E' la cavita' turistica piu' GRANDE del MONDO
ed e' gestita dal gruppo speleologico piu' antico del mondo, la Commissione Grotte Eugenio Boegan (CGEB – 1883 ). La visita dura in media 50 minuti.
La Basilica di San Marco a Venezia, detta anche Basilica marciana, e' la chiesa piu' famosa del capoluogo veneto. E' il piu' noto esempio di architettura bizantina in Italia, anche se mantiene caratteri dell'arte veneziana intrecciata con quella bizantina, mostrando il grande ruolo compiuto da Venezia come tramite tra Oriente e Occidente. Si affaccia su Piazza San Marco, nell'omonimo sestiere, ed e' adiacente e collegata al Palazzo Ducale. Inoltre e' la sede del patriarca di Venezia e contiene le spoglie di San Marco Evangelista.
La basilica di Santa Croce, nell'omonima piazza a Firenze, è una delle più grandi chiese officiate dai francescani e una delle massime realizzazioni del gotico in Italia. È nota come Tempio dell'Itale glorie per le numerose sepolture di sommi artisti, letterati e scienziati che racchiude. La definizione risale al poema Dei Sepolcri di Ugo Foscolo in un passo in cui l'autore definisce Firenze:
« ma più beata che in un tempio accolte
serbi l'itale glorie, »
(Ugo Foscolo Dei Sepolcri, vv.123 e segg.)
Santa Croce è un simbolo prestigioso di Firenze, il luogo di incontro dei più grandi artisti, teologi, religiosi, letterati, umanisti e politici, che determinarono, nella buona e cattiva sorte, l'identità della città tardo-medievale e rinascimentale. Al suo interno trovarono ospitalità celebri personaggi della storia della Chiesa come san Bonaventura, Pietro di Giovanni Olivi, sant'Antonio da Padova, san Bernardino da Siena, san Ludovico d'Angiò. Fu anche luogo d'accoglienza per pontefici come Sisto IV, Eugenio IV, Leone X, Clemente XIV.
Nei suoi archivi sono custodite testimonianze che ci tramandano la costruzione quotidiana, nel corso dei secoli, di un grande progetto architettonico, artistico e di fede.
I Bronzi di Riace sono una coppia di statue bronzee di dimensioni molto superiori al vero, di provenienza greca o magnogreca o siceliota, databili al V secolo a.C. e pervenute in eccezionale stato di conservazione. Le due statue - rinvenute nel 1972 nei pressi di Riace in provincia di Reggio Calabria - sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi del ciclo ellenico, e tra le poche testimonianze dirette dei grandi maestri scultori del mondo greco classico. I Bronzi si trovano al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria e sono diventati uno dei simboli della città stessa.
Il campanile di Giotto è la torre campanaria di Santa Maria del Fiore, la Cattedrale di Firenze, e si trova in piazza del Duomo.
Le sue fondazioni furono scavate attorno al 1298 all'inizio del cantiere della nuova Cattedrale, con Arnolfo di Cambio come capomastro.
La posizione inusuale del campanile, allineato con la facciata, riflette la volont di conferirgli una grande importanza come segno di forte verticalit al centro della Insula Episcopalis e probabilmente la necessità pratica di liberare la visuale della zona absidale per la grande cupola prevista sin dal progetto arnolfiano.
Nel 1334 Giotto di Bondone subentra nell'incarico di capomastro e si occupa subito della costruzione del primo piano del campanile, disinteressandosi - secondo quanto sostiene una leggenda - del cantiere della Basilica. Fornisce un progetto del campanile, la cui terminazione prevede una cuspide piramidale alta 50 braccia fiorentine (circa 30 metri); il campanile nel progetto originale avrebbe dovuto raggiungere l'altezza di circa 110-115 metri.
Un disegno conservato nel Museo dell'Opera del Duomo di Siena considerato da alcuni studiosi ispirato a questo progetto.
SOLO PER VOI LA CAPPELLA SISTINA IN ESCLUSIVA!!!!
ORGANIZZIAMO UNA VISITA GUIDATA SOLO PER GRUPPI DI 50 PERSONE.
AVRETE QUINDI L'OPPORTUNITA' DI AMMIRARE CON BRAVISSIME GUIDE UNO DEI CAPOLAVORI DELL'UMANITA', LONTANI DAL VOCIARE DELLE MIGLIAIA DI PERSONE CHE USUALMENTE VISITANO IN CONTEMPORANEA LA CAPPELLA. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO 1 MESE DALLA VISITA (Solo per gruppi precostituiti)
La Cascata delle Marmore, con la sua stupefacente bellezza, appare come una scrosciante colonna d'acqua che si distribuisce su tre salti coprendo un dislivello di 165 metri e avvolgendo la rigogliosa vegetazione in una nuvola di schiuma bianca!
Lo scenario mozzafiato che si presenta agli occhi del visitatore è il frutto di oltre duemila anni di lavoro da parte dell'uomo che, a partire dall'età romana, ha tentato di canalizzare le acque del fiume Velino per farle precipitare nel sottostante fiume Nera.
