Il luogo dei bagnaioli: così era chiamata,
con sorridente superiorità, la piana delle terme dall'alto del Montecatini
antico, quel borgo Alto che si raggiunge ora per un'asfaltata tutta curve
o direttamente con la funicolare rossa datata inizio secolo.
Luogo alto e soprattutto delizioso, con una lunga piazza in lieve ascesa
su cui si affacciano vecchi palazzi, resti di torri, la cancelleria ora teatro
dei Rinnovati o dei Risorti, e caffè con variopinte poltrone ad invitare
al ristoro, a quell'apparente sospensione dell'attività che è
invece l'incanto e liberato pensare.
Si prosegue il cammino avviato dalla porta antica rimasta delle sette originarie,
verso la pieve e la rocca, roccioso cuore medioevale - in parte ancora romanico
- l'una, ben squadrata e forte l'altra con la torre centrale.
Un'altra torre, possente, rimane, quella dell'orologio, nel luogo ora del
convento carmelitano; e accanto la loggia settecentesca di San Sebastiano.
Di qui la grande valle distesa.
Ma la vista si ritrova, tutta intera, nel percorso delle antiche mura,
praticabili quasi a trasformare il luogo da esse definito in grande osservatorio
sulla valle.
Ma nella valle scendiamo.
Se si arriva alle Terme con la propria auto
attraverso la statale che ripercorre grosso modo l'antica Clodia (
Firenze/Pistoia - Lucca ), o con un sevizio pubblico o in treno, ci si può
sistemare in uno dei lussuosi alberghi, o in un albergo comunque elegante
e confortevole, o in una pensione familiare di cordiale ospitalità.
Se si è invece di passaggio, in gita o per lavoro, non si può
non fare una puntatina nel lungo centro che conduce dalla grande piazza
circolare, attraverso il viale affettuosamente intitolato a Verdi che qui
veniva a curarsi e riposarsi, alla piazza su cui si affacciano le grandi
Terme, Leopoldine Tettuccio, Regina.