiornare in caso di necessità. Quella costruzione dalle mura merlate si chiamò da allora Bagno del Papa. Ancora un Papa, Pio II, promosse altri lavori di ristrutturazione e ammodernamento dell´importante edificio termale. Nella Divina Commedia Dante Alighieri ricorda più volte il Bullicame ed in particolare nel XIV canto dell´Inferno: "Quale del Bulicame esce ruscello / che parton poi tra lor le peccatrici / tal per la rena giù sen giva quello..."". Michelangelo Buonarroti, passando dai Bagni di Viterbo in uno dei suoi viaggi a Roma (tra il 1496 e il 1536), fu colpito dalla bellezza delle terme e ne fece due disegni a penna. Nel XVI secolo furono utilizzate nei diversi stabilimenti già una ventina di sorgenti calde e fredde. Nel 1816 venne costruito un nuovo ed efficiente stabilimento più volte rimodernato in epoche successive. Nel 1994 le Terme dei Papi hanno completato i lavori di ristrutturazione e ampliamento del nuovo complesso termale. Nel 1956, nell´area del Bullicame era stato aperto un altro stabilimento, le Terme Salus, ampliato e ristrutturato in tempi recenti per ospitare un Centro Benessere (Pianeta Benessere, Grand Hotel Salus e delle Terme). L´ACQUA E LE CURE Il bacino idrominerale di Viterbo è uno dei più copiosi d´Italia. È costituito da varie sorgenti, per lo più ipertermali (da 40 ad oltre 56 °C), per la maggior parte sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose. L´acqua della Sorgente Bullica-me, con i suoi 58 °C di temperatura e 18 l/s di portata, è da sempre la più famosa per le qualità terapeutiche: il suo pregio risiede proprio nelle caratteristiche chimico-fisiche che la rendono adatta a molteplici utilizzazioni in terapia termale, in particolare nella cura e prevenzione delle affezioni croniche di tutto l´apparato respiratorio e di quello osteoarticolare e anche nelle malattie della cute, dell´apparato genitale e malattie dismetaboliche. La stessa sorgente alimenta inoltre una piscina di oltre 2000 metri quadrati di superficie. Ma a disposizione delle Terme dei Papi vi sono anche altre emergenze che, dal punto di vista della medicina termale, si discostano dalle suddette per composizione e indicazioni, creando un´ulteriore molteplicità e diversificazione delle possibilità di intervento terapeutico (ad esempio: in gastroenterologia, angiologia, stomatologia), come avviene per la storica sorgente del Bagno del Papa che scaturisce da falde sottostanti lo stabilimento, efficacemente impiegata nella cura delle vasculopatie periferiche. Perla del centro termale è la suggestiva grotta terapeutica caldo-umida, le cui condizioni ambientali sono create naturalmente per caduta dell´acqua ipertermale sotto forma di cascatelle. Vasto spazio è riservato alla fangoterapia con camerini completi di doccia e vasca con idromassaggio, nei quali il fango naturale arriva direttamente con un moderno circuito che ne garantisce omogeneità e temperatura costante. Questa preziosa materia viene estratta dal laghetto del Bagnaccio, un cratere di origine vulcanica sul fondo del quale sgorgano numerose sorgenti di acqua termale che mineralizzano e maturano allo stato naturale le argille presenti da secoli nel laghetto. Le strutture terapeutiche garantiscono, accanto alle cure tradizionali della medicina termale, una serie di importanti terapie: inalazioni, aerosol, humage, nebulizzazioni (adatte per le affezioni croniche delle prime vie aeree quali rinofaringe, laringe, trachea e grossi bronchi); aerosol sonico (sinusiti e otiti); irrigazioni nasali (riniti atrofiche o ipertrofiche, sinusiti, ozena, sindrome rino-sinusitico-bronchiale); insufflazioni endotimpaniche e politzer crenoterapico (affezioni della tuba e dell´orecchio, sordità rinogena); ventilazioni polmonari (broncopneumopatie croniche ostruttive, bronchiectasie); idromassaggi (edemi cronici degli arti, insufficienza venosa, sindrome post-flebitica); bagni (artrosi, postumi di traumi, reumatismi extrarticolari e altre patologie di interesse reumatologico nonché dermatologico come acne, psoriasi, seborrea, eczemi); fanghi e massaggi, grotte, trattamenti ginecologici (vaginiti croniche, cerviciti, malattie infiammatorie pelviche, prevenzione e terapia di alcuni tipi di sterilità); terapie del cavo orale; fisiokinesiterapia e riabilitazione motoria. Recentemente le Terme dei Papi si sono arricchite di un centro di cosmetologia e di estetica che sfrutta, con avanzate tecnologie, i benefici effetti delle acque e dei fanghi sulfurei, particolarmente adatti per curare problemi dermatologici e utili per il mantenimento di un buono stato della pelle. A questi scopi contribuisce anche la nuova linea di prodotti cosmetici. Le ex Terme Salus, ora Pianeta Benessere, situate a poca distanza dalle Terme dei Papi, utilizzano l´acqua delle sorgenti Sant´Albino e San Valentino soprattutto per trattamenti estetici e anti-stress; oltre a questi si praticano fanghi, grotte, inalazioni, aerosol, insufflazioni, bagni, idromassaggi, docce e massaggi. Il centro è provvisto di un proprio hotel, di una discoteca, di campi da tennis e da bocce, di una piscina, di un parco e di sale giochi. Entrambi gli stabilimenti sono aperti tutto l´anno (le Terme dei Papi praticano la fangoterapia solo da aprile a dicembre). L´ATTREZZATURA La zona offre luoghi di grandissimo interesse turistico, storico e culturale. La stessa Viterbo è un´interessante città d´arte, ricca di testimonianze storiche e artistiche medievali (chiese romaniche e gotiche di Santa Maria Nuova, San Sisto, San Francesco, la cattedrale di San Lorenzo; il Palazzo Papale, la cinta muraria con porte e torri, le fontane, i chiostri, la Rocca) e rinascimentali (i Palazzi Comunale, Farnese, Chigi, Santoro, quest´ultimo sede della Biblioteca Comunale). Da visitare sono il quartiere medievale, detto Contrada San Pellegrino, con la bella piazza duecentesca, la Casa Poscia e il Museo Civico, ricco di reperti archeologici etruschi e romani, e una interessante pinacoteca. Nei dintorni si segnalano: a Bagnaia la Villa Lante e i suoi giardini, Santa Maria della Quercia con la sua bella chiesa rinascimentale, l´anfiteatro romano di Ferento, i laghi di Bolsena e di Vico, le Grotte di Santo Stefano, l´antica Vulci, le necropoli di Tarquinia, Castel d´Asso, Barbarano, Blera e Norchia. Una visita merita anche Orvieto. Numerose a Viterbo sono anche le manifestazioni folcloristiche, culturali, musicali e sportive. La ricettività alberghiera è più che discreta." VITERBO VITERBO