Castel del Monte - Andria (Bari) Tipo: castelli - castels
Castel del Monte è un edificio del XIII secolo costruito dall'imperatore Federico II in Puglia, nell'attuale frazione omonima del comune di Andria, vicino a Santa Maria del Monte.
È situato su una collina della catena delle Murge occidentali, a 540 metri s.l.m. I centri urbani più vicini sono Andria (18 km), Ruvo di Puglia e Corato (21 km).
È stato inserito nell'elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936 e in quello dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1996.
Cerca un albergo nella provincia di Bari o nella città di Andria
Il Castello Sforzesco fu costruito nel XV secolo da Francesco Sforza, divenuto da poco Duca di Milano, sui resti di una precedente fortificazione risalente al XIV secolo.
E' il più famoso dipinto di Leonardo da Vinci,oggi completamente restaurato dopo un complesso intervento durato venti anni che lo ha salvato dalla progressiva degenerazione.
Roma e' la capitale della Repubblica Italiana, nonche' il capoluogo della Regione Lazio e della provincia di Roma. Con i suoi 2.726.539 abitanti distribuiti su una superficie di 1.285 kmq, e' il comune piu' popoloso e piu' esteso d'Italia.
Con oltre 26 milioni di visitatori nel 2007, Roma e' la terza citta' in Europa e l'ottava nel mondo come numero di presenze turistiche.
La sua grande popolarita' e' dovuta al fatto di essere stata nel corso della sua millenaria storia la capitale dell'Impero romano e il cuore della cristianita' cattolica. Il suo centro storico, sovrapposizione di testimonianze di quasi tre millenni, e' stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanita' dell'UNESCO.
Roma ospita al suo interno l'enclave della Citta' del Vaticano.
Certosa di Parma - Certosa di Paradigna - Parma (Parma) Tipo: monasteri - monasteries
La Certosa di Paradigna o Certosa di Parma è un'ex abbazia cistercense ora appartenente all'Università di Parma.
L'edificio, costruito nel maggio del 1298 per volere del cardinale Gherardo Bianchi, a forma di croce latina, è in stile gotico lombardo e nel presbiterio sono presenti affreschi del Baglione. La facciata risale invece al '700.
Anche se non fu mai una certosa (apparteneva infatti ai cistercensi di Chiaravalle della Colomba), questa abbazia venne costruita come punto di riferimento dei monaci nell'attività di bonifica del territorio dai bocci (sterpaglie e pruni) Conosciuta anche come Abbazia di San Martino dei Bocci o Abbazia Cistercense di Valserena, deve la sua popolarità al romanzo di Stendhal. Ora è sede universitaria del Centro Studi e Archivio della Comunicazione.
Inaugurato nell'80 d. C. dall'imperatore Tito con il nome di Amphiteatrum Caesareum, derivò il nome Colosseo nell'XI secolo dalla vicina, colossale statua bronzea di Nerone. Alto 52 metri, comprendeva quattro ordini di 80 arcate ciascuno e conteneva 70.000 posti. Fu la più grandiosa arena nel mondo antico: vi si svolgevano combattimenti gladiatori, spettacoli venatori ed esecuzioni capitali. Dal VI secolo inizia la rovina del Colosseo, che diventa una cava di materiali da costruzione, mentre al suo interno viene costruita nel medioevo la fortezza dei Frangipane. Fonte: Sito Ministero per i Beni e le Attività Culturali
La Cattedrale di Santa Maria del Fiore il duomo di Firenze e si affaccia su Piazza del Duomo. la quarta chiesa d'Europa per grandezza, dopo la San Pietro, St Paul a Londra e il Duomo di Milano. lunga, infatti, 153 metri mentre il basamento della cupola largo 90 metri. Ha una pianta peculiare, composta com' di un corpo basilicale a tre navate saldato ad una enorme rotonda triconca che sorregge l'immensa Cupola del Brunelleschi, la pi grande Cupola in muratura mai costruita. Al suo interno visibile uno dei pi grandi cicli affrescati; 3600 metri quadri di affreschi, eseguiti tra il 1572-1579 da Giorgio Vasari e Federico Zuccari.
La costruzione, iniziata sulle antiche fondamenta della chiesa di Santa Reparata nel 1296 da Arnolfo di Cambio, fu continuata da Giotto a partire dal 1302 fino alla sua morte avvenuta nel 1337. Francesco Talenti e Giovanni di Lapo Ghini la continuarono nel 1357. Nel 1412 il nome fu cambiato in Santa Maria del Fiore. La chiesa fu consacrata il 25 marzo del 1436 al termine dei lavori della cupola del Brunelleschi da papa Eugenio IV.
Attualmente cattedrale dell'arcidiocesi di Firenze.
Il Duomo di Milano, monumento simbolo del capoluogo lombardo, è dedicato a Santa Maria Nascente ed è situato nell'omonima piazza nel centro della città. È una tra le più celebri e complesse costruzioni gotiche del mondo.
Imponente ed artisticamente notevole è la più scenografica fontana non solo di Roma. Quando nei primi anni del 1730 il papa Clemente XII decise di sostituire la bella fontana disegnata da Leon Battista Alberti del 1453 con una di imponente maestosità, invitò i migliori artisti dell'epoca a presentare i loro progetti. Fu scelto quello di Nicola Salvi, ed i lavori ebbero inizio nel 1735 e si conclusero sotto il pontificato di Clemente VIII Rezzonico; la fontana fu inaugurata il 22 maggio 1761. Essa copre tutto un lato del palazzo Poli ed è larga venti metri ed alta ventisei. In alto lo stemma di Clemente XII scolpito da Paolo Benaglia, nella balaustra le quattro statue simboleggiano le quattro stagioni e sono opera degli scultori Corsini, Ludovisi, Pincellotti e Queirolo. Nel centro, sopra un carro a conchiglia trainato da due cavalli marini guidati da due tritoni, si erge maestosa la statua che rappresenta l'Oceano. Tutto il gruppo fu scolpito nel marmo da Pietro Bracci, di lato alle nicchie si trovano "la Salubrità" a destra e "l'Abbondanza" a sinistra e sono opera di Filippo Valle. Sopra le due sculture i bassorilievi opera di Giovan Battista Grossi e di Andrea Bergondi, ricordano la leggenda di Agrippa che approva il progetto dell'acquedotto e quello della vergine che indica le sorgenti ai soldati assetati. La grande vasca costruita a livello stradale simboleggia il mare ed è qui che i turisti gettano la monetina per augurare un piacevole ritorno nella città eterna. La leggenda dice che per impedire la vista dei lavori ad un barbiere eccessivamente critico, l'architetto Salvi fece posizionare un grande e pesantissimo vaso di travertino, ad ironica imitazione del recipiente per sapone, proprio di fronte al negozio dello stesso. Sul lato sinistro esterno si può vedere "La fontanina degli Innamorati", una semplice vaschetta rettangolare che riceve acqua da una cannetta. Si dice che gli innamorati che qui bevono non tradiranno mai.
La Galleria deve la sua vasta popolarità alla presenza di alcune sculture di Michelangelo: i Prigioni, il San Matteo e in particolare il celebre David, qui trasportato nel 1873, per il quale venne realizzata la scenografica galleria.
Nei locali contigui, ricavati da due antichi conventi, sono state raccolte, a partire dall'Ottocento, importanti opere d'arte provenienti dall'Accademia del Disegno, dall'Accademia di Belle Arti e da conventi soppressi.
La grandezza dell'attuale Oasi naturalistica e' dovuta soprattutto a Lelia Caetani, ultima discendente della famiglia Caetani. Fu lei, infatti, a portare a termine il progetto dell'attuale giardino che non rispondeva ad alcun modello, o moda dei tempi, ma semplicemente all'istinto creativo e alla capacita' delle tre donne del Casato.
Chi è nato a Roma, ed è stato battezzato e cresimato in San Pietro, considera i Giardini Vaticani i più belli del mondo. Forse è un' esagerazione, certo è che essi costituiscono, non solo per i fiori rari, gli alberi secolari, le siepi ricche, ma per le costruzioni che vi si incontrano (torri, casine, belvederi, viali, per non parlare delle fontane), un unicum affascinante. La particolarità sta nel work in progres Anche se, fin dai primi insediamenti, non mancavano ampi spazi verdi destinati, per lo più, a diverse coltivazioni o a zone boschive, dei Giardini propriamente detti si può parlare soltanto a partire dalla fine del secolo XIII, con papa Nicolo III. I pontefici riservarono maggiore o minore attenzione al verde del Vaticano a seconda dei momenti storici (e anche della loro particolare sensibilità) Certo, se il periodo rinascimentale fu particolarmente felice - è il momento in cui "arrivano" statue dell'antichità e soprattutto cominciano a zampillare le famose fontane - è dal 1870, quando il Vaticano diviene l'unica dimora dei papi, che i Giardini assumono la funzione di spazio vitale. Di luogo, cioè, dove camminare, muoversi, respirare. In baldacchino in carrozza, a piedi. Si tratta, comunque, di un inusitato insieme di "bellezze nascoste" che il pubblico poco conosce. Anche perché i Giardini sono molto grandi: quasi la metà del minuscolo Stato, il più piccolo del mondo (copre un'area di 44 ettari), anche se, forse, il più potente.
Alle spalle di Palazzo Pitti , che fu per quasi quattro secoli la residenza dei granduchi di Toscana e per un breve periodo dei re d'Italia, si stende il meraviglioso giardino di Boboli.
I Medici per primi ne curarono la sistemazione, creando il modello di giardino all'italiana che divenne esemplare per molte corti europee. La vasta superficie verde suddivisa in modo regolare, costituisce un vero e proprio museo all'aperto, popolato di statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte e di grandi fontane. I suoi affascinanti percorsi consentono di cogliere lo spirito della vita di corte e insieme di godere dell'esperienza di un giardino che sempre si rinnova pur nel rispetto della sua tradizione
Le cavita' sotterranee si estendono per una lunghezza di circa 3 chilometri, fino a raggiungere profondita' dell'ordine di 70 metri al di sotto del livello del suolo, riferito all' ingresso della grotta.
La visita turistica al complesso e' possibile attraverso due itinerari: quello breve, ci circa un chilometro e della durata di 50 minuti, e quello completo, che dura 2 ore.
Il complesso ipogeo delle Grotte di Frasassi rappresenta uno dei percorsi sotterranei piu' grandiosi e affascinati del mondo.
L'itinerario turistico, attrezzato e facilmente accessibile, ha una durata di circa 70 minuti, per un'estensione di 1,5 km.
Le Grotte di Nettuno sono delle formazioni carsiche situate a circa 24 km da Alghero, proprio sotto il promontorio di Capo Caccia, nella Sardegna nord-occidentale. La grotta fu scoperta da un pescatore locale nel XVIII secolo, e fin da allora si rivelo' una popolare attrazione turistica. La grotta prende il suo nome dalla divinita' romana del mare, Nettuno.
Il complesso delle grotte di Toirano, aperto al pubblico nel 1953, dopo le opportune opere di sistemazione, e' gestito direttamente dal Comune e costituisce oggi una delle maggiori attrattive che l'entroterra della Riviera Ligure di Ponente offre al turismo italiano, con un numero di visitatori superiore alle 110.000 unita' all'anno.
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La fontana delle 99 cannelle - L'Aquila (L'Aquila) Tipo: fontane monumentali - monumental fountains
La fontana medievale delle 99 cannelle, scrigno di occulti simbolismi riconducibili ai Cistercensi e collocata come la Fontana di Siloe a Gerusalemme. Secondo la tradizione, ognuno dei 99 paesi che parteciparono alla fondazione della città, portarono a questa fontana di forma trapezoidale, la propria acqua con la costruzione di una cannella. In realtà la fontana delle 99 cannelle risale al 1272 ma inizialmente le cannelle erano 63, nel 1582 diventarono 72 e solo tempo dopo, con l'aggiunta del terzo lato, furono portate a 99
Maschio Angioino - Napoli (Napoli) Tipo: castelli - castels
Castel Nuovo, meglio noto come Maschio Angioino, è uno dei castelli più famosi d'Italia e fa parte a pieno titolo dei simboli più rappresentativi della città di Napoli. Con la sua sagoma imponente, il maniero domina la scenografica piazza Municipio, creando una cornice di indiscutibile fascino ad uno dei cuori pulsanti della città del Vesuvio.
Il castello è sede della Società napoletana di storia patria e del Comitato di Napoli dell' Istituto per la storia del Risorgimento italiano, ospitato nei locali della SNSP.
L'area, suddivisa in due frazioni, denominate Maso Fratton e Valaia, ai confini del Parco del Brenta, è resa preziosa dall'essere frequentata dai superstiti Orsi bruni del Trentino. Il FAI ha raccolto le sollecitazioni di un gruppo di naturalisti trentini e dello studioso svizzero Hans Roth ed ha acquistato i terreni, con l'aiuto di Bayer Italia, così da sottrarli ad eventuali utilizzazioni improprie e offrire un habitat sicuro e cibo gradito agli orsi. Frutta, mais e avena, dopo una generale pulizia operata dai volontari del WWF locale, sono tornati alla originaria vigoria.
A pochi passi dagli scavi archeologici di Ercolano, il Mav - Museo archeologico virtuale – prova a dare figura al sogno di chi, partendo da torsi e rovine, immagino' per primo la vita di un'antica citta'.
In continuita' con quanto l'archeologia ha prefigurato nella storia delle sue ricerche, il progetto di questo museo cerca di tracciare un'immagine del passato grazie alle possibilita' aperte dalle nuove tecnologie.
Il primo nucleo dei Musei e delle Gallerie Pontificie, questo è oggi il vero nome dei Musei Vaticani, venne costituito da Giulio II (1503-1513) che raccolse nel cortile del Belvedere alcuni capolavori della scultura classica, come: l'Apollo del Belvedere (copia di originale greco di epoca classica, probabilmente opera dello sculture greco Leochares), il Laoconte (copia dell'originale di Rodi creato da Agesandro, Antenodoro e Polidoro) e il Torso (creato dall'artista Apollonio).
I pontefici successivi, Leone X, Clemente VII e Paolo III arricchirono la collezione nel corso del Cinquencento. Sisto V realizzò la sede della Biblioteca Apostolica Vaticana. A Clemente XIV e a Pio VI si deve la realizzazione, nella seconda metà del Settecento, del Museo Pio Clementino. Pio VII fondò il Museo Chiaromonti e Gregorio XIV creò quello Etrusco ed Egizio. Opera di Pio XI è la sistemazione della Pinacoteca e l'istituzione del Museo Etnologico Missionario, mentre fu Giovanni XXIII che decise di trasferire in Vaticano il Museo Gregoriano Sacro e Profano e quello Lapidario, fino ad allora ospitati in Laterano e fece costruire per questi musei una nuova ala all'interno del complesso museale pontificio. Paolo VI fu, invece, l'artefice della collezione d'Arte Religiosa Moderna.
Negli ultimi anni, per motivi di spazio, il Museo Storico è stato spostato nell'Appartamento papale del Palazzo Lateranense, rimanendo però in Vaticano il Padiglione delle Carozze. I Musei Vaticani sono formati da un insieme di collezioni diverse. Una visita completa dei Musei dura circa cinque ore. L'ingresso si trova nel Viale Vaticano, vicino Piazza Risorgimento.
Le collezioni Farnese e borbonica costituiscono i nuclei principali del patrimonio museale di Capodimonte. Le Gallerie custodiscono opere di: Giovanni Bellini, Sandro Botticelli, Caravaggio, Annibale Carracci, Artemisia Gentileschi, Francisco Goya, Simone Martini, Masaccio, Tiziano, ecc.
Il Museo delle Antichità Egizie venne fondato nel 1824 dal re Carlo Felice con l'acquisizione di una collezione di 5628 reperti egizi riunita da Bernardino Drovetti.
La sede del Museo è da allora nel palazzo che nel XVII secolo l'architetto Guarino Guarini aveva costruito come scuola dei Gesuiti, noto come "Collegio dei Nobili", e che nel XVIII secolo era diventato sede dell'Accademia delle Scienze.
Il 6 ottobre 2004 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali conferì in uso per trent'anni i beni del Museo ad una apposita fondazione, la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, ci cui fanno parte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. Fonte sito ufficiale
La necropoli etrusca dei Monterozzi è posta su un'altura a ovest di Tarquinia (VT) e possiede circa 6 000 sepolture le più antiche delle quali datate al VII secolo a.C. Circa 200 tombe contengono una serie di affreschi che rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico a noi giunto di arte etrusca e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell'età imperiale romana.
Molti, a Roma e altrove, conoscono l'Oratorio del Gonfalone, che è uno dei complessi architettonici e pittorici più suggestivi della seconda metà del Cinquecento.
Nell'Oratorio, l'Associazione Amici del Gonfalone e il Coro Polifonico Romano "Gastone Tosato" organizzano da molti anni una raffinata stagione concertistica, all'insegna di un'arte senza confini. Il ciclo, che decora interamente le pareti dell'Oratorio del Gonfalone raffigura in dodici episodi la Passione di Cristo: inizia con l'entrata in Gerusalemme, prosegue con l'Ultima Cena, l'Orazione nell'orto, la Cattura di Cristo, Cristo davanti a Caifa, la Flagellazione, l'Incoronazione di spine, l'Ecce Homo, la Salita al calvario, la Crocifissione e si conclude con la Resurrezione.
Le scene sono inquadrate da una intelaiatura architettonica formata da colonne tortili ispirate alle colonne vitinee dell'antica Basilica di San Pietro, che provenivano, secondo una antica leggenda, dal Tempio di Salomone.
Sopra ogni episodio sono raffigurati un Profeta e una Sibilla, suddivisi da una edicola architettonica, che racchiude una figura allegorica dipinta in monocromo.
Il ciclo fu eseguito tra gli anni 1569 e 1576, quando era cardinale protettore dell'Oratorio Alessandro Farnese, il cui stemma si trova sul soffitto ligneo intagliato da Ambrogio Bonazzini, uno dei più grandi specialisti dell'epoca, è un esempio di rara e pregevole qualità. Visite guidate su prenotazione
Il Palazzo Ducale, uno simboli della citta' di Venezia e capolavoro del gotico veneziano, sorge nell'area monumentale di piazza San Marco, tra la Piazzetta e il Molo. Antica sede del Doge e delle magistrature veneziane, ne ha seguito la storia, dagli albori sino alla caduta, ed e' oggi sede del Museo Civico di Palazzo Ducale.
Palazzo Vecchio si trova in piazza della Signoria a Firenze ed è la sede del comune della città. Rappresenta la migliore sintesi dell'architettura civile trecentesca cittadina ed uno dei palazzi civici più conosciuti d'Italia.
Chiamato in origine Palazzo dei Priori o Palagio Novo, divenne nel XV secolo Palazzo della Signoria, dal nome dell'organismo principale della Repubblica fiorentina; nel 1540 divenne Palazzo Ducale, quando il duca Cosimo I de' Medici ne fece la sua residenza; infine il nome Vecchio lo assunse nel 1565 quando la corte del Duca Cosimo si spostò nel "nuovo" Palazzo Pitti. Dal 1865 al 1871 fu sede del Parlamento italiano, mentre oggi ospita il Sindaco di Firenze e vari uffici comunali. Vi si trova inoltre un museo, che permette di visitare le magnifiche sale (dove lavorarono, tra gli altri, Agnolo Bronzino, Ghirlandaio, Giorgio Vasari, ecc.) e dove sono esposte opere di Michelangelo Buonarroti, Donatello, Verrocchio, ecc.
Patrimonio dell'UNESCO la necropoli etrusca della Banditaccia si estende per circa 10 km e comprende quattrocento sepolture risalenti al periodo etrusco.
Qui Vicino Orsini fece costruire nel XVI secolo alcuni monumenti che raffigurano animali mostruosi e mitologici. Gli architetti erano Pirro Ligorio, Jacopo Barozzi da Vignola ed altri successori. Chiamò il parco Sacro Bosco e lo dedicò a sua moglie, Giulia Farnese (non quella che era la concubina del papa Alessandro VI). Vi sono anche architetture impossibili, come la casa inclinata, o alcune statue enigmatiche che rappresentano forse le tappe di un itinerario di matrice alchemica.
Iscrizioni sui monumenti stupiscono e confondono il visitatore. Forse questa era l'intenzione del principe: (Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende). Ci sono anche implicazioni morali: (Animus quiescendo fit prudentior ergo). O forse il complesso fu fatto semplicemente "per arte" in un doppio senso della parola (Tu ch'entri qua con mente parte a parte et dimmi poi se tante meraviglie sien fatte per inganno o pur per arte).
Scienziati storici e filologi hanno fatto parecchi tentativi di spiegare il labirinto di simboli, e hanno trovato temi antichi e motivi della letteratura rinascimentale, per esempio del Canzoniere di Petrarca, dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e del poema Amadigi di Bernardo Tasso. Sono rimasti, per, talmente tanti misteri che uno schema interpretativo universale, alla fine, forse non potrebbe essere trovato.
Dopo la morte dell'ultimo principe Orsini nel 1585 il parco fu abbandonato e nella seconda met del Novecento fu restaurato dalla coppia Giancarlo e Tina Severi Bettini, i quali sono sepolti nel tempietto interno al parco, che forse anche il sepolcro di Giulia Farnese.
Il Parco regionale di Veio si trova nella provincia di Roma ed il suo territorio forma un triangolo delimitato dalla via Flaminia ad est, la via Cassia ad ovest e la provinciale Campagnanese a nord. Il territorio interessa il cosiddetto Agro Veientano, dominato dalla città etrusca di Veio e caratterizzato da interessanti elementi storici, naturalistici e paesaggistici.
Il parco "Villa Gregoriana" è situato sul lato sinistro della grande cascata dell'Aniene, nei cosiddetti "baratri tiburtini", immediatamente sotto l'antica acropoli di Tivoli, dominata dai famosi templi di Vesta e della Sibilla. Questi, sebbene appena al di fuori dal perimetro della Villa, possono senza alcun dubbio essere annoverati tra il patrimonio archeologico del parco. La fama del luogo, risalente all'antichità, è attestata da numerose citazioni letterarie tra cui i versi delle "Odi" di Orazio ed il passo delle "Sylvae" di Stazio che descrivono la villa romana di Manlio Volpisco, i cui resti si trovano all'interno del parco "Villa Gregoriana". Numerose rappresentazioni pittoriche della rupe dell'acropoli con i templi ed il salto dell'Aniene testimoniano la fama del luogo che non venne mai meno e che raggiunse il suo apice tra il Settecento e l'Ottocento. In tale periodo infatti il luogo divenne meta privilegiata ed obbligata anche di tanti fra i viaggiatori del Grand Tour. Addison nel 1705 osservava che "i pittori venivano spesso a Tivoli da Roma per studiare il paesaggio di Tivoli" TRatto dal sito ufficiale
Sin dall'alba del 24 agosto di quell'anno 79 apparve sul Vesuvio una grande nuvola a forma di pino. Alle dieci del mattino i gas che premevano dall'interno fecero esplodere la lava solidificata che ostruiva il cratere del vulcano, riducendola in innumerevoli frammenti, i lapilli, i quali furono scagliati su Pompei, insieme con una pioggia di cenere cos fitta da oscurare il sole. Fra terribili scosse telluriche ed esalazioni di gas venefici, la citt cess d'esistere quello stesso giorno, rimanendo per secoli sepolta sotto una coltre d'oltre sei metri di cenere e lapilli. Si calcolato che sui circa diecimila abitanti che doveva avere in quel periodo Pompei, circa duemila sarebbero state le vittime, alcune avvelenate dai gas durante la fuga, altre stritolate nelle loro stesse case dai tetti crollati sotto il peso dei lapilli.
Della citta' quasi si perse la memoria, al punto che, quando alla fine del XVI secolo l'architetto Domenico Fontana, nel costruire un canale di derivazione del Sarno, scopri' alcune epigrafi e persino edifici con le pareti affrescate, non vi riconobbe i resti dell'antica Pompei.
I primi veri scavi nell'area di Pompei ebbero inizio nel 1748 per volont del re Carlo di Borbone, anche se furono piuttosto irregolari e non seguirono alcun metodo scientifico. Spesso gli edifici man mano portati alla luce venivano spogliati di oggetti ed opere d'arte e quindi nuovamente ricoperti. Nella prima met dell'Ottocento i lavori procedettero molto pi speditamente, e portarono all'esplorazione di molti edifici privati e di quasi tutto il Foro. Dal 1860, con l'avvento del Regno d'Italia, i lavori affidati alla direzione di Giuseppe Fiorelli furono condotti con sistematicit e rigoroso metodo scientifico. Il Fiorelli intui fra l'altro la possibilita' di ottenere calchi dalle vittime dell'eruzione colando del gesso liquido nel vuoto lasciato dai corpi, ormai dissolti, nella cenere solidificata: questi calchi, nell'Antiquarium di Pompei, costituiscono una delle pi tragiche testimonianze della catastrofe.
Oggi Pompei ci appare in quasi tutta la sua estensione e ci riporta al giorno in cui il destino ferm il corso della sua storia. Le scritte elettorali sui muri, le suppellettili domestiche, le botteghe, tutto sembra ancora vivo: la tragedia di Pompei non ha distrutto la citt, vi ha solo fermato il tempo per restituircela con l'aspetto che essa aveva in quel preciso giorno del 79 d.C..
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Ponte di Rialto - Venezia (Venezia) Tipo: capolavori - masterpieces
Il ponte di Rialto a Venezia e' uno dei quattro ponti - assieme al Ponte dell'Accademia, al Ponte degli Scalzi e al Ponte di Calatrava attualmente in fase di rifinitura - che attraversano il Canal Grande. Dei quattro, il ponte di Rialto rimane il piu' antico e sicuramente il piu' famoso. Canal Grande
La Reggia di Caserta - Palazzo Reale di Caserta - è una dimora storica appartenuta alla famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, proclamata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Situata nel comune di Caserta, è circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana ed il giardino all'inglese.
Il complesso del palazzo reale - con i suoi giardini lunghi circa 2,5 km - è più grande d'Europa.
La reggia di Venaria Reale è una delle maggiori residenze sabaude in Piemonte. Probabilmente la più grande per dimensioni, è paragonabile quanto a struttura alla reggia francese di Versailles che fu costruita tenendo a mente il progetto della dimora reale piemontese.
La reggia di Venaria fu progettata e costruita in pochi anni (1658 - 1679) su progetto dell'architetto Amedeo di Castellamonte. A commissionarlo era stato il duca Carlo Emanuele II che intendeva farne la base per le battute di caccia nella brughiera collinare torinese.
Lo stesso nome in lingua latina della reggia, Venatio Regia, viene fatto derivare dall'arte venatoria.
L'insieme dei corpi di fabbrica che costituiscono il complesso, enorme se si considera l'estensione (80.000 mq di piano calpestabile), include il parco ed il borgo storico di Venaria, costruiti in modo da formare una sorta di collare che rievoca direttamente la Santissima Annunziata, simbolo della casa sabaudo.
Al borgo si unirono ben presto molte case e palazzi di lavoratori e normali cittadini che vollero abitare nei dintorni della Reggia, fino a far diventare Venaria Reale un comune autonomo della provincia di Torino.
Non solo le catacombe. Domus Aurea, Necropoli Vaticana, Case Romane al Celio, Casa dei Grifi, colombari di Vigna Codini, Crypta Balbi, Mitreo di Santa Prisca, chiesa di San Crisogono, Stadio di Domiziano, chiesa di Santa Sabina, Mausoleo di Augusto, Mitreo del Circo Massimo, Insula romana dellAra Coeli, sotterranei di S. Paolo alla Regola, basilica di S. Clemente, Catacombe ebraiche, colombario di Pomponio Hylas
L'Associazione Culturale GENTI E PAESI organizza visite guidate per scoprire i luoghi pi famosi della Capitale, ma anche quelli spesso ingiustamente dimenticati dai grande flusso turistico.
San Giorgio Maggiore - Venezia (Venezia) Tipo: chiese e basiliche - churches and basilicas
San Giorgio Maggiore è una basilica sull'Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, parte dell'omonimo monastero. La chiesa si affaccia sul Bacino di San Marco. La prima chiesa dedicata a San Giorgio sorse tra l’VIII e il IX secolo; nel 982 l’isola fu donata ad un monaco benedettino, che vi fondò l’adiacente monastero. La chiesa attuale, costruita da Andrea Palladio che si occupò del progetto a partire dal 1565, è una delle opere più note dell'architetto vicentino. L'edificio fu terminato nel 1576, mentre la sua facciata venne completata solo nel 1610 da Vincenzo Scamozzi, 30 anni dopo la morte del maestro.
L'attuale campanile (alto 75 m) risale al 1791: costruito nel 1467, crollò nel 1774. A canna quadrata, con cella in pietra d'Istria e cuspide conica, offre un panorama unico su Venezia e sulla laguna.
Tuttora i monaci benedettini officiano la chiesa.
Sassi di Matera costituiscono il centro storico della città di Matera.
Il Sasso "Caveoso"' ed il Sasso "Barisano", insieme al rione "Civita", formano un complesso nucleo urbano, oggi così denominato. Patrimonio Mondiale dell'UNESCO
La torre pendente di Pisa (chiamata semplicemente torre pendente o torre di Pisa) un campanile posto accanto al duomo di Pisa, sotto al quale il terreno ha leggermente ceduto, facendolo inclinare di alcuni gradi.
Si tratta di un campanile costruito nell'arco di due secoli (in tre diverse fasi di lavoro) a partire dalla fine del XII secolo, la seconda torre circolare - in termini d'altezza - dopo quella di Palazzolo sull'Oglio in provincia di Brescia. Si trova nella celeberrima Piazza dei Miracoli a Pisa; la torre, interamente in marmo bianco, ne sicuramente il gioiello.
Trinità dei Monti - Roma (Roma) Tipo: chiese e basiliche - churches and basilicas
La Chiesa di Trinità dei Monti a Roma è famosa soprattutto per essere uno degli scenari urbani più spettacolari del Periodo Barocco, la Scalinata fù costruita sotto il volere di Papa Innocenzo XIII da Francesco De Sanctis tra il 1723 e il 1726.
Quando i fiori fioriscono in primavera, la Scalinata viene decorata con grandi vasi di Azalee.
La Valle dei Templi è un sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia, ubicato nei pressi di Agrigento, in Sicilia. Dal 1998 è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell'umanità, redatta dall'UNESCO.
Villa Adriana è un'immensa villa che si trova a Tivoli (a circa venti chilometri da Roma), fatta costruire dall'imperatore Adriano. Adriano, che aveva avuto un'educazione molto profonda ed era stato istruito da precettori ellenistici, era stato, fin dalla tenera et, molto colpito dalla cultura orientale e classica della Grecia.
Ciò lo portò ad avere una visione del ruolo di imperatore più assolutistica. Proprio per questo per separarsi dal popolo e dai sudditi (così come lui lo intendeva) decise di erigere questa imponente costruzione, che a tutt'oggi resta un patrimonio storico molto importante e una testimonianza della grande capacità dei Romani nella costruzione degli edifici. Attorno alla piscina sono situate delle statue, copie romane di quelle dell'Eretteo, che sono rivolte verso la piscina e non verso i visitatori, creando cos un riflesso incantevole sulla superficie dell'acqua.
Villa Adriana stata dichiarata nel 1999 patrimonio dell'umanità.
Voluta dal cardinale Ippolito II d'Este, nominato Governatore civile della città di Tivoli da papa Giulio III, che lo volle in questo modo compensare dopo averlo sconfitto nella corsa al soglio pontificio, la Villa fu elaborata dal napoletano Pirro Ligorio: questi affidò il restauro del convento benedettino all'architetto G. A. Galvani, mantenendo per sé la realizzazione del magnifico giardino. Passata alla morte del cardinale nelle mani dei parenti, Alessandro e Luigi, passò poi agli Asburgo parenti di Maria Beatrice, ultima Este: la sua situazione stava degenerando a vista d'occhio, quando venne parzialmente salvata dal cardinale de Hohenlohe, che ne rinverdì i fasti ospitando anche il celebre Franz Liszt. Nel 1919 in base al trattato di St. Germain lo Stato Italiano ne divenne possessore.
Il lavoro compiuto dal Ligorio fu veramente notevole: si trattava di superare molti problemi pratici e cominciò creando l'alto terrapieno del giardino, utilizzando le vecchie mura urbane come contrafforti, scavò sotto la città di Tivoli una galleria lunga 600 m che dal bacino dell'Aniene portava una mole incredibile d'acqua fino alla vasca sopra la fontana dell'Ovato, convogliò l'acqua della sorgente Rivelese fino alle cisterne della Villa e calcolò esattamente quanta acqua ci sarebbe voluta per realizzare tutti i giochi che aveva in mente, usando solo il principio dei vasi comunicanti. Si avvalse anche della collaborazione di valenti idraulici quali Giacomo della Porta e Claude Venard, che realizzò l'organo idraulico. Ma quello che impressiona ancora di più sono i numeri: 35.000 mq complessivi di giardini, 250 zampilli, 60 polle d?acqua, 255 cascate, 100 vasche, 50 fontane, 20 esedre e terrazze, 300 paratoie, 30.000 piante a rotazione stagionale, 150 piante secolari ad alto fusto, 15.000 piante ed alberi ornamentali perenni, 9.000 mq di viali, vialetti e rampe. Fonte: Sito ufficiale Ministero per i Beni e le Attività Culturali